carmelomodicaedizioni

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Saratoff, 2 marzo 1918.

 

Questo decreto é promulgato dal Comitato rivoluzionario della città di Saratoff [...]

Art.4 - I possessori di donne possono godere senza aspettare il loro turno.

 Art. 5. - Se il marito farà resistenza a chi volesse possedere sua moglie, perderebbe il diritto preveduto dall'articolo precedente. [...]

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[...]

E in cambio d un simpatico odorino che c’era sempre stato di rinchiuso e di muffa, che a ficcare il naso in fondo ai fogli mi pareva di ringiovanire ogni volta di vent’anni, una puzza d’acido fenico che accora.

Il libro m’è tornato, non dico di no Ma tanto valeva che l’amico Ipsilon ci avesse tra foglio e foglio spiaccicato e appiccicato una collezione d’insetti e di francobolli [...]

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[...]

Modica ha sofferto la violenza antidemocratica della dittatura fascista, e se ne è liberata, ma la sua situazione politica attuale è la figlia diretta di due ventenni democristiani (il secondo peggiore del primo) e del quindicennio social-comunista. Negli ultimi due periodi, la politica è stata pianificata e guidata dagli stessi personaggi che ora si trovano nel medesimo calderone della dittatura della mediocrità che puzza di petrolio.

Noi vorremmo che non ci si dimenticasse di quei comunisti dichiarati che, anche dal nostro Consiglio comunale, si erano issati sul muro di Berlino a sparare per difendere il Sovietico “Paradiso dei Lavoratori” (cui si ispiravano) dall’attacco del capitalismo reazionario.

Noi vorremmo che non ci si dimenticasse che, quando arrivò Berlusconi, quegli stessi comunisti (non più dichiarati, nemmeno come ex) ci misero poco a girare la direzione del fucile di 180 gradi.[...]

 

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Compagni che  

hanno sbagliato,

continuano a sbagliare e

programmano di sbagliare

 

[...] Caro compagno, tu certamente non ti intendi di dottrina altrimenti sapresti che il comunismo è un’unica storia di orrore e morte, terrore e miseria. E questa "qualità" risiede nella dottrina dei padri, quindi una sorta di DNA politico-culturale. I «padri fondatori» l’avevano promesso: «I comunisti ricusano di celare le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro scopi possono attuarsi solo tramite l’abbattimento violento di tutto l’ordinamento sociale sin qui esistente. Le classi dominanti tremino di fronte a una rivoluzione comunista» (6). [...]

 

(6) Karl Marx; e Friedrich Engels, Manifesto del Partito Comunista, trad. it., Newton Compton, Roma 1977, p. 105.

 

 

 

 

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