Tenutasi a Ragusa la Conferenza di Organizzazione della Fisac Cgil
Il sindacato bancari si interroga: quale rapporto con il lavoro e con l’Azienda
Evoluzione o Involuzione della condizione lavorativa del bancario oggi? E’questo l’interrogativo principe che la FISAC (Federazione Italiana Sindacale Assicurazioni Credito) CGIL di Ragusa, in sinergia con la Segreteria Nazionale, si pone in relazione alle mutate condizioni del mondo del lavoro, con particolare riferimento al settore bancario, alle trasformazioni delle Imprese ed alle necessità di efficacia che devono caratterizzare una incisiva e permanente attività sindacale.
Oggi si parla molto dei bancari e lo si fa in termini diversi rispetto al passato. Per meglio comprendere l’attuale condizione di lavoro del bancario nonché il tipo di professionalità richiesta è necessario considerare le modifiche che, nel corso degli anni, sono state imposte dall’evoluzione storica del mercato. Negli anni Sessanta del secolo scorso il sistema bancario, semplificando, svolge il ruolo di intermediario nel comparto dei pagamenti e la clientela allo sportello è altamente selezionata. Negli anni Settanta, l’esteso cambiamento sociale in atto nell’azienda Italia porta le banche ad offrire un servizio più diffuso, sia alle imprese sia alle famiglie, che si traduce in assunzioni di massa verso la fine di quel decennio. Muta, di conseguenza, la geografia interna alla categoria: i nuovi assunti, figli di quel clima sociale e politico, sanno di avere condizioni di lavoro ed economiche migliori rispetto ad altri settori nonché di poter contare sulla stabilità del posto di lavoro. Questa percezione del ruolo del bancario ha una sua importanza perché chi è entrato nel settore in quel periodo, con quelle caratteristiche, ancora oggi vi lavora ma in un contesto completamente cambiato. Gli anni Ottanta non si dimostrano dirompenti, contengono però i sintomi di quel che accadrà in seguito. La riorganizzazione tecnologica e operativa, l’accentramento e l’automatizzazione di alcune lavorazioni contabili ed amministrative, l’imponente apertura di nuovi sportelli, il nuovo obiettivo di “aggredire” nuovi fette di mercato unitamente ad un più energico orientamento verso nuovi “target” di clientela, portano all’introduzione delle prime figure di addetto alla clientela (l’antesignano del futuro addetto alla vendita), cui vengono offerti percorsi accelerati di carriera. Negli anni Novanta va in scena la trasformazione ancora oggi in corso. È il decennio delle privatizzazioni delle maggiori banche italiane, del ridimensionamento degli istituti di diritto pubblico, delle aggregazioni rivolte verso la formazione di grandi poli bancari che, ben presto, si trovano a fronteggiare un mercato molto “vivace” e fortemente correlato alle sue feroci logiche di concorrenza. In conseguenza di ciò si ha un mutamento di obiettivo: il bancario non è più considerato per la sua funzione o ruolo svolto, bensì per la sua redditività. Prende piede la quantità e non la qualità degli utili generati. Trovano applicazione tutte le logiche del profitto immediato comprese le politiche di “vendita forzata” alla clientela di prodotti che non sempre sono in grado di coniugare l’ovvia ricerca di guadagno delle banche con le esigenze diversificate sul piano del rischio dei risparmiatori. In buona sostanza, nel giro di pochi anni per il bancario cambia più o meno tutto: non più lavoro di routine ma, per una buona parte della categoria, attività di vendita anche di prodotti assicurativi; spostamento di masse di lavoratori e lavoratrici da attività di cassa e/o di ufficio interno ad attività di vendita e consulenza; perdita di identità dovuta alle fusioni tra banche diverse per cultura aziendale, mercati di riferimento e dimensioni; processi di mobilità territoriale molto spesso affrontati in assenza di regole.
