Aprile 2008
E' in pericolo la democrazia
E' straordinario constatare come un corpo elettorale, più o meno della medesima qualità politica, in poco meno di due anni possa produrre, con la stessa legge elettorale, risultati così diversi e per certi versi così sconvolgenti: Alcune forze politiche storiche, stabilmente radicate nel territorio, sono state spazzate via dal Parlamento italiano.
Noi non possiamo pensare che all'improvviso sia venuto meno questo elettorato dal momento che nessuna delle istanze politiche dei partiti eliminati è stata fatta propria da altri.
Per il momento indichiamo solo il problema sul quale riflettere ritenendo che esso è complesso e richiede profonde meditazioni che dovranno anche indagare la legge elettorale sia con riferimento al problema della governabilità sia con riferimento al concetto puro di democrazia.
E' inutile vagabondare in sentieri fuorvianti; la politica è la lotta tra due mondi e due idee e queste elezioni rappresentano una delle tante tappe che segnano un processo che viene da lontano, non ancora concluso e che avrà termine con la fine del ciclo..
In scenari più circoscritti nel tempo, in cui alcuni processi possono essere compresi e riconosciuti dalla nostra memoria generazionale, si può percepire come queste elezioni sono l'esito del processo di demolizione di ogni forza politica antagonista: una sistematica azione di microfisica del potere ha provocato l'assorbimento di ogni forma di antagonismo di destra e di sinistra.
Prima con la casa delle libertà si sono posti nella stessa stanza i vertici dei diversi partiti da omologare e nelle stesse piazze militanti e bandiere diverse perchè l'utilità pratica ed affaristica di stare insieme avesse ragione sulle diversissime visioni del mondo.
Un itinerario di omologazione politica raffinato nel quale candidati e "militanti", sono stati costretti a condurre campagne elettorali in cui si dovevano sostenere le proprie ragioni politiche contro persone che erano avversari politici per le elezioni regionali e comunali ed amici di coalizione nelle nazionali.
Ne è scaturita una grande naturalezza nel transitare da un partito all'altro della coalizione e poi, quando si è ritenuto adeguato il livello di omologazione, ecco pronti i due soli contenitori nel quale versare le sostanze politiche prima frullate.
Forza Italia prima e Pdl e PD ora sono recipienti senza storia e senza volti, senza visione del mondo, caratterizzati da un grossolano ecumenismo culturale che consente a Berlusconi di dire scherzando la grande verità che non gli servono rappresentanti del popolo ma solo dei pigiatori di pulsante.
Ebbene, questa frase, che è un'offesa alla democrazia, non è più percepita come tale proprio perchè non vi è più democrazia vera.
Ricordate? Mussolini (16 novembre 1922) rivolto ai parlamentari disse: «Avrei potuto fare di questa aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli». Queste parole l'antifascismo non cessa di ricordarle come oscene; come dimostrazione dell'ignominia in cui il fascismo aveva fatto precipitare la Nazione uccidendo la democrazia.
Ora il sacrario della democrazia diviene il luogo di pigiatori di pulsanti e si discetta, tranquillamente. Come se nulla fosse. Anzi se ne fa una linea politica.
La situazione attuale a noi sembra peggiore proprio perchè a differenza di allora non si riconosce la essenza delle cose; non si avverte il pericolo per la democrazia, essendosi consolidata l'idea che la democrazia è in pericolo solo quando si vede sbucare fuori qualche carro armato nell'angolo della piazza o quando qualche solone violento dovesse parlare di bivacchi e di manipoli. In questo quadro culturale il sempre imbecille antifascista di turno si allarma solo per i fucili di Bossi e non vede quel carro armato smisurato che presidiando tenacemente i palinsesti televisivi (non solo i semplici spot ed apparizioni televisive) provoca i risultati dei quali stiamo discutendo.
E' per queste ragioni che, in un'azione di razionalizzazione delle Istituzioni, si può diminuire il numero di pigiatori di pulsanti o sopprimere le province, a furor di popolo, proprio perchè il popolo stesso non ne percepisce il valore politico non fruendone più, da tempo i benefici politici, cosicché ci si sofferma più sul loro numero e costo spropositato anziché sulla loro incapacità di rappresentare quel valore politico che continuerà ad essere assente anche quando dovessero essere dimezzati.
Trombati, Fruccuna ed una piccola speranza nell'assalto del Comune di Modica.
Come dall'analisi chimica della goccia d'acqua, si può misurare il grado di inquinamento dell'oceano, cui essa appartiene, così è possibile osservare nella nostra Modica il livello di mediocrità della politica.
L'esito delle elezioni regionali e nazionali non ci ha meravigliato.
