Un incontro lungo 25 anni
Attività di teatro-danza al “Centro Ludens” di Ragusa
Mani che sorridono. Occhi che si incrociano. Muscoli che fremono, impazienti. E’ questa l’aria che si respira dietro le quinte. Un guizzo e si è già in pedana dinanzi ad un pubblico che gratifica con applausi spontanei. Ritmo, suono, ballo. Espressività del corpo che diventa parola e, nel contempo, recitazione, interpretazione, creatività e spontaneità. Tutto questo è “Teatro-Danza” e tutto ciò risponde al nome di “Centro Ludens” di Ragusa sotto l’egida della professoressa Claudia Gafà, che recentemente ha festeggiato il XXV° anniversario (1983-2008) di attività della sua palestra-laboratorio attraverso una kermesse serale, dal titolo “25° incontro Ludens”, che ha coinvolto tutto il gruppo docenti unitamente agli allievi. Un quarto di secolo speso per la danza e per la gestualità, affinando anche tecniche teatrali correlate a tutto ciò che è movimento ritmico del corpo. E’ questo che contraddistingue la professoressa Gafà da quando, in quel lontano 1983, inizia a dedicarsi, anima e corpo, a tutto ciò che è danza e, dunque, ricerca di una perfetta gestione del corpo accompagnata da tecniche respiratorie, correlate allo sviluppo di quel self-control che rende diverso l’attore-danzatore dal normale uomo della strada.
Stare con gli allievi, sentire i loro respiri, percepire i loro umori, vivere intensamente con loro, renderli un unico corpus con il palco è stata da sempre la sua passione. Una passione viscerale per il teatro e per la danza accresciuta giorno dopo giorno dalla voglia di ricerca, di approfondimento, nel suo insegnare e, soprattutto, nel suo sondare e sviluppare i talenti dei suoi non pochi allievi. Proprio loro sono stati i protagonisti assoluti, unitamente alle bravi insegnanti, della serata dedicata al 25° anno di attività della “Ludens”. Suddivisi in gruppi, in base all’età ed alla tipologia di insegnamento ricevuto, gli allievi si sono posti al centro dell’attenzione, per circa due ore, proponendo danze e ritmi che hanno coinvolto non poco il numeroso pubblico presente alla serata.
La redazione di Insieme si è intrattenuta con la professoressa Gafà intavolando una piacevolissima conversazione al termine della kermesse.
-Un quarto di secolo trascorso alla ricerca di innovazioni per fare in modo che anche a Ragusa potessero esservi delle opportunità…
Si tratta di un bel traguardo raggiunto con il contributo di tutti, collaboratori ed allievi. Mi sento anche fortunata in quanto Ragusa, pur essendo una provincia “piccola”, mi ha dato l’opportunità di dedicarmi al Teatro-Danza. Insomma a ciò in cui credo. Non so se in altre realtà, magari più grandi, avrei avuto la possibilità di dedicarmi ai miei ragazzi.
Qual è l’approccio con i suoi ragazzi?
E’ un approccio semplice che tiene conto, innanzi tutto, dell’attitudine di ciascuno e, poi, del loro modo di sentire il palcoscenico. Prima di sviluppare una scenografia di teatro-danza è necessario sentire quello che c’è nel loro animo per poi costruire, giorno dopo giorno, insieme a loro, le varie tecniche tenendo sempre presente il movimento del corpo ovvero l’espressività che diventa anche parola.
-La struttura in cui lei opera nonché l’ambiente esterno ricco di verde, dove l’occhio si posa sui colli iblei arricchiti da alberi saraceni, aiuta il corpo e la mente per la sua attività?
Come in tutte le discipline il cui fulcro principale è il corpo, anche per il teatro-danza è necessaria una buona ossigenazione in relazione all’attività fisica svolta. Ho realizzato questo impianto per cercare di dare il meglio e, soprattutto, per far in modo di far uscire quella spiccata creatività che c’è in ognuno di noi e che magari non viene fuori per vari motivi. Il processo creativo è comunicazione ma anche libertà di lasciare che il nostro corpo entri in contatto armonioso con quell’equilibrio rappresentato dal pensiero, azione e coscienza di esistere.
Giuseppe Nativo