Ci sono due modi di osservare la politica modicana. Uno è quello di discutere di chi e quanti hanno il merito della realizzazione di un ponte nei 20 anni che sono passati dal progetto alla realizzazione oppure quello di attribuire all’alluvione mediatica le fortune dell’Amministrazione.
Un altro modo è quello di guardare oltre ai provvedimenti, analizzando quali sono i meccanismi psicologici che producono comunicati stampa relativi ad autentiche banalità e del perché ormai nessuno amministratore arrossisce nell’inaugurare ponti dopo venti anni oppure (come dice anche terzo occhio) inaugurare rotonde ed ascensori o ancora quell’accettare senza prendere provvedimenti, l’ormai evidente dissesto della macchina burocratica come una autentica palla al piede come se la sua efficienza fosse estranea all’Amministrazione.
Occorre recuperare a nostro avviso il senso della normalità e chiedersi quale esso sia quando i servizi svolti in occasione della commemorazione dei defunti, che in termini tecnici sono dei servizi di ordinarissimi amministrazione, divengono per i nostri amministratori occasione per parlare di “alto livello organizzativo dimostrato dalla macchina comunale… con i complimenti per… un coordinamento e dedizione degli assessori all’ecologia ed alla viabilità fuori dal comune (Il giornale di Sicilia del 5 novembre 2004). Una normalità elogiata è a nostro avviso sintomatica di sentimenti scarsi, come lo è sempre l’autoincensamento, ed, ancora peggio, è devastante e diseducativo perché non fa cogliere il limite del dovere essendo noto, per dirla con padre Sortino, che l’elogio ed i complimenti dovrebbero iniziare la dove finisce il dovere ed allora qualcuno dovrebbe spiegarci quali sono le mansioni normali di ciascun dipendente del Comune, sempre che esista un mansionario.
Se si fosse seri in questo, cari amministratori, acquisirebbero una diversa valenza anche le cose buone che state facendo, che non possono non risultare inquinate da una mentalità che pone in evidenza autentiche carenze di buon senso, saggezza e buon gusto.
Uso, contrariamente al solito, la prima persona singolare perché sia chiaro che questa lettera è un’iniziativa mia e solo mia. Ricordo che in occasione dei festeggiamenti a favore del giornale di Scicli mi venne l’idea di chiedere all’Amministrazione di adottare dei provvedimenti che potessero aiutare in qualche modo la stampa locale. Mi fu detto da un amministratore, che mi risulta essere un grande fotocopiatore del Dialogo: “ma stai scherzando? Favorire un giornale che ci dà sempre addosso?”
Vedete cari consiglieri questa è la prova di quanto spesso vado dicendo o scrivendo sul modo di essere democratici a Modica. Avrei meglio compreso di più se si fossero posti ostacoli di compatibilità amministrativa ma quella risposta, la considero il sintomo evidente di una mentalità malata e totalitaria.
Cari consiglieri, l’anno prossimo Dialogo compie 30 anni. Chi ha qualche conoscenza del lavoro che c’è dietro la realizzazione di un giornale sa che tenere sulla breccia un giornale, tutti i mesi, uno dopo l’altro, per trent’anni è un’opera titanica che merita un riconoscimento. Dialogo è un figlio illustre di Modica, che supera anche il suo direttore per acquisire quasi una personalità autonoma, ora più che mai è un’officina che vede convivere anime spesso contrapposte.
Dialogo non può essere valutato in funzione della sua linea politica e sostenuto solo se mortifica la sua dignità ponendosi al servizio del potere.
Se oltre ad alcuni amministratori questo fosse anche il pensiero di voi consiglieri …
Abbiamo ricevuto alcune e-mail con le quali ci viene contestato il contenuto del nostro pezzo intitolato “ne siamo certi: non è mafia! Ma non si può smentire che gli somigli moltissimo”.Ad alcuni non è andato giù quel nostro riferimento alle verifiche politiche al comune di Modica nella quale è nata la “giunta dei migliori” ed a quella della provincia.
