IL DIBATTITO SUL NULLA E’ INCOMINCIATO
Le ultime vicende politiche, nazionali e locali, hanno
trasformato quella che era una nostra forte convinzione in una certezza
assoluta: coloro che governano – e coloro che hanno governato in questi
sessant’anni di storia repubblicana – a Roma, a Palermo e nelle amministrazioni
locali (e pertanto anche a Modica), sono convinti di governare una massa di
utili idioti. La stragrande maggioranza di costoro vive nell’illusione che la loro
scellerata convinzione non venga scoperta. Essi, ovviamente, sono tratti in
quest’inganno dal loro livello intellettuale e culturale, spesso inadeguato al
ruolo che ricoprono. Per tale motivo, si convincono che la gente sia sempre
talmente stupida da scambiare i loro egoistici progetti – improntati a
soddisfare i loro interessi o quelli della consorteria cui appartengono – con
benemerite azioni, compiute, naturalmente, per il bene della collettività! La prova di quanto affermiamo è data, sul
piano nazionale, dalla scomparsa di quel residuo di pudore che ci sembrava
ancora permanere pur in mezzo al fango che ha ormai invaso i palazzi della
politica romana. Ci riferiamo al tentativo dei vari Mastella, Follini e Casini
di riesumare un cadavere nauseante e decomposto.
Sono i nostalgici della Democrazia Cristiana: patetici nel loro tentativo di
volerla rianimare. Con le loro facce inespressive e con il loro stucchevole e
insopportabile linguaggio, non smettono di ricordarci che ricostruire un Grande
Centro è l’unica strada percorribile per ridare all’Italia sviluppo e
stabilità: come dire che tale progetto ha come unico scopo il bene di tutti
noi! Ma noi, che non ci reputiamo degli utili idioti, naturalmente non ci
crediamo, e sappiamo bene che questi signori tramano per ridestare un fantasma
che per cinquant’anni ha intossicato il Paese, iniettando nelle vene di tanti
nostri coetanei il seme malefico della moderazione, dell’equilibrio e dell’
equidistanza: ottimi principi, certo, ma che a vent’anni li resero già vecchi.
Un partito, quello democristiano, che rovinò intere generazioni, inculcando nei
loro cervelli il principio del compromesso e quello dell’incoerenza, e
l’incapacità di sapere operare scelte radicali e irrevocabili, com’è giusto che
sia, perché la gioventù – almeno quella – non deve conoscere accomodamenti e
accondiscendenze. L’obiettivo di questi signori ci sembra chiaro: dopo essersi
riciclati a destra e a sinistra ed essere stati oscurati dai vari Fini,
Berlusconi, Bertinotti e Rutelli, hanno deciso di riconquistare il palco
principale sul ben noto teatrino che tutti conosciamo. Un altro avvenimento a
conferma della nostra iniziale tesi è la sceneggiata del futuro Partito
Democratico: anche questo pargoletto, ovviamente, sta venendo al mondo per risolvere
i nostri problemi ed alleviare le nostre sofferenze! Esso, invece, è il
prodotto di un mondo popolato da voltagabbana e opportunisti. Un partito i cui
fondatori mostrano per il pudore lo stesso disprezzo già visto nei signori del
centro destra prima menzionati. Sono i campioni del doppiopesismo: cantavano le
lodi della Magistratura, quando questa perseguitava Berlusconi; adesso che i
“perseguitati” sono loro, hanno appeso le loro cetre “alle frondi dei salici”.
Sono coloro che da sessant’anni vanno proclamando la loro presunta superiorità
morale e che si coprono di ridicolo ogni qualvolta si ritengono – ci stiamo
ovviamente riferendo ai militanti del PARTITO EX: ex PCI, ex PDS e ormai quasi
ex DS – l’unica fucina in grado di sfornare uomini di autentica cultura. Una
visione manichea – a sinistra tutti colti; a destra tutti ignoranti – che è la
più radicale negazione dell’intelligenza, della capacità di analisi e nel
contempo la prova di una cultura tipica degli indottrinati e non certo dei
liberi pensatori. Il tanto decantato Partito Democratico, che chissà perché
dovrebbe poter risolvere tutti i mali del Paese, in verità non è che
un’operazione di tipo verticistico –si veda la dichiarazione di De Mita, che la
definisce un progetto che parte dagli uomini e non dai contenuti – antiliberale – si pensi all’esclusione di
Pannella – ed ipocrita: per dargli una parvenza di democraticità si organizza
la farsa delle primarie, quando si sa perfettamente che il leader è già stato
imposto dall’alto e non certo dalla base. La tanto sbandierata società civile –
come ha recentemente sostenuto anche
Giuseppe Ascenzo
OLTRE AL DANNO,
ANCHE
Da quando il sindaco Torchi si è reinsediato a Palazzo San
Domenico, due sentimenti convivono in noi: da un lato, siamo profondamente
amareggiati, giacché continua l’inesorabile decadenza della città; dall’altro,
ci gratifica il fatto di aver visto giusto, quando, nel nostro piccolo, abbiamo
lottato fino alla fine – attraverso i nostri articoli: l’unica arma che possediamo
– perché coloro che in cinque anni avevano gravemente danneggiato la città non
tornassero al potere. E’ una gratificazione che nasce dalla certezza di aver
fatto fino in fondo il nostro dovere per il bene di Modica.
