Quinta edizione del Premio Nazionale “Salvy D’Albergo”

Il territorio ibleo tra arte e cultura

 

   “Non si farà mai abbastanza per tributare un riconoscente omaggio ad una donna che ha dedicato risorse, tempo, intelligenza, cultura ed entusiasmo al disegno di svegliare da un certo torpore… questa nostra città… alla quale ha dedicato le proprie energie e la propria missione nella scuola e nel teatro”. Inizia con queste riflessioni il secondo appuntamento del Premio Nazionale “Salvy D’Albergo”, che quest’anno giunge alla quinta edizione.

   A condurre l’ambita manifestazione, tenutasi presso la sala “Lumiere” di Ragusa, alla presenza di un numerosissimo ed attento pubblico, è Carmelo Arezzo, nella qualità di Presidente dell’Associazione Teatro Club “Salvy D’Albergo” di Ragusa. “E’ con questa edizione che la nostra associazione – spiega Carmelo Arezzo, con voce ferma ma piena di emozione - intitolata alla indimenticabile Salvy che ne fu, fino alla prematura scomparsa, instancabile e inimitabile presidente, celebra il quarantennale della sua costituzione avvenuta nel marzo del 1969”. Sono anni di intensa attività culturale e di incontri teatrali sinteticamente tratteggiati da un video proiettato in sala come prologo alla serata ed avente come sfondo le viuzze di una Ragusa Ibla gravida di storia ed impreziosita dalla impaginazione barocca di impianti chiesastici e vetusti palazzi nobiliari.

   Dopo il primo appuntamento, dedicato alla premiazione del regista Giuseppe Tornatore, si è dato vita al secondo incontro nello spirito e nella logica del “premio che vuole segnalare quelle personalità che hanno provato a dare della Sicilia una immagine ed una testimonianza estranee agli stereotipi ed ai luoghi comuni” celebrando “quella della sua anima” come testimoniato dalla motivazione incisa su ciascuna targa consegnata a tre personaggi iblei che si sono contraddistinti nell’arte e nella cultura. Per il comparto arte e spettacolo è stato scelto l’attore modicano Andrea Tidona, presenza importante nel cast non solo di tante fiction televisive di successo (tra cui “La Piovra”, “Il commissario Montalbano”, “Il Capo dei Capi”), ma anche cinematografiche (tra gli altri “La vita è bella” di R. Benigni, “I cento passi” di M. T. Giordana) e, recentemente, “Butta la luna 2” e “Una sera d’ottobre” (per la regia di V. Sindoni). Tidona si è contraddistinto sia per “la duttilità con la quale affronta i monologhi”, sia per lo “sguardo che incanta” e che racconta, “con la mobilità di occhi volitivi”, l’essenza della sua “sicilitudine” gravida dei valori e dei sogni della terra iblea.

   Per la sezione dedicata all’impegno nella scuola per il cinema ed il teatro è stata premiata la ragusana Daniela Iurato, che vive a Chiaramonte Gulfi. Docente di discipline giuridico-economiche, arricchisce tale attività, oltre allo svolgimento della professione forense, collaborando a quotidiani e riviste. Nell’ambito scolastico ha avviato numerose iniziative e progetti attraverso la produzione di diversi audiovisivi e cortometraggi, di cui è regista, girati con i suoi studenti. Tale percorso, oggetto di premi e segnalazioni in concorsi a carattere nazionale, è stato evidenziato in sala con la proiezione del suo corto “Nati sbagliati”, imperniato su una vicenda che trae spunto dal contesto sociale in cui vivono realmente i due giovani protagonisti, Jessica e Vittoriano, diversamente abili e dai leali sentimenti, contro cui si scaglia una ventata di emarginazione e violenza.

