Nostre pubblicazioni

 

 

 

Francesco Irmino (alias Carmelo Modica), Compagno Poliziotto, Società editrice Il Falco Milano 1980

 

La peculiarità di questo volume, scritto da un ufficiale del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, è quella di fare teoria partendo da un problema dell’ora presente»: la riforma della Polizia.

L’autore afferma che la smilitarizzazione e la sindacalizzazione della Polizia non hanno lo scopo di renderla efficiente, tutelando i diritti civili dei suoi appartenenti, bensì il fine di asservire l’Istituto alla fazione. Per dimostrare ciò impiega lo schema della guerra rivoluzionaria e lascia intendere che utilizzando gli stessi criteri di analisi nello studio degli altri settori vitali della nazione (informazione, forze armate, istruzione, ecc.) potrebbe apparire, come in una radiografia, chiara la identità del nemico, le varie diramazioni della sua azione e la incisività della sua lotta per distruggere la democrazia italiana.

Molti sono perplessi nel pensare che i principi di organizzazione e direzione aziendale possano applicarsi alla Polizia. Molti altri, nelle alte gerarchie ministeriali, invece, tono contrari perché ben sanno che un’azienda polizia lascerebbe poco spazio ad una gestione del potere incompetente, illogico ed arruffone.

Scopo del presente studio è quello di aprire un dialogo e sollecitare un interesse più che presentare una panoramica scientifica e rigorosa.

Noi riteniamo che dalla concezione manageriale della polizia possano trarsi elementi più semplici, più chiari e privi di personalismi che il poliziotto di oggi (ed in particolare i dirigenti) può far propri per rinnovare e ampliare la sua mentalità abbandonando le lusinghe del potere abbracciando l’efficienza, sacralizzando il concetto di servizio in perfetta linea con gli enormi vantaggi della telematica che possono essere ben sfruttati solo se l’organizzazione è logica.

Alcuni affermano che i principi di organizzazione aziendale non possono applicarsi alla polizia perché non è misurabile il rendimento. Costoro dimenticano che esistono le aziende di servizi e che la managerialità prima di essere un discorso di rendimento misurabile è und filosofia di agire razionale.

 

Questo nostro approccio vuole sollecitare una progettazione a ragion veduta, avendo noi in questo momento storico, il grande vantaggio di poter anticipare l'esito e gli effetti delle nostre decisioni e di misurare, ripercorrendo le tappe seguite da altre città, gli  effetti devastanti  della psicologia della metropoli.

La nostra città ha subito nel tempo gravi menomazioni, ma si è ancora in tempo per un notevolissimo recupero, purché si abbia l'intelligenza di analizzare quanto è avvenuto nelle grandi città. Noi condividiamo il pensiero dell'Ing. Rodriguez, quando sostiene che: Modica più dell'intero Meridione non ha partecipato all'avventura della industrializzazione, allo sviluppo sfrenato dell'età moderna che, ora in declino, lascia Modica più pronta a capire ed interpretare il nuovo senso di sviluppo.

 

Dalla presentazione

Di proposito noi debuttiamo con un argomento che è di frontiera per indicare, se si vuole anche provocando, che servono nuove postazioni per osservare la realtà e la storia. Non sopportiamo che ci sia qualcuno che demonizzi le nuove analisi.

Definendo questa collana “argomenti di frontiera” noi diciamo che esiste una terra in cui il limite ha un senso più consistente, dove si ha più consapevolezza, dove si ha più voglia di rischiare sia nella difesa sia nel desiderio di superarlo. E’ quell’area in cui non si può essere né progressisti né reazionari, è quell’area dove le cultura di destra e di sinistra sussistono solo come degradazioni, manifestazioni patologiche di un corpo culturale ormai esausto, in cui ogni sollecitazione si trasforma in deformazione permanente e non in interesse a nuove avventure culturali. (Carmelo Modica)

 

 

Carmelo Modica, Libri e Librerie, con una nota di Franco Antonio Belgiorno

 

Il libro non può essere

regalato

ma solo donato

 

Noi della Biblioteca di Babele siamo della ferma convinzione che il libro che fa mostra di sé in uno scaffale non ha vita tranquilla. E quando qualcuno lo prende in mano e ne sfoglia le pagine si pone in uno stato di ansia. Comincia a spiare chi vorrebbe acquistarlo, percepisce il calore delle mani che lo toccano, e quando sente dita spigolose e svogliate, spera di essere subito rimesso al suo posto.

