quali rappresentanti rispettivamente dell’UDC e dei DS hanno sottoscritto una serie di articoli su “La Pagina” e sul “Dialogo” sull’attuale situazione politica modicana.
Per sintetizzarne i contenuti è sufficiente riferire che il Pisana in uno degli ultimi articoli racconta di un modicano che gli aveva chiesto come poteva avvenire che la situazione politico-amministrativa modicana venisse vista in maniera idilliaca dal Pisana stesso ed in maniera catastrofica dal Di Rosa.
Il bicchiere riempito perfettamente a metà è stato sempre utilizzato come strumento per distinguere l’ottimista dal pessimista perché il primo lo definisce mezzo pieno ed il secondo mezzo vuoto. Ovviamente l’essere ottimista o pessimista è un modo di essere dell’uomo e quindi tali valutazioni sono costanti nel senso che per costoro il bicchiere è sempre mezzo vuoto o mezzo pieno.
Nella normalità, inoltre, sia l’ottimista che il pessimista utilizzano tale locuzione solo quando il bicchiere è a metà perché quando il livello del liquido fosse sensibilmente lontano dalla metà uno avrebbe ragione e l’altro dovrebbe andare dal medico per farsi curare.
Sia Pisana che Di rosa ipotizzano, nelle direzioni opposte, non un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno ma addirittura un bicchiere colmo fino all’orlo o quasi (Pisana) oppure completamente asciutto (Di Rosa)
Cadremmo nel banale se non dicessimo, ed abbiamo i documenti per provarlo, che non molto tempo fa le posizioni erano completamente invertite il che sta ad indicare come mentre nel quotidiano il buon padre di famiglia modicano non avverte nessuna differenza e nessuna novità al cambiamento di maggioranza, per il Pisana ed il Di Rosa si passa dall’eden al declino nel giro di pochi mesi a seconda che si è all’opposizione o al governo.
Diciamo subito che a noi non interessa, non è mai interessata la elencazione delle cose fatte o delle cose che dovrebbero essere fatte, ritenendo più importante le pulsazioni che spingono a fare una cosa rispetto ad un’altra.
Non è affatto vero che le considerazioni del Pisana e del Di Rosa sono di diversa natura, esse rispondono al teatrino della politica che possono attecchire solo nella cultura del grande fratello e delle telenovele. Possono avere valenza nell’epoca della memoria corta, nell’epoca della razza sfuggente e della disattenzione: nell’epoca della mediocrità.
Le due posizioni sono uguali, entrambe ricorrono allo stesso sillabario perché piegano ogni fatto alla necessità di acquisire credibilità politica per la propria parte, ricorrendo all’efficacia emozionale dei messaggi, senza un minimo ricorso all’autocritica o alla difficoltà oggettiva del governare e dove la maggiore o minore capacità di governare si misura sulla maggiore o minore quantità di giorni con cui si pagano gli stipendi del personale.
Coerentemente il Pisana ci ha detto che si può essere di parte in maniera onesta e noi lo condividiamo a patto che tale affermazione non si voglia far corrispondere ad una posizione culturale. La cultura per definizione non può essere definita di parte. Ogni uomo ricerca la verità e ritiene di trovarla in un sistema di pensiero che ritiene l’unico capace di governare la Comunità e renderla felice. Si potrà comprendere che tale sistema di pensiero, magari utopico, dovrà fare i conti con la natura dell’uomo, ma mai un sistema di pensiero può definirsi di parte.
Ne consegue che un sistema di pensiero è l’esito di una ricerca che fa riferimento ai criteri della logica e della coerenza, eventualmente dell’accettazione della trascendenza o dell’immanenza ma sempre orientata al generale e mai alla parte.
Essere di parte ovviamente può essere onesto con riferimento ai codici (Nell’epoca di tangentopoli si disse che si rubava per il partito) ma spesso è disonesto intellettualmente quando proprio per sostenere la propria parte non vi è un minimo cenno ai meriti delle altre parti o si tende a piegare tutto alla logica della propria fazione.
