ORA SI PARLA DI SATANISMO
Dire “ avevamo ragione” è poco elegante e non ci piace, ed è
per questo che, sebbene più d’una volta avremmo avuto
l’occasione di dirlo, ci siamo sempre astenuti dal farlo: questa è la prima
volta che lo diciamo e ci auguriamo che possa essere l’ultima. Su questo
giornale, esattamente due anni fa, fu pubblicato un nostro articolo nel quale
esprimevamo la nostra preoccupazione per il fatto che gruppi di
adolescenti della nostra città si riunivano in piena notte per celebrare
riti satanici: in quella occasione manifestammo la nostra perplessità circa la
posizione allora assunta dal vicario foràneo della
nostra città, il quale, per non creare allarmismi, rischiava, a nostro parere,
di sdrammazizzare il caso, col rischio di
determinarne una pericolosa sottovalutazione. Adesso, dopo le dichiarazioni di
un sacerdote, riguardanti la presenza, a Modica, di almeno tre sette sataniche,
anche il Vescovo non ha potuto fare a meno di intervenire. Constatiamo,
purtroppo, che anche lui – dopo aver ammesso che in tante diocesi ci sono
presenze di questo tipo – ritiene opportuno non creare allarmismi. Non
condividemmo allora, e non condividiamo oggi, questo inspiegabile
timore d’ogni sorta di allarmismo. Non è nostra intenzione addentrarci nella
problematica del satanismo, sia perché non è nostro costume disquisire su
fenomeni sui quali non abbiamo una specifica competenza, sia perché lo
riteniamo un prodotto dell’ignoranza e della più gretta superstizione. Il
fenomeno ci interessa solo dal punto di vista
antropologico e sociologico, per i suoi risvolti gravemente nocivi per la
crescita civile di una comunità cittadina e per l’equilibrato sviluppo psichico
dei nostri ragazzi, giacchè sono soprattutto loro i
protagonisti e le vittime di questa perversione spirituale. Detto questo,
vorremmo soffermarci su ciò che più d’ogni altra cosa ci interessa
e ci preoccupa: ci riferiamo all’atteggiamento della gerarchia ecclesiastica,
che, nonostante le preoccupate denunce di coraggiosi sacerdoti, continua a
gettare acqua sul fuoco, persevera nel ridimensionare un fenomeno del quale
forse non si colgono le nefaste conseguenze sulla vita del singolo e della
collettività, probabilmente perché la vicenda viene circoscritta all’ambito
religioso. Non mettiamo in discussione, ovviamente, le buone intenzioni del
Vescovo e del Vicario Foràneo di Modica, ma riteniamo
semplicemente che questa ossessione di non creare
allarmismi, e dunque di non turbare la tranquillità e la quiete della
collettività, è poco confacente al messaggio evangelico e al ruolo che
UNA GRAVISSIMA E
INTOLLERABILE INGIUSTIZIA
Dal 4 al 12 Marzo saremo costretti, ancora una volta, a subire l’insopportabile tramestìo e la indisponente futilità di Eurochocolate: una sagra paesana che l’ostinazione dei nostri amministratori e il risalto concessole dalla stampa locale hanno elevato al rango di evento di portata nazionale. I motivi che ci inducono a non dare alcun credito a tale manifestazione li abbiamo già espressi su questo e su altri giornali, e pertanto evitiamo di tediare i nostri lettori esponendoli per l’ennesima volta. Altro è ciò che in questo caso ci preme sottolineare: si tratta della perniciosa incapacità di quest’ amministrazione di liberarsi dall’ansia dell’apparire ad ogni costo e dall’ossessione della quotidiana propaganda, che in questi anni l’hanno confinata nella dimensione della politica virtuale e pertanto nell’ impossibilità di cogliere i veri e gravi problemi della città e di comprendere le esigenze e le necessità dei cittadini. Inoltratisi in questa sorta di labirinto, fatto di foto, interviste e altre simili sciocchezze, i nostri amministratori vi si sono persi, ed oggi non sanno più recuperare quel sano realismo politico senza il quale è impossibile amministrare una città avendo presenti obiettivi chiari da perseguire; nel caso contrario si naviga a vista, e prima o poi qualche iceberg farà colare a picco la nave e quelle poche cose buone che trasportava. Le lotte di potere, le trasmigrazioni da una parte politica all’altra, le avvilenti richieste di maggiore visibilità, gli inutili e biasimevoli rimpasti nella giunta, le energie sprecate per pianificare carriere politiche più prestigiose e remunerative hanno finito, col tempo, per creare una sorta d’invalicabile barriera tra la città e il Palazzo. I nostri