Aprile 2007

 

 

 

Egregia Università di San Martino non ci interessa che rispondiate alla nostra lettera.

 

Il prof. Giuseppe Barone, rinunciando ai metodi scientifici, tipici degli ambienti universitari, ha difeso la scelta del corso di laurea di “Scienze del Governo e dell'Amministrazione” in termini “politicanti” ed a naso. Al suo naso noi abbiamo incrociato il nostro, ma adesso vogliamo aggiungere qualcos’altro considerato che, essendo egli candidato a Presidente della provincia, è bene che i nostri lettori abbiano altri elementi di valutazione.

Ci preoccupa, infatti, una esportazione del “metodo di decisione nasale” dal Comune di  Modica alla Provincia di Ragusa che potrebbe procurarci, per esempio in Scicli, una scuola di formazione di dottori in carotaggio delle barbabietole.

Per documentarci sul corso di Scienze dell’Amministrazione”, a cominciare dal 17 dicembre scorso, abbiamo tentato di ottenere, con e-mail e lettere tradizionali, dalla segreteria dell’Università di San Martino alcuni dati (numero di iscritti, numero di laureati, sedi di provenienza). Ad oggi, 12 aprile 2007, l’impegnatissima segreteria della Facoltà in cui insegna il prof. Barone non è stata in grado di fornirci nulla se non una semplice lettera interlocutoria.

Considerato che, a quanto sembra, abbiamo chiesto all’Università dei dati complicatissimi da rilevare, con il presente messaggio vogliamo liberare l’Università dall’onere di risponderci, sperando che i dottori, che saranno formati in tale Facoltà, siano, in termini di efficienza, migliori della scuola che li ha formati.

Ci è andata meglio al Comune dove, fra tantissime difficoltà, siamo riusciti a sapere che questo corso di ScienGovAm (da oggi utilizzeremo questo acronimo, adeguato perchè in se non significa nulla), per rimesse dirette e per il costo del personale, grava sulle finanze dei singoli modicani per due miliardi di vecchie lire l’anno.

Sono escluse le spese di adesione al consorzio universitario e riteniamo debbano essere aggiunte altre spese per necessità tecnico-logistiche; spese quest’ultime, che abbiamo rinunciato a quantizzare perchè la scassatissima amministrazione del comune di Modica ci avrebbe costretti a perdere tempo e a roderci il fegato.

Pensate, una facoltà che insegna l’arte del governo e che dovrebbe avere nel sito internet i dati che abbiamo richiesto, chiede formali lettere; e ben quattro mesi non bastano per ottenere una risposta.

Ed un Comune che dovrebbe, anch’esso, riportare nel sito i costi ed i benefici di una iniziativa così importante, crea difficoltà a raccogliere i dati ed è completamente privo di quella logica manageriale che ormai, anche a livelli minimi, è presente perché necessaria alla sopravvivenza economica, anche nelle nella più scalcagnata azienda dove al semplice sfiorare di un tasto di computer è possibile, con elaborati e semplicissimi report che collegando i dati fra loro, attuare normalissimi controlli di gestione che nel nostro Comune non sanno neanche cosa siano.

Non andando sul difficile, è sufficiente mettere in relazione (una semplice divisione) il costo, in difetto, dei due miliardi con le spese necessarie per mantenere un giovane nelle università di eccellenza italiane ed americane per ottenere il numero 30 che corrisponde alla possibilità, con i soldi che il trio Ruta-Barone Torchi ha scippato e scippa con le tasse, dalle tasche dei modicani, di concedere borse di studio ad almeno 30 giovani nelle migliori università del mondo ed avere un ritorno vero e duttile, nel senso che si potrebbe cambiare indirizzo adattandolo al veloce mutare degli scenari formativi, e certamente migliore dei risibili ritorni di questa facoltà, parcheggio di disoccupati e poco occupati.

Il modicano deve riflettere sul fatto che con i suoi soldi mantiene agli studi giovani modicani, quando gli stessi potrebbero gravare nelle spese che lo Stato Italiano affronta per mantenere le Università, in una ottica di maggiore efficienza ed economie di rete.

Tutto ciò si può contestare ma occorrerebbe dimostrare che questo corso in ScienGovAm può dare un ritorno vero e specifico in termini di rivitalizzazione dell’economia modicana, non di altro.

Pensiamo di essere nel giusto, perchè altrimenti lo stesso prof. Barone nella difesa della scelta della sua facoltà, non si sarebbe limitato, come ha fatto, a fare riferimento solo al numero degli iscritti; elemento risibile se si pensa che gli iscritti potrebbero ulteriormente aumentare se, per assurdo, la facoltà venisse organizzata anche a livelli geografici più ristretti del Circondario o della Provincia.

Infine. tutti sanno che le facoltà scelte solo perchè sono comode o si risparmia migliorano la qualità culturale ma non diventeranno mai laboratorio, scuola e fermento di crescità e di sviluppo, se sono estranee al contesto socio-economico e vocazionale della Comunità: ora più che mai.