In questo nostro scritto siamo stati schietti, forse oltre il necessario, ma ciò deriva dalla grande stima che nutriamo sia per Pisana che per Di Rosa che ci rende insopportabili certe cadute di analisi che impediscono al mondo culturale modicano di liberarsi, una volta per tutta, dai perniciosi condizionamenti delle falsità partitiche per tentare di esercitare una funzione di guida e/o di pressione nei confronti della politica.
Vogliamo costruire un fronte culturale modicano?
Abbiamo letto il tazebao posizionato accanto all’ingresso dell’edificio delle poste e firmato dall’Osservatorio politico di Modica. Lo riproduciamo per intero:
<<TAZEBAO
TRIBUNALE ULTIMO ATTO:
Questa maggioranza di destra da un lato accusa i magistrati di essere "peggio del fascismo" e dall'altra inaugura i Tribunali, con tanto di cene di gala ed auto blu che scorazzano per la città.
Con buona pace di tutti i cittadini onesti che credono ancora alla "legge uguale per tutti"... Osservatorio Politico modica>>
Abbiamo tentato (9 febbraio 2004) di sapere qualcosa in più di questo osservatorio politico visitando il sito ma non siamo riusciti che a rileggere il testo del Tazebao.
Il messaggio è avvilente perché è un vilipendio allo strumento del Tazebao che rappresentando lo strumento a volte clandestino di lotta e di libertà nei regimi totalitari (fascisti e comunisti) è stato nell’occasione utilizzato creando una contraddizione incomprensibile che non solleva alcun sentimento profondo: ci sembra, infatti una forzatura trovare una contraddizione tra l’accusa a certi magistrati e la inaugurazione dei Tribunali.
I post comunisti in maniera molto simile ai comunisti veri, allucinati dalla sacra lotta di classe non potevano far passare inosservato un episodio che seppure con qualche (per loro) modesta forzatura gli consentiva di affiancare Berlusconi al fascismo, alle auto blu scorazzanti ed alle cene di gala. Vedete un attacco di questo genere se lo poteva permettere Che Guevara ma non gli amici di Dalema che di inaugurazioni ne fece ed anche peggiori e con atteggiamenti sprezzanti nei confronti di semplici operai che lo avvicinavano.
Ci dicono che questo “Osservatorio politico” corrisponde ad un gruppo giovanile della sinistra il che ci fa sentire tutta intera la responsabilità nostra, di quasi sessantenni, di aver rubato ai giovani anche la passione e le irruenza tipica della gioventù rendendoli, nelle idee, vecchi a vent’anni. Noi siamo dell’opinione che quando un tazbao ha la stessa valenza dei discorsi che in queste ultime settimane stanno facendosi Domenico Pisana, segretario dell’UDC, e Giovanni Di Rosa, segretario dei Ds allora si, veramente … Putiemu cògghiri i stigghi
Con ritardo, ma ce ne siamo accorti solo adesso, commentiamo la notizia della delibera della Giunta comunale di realizzare un concorso sull’arredo urbano. Diciamo però che non avremmo limitato la partecipazione ai tecnici e liberi professionisti (Il giornale di Sicilia del 26 novembre 2003).
Il senso del bello non appartiene al mondo della preparazione ma a quello della cultura intesa con visione come sensibilità.
Un colloquio molto articolato ed intenso che in quest’ultimo periodo abbiamo avuto con un nostro amico architetto ci ha convinto che l’università sforna laureati di architettura ma pochi di essi diventano architetti: molti diventano …altro.
Sarebbe sufficiente visitare alcune realizzazioni di sedicenti architetti per rendersi conto come molto spesso, pur di essere originali, hanno offeso il buon gusto ed il paesaggio. Andando a marina di Modica… vecchia strada…
Ad ogni buon fine riteniamo che questa iniziativa rappresenta un segno di umiltà da parte di chi ritiene di essere il detentore del giudizio di bellezza. Il passo decisivo si attuerà quando si comprenderà che bisogna coinvolgere il fruitore della bellezza urbanistica che non è il professionista che ha vinto un concorso in un ufficio pubblico ed ancor meno il commerciante che si sente il proprietario del centro storico.
