Egregia Università di San Martino
non ci interessa che rispondiate alla nostra lettera.
Il
prof. Giuseppe Barone, rinunciando ai metodi scientifici, tipici degli ambienti
universitari, ha difeso la scelta del corso di laurea di “Scienze del Governo e dell'Amministrazione” in termini “politicanti” ed a naso. Al suo naso
noi abbiamo incrociato il nostro, ma adesso vogliamo aggiungere qualcos’altro
considerato che, essendo egli candidato a Presidente della provincia, è bene
che i nostri lettori abbiano altri elementi di valutazione.
Ci preoccupa, infatti, una esportazione
del “metodo di decisione nasale” dal Comune di
Modica alla Provincia di Ragusa che potrebbe procurarci, per esempio in Scicli, una scuola di formazione di dottori in carotaggio
delle barbabietole.
Per documentarci sul corso di Scienze
dell’Amministrazione”, a cominciare dal 17 dicembre scorso, abbiamo tentato di
ottenere, con e-mail e lettere tradizionali, dalla segreteria dell’Università
di San Martino alcuni dati (numero di iscritti, numero
di laureati, sedi di provenienza). Ad oggi, 12 aprile 2007, l’impegnatissima segreteria della Facoltà in cui insegna il
prof. Barone non è stata in grado di fornirci nulla se
non una semplice lettera interlocutoria.
Considerato che, a quanto sembra, abbiamo chiesto all’Università dei dati complicatissimi da
rilevare, con il presente messaggio vogliamo liberare l’Università dall’onere
di risponderci, sperando che i dottori,
che saranno formati in tale Facoltà, siano, in termini di efficienza, migliori
della scuola che li ha formati.
Ci è
andata meglio al Comune dove, fra tantissime difficoltà, siamo riusciti a
sapere che questo corso di ScienGovAm (da oggi utilizzeremo
questo acronimo, adeguato perchè in se non significa nulla), per rimesse
dirette e per il costo del personale, grava sulle finanze dei singoli modicani per due miliardi di vecchie lire l’anno.
Sono escluse le spese di adesione
al consorzio universitario e riteniamo debbano essere aggiunte altre spese per
necessità tecnico-logistiche; spese quest’ultime, che
abbiamo rinunciato a quantizzare perchè la scassatissima
amministrazione del comune di Modica ci avrebbe costretti a perdere tempo e a
roderci il fegato.
Pensate, una facoltà che
insegna l’arte del governo e che dovrebbe avere nel sito internet i dati che
abbiamo richiesto, chiede formali lettere; e ben quattro mesi non bastano per
ottenere una risposta.
Ed un Comune che dovrebbe, anch’esso, riportare
nel sito i costi ed i benefici di una iniziativa così
importante, crea difficoltà a raccogliere i dati ed è completamente privo di
quella logica manageriale che ormai, anche a livelli minimi, è presente perché
necessaria alla sopravvivenza economica, anche nelle nella più scalcagnata azienda dove al semplice sfiorare di un tasto
di computer è possibile, con elaborati e semplicissimi report
che collegando i dati fra loro, attuare normalissimi controlli di gestione che
nel nostro Comune non sanno neanche cosa siano.
Non andando sul difficile, è sufficiente mettere
in relazione (una semplice divisione) il costo, in difetto, dei due miliardi
con le spese necessarie per mantenere un giovane nelle università di eccellenza italiane ed americane per ottenere il numero
30 che corrisponde alla possibilità, con i soldi che il trio Ruta-Barone Torchi
ha scippato e scippa con le tasse, dalle tasche dei modicani,
di concedere borse di studio ad almeno 30 giovani nelle migliori università del
mondo ed avere un ritorno vero e duttile, nel senso che si potrebbe cambiare
indirizzo adattandolo al veloce mutare degli scenari formativi, e certamente
migliore dei risibili ritorni di questa facoltà, parcheggio di disoccupati e
poco occupati.
Il modicano deve
riflettere sul fatto che con i suoi soldi mantiene agli studi giovani modicani, quando gli stessi potrebbero gravare nelle spese
che lo Stato Italiano affronta per mantenere le Università, in una ottica di maggiore efficienza ed economie di rete.
Tutto ciò si può contestare ma
occorrerebbe dimostrare che questo corso in ScienGovAm
può dare un ritorno vero e specifico in termini di rivitalizzazione
dell’economia modicana, non di altro.
Pensiamo di essere nel giusto, perchè altrimenti
lo stesso prof. Barone nella difesa della scelta della sua facoltà, non si
sarebbe limitato, come ha fatto, a fare riferimento solo al numero degli
iscritti; elemento risibile se si pensa che gli iscritti potrebbero
ulteriormente aumentare se, per assurdo, la facoltà venisse
organizzata anche a livelli geografici più ristretti del Circondario o della
Provincia.
Infine. tutti sanno che
le facoltà scelte solo perchè sono comode o si risparmia migliorano la qualità
culturale ma non diventeranno mai laboratorio, scuola e fermento di crescità e di sviluppo, se sono estranee al contesto
socio-economico e vocazionale della Comunità: ora più che mai.