E’ sulla base di tali cocenti problematiche che la FISAC ha stilato un documento programmatico oggetto di un seguitissimo incontro tenutosi recentemente a Ragusa, presso la Camera del Lavoro della CGIL. Tema dei lavori, a livello comprensoriale, è stato la prossima “Conferenza di Organizzazione” che vedrà la FISAC “riflettere sulla propria struttura organizzativa” in rapporto ai processi di trasformazione delle imprese finanziarie ed alla necessità di un’efficace azione sindacale che tenga conto delle mutate esigenze. Alla relazione iniziale, volutamente snella per dare spazio al dibattito, ma corposa, affidata a Giorgio Casa (Segretario Generale FISAC CGIL Comprensorio di Ragusa e componente la Segreteria Regionale), ha fatto seguito l’intervento di Tommaso Fonte (Segretario Generale CGIL Ragusa). Dopo l’ampio dibattito, incardinatosi tra i componenti del Direttivo provinciale ed articolato su tematiche molto interessanti tanto da un punto di vista sociale quanto sindacale, sono seguiti gli interventi di Francesca Artista (Segretaria Regionale FISAC CGIL Sicilia) e di Graziella Rogolino (Segretario Nazionale FISAC CGIL), alla quale è stata affidata la relazione conclusiva dei lavori. Artista e Rogolino, entrambe esponenti di spicco dell’Organizzazione, hanno posto l’accento sull’importanza assunta, in questi ultimi anni, dalla “contrattazione dei processi di ristrutturazione” che la FISAC è chiamata ad affrontare attraverso un processo graduale di rinnovamento degli organismi territoriali, posto anche in termini di cambiamento generazionale. Tutto ciò deve però essere suffragato da un rafforzamento del ruolo degli operatori sindacali stante i mutati e allarmanti processi a cui è quotidianamente sottoposto il settore dei bancari, non ultimo quello relativo al “crescente accentramento delle decisioni all’interno dei Gruppi bancari ed assicurativi, conseguente ai processi di concentrazione delle aziende stesse, che porta ad un preoccupante deterioramento dei livelli di democrazia e di rappresentanza sindacale”.
Su questo quadro complessivo, che merita ulteriori approfondimenti, di particolare spessore, dunque, si sono rivelati gli interventi di Graziella Rogolino e Francesca Artista. Quest’ultima ha posto in evidenza la necessità di rinnovamento culturale e di definitiva scelta verso nuovi modelli organizzativi per comprendere e supportare le “identità in transizione”, quali quelle dei bancari, rifuggendo ogni nostalgia di un passato “di cui certamente andar fieri”, come ha pure sottolineato la Rogolino, ma al tempo stesso da utilizzare come punto di partenza verso il nuovo ruolo organizzativo ed istituzionale del Sindacato.
Il Centro Studi “F. Rossitto” pensa al futuro culturale dei giovani
L’Assemblea dei soci vara l’attività programmatica del triennio 2008-2010
Quest’anno il Centro Studi “F. Rossitto” compie 27 anni di età. Nato nel lontano 1981 per cercare di soddisfare le esigenze culturali del capoluogo ibleo, il Centro diviene ben presto punto di contatto di variegate e molteplici collaborazioni ad alto livello socio-culturale nonché elemento catalizzatore e di riferimento di sinergie che si instaurano nell’ambito di non poche iniziative promosse ed organizzate con altre associazioni o istituzioni culturali, con i comuni e la provincia, la Regione Siciliana, il Ministero dei Beni culturali ed ambientali, le istituzioni universitarie, l’Associazione Teatro Utopia e il Centro Servizi Culturali. Riconosciuta tanto in ambito regionale (06/11/1989) quanto in quello nazionale (9/12/1997), la struttura, oggi ubicata nei locali di Via Ducezio, scandisce la vita culturale del capoluogo (e non solo). La sala convegni fornisce la possibilità di organizzare eventi culturali anche di tipo espositivo mentre l’annessa biblioteca risulta dotata, oltre che di una cospicua Emeroteca (che è disponibile agli insegnanti, studenti e a tutti i cittadini per ricerche e consultazioni), di numerosissimi volumi (la catalogazione delle opere supera di gran lunga le 10.000 unità) raccolti nelle sezioni di Storia contemporanea (con una sottosezione dedicata alla Sicilia ed alla provincia di Ragusa), Letteratura, Pedagogia e Didattica, Scienza, Economia, Etnologia. Nel luglio del 1999, la biblioteca è inserita nel circuito del Servizio Bibliotecario Nazionale e Regionale con possibilità di usufruire del “prestito inter-bibliotecario”. Nel corso di quasi sei lustri di attività numerosissime sono le pubblicazioni edite dal Centro, tra cui una propria rivista trimestrale di cultura e politica, strumento di formazione e di ricerca per la promozione culturale e sociale del territorio ibleo. Nell’agosto del 2003 il Centro Studi “F. Rossitto” è inserito nella tabella degli Istituti culturali di particolare rilievo. Si tratta di un ambito riconoscimento che arriva a coronamento di un percorso che il Centro ha compiuto, nel corso dei suoi anni di attività, sulla scorta di una programmazione attenta e scrupolosa.