Noi pensiamo che alle responsabilità politiche del prof. Barone si devono affiancare quelle dei Ds che sono sconcertanti quando si relazionano alle antiche ansie di giustizia sociale perseguite dal vecchio PCI.

Diverso è il dominio culturale vero e proprio cui in futuro rivolgeremo la nostra attenzione, con nostri appunti ed idee certamente molto più opinabili, perché non vi è chi non vede come attraverso  una adeguata scelta di oratori e temi, l’Università di San Martino pare voglia imporre un politicamente corretto, che superando le atroci violenze che gli antenati storici e politici dei Ds hanno donato agli italiani, ridia dignità alla faziosità.

 

 

 

 

Manifesti, sindaci, destri e sinistri... si siamo tutti abusivi!

 

Eravamo “andati per manifesti” per controllare cosa volevano dirci gli avanguardisti dell’esercito dei 600 candidati dai quali scaturirà quel manipolo che andrà ad occupare il nostro Municipio. Speravamo che attraverso la lettura degli slogans dei candidati avremmo trovato l’ispirazione per far sorridere e riflettere i nostri lettori. Abbiamo trovato molto poco se si esclude quel “Un futuro da raccontare” con il quale il nostro sindaco ci ha ispirato, di istinto quasi  in automatico l’aggiunta “dimenticando il passato”.

Per il resto banali giochetti di parole incapaci di suscitare il benché minimo sentimento di fastidio o di adesione: come la fontana dello “stretto”, brutta, molto brutta perché insignificante; come il nostro palio d’estate, brutto, molto brutto perché scopiazzato, presuntuoso, pacchiano e, cosa gravissima, antitradizionale e male gestito. Noi al sentimento del nulla preferiamo quello del brutto.

Qualche novità però esiste: è la prima volta, per esempio, che un sindaco che dovrebbe rimuovere i manifesti fissati in maniera abusiva, aggiunge, anche i suoi.

Cosa da niente, si dirà, ed è vero: cosa vuoi che sia rispetto ad un omicidio.

Si soprassiede al fatto che la delinquenza ha bisogno di un suo clima, come il pesce della sua acqua. Per creare il clima di disobbedienza alle norme basta poco.

Il famoso Sindaco americano di “tolleranza zero”, iniziò la sua vittoriosa battaglia contro la delinquenza agguerrita, organizzando non le volanti dotate di super armi, ma semplicemente delle squadre che avevano il compito di coprire, man mano che le scrivevano le scritte sui muri; imporre la sostituzione immediata dei vetri rotti delle case non abitate e la raccolta immediata del sacchetto di spazzatura sparso qua e là dove la maleducazione suggeriva. Cose a prima vista banali che però davano corpo, nel loro insieme, ad ambienti degradati che favorivano la criminalità.

Va ben l’esempio Signor Sindaco?

Va bene l’esempio duri e puri della sinistra? ricorderete i tempi in cui i vostri vertici fecero battaglie memorabili contro il manifesto abusivo, chiedendo a Prefetti e Questori di intervenire.

Dove siete adesso voi? Vi abbiamo visti e ci avete espresso il vostro pensiero al riguardo, dai megacartelloni che avete tentato di impedire a Belusconi. Siete sorridenti ed incravattati in quelle gigantografie dai quali guardate, dall’alto in basso, quei poveri cristi che avete intruppato per la carica dei 600 per portare acqua al vostro mulino e sparsi in manifesti di varie dimensioni, colori e design a testimoniare anche le necessarie (per voi) distanze ed i ceti sociali ...o preferite sottocategorie di un nuovo proletariato?

Vi abbiamo visti, siete belli, con la vostra bella frasetta a dirci che siete giusti, efficienti e coraggiosi. Nessuno di voi ci dice cosa volete fare anche quando la vostra storia ci ha già detto che non avete fatto nulla.

Nessuno parla di politica. Dalla lettura dei manifesti non si notano neanche i progetti contrapposti: nulla! Solo una grande melma.

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E che dire, destri e sinistri, dei comitati elettorali che stanno riempiendo i balconi della nostra città?

Pensate lo sforzo organizzativo, tutto a proprie spese per presidiare questi appartamenti dove tanti volontari disinteressati spiegano i progetti del candidato, le battaglie politiche ed i progetti. Ma quando mai  si è vista tanta democrazia?

Tanti comitati elettorali ubicati in appartamenti regolarmente locati o con contratto di uso gratuito: guai a pensare che si evadono le tasse o si ricevano favori.

Tanti appartamenti che consentono ad ogni candidato di esibire la quantità di amici disinteressati di cui dispone ed ai proprietari dell’appartamento di dire a tutti come si è altruisti ed amici, in un mondo in cui sono scomparsi i camerati e non trovi un compagno se non in chi non ritiene di chiamare marito l’uomo con cui vive.

Si disinteresse... cari concittadini .. perchè in questa nostra città tutti sanno che non si fanno favori.