Congresso Nazionale di Nematologia

 

I nematodi sono dei parassiti delle piante che rappresentano, per diverse colture ortive, i principali fattori biotici limitanti la produzione. La conoscenza di tali fitofagi e dell’incidenza dei danni indotti in ogni singolo contesto colturale è di primaria importanza per mettere in atto una proficua strategia di lotta. Queste le delicate problematiche analizzate nel corso dell’VIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Nematologia tenutosi a Ragusa, dal 27 al 29 ottobre scorso, presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria a Ragusa-Ibla.

Si è trattato di tre intense giornate di studio, conclusesi con una Tavola Rotonda presso il Teatro Comunale di Vittoria, con specifico riferimento alle principali colture agrarie della Sicilia sud-orientale, la cosiddetta “fascia trasformata” del territorio afferente anche alla provincia di Ragusa, caratterizzata da zone coltivate in ambiente protetto. Considerata la particolare rilevanza della problematica e l’attenzione rivolta all’acquisizione ed al trasferimento alla pratica agricola delle principali innovazioni nella lotta ai nematodi, la Regione Siciliana, attraverso l’Osservatorio per le Malattie delle piante di Acireale, di cui l’Unità Operativa della Sezione di Vittoria ne è brillante collaboratrice, ha accolto l’invito ad ospitare proprio a Ragusa il simposio a carattere nazionale. La fattiva collaborazione di tale Unità Operativa, all’interno della quale operano già valenti ricercatori come il Dott. Colombo, Dott. Castaldi, Dott. Segres e Dott. Barraco, ha posto le basi per promuovere ulteriori studi, ricerche ed organizzare iniziative per diffondere la conoscenza dei nematodi presenti nel terreno. A tale riguardo la S.I.N. (Società Italiana di Nematologia) ha colto l’occasione dell’assise per ricordare il Prof. Franco Lamberti, uno dei fondatori della stessa S.I.N. e della Nematologia agraria italiana. Studioso e ricercatore appassionato, negli anni recenti ha svolto parte della sua attività proprio nel territorio della Provincia di Ragusa conseguendo ottimi risultati nel campo della ricerca agraria.

Dall’insieme dei lavori posti in disamina si evince che il controllo chimico, almeno a livello di ricerca, sta subendo una flessione a vantaggio di altri e fra tutti il biologico. Non sono da sottovalutare poi i crescenti interessi verso l’ingegneria genetica seguita dal controllo integrato e dagli ammendanti organici.

Al Congresso, sotto l’egida della segreteria organizzativa composta dai ricercatori Colombo, Castaldi e Ciancio, hanno partecipato numerosi studiosi provenienti dal C.N.R. di Bari e da Istituti fitosanitari di varie città italiane (Milano, Lecce, Cesena, Bologna, Pescara, Firenze, Palermo, Catania, Vittoria).

 

                                                                                  Giuseppe Nativo

 

 

 

 

A Ragusa l’Ordine Cavalleresco del Santo Sepolcro

 

“…Vi ringraziamo cordialmente di cotesto atto di nobile devozione e di filiale fedeltà: ne apprezziamo i sentimenti, che sgorgano dai vostri spiriti non meno che dalle finalità statutarie dell’Ordine cavalleresco e religioso insieme, a cui vi onorate di appartenere…”. Questo l’incipit del discorso pronunziato il 30 maggio 1964 da Papa Paolo VI all’O.E.S.S.G. (Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme). Parole gravide di sensazioni, di emozioni e di benevolenza che riassumono in pochissime righe l’attività ed i molteplici compiti dell’Ordine. Parole che riecheggiano ancora vivide all’orecchio e che sono state rese quasi tangibili in occasione della celebrazione liturgica, di sabato 6 novembre, presieduta da S.E. il Vescovo di Ragusa, Mons. Paolo Urso, presso la Cattedrale di San Giovanni Battista in Ragusa.

Numerose le Autorità civili ed ecclesiastiche presenti alla emozionante e suggestiva cerimonia che ha visto la partecipazione di un centinaio di appartenenti all’O.E.S.S.G..

Per il capoluogo ibleo si tratta di un evento inusuale, ma anche di grande rilievo, che offre l’opportunità per incoraggiare sentimenti e propositi che non possono non meritare plauso e fiducia. Un’istituzione, quella dell’Ordine, che attira a sé lo sguardo e la stima del pubblico per i due aspetti che essa palesemente gli presenta: quello esteriore, delle divise, delle insegne; e quello interiore, della adesione alla fede ed alla vita cattolica, anzi alla milizia ed al servizio della Chiesa con particolare riferimento a quei Luoghi Santi che furono l’umile ed incomparabile scena del Vangelo e che sono tuttora all’attenzione di tutta la comunità internazionale.

Assistere alla celebrazione liturgica insieme ai Cavalieri e Dame dell’Ordine è come tornare indietro nel tempo, rivivere atmosfere d’altre epoche nonché assaporare lo spirito cavalleresco ormai sbiadito dalle nebbie del passato. Per cercare di approfondire la storia dell’O.E.S.S.G., la cui nascita risale tra l’XI ed il XII secolo, è necessario rifarsi al clima religioso, sociale e politico di quel periodo le cui principali componenti sono state la devozione per il Santo Sepolcro, il dolore di averlo perso in seguito alla occupazione musulmana, lo spirito di cavalleria e la pratica dei pellegrinaggi verso i Luoghi Santi. Ai primi del XV secolo i Sommi Pontefici presero cura di questa complessa istituzione dando ad essa una vera e propria configurazione che ancora oggi si conserva intatta come ieri. Novecento anni di storia, di cui almeno quattro secoli da protagonista, hanno reso l’Ordine sempre più solido e socialmente impegnato. Attualmente, i ventiduemila Cavalieri e Dame presenti nel mondo, organizzati in 54 “Luogotenenze”, provvedono ad inviare, ogni anno, offerte personali al Patriarcato Latino di Gerusalemme per la realizzazione degli interventi programmati dall’Ordine. Così ospedali, Chiese, asili, case di assistenza per minori ed anziani nonché scuole di ogni ordine e grado, ivi compresa l’Università di Betlemme, trovano sostegno nell’Ordine che in questo drammatico periodo ha intensificato gli aiuti. E’ a questa missione di civiltà, di pace e di carità che sono impegnati a partecipare gli appartenenti all’Ordine, che è riconosciuto sia da S.R. Chiesa (come già affermato dall’”Osservatore Romano”, 04/07/2002), sia dallo Stato Italiano (R.D. 10/07/1930, n. 974, art. 3; Legge 03/03/1951, n. 178, art. 7, comma 3).

 

                                                                    Giuseppe Nativo