Noi riteniamo che occorre riprendere in mano e leggere il brillantissimo saggio, “Democrazie mafiose” di Panfilo Gentile, grande intellettuale e politologo, per cogliere non solo le somiglianze tra mafia e politica ma anche l’humus culturale che spesso pare le accomuni.
La riflessione diviene più interessante se si valutano le carriere economiche e politiche di certi personaggi e potentati modicani, carriere che comprendono anche alcuni scritti dell’anno 1984 che giudicati allora delle illazioni, ora sembrano assumere la qualità di antecedenti necessari a quanto si sta realizzando adesso con la occupazione delle istituzioni attraverso la gestione diretta e totalitaria di partiti.
Le dichiarazioni di Meno Rosa in occasione della dichiarazione di indipendenza dalla Margherita, quelle che stanno caratterizzando la serrata lotta all’interno di AN e dell’UDC contengono molti elementi di riflessione (Il giornale di Sicilia del 4 e 5 novembre scorso).
Meno Rosa parla di “squallide operazioni di potere” messe in atto dal segretari e dal capogruppo della Margherita, e di “conduzione del gruppo consiliare superficiale ed alla carlona… una opposizione scialba fatta di politichese, schizofrenica, demagogica. Azione politica esterna nulla e priva di riferimenti nei quartieri e nell’opinione pubblica”. Parole pesantissime sia nei confronti del proprio partito che degli alleati di opposizione, alle quali gli ex compagni di cordata della sinistra hanno balbettato solo un respingimento delle accuse, senza nulla di sostanzioso nei contenuti se non una freddissima e poco convinta reazione del prof. Barone che in poche parole esprime il concetto che tutto sommato il centrodestra sta solo realizzando quanto il centrosinistra aveva ottimamente avviato, quasi a dire che non c’è nulla a cui opporsi.
Parole pesantissime di Meno Rosa che nell’ex compagno di cordata Nino Frasca Caccia provocano la pilatesca decisione di rispettare la decisione di Meno Rosa (e cos’altro avrebbe voluto fare?) e nella maggioranza che i dissidi nella sinistra non sono migliori dei loro. Venite comari
Per Carmelo Scarso,nuovo capogruppo di Forza Italia nelle dimissioni di Meno Rosa non ha visto motivazioni politiche. Questa opinione, tra le tante pur sembrando la più seria è quella più vuota di contenuto perché non viene spiegato che cosa significa, una volta per tutte, il significato di questa piccola e frequente parola:“politica”.
In parte ce lo dice il consigliere Provinciale Giuseppe Sulsenti che dopo aver detto all’on. Drago che lui 20.000 voti li ha presi perché tutto il partito si è speso e quindi non è giusto che lui a Roma vada rivendicare cariche a titolo personale: come dire che la torta va divisa.
Ma Sulsenti è anche più esplicito quando aggiunge che il suo partito …è condotto con una struttura verticistica, senza coinvolgimento della base e con cariche di assessori distribuite ad personam (La città del 6 novembre 2004) con buona pace, diciamo noi, del l nostro Domenico Pisana che nel piacere di esibire la carica di segretario cittadino dell’UDC forse non si è accorto di essere un segretario in “funzioni vacanti”. “Sono scelte, dice Sulsenti, che devono trovare una giustificazione politica”. Ecco che ritorna la parolina: “politica”.
Noi pensiamo che Sulsenti abbia dato un grosso contributo per individuare nel mercato delle vacche il vero significato della parolina in argomento, significato che traspare evidente anche nella intervista al segretario provinciale dell’UDC, Galazzo che in una pur lunga intervista,nel vano tentativo di spiegare metodi e criteri di gestione del partito è riuscito a far trasparire, evidentissima, che non di gestione si parla ma solo di assegnazione di poltrone.
E la mafia? La democrazia mafiosa?
