Sui vigili urbani e sul traffico

Molto spesso i nostri amministratori quando vengono rimproverati sugli scarsi risultati della loro azione amministrativa si rifugiano sempre o quasi con nell'assenza di finanziamenti e poi magari si scopre che si acquistano delle panchine decisamente più brutte e più costose di quelle che potevano essere costruite dai nostri artigiani, ma si dice che "Modica non può permettersi altro".

Alcuni hanno osservato che il problema delle panchine è secondario e per certi versi si potrebbe condividere solo se non fosse vero che le panchine sono la manifestazione esteriore di un modo di essere. Sono tante le malattie mortali che si manifestano con poco appariscenti sintomi.

Una tale posizione nei nostri politici potrebbe avere una qualche possibilità di successo se costoro potessero dimostrare che tutti i problemi che non richiedono soldi o comunque scarse risorse disponibilità finanziarie sono tutti risolti o in avviato stadio di soluzione o almeno si stanno studiando.

Vogliamo per esempio verificare i tempi della burocrazia comunale in tutti i suoi rapporti con i cittadini e veder in quale maniera il magnifico estro dei nostri politici si è espresso e realizzato abbreviando i tempi e snellendo le procedure?

C'entrano molto le scarse risorse finanziarie sul modo di concepire l'impiego del Vigile Urbano?

E' veramente velleitario pensare di mettere mano al problema del traffico senza coinvolgere l'educazione del cittadino e facendo ricorso solo ed esclusivamente al vigile urbano. Infatti, il vigile urbano viene visto dall'Amministrazione come il surrogato generale di ogni problema che in qualche modo interessa il traffico: così abbiamo il vigile posteggiatore, il vigile transenna… ma anche, (esclusiva modicana) il vigile paletto: tale lo proposero alcuni quando lo volevano porre al posto del paletto di via Grimaldi quando l'allora ottimo assessore Carmela Giannì voleva rendere effettivo il divieto di transito in tale via.

Il pensare al vigile urbano come surrogato persino di un paletto non fa indagare né sull'opportunità di nuove soluzioni né sull'uso di accorgimenti pratici, fino a fare l'abitudine a tutto ed alla fine diviene tutto schizofrenico se è vero che il caos è dappertutto la dove non esiste spazio (ex tribunale con vigile posteggiatore) e dove ne esiste troppo, tratto Santa Maria Inizio via Quasimodo.

Da questa cultura deriva:

∑    Il mancato utilizzo (e quindi lo spreco di denaro pubblico) del parcheggio di Viale medaglie d'oro;

∑    L'assenza di decisioni sull'esperimento della rotatoria provvisoria del motel Agip. Lo scollamento tra questa rotatoria ed il divieto di invertire la marcia per chi proviene dallo Stretto nella rotatoria di piazza Monumento non completato dal divieto di invertire la marcia  in via Marchesa Tedeschi e corso Umberto da piazza monumento alla rotatoria provvisoria, tanto che gli utenti non potendo invertire la marcia in piazza monumento andavano più avanti o all'altezza di Santa Maria o all'altezza di San Pietro trasferendo in tali aree il caos che si tentava di togliere da piazza Monumento. Giustamente i Vigili urbani con molta saggezza ora stanno tollerando tale inversione perché crea meno confusione. Ovviamente in attesa di qualcuno che alzando male la mattina pretende poi l'applicazione di un divieto ancora vigente;

∑    La evidente mancanza di un organico studio del traffico, tanto è vero che non vengono avviati a soluzione gli ottimi suggerimenti operativi e di immediata attuazione dell'ingegnere Ciuffini del quale non finiremo mai di parlarne bene;

E' veramente penoso constatare, parlando con questi politicanti di mestiere, come per coprire la loro mediocrità organizzativa, per il traffico richiamano la particolare natura della nostra città da un punto di vista orografico reclamando la necessità di creare una via alternativa a Corso Umberto (come se la responsabilità per il suo studio e realizzazione fosse di altri) e nelle more che venga tale via alternativa, non utilizzano gli strumenti meno radicali e comunque disponibili. Ci sembra di essere di fronte ad un mito incapacitante: da un lato la incapacità di concepire grandi soluzioni, incapacità di pensarla alla grande e di proiettarsi oltre la loro stessa esistenza e dall'altro rinuncia ed incapacità di attuare il possibile. E come colui che in attesa di avere la Mercedes non utilizza la fiat uno di cui già dispone.

Costoro sono senza attenuanti perché se il Conte Cabrera non conoscendo ancora l'automobile è uno dei responsabile del caos di Corso Umberto, questa classe politica ha creato, conoscendo l'automobile, un bordello ancora maggiore in via Sacro Cuore ed i tutta la contrada Sorda".

E' un problema di soldi tutto questo? e non è sospetto questo verificare che si è disposti a realizzare solo ciò che richiede investimenti?

Quando diciamo questo lo diciamo nella convinzione che questa amministrazione di sinistra non ha alcuna soluzione di continuità con tutte le amministrazioni democristiane delle quali ne ha persino continuato il lento e graduale peggioramento fino a farle rimpiangere. Stanno maturando i tempi per farci gridare: rivogliamo la Democrazia Cristiana.