Quando quelle mani lo portano verso la cassa, anche se si sente morire, spera di servire come regalo, e quindi di trovare un luogo degno del suo rango.

Anche voi uomini bianchi passerete e, qualche volta, prima delle altre tribù. Se contaminerete il vostro letto, una notte morirete soffocati dai vostri stessi rifiuti.. Ma voi, anche nella vostra ultima ora, sarete convinti del fatto che Dio vi portò sulla terra e vi diede il dominio su di essa e sull’uomo di pelle rossa, con qualche progetto speciale.

Tale piano è un mistero per noi, perché non comprendiamo quello che succederà quando i bufali saranno sterminati, i cavalli selvaggi saranno stati domati, quando i più reconditi angoli dei boschi non effonderanno più il loro profumo e quando la vista verso le verdi colline sarà impedita da una fitta rete di fili metallici parlanti. Dov’è il fitto bosco? Scomparve. Dov’è l’aquila? Scomparve. Così finisce la vita, e inizia la sopravvivenza.

 

 

Il presente libretto è un dono che la Biblioteca di Babele  vuole fare agli esponenti della Giunta Comunale ed ai Componenti del Consiglio Comunale di Modica nel momento in cui si accingono a discutere della variante al Piano Regolatore.

 

 

G. Gasti, Quando Mussolini tirava le pietre. Mussolini come Capanna con una “marcia” (su Roma) in più. Con un “pretesto” di Carmelo Modica

 

 

Rapporto della Polizia al Presidente del Consiglio dei Ministri del 1919, sull’attivismo del professore Benito Mussolini, fondatore dei fasci di combattimento, e sulla sua capacità di turbare l’ordine pubblico.

La presentazione prende a pretesto il rapporto,  per accennare allo stato di guerra civile permanente in cui i social-comunisti italiani hanno “costretto” l’Italia dalla rivoluzione bolscevica del 1917 ad... oggi.

Il testo comprende anche il certificato penale del futuro duce del Fascismo.

***

Vivere la violenza come l’abbiamo vissuta noi a Milano (quel giorno comandavamo la compagnia del 3° Reparto celere di Antonio Annarumma e lo abbiamo visto morire) non ci fa sopportare i giudizi di valore che si tenta di far passare demonizzando quella di Mussolini del 1922 e facendo passare come lecita o giustificata quella di Capanna o ancora quella recente dei no-global di Genova.

I climi di violenza sono il frutto di contesti che hanno delle cause e degli attori che i capi, i veri capi, riescono a padroneggiare.

Sia Mussolini che Capanna ebbero dei grandi movimenti culturali alle spalle il Futurismo e la rivoluzione culturale del ‘68 che in effetti rappresentarono il desiderio di cambiamento di una società sclerotizzata, conservatrice, formalista, e burocratizzata.

 

Lo studio di Dal Piaz dà un contributo alla sistematizzazione della letteratura che riguarda la caduta del fascismo, con particolare riferimento a tutta quell’attività che perseguì, con tutti i mezzi, la sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale come mezzo per far cadere il Fascismo.

Dal Piaz, infatti, nel suo studio non svela nuovi documenti venuti fuori da archivi segreti o da chissà quali ritrovamenti; egli coordina una serie di documenti che sono stati pubblicati sulla stampa periodica e che sono stati e continuano ad essere ignorati, nella disamina storica che riguarda la caduta del fascismo.

