Come difendersi da un virus in grado di diffondersi in modo rapido
Influenza suina: rischio o psicosi?
Risale al 1830 il momento in cui in Europa appare una violenta epidemia di colera i cui effetti si ripercuotono per oltre un decennio. Sarà necessario attendere oltre un secolo per vedere consolidate iniziative di cooperazione internazionale in materia sanitaria con la creazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra. I timori di una estesa epidemia, dopo la cosiddetta “influenza suina” esplosa in Messico, hanno riacceso i riflettori sul controllo della sanità mondiale. Ma quali sono i principali punti interrogativi che si affacciano sull’orizzonte della salute? In pochi mesi il virus dell’influenza A/H1N1 ha fatto il giro del pianeta, dimostrando una capacità di diffusione molto rapida. Esperti e studiosi di tutto il mondo non lo perdono di vista perché le probabilità che possa subire delle trasformazioni, diventando più aggressivo, non vanno sottovalutate. Porre la massima attenzione al responsabile della nuova pandemia è doveroso in quanto sono ancora senza risposta molte domande sul comportamento di questo virus.
Questo si presenta come una “miscela” di più frammenti di strutture molecolari provenienti da tre specie diverse (suina, aviaria e umana) che, combinandosi, hanno dato vita al quarto virus pandemico finora osservato (dopo quello della Spagnola, 1918; dell’Asiatica, 1957; e quello della Hong Kong, 1968). Come i virus dell’influenza stagionale, anche quello dell’influenza A si trasmette per via aerea (con colpi di tosse, starnuti, etc.). Possiede una grande capacità di trasmettersi visto che in pochi mesi ha attraversato cinque continenti.
I sintomi accusati sono simili a quelli dell’influenza stagionale (febbre, tosse, mal di gola, naso chiuso, dolori muscolari, mal di testa, debolezza).
I casi sinora registrati, in buona parte, tendono ad apparire lievi, con guarigione in pochi giorni. I decessi sono avvenuti in persone già indebolite da altre patologie e con problemi respiratori. Il quadro complessivo non è comunque ancora chiaro e per questo è posto sotto la massima sorveglianza. Come difendersi allora? Gli studiosi raccomandano di lavare spesso le mani con acqua e sapone e di non frequentare luoghi affollati.
Secondo quanto ha fatto sapere l’Oms, a breve, dovrebbe essere disponibile il vaccino contro il virus il cui picco è previsto per la fine dell’anno.
Giuseppe Nativo