 

Panchine terapeutiche anche in Piazzetta Santa Maria

Un comitato spontaneo si è costituito ed ha raccolto moltissime firme per presentare una petizione popolare e chiedere che nella nuovissima piazzetta di Santa Maria vengano poste con la massima urgenza almeno due panchine terapeutiche in cemento nobilitato come quelle già sistemate nelle altre piazze che tanto successo hanno avuto tra i vecchietti ed anche tra gli occasionali venditori ambulanti che hanno trovato tali panchine molto comode per esporre la loro merce. L'Amministrazione comunale, veramente lusingata ha assicurato che la richiesta verrà evasa con ogni possibile urgenza.

 

Occupazione del potere

Esistono leggi regolamenti e codici deontologici che molto spesso richiamano la necessità di improntare la propria azione a criteri di disincanto ed oggettività, cosicché, per esempio, si vieta al poliziotto di iscriversi ai partiti politici, e si chiede al Presidente della Repubblica di porsi al di sopra dei partiti anche di quel partito che dopo tantissimi anni di militanza gli ha consentito di essere eletto Capo dello Stato.. Lo stesso si chiede a certe cariche che pur essendo conseguibili attraverso i partiti hanno un profilo istituzionale che per essere correttamente interpretato deve essere sganciato da ogni visione di parte. Ma si va oltre perché il sistema pretende giustamente obiettività non solo sostanziale ma anche formale.

E' questo un patrimonio della democrazia di tipo occidentale che pur facendo scaturire il potere da una lotta di parti contrapposte poi tenta con tali criteri di non fare inquinare dalla visione di parte la giusta e corretta gestione del potere. Per certi aspetti questo principio è anche misuratore di democrazia.

La visione del mondo di sinistra e comunista in particolare non è capace per sua intrinseca natura di operare simili astrazioni perché parte dal presupposto di essere l'unica, quella giusta. Un pò come avviene nelle teocrazie.

Nei regimi comunisti (ma anche fascisti e totalitari) esiste la più completa (con-)fusione tra cariche di partito e cariche istituzionali, tra cariche di partito e comando di forze armate.

Questa (con-)fusione implica l'uso degli strumenti detenuti per la carica istituzionale e quelli detenuti per la carica di partito senza particolari scrupoli ritenendo di essere in entrambi i casi strumenti propri e non di servizio..

In termini pratici il nostro sistema richiede al titolare di una carica istituzionale di non operare (con-)fusione tra il suo essere sindaco ed il suo essere esponente di tale partito o congrega.

Questa premessa serve a valutare le distanze dalla democrazia dell'attuale amministrazione modicana non essendo sopportabile che su un manifesto con l'Aquila simbolo della nostra Comunità Modicana, firmato dal Sindaco di Modica e controfirmato dall'Assessore si annuncino delle realizzazioni (non entriamo nel merito) con un titolo "Noi pensiamo ai fatti" ed un sottotitolo "lasciamo agli altri la demagogia e le polemiche".

Questo manifesto o è manifesto del Comune cioè stampato con i soldi nostri, oppure è un manifesto di partito. Nel primo caso deve essere consentito ad un anticomunista di non finanziare campagne politiche del Sindaco e del suo Assessore, nel secondo caso il sindaco non ha il diritto di usare la "carta intestata" ed i simboli della Comunità Modicana per fare le sue campagne elettorali, perché è un inquinare quella "Carta intestata" che è un patrimonio dei cittadini e non del Sindaco.

Appare evidente che le poche lire di un manifesto non cambiano la sostanza delle cose che indica una mentalità di "occupazione del potere" e non l'esercizio del giusto servizio di informare il cittadino di quanto viene realizzato dall'Amministrazione.

***

Con maggiore insistenza si va sostenendo che con la caduta del muro di Berlino sono cadute le ideologie ed il comunismo in particolare e con tangentopoli sarebbe scomparsa la democrazia cristiana: a noi tutto questo sembra sospetto. Sembra anche semplicistico dire che non esistendo più un partito definito "democrazia cristiana" non esiste più la cultura che quel partito ha rappresentato per quaranta anni; lo è anche sostenere che sia scomparsa la visione del mondo comunista.

Non si può fare confusione tra forma e sostanza, tra forma e cultura.

Noi riteniamo per esempio, (e vedremo di documentarlo in un piccolo saggio sul quale stiamo lavorando) che l'idea marxista-comunista non abbia mai nella sua storia, almeno in Italia, avuto un suo inveramento così ortodosso come in questo periodo. Questa presenza non è dimostrata dalle dichiarazioni di Bertinotti ma essa si coglie non solo nei DS ma nell'intero schieramento di sinistra (o centrosinistra) dove anche quei confini caratterizzati da aspetti conflittuali che a volte si delinevano tra sinistra DC e PCI ormai sono divenuti così incerti e labili da far divenire i popolari strumentali ad una politica organica di stampo leninista. In questo disegno proprio Rifondazione Comunista presentandosi in maniera nostalgica come l'unica erede dell'idea comunista consente ai DS & compagni di cordata di attuare nella sostanza di imporre una dittatura dolce frullando in unico contenitore la vecchia visione democristiana con l'arroganza leninista.

Nell'altro schieramento la cultura democratico cristiana ha assorbito ogni velleità rivoluzionaria, da terza posizione, del vecchio Movimento Sociale facendo emergere quegli aspetti conservatori e mercantilisti che sono andati a completare l'uomo borghese e dalla razza sfuggente.

 

 

Modica Carmelo

 (chiuso il 10 marzo 2001)