Spesso, molto spesso, accade che si accendono risse dialettiche furibonde mentre qualcuno da una persiana socchiusa osserva, sorride ed aspetta.
Carmelo Modica
Terzo occhio ci chiama, noi rispondiamo…Torchiando
Se noi fossimo permalosi, come lo è qualche nostro amministratore, manderemmo a quel paese questo impertinente Terzo occhio che qualche volta ci ha punzecchiato ed ora ci inserisce in una ipotesi di Giunta Ombra.
In uno dei suoi primi interventi, Terzo occhio spiegò il perché aveva fatto ricorso all’anonimato e diciamo che ne condividemmo subito gli intenti. In questa sua proposta, questo particolare è ancora più irrilevante considerato che a prescindere di chi egli sia e delle proposte che avanza le decisioni le andrebbero a prendere comunque i nove personaggi che ha chiamato a raccolta. Quindi, nessun grande fratello, come qualcuno (con finta preoccupazione) ci ha detto, nulla di paragonabile a quanti prendono ordini da potentati economici che a Modica tutti sappiamo dove risiedono e cosa fanno, così come, nelle città mafiose, tutti conoscono “il don che comanda”.
Quello che più ci attrae della proposta di terzo occhio è che i nove modicani chiamati appartengono a schieramenti politici diversi ed in alcuni casi decisamente contrapposti. Se non abbiamo fatto male i conti sette di essi hanno provenienze politiche chiare: quattro di sinistra, uno di destra ed uno democristiano mentre i restanti due, che non hanno mai avuto, per quanto ci risulta, esperienze elettorali, sembra che appartengano, per quanto si può dedurre da alcuni loro scritti, uno all’area moderata cattolica e l’altro all’area progressista.
Abbiamo iniziato con questa prima precisazione perché è quella più istintiva che i quattro amici della latteria si sono posti, nel pieno rispetto del pigro schemino attuale che prevede di sapere chi sono e di quali aree ideologiche provengono i nove.
Diciamo subito che condividiamo il progetto che ci è stato proposto, anche perché conosciamo bene tutti i “chiamati” e nutriamo nei loro confronti una profonda stima. Sarebbe un onore potere sedere attorno allo stesso tavolo.
Un secondo motivo, che ci entusiasma, è quello che Terzo occhio, nei suoi primi accenni metodologici e programmatici, suggerisce modi e tempi che appartengono ad un progetto talmente innovativo ed antagonista negli obiettivi e nei modi da far superare ogni ideologia rendendo armonica ed omogenea, a livello culturale, la compagine che dovrebbe formare la Giunta ombra, riuscendo a far cogliere quel filo conduttore comune che è l’amore per la città, la coerenza e l’onestà intellettuale incontestabile che gli otto (per noi giudicheranno gli altri) hanno ampiamente dimostrato nella loro vita politica e non.
Controllando l’età dei nove ci viene in mente l’idea di realizzare il principio di Napoleone che legò il suo incontestabile successo alla realizzazione di un principio elementare. Egli organizzò il suo esercito ponendo a capo delle sue armate generali giovani, a volte giovanissimi, e diretti collaboratori più maturi. In questo modo egli sfruttò in maniera armonica, efficace e gratificante, anche per la linea di comando, quelle doti che sono innate nella natura umana: la grandiosità dei progetti dei giovani, il loro spirito rivoluzionario, la grande voglia di volare alto, con la saggezza dell’età matura e con la calma che solo l’esperienza e la vita vissuta possono dare.
Diciamo che è l’unico modo in cui l’utopia può divenire concretezza.
Ecco perché vogliamo subito lanciare l’idea di cercare un sindaco giovane che magari ci commuova per la ingenuità della sua voglia di spaccare il mondo e noi si possa dare a lui quel forte contributo di ponderatezza che in tanti anni abbiamo accumulato nell’esperienza della vita. Questo progetto avrebbe anche un altro vantaggio e cioè quello di dimostrare ai modicani che i nove se ne fregano anche di chi tra loro, deve essere il Sindaco che sarebbe un altro atteggiamento necessario per dimostrare veramente che qui si cambia strada.
