La verifica amministrativa del Ministero della Funzione Pubblica al Comune di Modica

                      ALLA RICERCA DELLA RIBALTA PERDUTA

 

Innumerevoli volte abbiamo scritto dell’infimo livello che la politica ha raggiunto, in questi anni, nella nostra città. Adesso, in occasione della verifica amministrativa effettuata al Comune dal Ministero della Funzione Pubblica, crediamo che si sia davvero toccato il fondo. Il funzionario ministeriale, Maria Rita Longo, prendendo in esame gli atti amministrativi prodotti dal 2002 al 2009, e soprattutto quelli che vanno dal 2005 al 2008, ha accertato delle irregolarità nel conferimento degli incarichi esterni, che sarebbero stati affidati in modo illegittimo; nell’attribuzione di mansioni superiori – leggi: promozioni e avanzamenti di carriera -  considerati illegittimi per difetto di motivazione, con un presunto danno erariale all’Ente di 354 mila euro; nelle assunzioni, infine, effettuate tramite selezione interna anch’essa giudicata illecita.
Che l’Amministrazione Torchi sia stata disastrosa ed abbia messo in ginocchio Modica, sotto tutti i punti di vista, ormai lo hanno capito tutti: il fatto di averlo intuito un po’ prima degli altri e di averlo sempre denunciato non è per noi, tuttavia, motivo di orgoglio; avremmo preferito di gran lunga sbagliarci, piuttosto che vedere ridotta in questo stato la nostra città, da un uomo che ha attuato una politica irresponsabile, che svuotava le casse comunali per organizzare giostre, sagre e fiere d’ogni tipo per finalità elettoralistiche, sapendo già che il Comune non aveva il becco d’un quattrino.
Dinanzi a quella che potrebbe essere un’altra pesantissima eredità che Torchi lascia alla sua città, l’ex sindaco, come al solito, non ha avuto il buongusto di tacere, e, pur di tornare alla ribalta, sebbene solo per un giorno, ha rilasciato la consueta, inutile e stucchevole intervista, che ci appare doppiamente fuori luogo. Non sentendo più parlare di lui, avevamo pensato che, finalmente, avesse capito che il silenzio era l’unica strada che gli rimaneva da percorrere: il silenzio come penitenza, come espiazione dei peccati politici commessi. Prendiamo atto di esserci sbagliati!
Torchi interviene sulla questione e lo fa col solito, fastidioso tono di chi si ritiene infallibile. Tale atteggiamento è sempre sgradevole, ma lo è ancor più quando è assunto da chi, ben lungi dal possedere l’infallibilità – che tra l’altro non è di questo mondo – ha invece dimostrato limiti gravissimi sul piano politico e amministrativo.
Indagato per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro – naturalmente facciamo salva la presunzione d’innocenza, ma con la consapevolezza che questa non esclude la possibilità della colpevolezza – ha dimostrato di aver fatto ancora una volta una scelta inopportuna: non sarebbe stata  poi così peregrina l’idea di aspettare la sentenza - d’innocenza, ovviamente – prima di cantare, come è sua consuetudine,  le lodi della sua Amministrazione.
Il suo intervento, poi, è criticabile, oltre che sul piano formale, anche su quello dei contenuti, e la logica dei suoi ragionamenti rivela il perché egli abbia condotto Modica nel baratro. Egli afferma che l’attuale Amministrazione anziché usare, in occasione di questa vicenda, toni preoccupati e mesti, dovrebbe rassicurare i dipendenti, basandosi sulla certezza “che ognuno ha visto riconosciuti e legittimati prestazioni e ruoli che di fatto già occupava all’interno della struttura comunale” e si ritiene orgoglioso “per aver dato dignità di lavoratori agli ex articolisti” offrendo loro  “la possibilità di uscire dall’ombra del precariato”.
Il solito intervento di Torchi, infarcito di retorica! Ma è mai possibile che a quest’uomo non passi per la mente che all’attuale Amministrazione e a i suoi concittadini non importa proprio nulla del fatto che continui a spargere incenso sulla sua passata attività politica, e che l’una e gli altri, invece,  intendono  sapere se la dignità che lui dice di aver dato ai dipendenti è stata data rispettando  le regole?
Appare poi paradossale che Torchi si erga a paladino dei diritti dei lavoratori della Multiservizi e dei dipendenti comunali, quando fu proprio sotto la sua sindacatura che iniziò il calvario dei dipendenti del Comune, con gli enormi ritardi nei pagamenti degli stipendi; quello dei fornitori dell’ente che non vedevano saldati i loro crediti; quello degli operatori ecologici: e ci fermiamo qui soltanto per motivi di spazio. E mentre accadeva tutto questo, l’ex sindaco, invece di stringere la cinghia l’allargava, per organizzare sciocchezze, seguendo la logica deplorevole del panem et circenses.
Nonostante ciò, ancora oggi, osa parlare della sua sindacatura come esempio di buona amministrazione! Un’affermazione che fa veramente rabbrividire, come fa inorridire quella del dottor Peppe Drago, quando afferma: “ mancano mille giorni perché l’UDC torni al governo di Modica”.
Se Torchi, a nostro parere, farebbe bene a stare “politicamente” in silenzio, in attesa che le indagini facciano il loro corso, Drago, alla luce delle ben note vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto – e che illegittimamente continua a frequentare Montecitorio – farebbe bene a sparire: politicamente, s’intende. Egli, invece, vuol tornare in sella nella sua città, evidentemente per completare l’opera che, tramite il suo ex pupillo, per nostra fortuna, non riuscì a portare a termine.
Anche lui, mollando uno schiaffo all’intelligenza altrui, si permette di affermare che l’UDC -  il partito di Cuffaro e quello che vanta, in Sicilia, il maggior numero di avvisati, indagati e condannati – “non ha complessi d’inferiorità nei confronti di alcuno”.
Il solo fatto che queste persone possano pensare di tornare a Palazzo San Domenico fa tremare; evidentemente sanno di avere ancora dalla loro parte moltissimi elettori: ed è questo il dramma, quello di una città che non sente il dovere morale di farla finita coi politicanti - a qualunque schieramento appartengano - che continuano a spacciarsi per politici!