Oggi il Centro Studi è una realtà fortemente rinsaldata nel territorio ibleo. Mostre, convegni, incontri, dibattiti e presentazioni editoriali hanno fatto conoscere al grande pubblico l’instancabile cammino letterario di molti scrittori nonché le opere d’arte di non pochi artisti creando numerose collaborazioni culturali con enti e associazioni non solamente locali. L’attività elaborata per il triennio 2008-2009-2010 è stata oggetto di attenzione alla recente Assemblea annuale dei Soci tenutasi presso l’Antica Badia Relais Hotel di Ragusa. La stupenda cornice del palazzo settecentesco, sito in pieno centro storico, ha fatto da sfondo ai lavori assembleari che si sono svolti alla presenza dei numerosissimi soci nonché di un folto ed attento pubblico. Dopo gli adempimenti formali, i lavori sono iniziati con la puntuale ed articolata relazione affidata alla perizia del presidente del Centro, on. Giorgio Chessari, nel corso della quale è stata illustrata l’attività svolta nel triennio 2005-2007. Attività che, distribuite nell’arco del triennio, possono forse sfumare nel ricordo, ma elencate dal presidente, una dopo l’altra, e solo le più importanti, si sono rivelate numerose e particolarmente rilevanti per interesse e spessore culturale. Recentemente il Centro si è arricchito di memoria storica e letteraria attraverso alcune cospicue donazioni. Quest’ultime riguardano il comparto della storia locale, relativamente ad una serie di libri che fanno parte della collezione del prof. Giuseppe Raniolo, attento ed accanito studioso dell’antica Contea, nonché il settore letterario rappresentato dalla raccolta di corrispondenza (epistolario 1967-2006) intrattenuta dal poeta Giovanni Occhipinti, figlio degli iblei, con i grandi della letteratura nazionale ed internazionale.
Disimpegnati gli adempimenti relativi al bilancio, il cui elaborato computistico è stato sintetizzato dal dott. Migliorisi, consulente per la contabilità, si è esaminata l’attività programmatica per il triennio 2008-2010 posta anche in relazione all’esigenza di realizzare una nuova sede al fine di fornire uno spazio più adeguato alle ormai molteplici esigenze del Centro stesso. E’ toccato al vicepresidente del Centro Studi, l’attore e regista teatrale Giorgio Sparacino, illustrare, in sinergica cooperazione con l’ing. Franco Poidomani che curerà l’elaborazione tecnica della nuova sede, il progetto del nuovo Centro “polifunzionale per la cultura, la scienza, l’arte, il lavoro e la pace” intitolato a Feliciano Rossitto. Si pensa ad una costruzione “modulare” che abbia come caratteristica principale quella della poli-funzionalità, allo scopo di far fronte alle numerosissime richieste in campo socio-culturale che quotidianamente pervengono al Centro. Sulla base di queste incalzanti esigenze è stata predisposta una “ipotesi progettuale” che tiene conto della realizzazione di una struttura da dislocare su un’area di circa 5.600 mq, di cui circa 1.600 edificati ed altri 4.000 lasciati a verde, viabilità interna, parcheggi e strutture a cielo aperto. Nell’ipotesi progettuale è compreso un apposito spazio da destinarsi ad un “centro euro-mediterraneo intersindacale”.
Numerose le proposte avanzate, nel corso del dibattito assembleare, dai soci e dai simpatizzanti appositamente intervenuti, non ultima quella evidenziata dal prof. Giovanni Occhipinti riguardante una sezione letteraria da cui muoverà la produzione di una nuova rivista che prevede la collaborazione di scrittori operanti anche in campo internazionale. E’ previsto anche l’insediamento di apposite sezioni o gruppi di studio nell’ambito della filosofia, economia e storia che si affiancheranno a quelli già presenti (comparto organizzativo, musicale e giuridico). “Il Centro, in buona sostanza, deve considerarsi” – puntualizza Pippo Antoci, che si occupa del settore organizzativo – “uno strumento anche in termini sociali per avvicinare i giovani alle politiche culturali”. Spazio, dunque, a blog e tavole rotonde che possano far riflettere su alcune cocenti tematiche della società moderna.
Salute e malattia: alla ricerca dell’equilibrio perduto
Conferenza su Medicina bioenergetica alla libreria “Saltatempo”
La malattia, intesa come uno stato patologico o alterazione dell’organismo o di un suo organo dal punto di vista anatomico o funzionale, ha, da sempre, rappresentato per l’essere umano una preoccupante realtà. Sin dalla sua comparsa l’uomo è chiamato ad assumere un ruolo attivo nella salvaguardia della sua salute. Presso la civiltà occidentale alla malattia si contrappone una “risposta” terapeutica, attraverso la medicina farmaceutica, che trova la sua prima espressione scientifica in una delle correnti della medicina ippocratica. Molta attenzione è posta ai sintomi fisici del malato. La malattia, che assume una sua propria essenza, autonoma ed indipendente dal soggetto che la soffre, è inserita in un dualismo ben definito che separa l’anima dal corpo: la prima è di competenza della metafisica, la seconda, della fisica. Con la nascita dell’anatomopatologia, approccio medico basato sulle “lesioni organiche”, è rafforzata la visione secondo la quale ad ogni alterazione funzionale ne corrisponde una organica. Diversamente, i cosiddetti modelli olistici, diffusi specialmente in Oriente, concepiscono la malattia come l’effetto della disarmonia fra il microcosmo e il macrocosmo, e il processo di guarigione è visto come un riequilibrarsi cosmico. Moderne concezioni mediche dei paesi occidentali si avvicinano a tale concezione traendo spunto da una semplice considerazione che tiene conto della “energia vitale” insita in ogni essere vivente e rappresentata dai rapporti chimico-elettrici tra le singole molecole costituenti ciascuna cellula. All’interno di ogni singola cellula vi sono ammassi di atomi con una loro specifica attività elettrica o elettromagnetica. Tutto il corpo umano è un ammasso di atomi di carbonio che vibrano all’unisono. La fisica e, soprattutto, la “Medicina bio-energetica” provano a spiegare come è possibile decodificare lo stato di salute di un essere vivente proprio attraverso la valutazione delle eventuali alterazioni dei campi elettrici emessi dal corpo.
