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Cultura e “disinformatia” modicana! (Dialogo dicembre 2010)
Assessorato alla cultura. Comunicati del pd. Concorsi di idee. Fatiscenza burocratica. Tutte le volte che osservo le previsioni meteorologiche mi aspetto, da un momento all’altro, che il conduttore attribuisca le cause del maltempo a…Berlusconi. Allo stesso modo leggo i comunicati stampa dei partiti politici modicani nei confronti di Torchi; eppure mi considero al sicuro (almeno mi illudo) dall’effetto della persuasione più o meno occulta, grazie ad alcune letture giovanili che mi hanno fatto metabolizzare una sorta di diffidenza su qualunque informazione mi viene proposta. Suggerisco questa diffidenza anche ai miei quattro lettori, anche su quanto io stesso vado proponendo, sin da adesso, sin da questo articolo. Per consolidare le difese immunitarie mi permetto anche di indicare quattro libri fondamentali: I persuasori occulti di Packard Vance (Einaudi), Psicologia delle folle di Le Bon Gustave (TEA), “La fabbrica del consenso” e “Capire il potere” (Il Saggiatore), entrambi di Noam Chomsky. Segnalo anche il sito www.disinformazione.it e l’estremamente interessante prolusione del Prof. Giovanni Bechelloni per l’inaugurazione dei corsi della facoltà di scienze politiche per l’anno accademico 2007-2008 presso l’Università di Firenze dal titolo “Communication for what?, malintesi e speranze nella società della comunicazione” che sarò lieto di inviare a chi volesse leggerla nella sua interezza. Bechelloni partendo dalla banale contrapposizione tra "buona comunicazione" e "mala comunicazione", introduce anche l’influenza di concetti molto diffusi come il "machiavellismo" ("il fine giustifica i mezzi"), la "manipolazione" e la "propaganda" (non nel loro significato tecnico ma in quello di "fraudolenza" e "menzogna"), la "disinformazione" o la cosiddetta "controinformazione" che complessivamente possono essere incluse nell'unico concetto di "menzogna". Bachelloni aggiunge che “La comunicazione menzognera è quella che, fraudolentemente o inconsapevolmente, attiva processi comunicativi o realizza strategie comunicative che non attivano comportamenti virtuosi. Al contrario, produce "effetti perversi", doppio legame, senso comune, politicamente corretto... La differenza tra "fraudolentemente" e "inconsapevolmente" è soggettiva; difficile da individuare empiricamente. L'ignoranza o la sottovalutazione delle conseguenze possono essere inconsapevoli, ma ciò non necessariamente assolve; soprattutto quando la mala comunicazione è attivata da professionisti, da politici, da intellettuali o, in genere, dalle élite”. Questa diffidenza deve essere estesa anche a quella che molti definiscono disinformatia, filosofia di sapore bolscevico che pone le sue radici dottrinarie anche in: «Un comunista deve essere pronto a compiere ogni sacrificio e se necessario a ricorrere a ogni tipo di accorgimenti e stratagemmi; a impiegare metodi illegali, a celare la verità». (Lenin,“Opera omnia”, vol. 17°, pag. 142). Sto parlando di disinformazione come arma di contrasto che allontana l’attenzione, la curiosità, la sete del sapere e la richiesta di chiarezza, alimentando superficialità e scarsa riflessione; è quell’informazione che pur non essendo una menzogna persegue gli stessi obiettivi esibendosi come verità riuscendo, per i più sprovveduti o superficiali o più genericamente distratti, ad apparire tale solo perché non vengono forniti tutti gli elementi per una corretta valutazione dei fatti. Un esempio lo fornisce la diversa valutazione del Partito democratico modicano in ordine alla nomina dell’assessore alla cultura. Appare, infatti, operazione di disinformatia il fatto che a Modica abbiamo un Pd che rimprovera Torchi perché “da quattro mesi la città non ha un assessore che si occupa