Luglio 2004

 

                      I COMMERCIANTI ORDINANO, IL SINDACO OBBEDISCE

 

 

Su La Pagina del 12   Gennaio fu pubblicato un nostro articolo”L’oligarchia mercantile”, nel quale denunciavamo la troppa influenza esercitata dai commercianti modicani su alcune scelte dell’amministrazione comunale. In quell’articolo ricordavamo le loro lamentele per la chiusura al traffico del corso Umberto nelle ore serali, e, soprattutto, si rammentava ai nostri lettori la responsabilità degli operatori commerciali di aver reso impossibile un ordinato e scorrevole  traffico veicolare nel quartiere Sorda e soprattutto nella via Sacro Cuore, giacchè furono proprio i commercianti a far desistere l’amministrazione Ruta dall’intento di risolvere la questione con l’ istituzione dei sensi unici. Adesso, però, ci sembra che la misura sia colma e che la pazienza di noi cittadini  stia davvero per esaurirsi. La sera del 13 Luglio, infatti, gli operatori commerciali di Marina di Modica hanno spento le insegne dei loro negozi per protestare contro la decisione dell’amministrazione comunale di chiudere al traffico veicolare, nelle ore serali, alcune vie della nota frazione balneare. Abbiamo la non piacevole sensazione che gli operatori commerciali di Modica, non contenti di esercitare quel potere oligarchico di cui abbiamo detto, stiano adesso tentando, con proclami e proteste, d’imporre ancora di più la loro concezione della vita – contro la quale non finiremo mai di batterci – per porre i loro interessi al centro dell’azione amministrativa della giunta comunale. Si tratta di una inaccettabile tentazione totalitaria, nel senso che il potere di questo gruppo, ormai indiscutibilmente dominante, sta travalicando i limiti consentiti da una società libera e democratica. E ci asteniamo dall’ approfondire, in questa sede, un altro aspetto della vicenda, del quale si è già occupata Ninì Giudici su La Pagina del 28 Giugno: ci riferiamo alle due enormi tazzine da caffè fatte collocare da una ditta modicana in una delle rotatorie sulla SS.115; a parte l’offesa al buon gusto e all’eleganza, nella totale ignoranza dei più elementari canoni estetici, ci chiediamo perché mai qualcuno debba poter imporre a tutti le sue orribili scelte promozionali. Ma ci chiediamo, soprattutto, perché tali scelte debbano essere sempre e comunque assecondate da chi ci amministra. Ci auguriamo sia evidente l’intento provocatorio della nostra espressione”tentazione totalitaria”- giacchè se adoperata nel suo significato autentico sarebbe nella fattispecie sicuramente inappropriata – tuttavia ci è assai utile per dare un’idea di ciò che sta accadendo nella nostra città, nella incomprensione di tanti, nella indifferenza di molti e nella deprecabile compiacenza di pochi. Questa città non può e non deve tollerare che un gruppo sociale si arroghi diritti e prerogative che non gli competono; come cittadini che vivono in una società democratica non possiamo accettare che siano i commercianti a stabilire la segnaletica di questa città, la chiusura o meno delle sue vie, a poterla deturpare con discutibili scelte pubblicitarie. Anche questa volta, ci riferiamo ovviamente alla vicenda di Marina, l’amministrazione comunale non è stata in grado di perseverare nelle proprie decisioni ed ha ceduto allo strapotere dei commercianti, e la circolazione veicolare è stata ripristinata nelle strade dove, solo qualche giorno prima, il transito era stato vietato. Il sindaco ha dichiarato: “Abbiamo assecondato i commercianti, ne abbiamo immediatamente compreso i disagi, revocando le ordinanze di concerto con gli operatori”.Bravo signor Sindaco! Ancora una volta lei non ha fatto il suo dovere, che è quello di rappresentare tutti i cittadini, e non di essere succube di quella che è soltanto una parte, importante, certo, della cittadinanza che amministra. Non sono soltanto i commercianti, in questa città, a dover subire dei disagi. Noi, a causa di un esercizio commerciale sotto casa, siamo costretti a lasciare tutti i giorni la nostra autovettura a duecento metri dalla nostra abitazione; i commercianti di Marina avrebbero dovuto rassegnarsi, anche loro, come tutti i comuni mortali, a subire un lieve calo nelle vendite, per consentire alla gente di poter fare quattro passi in santa pace. Siamo in tempi di par condicio: applichiamola; per tutti!

 

Giuseppe Ascenzo