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Quanto stiamo per scrivere si muove tra provocazione e fantapolitica con qualche indicazione operativa. Perdonateci, ma non possiamo non esternare che mentre stiamo scrivendo questo passaggio abbiamo pensato addirittura che il nostro sindaco Torchi potrebbe anche essere la persona giusta, perché non si può dire che non abbia le qualità propulsive adeguate alla sua età. Qualcuno, compreso Terzo occhio, gli rimprovera che inaugura rotonde ed ascensori ma è pure vero che otto assessori come quelli indicati da terzo occhio gli avrebbero fatto capire che certe cose sono poco serie.
Né si può sostenere che egli sia coadiuvato da un consiglio comunale giovane perché è vero che questo consiglio comunale è giovane solo anagraficamente, molti di loro sono vecchissimi nella loro cultura e nel loro modo di essere. Lo stesso linguaggio: molti di loro parlano come un Saverio Terranova stampato, o, al contrario, come i ragazzini ai quali è stata tolta o sperano di avere la marmellata.
Qualcuno potrebbe replicare che il nostro Sindaco ha altri vecchi di riferimento: è vero ma questi altri non sono vecchi; sono grandi vecchi, sono onorevoli e senatori, con la voglia di essere, e spesso ci riescono, grandi fratelli, gestori di potere che lo considerano uno strumento non un Sindaco.
Signor sindaco ci pensi divenga anche il Sindaco ombra oltre che il Sindaco vero, sarebbe un onore per lei farsi cacciare a pedate da questa direzione politica modicana e stia tranquillo che il popolo modicano la ricompenserebbe.
Questa Torchiata non vuole essere solo una provocazione, infatti, essa ci consente di dire che quanto Terzo occhio vuole propiziare può avere successo solo se ciascuno di noi crede in un progetto che abbia uno spirito diverso e senza steccati.
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Ritornando decisamente nel reale diciamo che il lavoro che attende coloro i quali ritengono di avviare il progetto, è quello di creare, tutti insieme, una griglia condivisa, fatta non di enunciazioni più o meno belle (ne abbiamo le p….. piene si vedano statuti di movimenti politici e programmi elettorali) ma di propositi che di per se abbiano una intrinseca carica di far comprendere ai modicani che, anche a volerlo, non sarebbe possibile ripercorrere sentieri noti e squallidi cioè contengano, dentro, la naturale conseguenza di un vero cambio di direzione.
Per costruire tale griglia, agli elementi già indicati da Terzo occhio noi ne aggiungiamo un altro:
La nostra Amministrazione propizierà la nomina del difensore civico preferendo una persona che rinuncerà al 70% degli emolumenti previsti dalla legge e che sia il più attivo e deciso contestatore della nostra Amministrazione introducendo il principio secondo il quale il difensore civico non può essere, neanche lontanamente, amico del Sindaco.
Noi pensiamo che anche il nome da dare alla lista deve far meditare ed incarnare il nuovo spirito. Non i soliti e banali sostantivi pensiamo più ad una frase del tipo “…mandiamo a casa i bambini” , oppure “…non nomineremo nessun parente…” o ancora “…non inaugureremo rotonde…”.
Noi siamo convinti che, dopo questa introduzione di terzo occhio il pallino passa ai nove perché riflettano, analizzino l’onerosità dell’impegno, il piacere di dare, qualunque fosse il risultato, un sonoro e sicuro schiaffo a chi sta denigrando la democrazia ed affossando il comune e, poi con calma celere indichi e suggerisca quanto è necessario perché lo spirito antagonista indicato da Terzo occhio si materializzi in un progetto operativo.
Avremo tempo per chiarire meglio la nostra posizione sull’argomento. Con questo primo intervento abbiamo solo voluto manifestare la nostra disponibilità al progetto.