di cultura.” (Giornale di Sicilia 3 ottobre 2007), ma non rivolge lo stesso rimprovero ad Antonello Buscema che ha nominato l’assessore dopo due anni dal suo insediamento. Le condizioni sembrano assolutamente identiche anche nelle forme perché entrambi i sindaci avevano nominato un consulente culturale a titolo gratuito, fermo restando che rimane il mistero sul perché un sindaco non possa trattenere per se la delega alla cultura potendo, caso mai, rivolgere ogni critica alla politica culturale realizzata piuttosto che al modo istituzionale scelto dal sindaco per attuarla. Avrà un valore anche il fatto che non è stato rivolto alcun rimprovero ad Antonello Buscema che, nella “Relazione”, semestrale secondo il suo calendario personale ma progressista, “diciottomestrale” per il nostro antiquato e conservatore che si ostina a far riferimento a Cristo, ha scritto che “ punta al coinvolgimento e alla vivacizzazione delle energie e delle realtà presenti sul territorio”; infatti, non risulta che il Nostro abbia mai organizzato una riunione delle associazioni culturali, oppure avviato l’attuazione dello Statuto comunale, nella parte in cui (Titolo II) oltre ai tanti “Istituti di partecipazione democratica” prevede la obbligatoria “Consulta per le iniziative culturali” (art.33), mortificando, tra l’altro l’eccezionale impegno, dibattito e lavoro di elaborazione degli anni ’90, ricordo, in particolare di Carmela Giannì ed di attivissimi esponenti della Domus S.Petri. Alla luce di questi raffronti diviene naturale pensare che o è disinformatia quella attuale oppure fu falsa democrazia quella degli anni ’90. Vi fu ansia di creare strumenti di democrazia allora oppure è pretesa di assoluto ed incontrastato potere adesso? Mi ha reso felice la nomina dell’archeologa Anna Maria Sammito ad assessore alla cultura; ne conosco capacità e competenza anche se non so fino a quale punto questa amministrazione consentirà di esprimere; vedremo alla fine. Ricordo che nei primi mesi in cui diedi credito al sindaco Torchi (si ho questa grandissima colpa), con il neo assessore insieme all’architetto Garofalo, proponemmo l’idea di una “Modica sotterranea” alla quale il “Peggiore” pur mostrandosi interessato (ipocrita) non diede alcun seguito. Ritengo, però, che la signora Anna Maria Sammito dovrà tirare fuori tutto, ma davvero tutto, il suo valore per aver ragione della mediocrità politica di questo nostro governo cittadino. Ne avrà già avuto sentore in ordine alla delibera di Giunta n.281 firmata alle ore 13,40 del 8 novembre 2010, con la quale è stata deliberata la partecipazione del Comune al “Concorso di idee per partecipare al bando regionale di sviluppo di servizi culturali al territorio e alla produzione artistica e artigianale…” in “Associazione temporanea di Scopo, pubblica – privata”. (A.T.S.), fissando alle ore 12 del 15 novembre scorso la data ultima per partecipare da parte dei privati. Tutto normale? E’ normale che il governo Buscema non abbia utilizzato per la ricerca dell’eventuale partner privato tutto il tempo di cui disponeva sin dal 23 luglio 2010, data di pubblicazione sulla GURS del decreto dell’Assessorato regionale (circa 120 giorni), anziché ridursi a pubblicizzare il bando negli ultimi sette giorni? A proposito, visto che al nostro sindaco è tornata la parola, scrivendoci, perché non ci riferisce l’esito di tale concorso visto che con la documentazione citata il Comune, rivoluzionando le normali cognizioni del tempo, il giorno 8 novembre 2010 aveva assunto l’impegno che il 15 novembre dell’anno prima avrebbe pubblicato anche nel sito “la graduatoria finale del concorso? A parte lo scusabile errore di scrittura, tutto questo è l’esito di visione progressista, futurismo oppure normalissima fatiscenza amministrativa ed incapacità di governo, o altro ancora?
Carmelo Modica |