Lettera del Ministro
dell’Università, Fabio Mussi a SS. Benedetto XVI
Grazie ad un nostro inviato
speciale presso il Partito, siamo venuti in possesso della lettera che il
Ministro dell’Università, Fabio Mussi ha pensato di inviare a SS. Benedetto XVI
dopo i ben noti fatti relativi all’Università
La Redazione.
Gentile
Sig. Papa,
non la chiamo Santità poiché mi reputo un
credente ateo, nel senso che credo nell’ateismo ed è questo il mio unico Credo.
Credo pertanto di farle cosa gradita se esplicherò il mio pensiero e le mie scuse per quanto avvenuto qualche giorno fa all’Università La Sapienza.
Premetto che la mia formazione culturale è sempre stata quella di andare incontro alle esigenze di chicchessia,
fosse esso Papa, Re,proletario o sporco borghese(il
termine “sporco” mi perdoni Sig. Papa, è insito nel
linguaggio di noi comunisti). Andare incontro
per noi comunisti è essenziale ed esiziale. Significa sostenere e andare incontro alle ragioni dei più deboli,
dei diseredati, dei nullatenenti degli operai. Ma ciò non ci esime dall’andare incontro a lei, Sig.
Papa con tutte le nostre forze e con la forza della nostra ideologia che è
sempre stata aperta al dialogo, alla libera espressione, al confronto. E’ stato
tutto un qui pro quo, un fraintendimento, una svista diplomatica. Avrei voluto
che lei, Sig, Papa fosse venuto
incontro a me, che avesse percepito
i moti del mio animo, per capire quale agone si svolgeva dentro di esso. Invece
le nostre diplomazie hanno creato l’incidente, per insipienza(che fa rima con
La Sapienza), per coincidenza(e torna la rima con La Sapienza), per
coscienza(rima con La Sapienza). Pertanto le chiedo scusa a
nome del mio Partito, che giornalmente mi viene incontro, del mio elettorato, che con forza e tutto unito mi viene incontro e di tutto il popolo italiano
che finalmente e per una volta, e tutto coeso, vorrei mi venisse incontro.
Con
i sensi della mia stima.
Poco prima di scrivere questa
lettera, il Ministro Mussi, in un accesso di puritanesimo, aveva pregato la
famosissima ed onorata
Accademia della Crusca, di”ripulire” il Dizionario della lingua
Italiana di tutte le parole grasse e sconvenienti. L’Accademia ha ben accolto
la proposta ed ha definitivamente eliminato la parola culo dalla lingua italiana, sostituendola con la parola, di
eguale peso e significato: incontro.
Pertanto la suddetta lettera del Ministro, va riletta alla luce del nuovo ordinamento linguistico.
La redazione.
Milziade Gennaio 2007