La lotta politica della Magistratura contro Berlusconi o non conosce né sosta né il ridicolo.
Il presidente dell’Associazione Magistrati ha accusato il governo di voler fascistizzare la Magistratura perché vuole (il governo) modificare una norma introdotta, nel nostro sistema, dal fascismo.
Come a dire che quando non si è comunisti si è fascisti sempre, anche quando si vuole abrogare una norma fascista.
Il terzo potere (La Magistratura) ha annunciato lo sciopero contro il potere esecutivo perché intende proporre al Parlamento sovrano la separazione delle carriere dei magistrati come a dire che non riconosce al Parlamento il ruolo di fare le leggi e che il modo di intendere il magistero della Giustizia è prerogativa dei magistrati.
Continuando così si potrà immaginare l’esecutivo che sciopera contro la Magistratura; ma perché non immaginare anche uno sciopero del Parlamento… contro chi? Ma contro se stesso! Non è possibile? Chissà! …cosa accadrebbe se la mediocrità acquisisse la consapevolezza di essere mediocre?. Non sono riflessioni sparse sono i segni che annunciano o consolidano le dittature.
Abbiamo rimandato al prossimo numero il pezzo “L’uovo di colombo: “Sahia” il nuovo modello organizzativo, l’efficienza caotica” che avevamo promesso nei numeri precedenti.
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Sono sette le e-mail che abbiamo ricevuto per il pezzo sulla chiusura del Mc Donald’S che per certi aspetti hanno sollecitato una nostra già avviata riflessione sulla necessità che occorre approntare un progetto più globale capace di porre in sinergia tutto il sistema commerciale modicano eliminando ogni contrapposizione tra Polo commerciale e botteghe tradizionali.
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Ci siamo sentiti chiamati in causa da Terzo occhio nel numero scorso che ha richiamato una interrogazione della Fiamma Tricolore sulla impossibilità di poter consultare gli atti del settimo centenario della Contea. Terzo occhio ha parlato di una Fiamma che non brucia e che regge il moccolo all’Amministrazione. Francamente ci sembra un pò esagerato tale giudizio considerato che se è vero che la Fiamma Tricolore nell’occasione non è stata considerata non significa che sta reggendo il moccolo. Confessiamo però che non ci siamo inc….. perché allo stato attuale riteniamo giustificato tale rimprovero contiamo però nei tempi medio lunghi di dimostrare quanto ci è estraneo il moccolo.
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Vogliamo segnalare il libretto di Luigi Villa, Pio XII, Editrice Civiltà di Brescia pp.70 Brescia 1978 Euro 2,8. esso non è una biografia del Papa, anche se la sua vita ed il suo impegno viene ripercorso; esso pone punti fermi sia sulla fondatezza delle accuse di connivenza col Nazismo costruito con il libro Morte a Roma di Robert Katz (stampato in Italia da una casa editrice comunista) e dal film Rappresaglia che addirittura lo volle complice dei nazisti per la strage delle fosse Ardeatine. Questo libro è interessante anche perché il tema specifico nella analisi diviene meno importante rispetto al fatto che esso svela un metodo della mistificazione della verità.
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A proposito di Benito Mussolini, curiosa dichiarazione rilasciata dal cantautore di sinistra Francesco De Gregori ad Aldo Cazzullo, giornalista del “Corriere della Sera” (venerdì 5 dicembre 2003): “Studiare con De Felice mi ha reso familiare la figura di Mussolini. Mi ha trasmesso una sorta di affettuosità verso il Duce. Mi sono come abituato a quest’uomo, dalla straordinaria intelligenza e dalla straordinaria capacità di doppiezza. Sia ben chiaro, sono consapevole di quanto fosse privo di scrupoli morali, non lo sento né amico né consonante. E’ un personaggio dalle diecimila sfaccettature, che in certi momenti appare come un eroe shakespeariano”.
Carmelo Modica
(Chiuso il 11 febbraio 2004)