Noi pensiamo che alle responsabilità politiche del
prof. Barone si devono affiancare quelle dei Ds che
sono sconcertanti quando si relazionano alle antiche ansie
di giustizia sociale perseguite dal vecchio PCI.
Diverso è il dominio culturale vero e proprio cui
in futuro rivolgeremo la nostra attenzione, con nostri
appunti ed idee certamente molto più opinabili, perché non vi è chi non vede
come attraverso una adeguata scelta di
oratori e temi, l’Università di San Martino pare voglia imporre un
politicamente corretto, che superando le atroci violenze che gli antenati
storici e politici dei Ds hanno donato agli italiani,
ridia dignità alla faziosità.
Manifesti, sindaci, destri e sinistri... si siamo tutti abusivi!
Eravamo “andati per manifesti” per controllare cosa volevano
dirci gli avanguardisti dell’esercito dei 600 candidati dai quali scaturirà
quel manipolo che andrà ad occupare il nostro Municipio. Speravamo che
attraverso la lettura degli slogans dei candidati avremmo trovato l’ispirazione per far sorridere e riflettere
i nostri lettori. Abbiamo trovato molto poco se si
esclude quel “Un futuro da raccontare”
con il quale il nostro sindaco ci ha ispirato, di istinto quasi in automatico l’aggiunta “dimenticando il
passato”.
Per il resto banali giochetti di parole incapaci di
suscitare il benché minimo sentimento di fastidio o di adesione:
come la fontana dello “stretto”, brutta, molto brutta perché insignificante;
come il nostro palio d’estate, brutto, molto brutto perché scopiazzato,
presuntuoso, pacchiano e, cosa gravissima, antitradizionale e male gestito. Noi
al sentimento del nulla preferiamo quello del brutto.
Qualche novità però esiste: è la prima volta, per esempio,
che un sindaco che dovrebbe rimuovere i manifesti fissati in maniera abusiva,
aggiunge, anche i suoi.
Cosa da niente, si dirà, ed è vero:
cosa vuoi che sia rispetto ad un omicidio.
Si soprassiede al fatto che la delinquenza ha bisogno di
un suo clima, come il pesce della sua acqua. Per
creare il clima di disobbedienza alle norme basta poco.
Il famoso Sindaco americano di “tolleranza zero”, iniziò
la sua vittoriosa battaglia contro la delinquenza agguerrita, organizzando non le volanti dotate di super armi, ma semplicemente delle
squadre che avevano il compito di coprire, man mano che le scrivevano le
scritte sui muri; imporre la sostituzione immediata dei vetri rotti delle case
non abitate e la raccolta immediata del sacchetto di spazzatura sparso qua e là
dove la maleducazione suggeriva. Cose a prima vista banali che però davano corpo,
nel loro insieme, ad ambienti degradati che favorivano la criminalità.
Va ben l’esempio Signor Sindaco?
Va bene l’esempio duri e puri della sinistra? ricorderete i tempi in cui i vostri vertici fecero battaglie
memorabili contro il manifesto abusivo, chiedendo a Prefetti e Questori di
intervenire.
Dove siete adesso voi? Vi abbiamo
visti e ci avete espresso il vostro pensiero al riguardo, dai megacartelloni
che avete tentato di impedire a Belusconi. Siete
sorridenti ed incravattati in quelle gigantografie
dai quali guardate, dall’alto in basso, quei poveri cristi
che avete intruppato per la carica dei 600 per portare acqua al vostro mulino e
sparsi in manifesti di varie dimensioni, colori e design a testimoniare anche
le necessarie (per voi) distanze ed i ceti sociali ...o preferite sottocategorie
di un nuovo proletariato?
Vi abbiamo visti, siete belli, con la vostra bella frasetta a dirci che siete giusti,
efficienti e coraggiosi. Nessuno di voi ci dice cosa volete fare anche quando
la vostra storia ci ha già detto che non avete fatto
nulla.
Nessuno parla di politica. Dalla lettura dei manifesti non
si notano neanche i progetti contrapposti: nulla! Solo una grande
melma.
***
E che dire, destri e sinistri, dei
comitati elettorali che stanno riempiendo i balconi della nostra città?
Pensate lo sforzo organizzativo,
tutto a proprie spese per presidiare questi appartamenti dove tanti volontari disinteressati
spiegano i progetti del candidato, le battaglie politiche ed i progetti. Ma quando mai si è vista tanta democrazia?
Tanti comitati elettorali ubicati in appartamenti
regolarmente locati o con contratto di uso gratuito:
guai a pensare che si evadono le tasse o si ricevano favori.
Tanti appartamenti che consentono ad ogni candidato di
esibire la quantità di amici disinteressati di cui
dispone ed ai proprietari dell’appartamento di dire a tutti come si è altruisti
ed amici, in un mondo in cui sono scomparsi i camerati e non trovi un compagno se
non in chi non ritiene di chiamare marito l’uomo con cui vive.
Si disinteresse... cari concittadini
.. perchè in questa nostra città tutti sanno che non si fanno favori.