   Premio speciale per il settore letterario è stato assegnato allo scrittore, poeta e critico letterario Giovanni Occhipinti, figlio degli iblei. Circa quarant’anni di poesia, contraddistinguono l’esperienza letteraria di Occhipinti, fondatore di riviste letterarie (la più recente è “Trasmigrazioni”, rassegna semestrale di civiltà letteraria globale, diretta congiuntamente a Giorgio Bàrberi Squarotti e Nunzio Zago, edita dal Centro Studi “F. Rossitto”). Occhipinti è finissimo narratore e saggista letterario. La sua lunga avventura di poesia gli ha dato la possibilità di essere parte attiva in quel “frastagliato e contraddittorio panorama letterario del secondo Novecento”. Lo ha fatto cogliendo fermenti nuovi e inquadrando criticamente quelli effimeri o superficiali con la passione della sua scrittura “ardente e dolente allo stesso tempo”. Nella sua poesia emerge una “forte tensione etica ed esistenziale”, “un incontro tra carne e spirito, in un andamento ora fortemente lirico, ora divagante e quasi discorsivo, e in cui le due linee di sentimento e di pensiero si intrecciano e si rincorrono fino a gettare affascinanti bagliori l’una sull’altra”.

   A consegnare i premi è stata la sig.ra Maria D’Albergo Moncada, la quale, con viva emozione, ha sottolineato l’impegno profuso dalla sorella Salvy “per la cultura e nella cultura”. Testimonianza di ciò è stata data nel corso della serata attraverso la distribuzione, tra gli altri, del volume “Novecento” in cui è pubblicata una breve raccolta di scritti, redatta da Salvy D’Albergo, riguardanti autori del ‘900, prodotti in occasione di incontri o di conferenze scolastiche.

   La serata si è conclusa con la bellissima ed articolata performance, avente per tema “Caro Novecento. Ricordi e accordi del secolo breve”, proposta dalla poliedrica attrice Patrizia La Fonte con il Trio Chitarristico di Roma (Marco Cianchi, Fabio Renato d’Ettorre e Fernando Lepri), i quali, tra musica, parole, danza e gestualità, hanno raccontato la lunga storia del Novecento.

   Uno scrosciante e lunghissimo applauso finale ha testimoniato il calore del pubblico per l’intera manifestazione e un omaggio alla memoria.

 

 

 

 

 

 

Il centro studi “Feliciano Rossitto” pubblica il semestrale “Trasmigrazioni”

Il cammino dei popoli in una rivista

 

Si chiama “Trasmigrazioni” ed è la nuova rivista letteraria ragusana che verrà presentata a breve. Edita dal centro studi “Feliciano Rossitto”, ha una cadenza semestrale. Ad illustrare l’iniziativa è il promotore del progetto, Giovanni Occhipinti, scrittore, poeta e critico letterario, figlio degli iblei, nella qualità di condirettore della rivista insieme a Nunzio Zago (docente di Letteratura italiana all’Università di Catania) ed al torinese Giorgio Bàrberi Squarotti, profondo conoscitore della letteratura italiana del Novecento.

Trasmigrazione rappresenta il movimento, il cammino dei popoli che, per motivi politici, economici e di disagio, si muovono lasciando la patria d’origine alla ricerca di una patria che dia di più. Una grande spinta che mette in contatto le diverse geografie del pianeta e, quindi, le diverse culture e linguaggi. In tale movimento c’è una compenetrazione dei temi esistenziali (quelli della speranza, del progresso, della pace che appartengono all’umanità). Tutto ciò in campo poetico ed artistico favorisce, appunto, la trasmigrazione, ovvero il flusso delle poetiche. Di qui il riferimento al titolo. La rivista nasce per proporre interventi tematici da condividere con lettori attenti, cercando di raggiungere non solo quel target costituito dagli amanti della letteratura, ma di rappresentare il trait d’union con scrittori stranieri. Si tratta di una rassegna semestrale a cui hanno già aderito non pochi autori di grande spessore, tra i quali Corrado Calabrò, Dante Maffia, Aldo Gerbino. La copertina è del noto artista Piero Guccione, “Le linee del mare” (pastello, 2008), ed accompagnerà la rivista nel suo viaggio letterario.

Attraverso il centro studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa si è trovato un canale di distribuzione nazionale, a cui ha aderito la Fondazione Rubbettino di Cosenza, che si spera possa rendere la rivista un punto di riferimento nel suo genere varcando i confini nazionali attraverso la collaborazione di scrittori e poeti d’occidente e d’oriente. Si cerca di instaurare così una sorta di “comunione globale” che può realizzarsi attraverso la poesia, l’arte, la letteratura, la scienza, scommettendo su “soggettività” creative, diverse e complementari, che sognano un mondo attorno a un verso.