politici, prigionieri di intrighi, alleanze, fughe e tradimenti, non sanno più discernere le priorità dalle frivolezze, le azioni decisive dagli interventi superflui e inefficaci. A noi non resta che constatare gli infausti risultati di quest’ azione politica immersa nelle nebbie dell’evanescenza. Gli operatori ecologici, per l’ennesima volta, sono stati costretti a intraprendere azioni di lotta, per far valere il loro sacrosanto diritto a potere mantenere le loro famiglie, visto che la mancata erogazione degli stipendi è diventata ormai una spiacevole consuetudine; l’impresa, naturalmente, non può più anticipare mensilmente le somme dovute ai lavoratori, considerato che il comune le deve circa ottocentomila euro: troviamo scandaloso che questa amministrazione sperperi ingenti somme di denaro per organizzare Eurochocolate e nello stesso tempo debba contrarre un mutuo bancario per saldare il debito con l’Agesp, in modo tale che i lavoratori alle dipendenze di quest’impresa possano avere quanto loro dovuto. E’ inammissibile sprecare denaro per organizzare una kermesse che ha solo lo scopo di far lievitare gli affari dei commercianti e il bottino elettorale di qualche politico, e constatare che intanto anche le cooperative che forniscono servizi al comune devono lottare per ottenere le loro legittime spettanze economiche. Mentre i nostri amministratori utilizzano il denaro pubblico per effettuare, anche all’estero, viaggi promozionali per la sagra del cioccolato, centinaia di alunni aspettano il rispristino del servizio di refezione scolastica non più riattivato dopo le vacanze natalizie, gli alloggi popolari di Treppiedi nord, nonostante promesse e roboanti dichiarazioni, subiscono, a causa del maltempo, infiltrazioni d’acqua, e l’umidità dilaga in tutti gli appartamenti e i residenti del rione S. Andrea, nel quartiere Vignazza, sono costretti anch’essi, da troppo tempo, a convivere con infiltrazioni d’acqua causate dalle numerose falle nella rete idrica comunale. Anche in questo caso, nonostante i continui solleciti, l’amministrazione non fà nulla per la risoluzione di un problema serio ed urgente. E così, mentre gli alunni sono ancora senza un pasto caldo, gli abitanti della Vignazza e di Treppiedi in mezzo all’acqua e gli operatori ecologici costretti ad elemosinare il loro stipendio, per i commercianti e gli albergatori, invece, si profila all’orizzonte un ragguardevole incremento degli affari: noi riteniamo tutto ciò una gravissima e intollerabile ingiustizia! Riteniamo – lo abbiamo sempre scritto – che la pessima amministrazione di questa maggioranza non deriva da una deliberata volontà di gestire male il potere ricevuto, ma da una ormai evidente inettitudine politica, nonché – come abbiamo ricordato all’inizio – dall’essere distratta da sterili questioni partitocratiche. Non giovano alla buona amministrazione nemmeno le interferenze nella vita politica locale di deputati e senatori che farebbero meglio ad occuparsi di questioni più attinenti al ruolo politico che ricoprono, e non giovano neppure le ambizioni di personaggi di modesta levatura intellettuale, che, proprio per tale motivo, non potendo avere consapevolezza della loro mediocrità, con le loro assidue richieste d’ottenere una poltrona, qualunque essa sia, non favoriscono certamente l’azione di governo dell’amministrazione Torchi. L’impostazione economicistico-imprenditoriale che questa maggioranza ha dato alla sua azione amministrativa continua a produrre fenomeni di riprovevole ingiustizia sociale e il crollo, vertiginoso e inarrestabile, di quei valori che danno senso al nostro essere “persona”: primi fra tutti quelli dell’altruismo e della solidarietà.
NOI NON CHIEDIAMO, PRETENDIAMO !
E’ passato più d’un mese da quando la famosa lettera - anonima, ma a quanto
pare molto circostanziata, sulle presunte irregolarità nell’Ufficio tecnico
comunale - ha scosso le fondamenta del
Palazzo, già rese traballanti dall’incuria e dalla demagogia di
un’Amministrazione politicamente incapace, alla quale, se dipendesse da noi,
non affideremmo nemmeno la gestione di un condominio. Ebbene, dopo più di un
mese, la maggioranza che dovrebbe governare questa città
non ha ancora consentito l’istituzione della Commissione d’inchiesta per
accertare le eventuali disfunzioni negli uffici tecnici del Comune, per le
quali, se non andiamo errati, si è mossa persino