E’ su tali delicate ed interessanti problematiche che presso la sala riunioni annessa alla libreria “Saltatempo” di Ragusa - nell’ambito delle iniziative volte a far conoscere al grande pubblico particolari tematiche culturali che spaziano nel campo dello scibile (narrativa, poesia, scrittura, teatro, filmografia, tradizione popolare, medicina, etc.) – si è recentemente tenuta una conferenza avente per oggetto la “Medicina quantica, un modo approfondito per osservare l’essere umano”. A condurre la complessa ed articolata relazione è stato chiamato il dott. Giuseppe Maugeri, medico chirurgo di Catania, diplomatosi in “Omeopatia Omotossicologica e discipline integrate (fitoterapia, agopuntura, riflessologia)” presso l’A.I.O.T. (“Associazione Medica Italiana di Omotossicologia”), studioso di “Medicina quantistica” e relativo sistema diagnostico “QXCI” che utilizza nella propria pratica ambulatoriale. La “Medicina quantica” o “bio-energetica” è una disciplina che “studia gli equilibri e le dinamiche delle energie trasmesse o prodotte da cellule, tessuti e organi”, esplorando “profondamente l’anatomia energetica del corpo umano” cioè quella energia vitale che è elemento essenziale di trasmissione e coesione dal quale dipende la vita. L’energia vitale nasce con l’essere vivente preservandone i delicati equilibri che costituiscono lo stato di salute. Tale pensiero si avvicina moltissimo agli insegnamenti della M.T.C. (“Medicina Tradizionale Cinese”), che si fanno risalire ad oltre 5000 anni, secondo cui il benessere è il risultato dell’equilibrio psicologico, fisiologico, spirituale e, soprattutto, energetico. Qualunque sintomo, fisico o psichico, non rappresenta un’affezione localizzata, bensì il sintomo di uno “squilibrio totalitario dell’organismo”: un’armonica circolazione dell’energia vitale che pervade il corpo corrisponde ad uno stato di perfetta salute, mentre un suo squilibrio favorisce l’insorgere della malattia. Oggi, con la moderna tecnologia basata su un sistema sofisticato di strumentazioni (sistema “QXCI”), in grado di produrre e misurare variazioni “quantiche” di energia (secondo il fisico Plank, 1830, un “quanto” di energia equivale a 10-23 Watt/cm), integrata dalla millenaria esperienza della M.T.C., si è in grado di interagire, attraverso micro radiofrequenze, con queste energie sottili modificando e correggendo i flussi energetici al fine di ripristinare l’equilibrio e la salute. Il corpo umano risponde così positivamente a questi stimoli che recenti studi, su risultati ottenuti in proposito, inducono ad affermare che l’effetto terapeutico è estremamente efficace, preciso, indolore, non invasivo e, soprattutto, privo di qualsiasi effetto secondario. Straordinari si rilevano pure i positivi risultati nelle cure organiche, sistemiche, ormonali, del dolore, nelle allergie nonché nelle intolleranze alimentari. Più specificatamente si può portare ad esempio l’effetto di una terapia “quantica” sui punti di agopuntura dei cosiddetti “meridiani cinesi” (“canali energetici” che attraversano tutto il corpo) corrispondenti a un organo. Il sistema QXCI, strumento elettro-diagnostico-terapeutico computerizzato, è in grado di individuare la frequenza del meridiano indagato, ricercarne il punto esatto, trattarlo attraverso l’individuazione dello squilibrio, fornendo o togliendo al momento l’energia necessaria. L’organo corrispondente, ripristinato così il suo equilibrio energetico, ritrova poi la forza di attivare i suoi naturali meccanismi fisiologici di difesa per vincere, a livello biochimico, la sofferenza o la malattia.
Giuseppe Nativo