Il coordinamento dei documenti indicati da Dal Piaz disegna nei minimi particolari un puntuale itinerario complottistico che chiunque  nel momento del suo concepimento (9 settembre 1935 - 15 dicembre 1936) avrebbe definito fantapolitica o folle velleitarietà e che, invece, porterà Mussolini dal consenso assoluto a Piazzale Loreto.

 

Lo scopo di questa pubblicazione è quello di invitare a riflettere su quella che Kunnas Tarmo definì La tentazione fascista. E’ un fatto che la sinistra, specie quella più estrema, subì tale tentazione prima e dopo la seconda guerra mondiale, che derivava da una radice culturale e politica comune. La tentazione continuò e si invertì quando molti fascisti, dopo la sconfitta militare, videro nel comunismo lo strumento utile per condurre la loro battaglia per i principi di San sepolcro.

 

Indice

Introduzione al “Fascismo rosso”.

Manifesto “Per la salvezza dell’Italia e la riconciliazione del popolo italiano”del partito comunista clandestino. (8 agosto 1936).

Programma dei Fasci Italiani di combattimento marzo 1919

 

 

Il Mercato è cosa d’estrema implacabile serietà, come il Potere.

L’uno e l’altro hanno bisogno di vendere, sia pure prodotti diversi. Il Potere adopera la Propaganda; il Mercato la Pubblicità.

I due mondi sembrano tuttavia compenetrarsi sicché, l’uomo che  riesce a vendere  di più (anche se stesso)  diventa ricco ed ha i soldi per assurgere al potere, condizionato dal potere  del mercato.  Il Mercato gestisce  il Potere comprando i politici che lo favoriscano.

Anche se  Pubblicità e Propaganda sembrano ormai coincidere, gli autori hanno cercato di rappresentarne le differenze, affinché il lettore possa avere consapevolezza delle misure che ogni singolo può prendere per trasformare Pubblicità e Propaganda, da mezzi di sopraffazione a strumenti utili alla selezione ed alla scelta.

Si sconsiglia la lettura ai non pensanti.

 

 

Chi non  ha rispetto  per la cultura di un luogo,  la bistratta e la calpesta, non è nemmeno degno di chiamarsi figlio del genere umano. Vi sono persone che sono convinte del contrario, ma è proprio questo il motivo maggiore, e il più indicativo, della loro profonda ignoranza. Nel tempo che verrà, di esse non esisterà nulla, ma sarà molto importante per gli altri,  di ripararne i danni.” (Gustave Flaubert)

 

 

[...]E troverai scritto anche che i cosiddetti “partigiani” non avevano alcun titolo legale per essere definiti “belligeranti”. In altre parole, militari legittimi contro banditi in borghese che sparavano a tradimento. Questo è scritto in una Sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana, scritta ben 9 anni dopo la caduta del Fascismo.

Come dici compagno?

Non ne avevi mai sentito parlare? Al partito non te lo avevano mai detto?

Lo so compagno, lo so.[...]

 

Se qualche comunista modicano volesse riceverne una copia nella forma cartacea  come mio dono personale segua queste istruzioni.

 

Nostri possibili pre-giudizi

L'argomento del libello è quello dei voltagabbana modicani. E' un argomento che abbiamo trattato con frequenza nella nostra attività pubblicistica e che adesso abbiamo deciso di affrontare nel modo più disincantato possibile, in maniera serena ma senza mezze misure: con decisione e senza alcun timore di esprimere giudizi di valore.

Abbiamo scelto il voltagabbanismo politico come settore di scontro della nostra battaglia politico-culturale perché esso è il luogo culturale della mediocrità politica.

Non vi è dubbio che, per chi scrive, sia le argomentazioni che la vis polemica con la quale vengono sviluppate, sono spesso ispirate da episodi che lo hanno marcato in maniera importante e da personaggi che più degli altri riescono a materializzare forme e sostanza di "valori" che egli intende combattere o inverare.

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