Scontato il risultato delle elezioni nazionali: conosciamo gli attori, i padri politici, i figli, i fratelli, gli zii; conosciamo i voltagabbana che si sono messi ai loro ordini e quelli che fanno finta di fare opposizione. Tutti insieme demofasciocomunistizzatisi in due unici mediocri contenitori politici.
Nulla di nuovo: le scontate elezioni di Drago e di Nino Minardo non possono aprirci l'anima alla speranza già sconfortata dalla inutilità dei precedenti mandati dei Draghi, dei Minardi e dei più che mediocri mandati parlamentari di Concetto Scivoletto.
Un discorso a parte merita il risultato di Piero Torchi Lucifora del quale viene evidenziato il grande calo di suffragi ottenuto passando da 21.938 voti, di undici mesi fa, ai 4.735 voti che lo hanno buttato fuori dalla competizione in questo, per lui infausto, aprile 2008. Questi due dati non sono comparabili perchè i primi misurano la capacità di "incaprettamento di modicani" da parte del sistema della casa delle libertà ed il secondo il livello di "incaprettamento di modicani" personale.
Questo risultato di Torchi non ci procura particolari sentimenti; Torchi è un vero e proprio elemento di laboratorio, un "topino politico" dentro la gabbia della della politica da osservare in termini scientifici, così come faceva Konrad Lorenz, etologo austriaco, perchè fornisce veri spunti di riflessione a chi voglia studiare la Etologia della politica nei tempi attuali.
Nonostante questo infortunio noi siamo convinti che non mollerà. Se fosse giuridicamente possibile siamo certi che egli avrebbe la faccia di bronzo di pretendere di essere candidato Sindaco di Modica nel prossimo mese di Giugno, ma visto che non sarà possibile, sarà utile, spassoso e ... avvilente... osservare la gabbia dei topolini dell'UDC e della casa delle libertà per vedere cosa succederà a Piero Torchi Lucifora, "lettore, giornalista e già Sindaco di Modica".
Infatti, se un depennato da consigliere comunale da Riccardo Minardo, diventa assessore; se un cacciato a pedate da Assessore provinciale diviene fedele alleato del "pedatore", potrebbe essere possibile vedersi Piero Torchi Lucifora passare da onorevole regionale trombato a Ministro regionale, Presidente dell'autostrade siciliane, Presidente della Fondazione Federico II., oppure, male che dovesse andare, potrebbe farsi commissionare la redazione a pagamento di qualche inutile libro da qualche organizzazione parapartitica.
In questi tristi scenari qualcosa di positivo è comunque riscontrabile: esiste il dato certo che i modicani antropologicamente e politicamente cretini sono solo 4.735 perchè tanti sono i modicani che hanno dato il loro voto ad un personaggio che dopo appena dieci mesi ha tradito 21.938 elettori al quale aveva promesso un secondo mandato da Sindaco per completare il "meraviglioso" progetto già iniziato nel 2002.
Ci sono due personaggi, invece, che secondo noi potrebbero passare alla storia modicana come i "pariti fruccuni ca pari nu baruni". Personaggi politicamente insignificanti, privi di sostanza politica, privi di idee diverse dal calcio saponato, presepi di sabbia e notti bianche: giacche e cravatte, telefonino, auto da dieci metri, figli di papà...tutti fichini e politica.
Questi sono il nostro futuro ovvero quelli che accompagneranno la città di Modica al suo punto più basso. Uno pluto-eletto alla Camera dei deputati l'altro trombato alle regionali ma con tutti i titoli per essere il futuro sindaco di Modica.
Vogliamo chiudere con una nota di speranza che viene da un personaggio che molto spesso abbiamo ripreso e rimproverato, si tratta del neo deputato regionale Riccardo Minardo. Noi riteniamo che nel MPA possa interpretare il ruolo più coerente con il suo modo di essere in un momento in cui un sano ed orgoglioso sentimento di autonomia potrebbe fare davvero la differenza nella palude in cui Scivoletto, Drago, Torchi ecc. hanno costretto la nostra città.
Noi siamo sempre stati profondamente sicilianisti. Confessiamo di essere stati attratti più dalle grandi distese ondulate dell'orografia ennese imbiondate dalle spighe di grano che dagli scenari di Taormina; abbiamo sentito di più la presenza dei nostri padri nei casolari isolati e nelle masserie fortificate del centro della Sicilia che nelle salette scic di un albergo di Messina.
Noi siamo stati critici anche nei confronti del MPA che considerammo una ennesima forma di riciclo di vecchi democristiani. Ora le cose possono essere diverse. Potrebbe essere avviato un virtuoso processo sollecitato dalla presenza nello stesso tavolo della Lega di Umberto Bossi che potrebbe forzare a livello ancestrale il risveglio del puro siciliano che è in noi. Torneremo sull'argomento con una lettera all'on.Minardo.