 

 

 

 

 

 

Storia e fantasia con la fondazione “Carlo Terron”

 

La fondazione “Teatro Carlo Terron”, ormai operativa anche nella provincia iblea, in collaborazione con la Provincia, ha promosso ed organizzato un’iniziativa culturale avente per oggetto il teatro attraverso la storia ed il suo rapporto con il potere. L’evento scenico si basa su due elementi principali: l’attore e lo spettatore e più precisamente sulla relazione che li lega. Mentre l’attore rappresenta un corpo in movimento, in cui si intrecciano parola e gestualità, con precise finalità espressive e narrative, lo spettatore è il fruitore attivo e partecipe dell’avvenimento, che ne condiziona l’andamento e decodifica l’espressività dell’evento artistico. E’ sulla scia di tali riflessioni che la sala convegni della Provincia ha visto la proiezione di un video, andato in onda su Rai International, sulla commedia dell’arte nel mondo, per la regia di Mario Mattia Giorgetti che ha curato l’introduzione dei lavori - dopo il saluto del presidente della Provincia Franco Antoci - proponendo un ampio ed articolato profilo storico del teatro con particolare riferimento al contesto storico, sociale, culturale in cui si è mosso nei secoli. La seconda parte della serata, presentata da Rosanna Bocchieri, coordinatrice regionale della fondazione Carlo Terron, ha visto come protagonista lo scrittore e drammaturgo siciliano Claudio Forti attraverso la lettura di stralci della sua recente opera teatrale, “Le donne delle notti di luna”, che andrà in scena il prossimo anno e che prende spunto dalla reale e triste vicenda di una donna vissuta nella Scicli del XVII secolo e ingiustamente accusata di stregoneria dal Tribunale dell’Inquisizione. Una storia amara dai risvolti umani e sociali magistralmente interpretata dall’attrice Donatella Lotta che ha affascinato e coinvolto il pubblico presente travolto anche dalla possente voce di Giorgetti.

«Abbiamo proposto questa iniziativa – spiega Rosanna Bocchieri – per valorizzare il territorio ibleo e coinvolgere il pubblico in un viaggio attraverso storie vere e immaginarie che si muovono in un eterno presente. Protagoniste emblematiche di questo viaggio sono le donne».

 

 

 

L’identità di una Sicilia terra di immigrati ed emigranti tema di concorso fotografico

In un’immagine l’integrazione dei “San Ghgiuvannari”

 

«Un concorso fotografico che ha come finalità quello di spronare gli animi e lasciare un messaggio attraverso l’immagine fotografica». E’ sulla scia di tale riflessione che lo studente ragusano, Davide Moltisanti, immortalando con un click un fotogramma di vita quotidiana, ha conquistato il primo premio del concorso fotografico “Liberarte 2009” tenutosi nel capoluogo etneo. Giunto quest’anno alla seconda edizione, il concorso ha lo scopo di spronare gli animi e lasciare un messaggio attraverso l’immagine fotografica. Il tema assegnato, rivolto a tutti gli studenti della regione Sicilia, su cui si è brillantemente cimentato Davide Moltisanti, è stato quello su “Sicilia terra di emigranti ed immigrati, integrazione e identità. Una problematica assai delicata e di cocente attualità che Davide ha saputo interpretare dando un suo originale tocco fotografico immortalando i suoi “San Ghiuvannari” (foto tratta dal sito www.davidemoltisanti.com), inquadrati in un piccolo scorcio dello splendido scenario in cui è immersa Piazza San Giovanni di Ragusa, rendendo protagonisti alcuni anziani insieme a due ragazzi di colore che sorridono in perfetta integrazione con l’ambiente circostante.

Un linguaggio fotografico sobrio, in bianco e nero, quello di Davide, in cui il mezzo figurativo ed espressivo si fondono per dare origine ad una “riproduzione” della realtà visiva e genuina nel suo divenire.

Suddiviso in tre categorie, il concorso ha cercato di diffondere ogni informazione utile allo sviluppo culturale e sociale del territorio, stimolando la partecipazione di tanti giovani.

 

Giuseppe Nativo