Incurante delle critiche, per nulla disposto ad ammettere gli errori compiuti,
il nostro Sindaco continua, imperterrito, nella sua politica infarcita di forma
e priva di sostanza. Sono anni che denunciamo il collasso economico del Comune,
che è riscontrabile in una serie di vicende che mettono a nudo l’incapacità di
questa Amministrazione di saper gestire con saggezza e oculatezza le finanze
dell’Ente che amministra. Sono ormai all’ordine del giorno le proteste di
coloro che non percepiscono con regolarità il loro sacrosanto e legittimo
salario. E’ il caso degli operatori ecologici; si pensi alla ditta Busso, che
ha in gestione il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, e che vanta,
nei confronti del Comune, un credito di ben 400 mila euro. Dell’impegno preso,
e cioè di saldare il debito entro il 4 Settembre, la cronaca locale non ne ha
dato più notizia. E’ il caso dei dipendenti della Multiservizi, che,
esasperati, hanno deciso di partecipare ad una seduta del Consiglio Comunale,
nella speranza che, finalmente, qualcuno si accorgesse di loro. Dalle pagine
dei quotidiani locali, apprendiamo con amarezza che “consiglieri e
amministratori hanno quasi ignorato la massiccia presenza degli operatori in
tuta blu”. Il fatto che una decina di giorni fa abbiano finalmente percepito lo
stipendio di Luglio non cancella, ovviamente, né la gravità della situazione né
le inadempienze del Comune.
Non possiamo poi dimenticare la situazione, quanto meno disastrosa, del Liceo
Musicale, che non ha i mezzi per pagare i docenti e quella delle tante Cooperative
che forniscono servizi al Comune e che da
mesi non percepiscono un euro. Il quadro, grave ed allarmante, è
completato dal debito di oltre un milione di euro contratto col comune di
Ragusa per l’utilizzo, a suo tempo, della discarica di Cava dei modicani e
soprattutto dalla ben nota vicenda del debito ormai stratosferico col comune di
Scicli, riguardante la discarica di San Biagio. Non possiamo tacere, infine,
l’ennesima inadempienza dell’Amministrazione Torchi, che rischia di determinare
delle gravissime conseguenze per l’intera cittadinanza. Ci riferiamo al rischio
che
Emerge da questa posizione una visione assai ristretta della politica, la
totale mancanza di una progettualità di ampio respiro, l’incapacità di saper
attuare analisi profonde ed obiettive sul dissesto finanziario dell’Ente, la
difficoltà nel saper dare risposte serie e convincenti a chi ha ragione di
protestare, mascherando tale difficoltà con risposte arroganti e insignificanti
al tempo stesso. Il Sindaco di Scicli chiede che Modica onori gli impegni
presi, ed il nostro non trova di meglio che rispondere in tal modo: “La verità
è che, ormai, l’amministrazione comunale di Scicli, politicamente parlando, è
alla frutta”. Non c’è che dire! Anziché attivarsi per far riacquistare a Modica
quel decoro che la sua amministrazione le ha tolto, il nostro Sindaco continua
a defraudarla della sua dignità, con affermazioni litigiose, arroganti e inconcludenti.
La situazione descritta è certamente assai grave, ma acquista le connotazioni
di un paradosso, disastroso e oltremodo dannoso, nel momento in cui al danno si
aggiunge la beffa, che consiste nel continuare, come se nulla fosse, a
sperperare denaro.
Come se non bastassero le spese per la ridicola Giostra dei Chiaramonte, che è
tale non soltanto perché è storicamente falsa, ma anche perché organizzata in
maniera risibile e approssimativa; come se non bastassero quelle per
Anche se il Cardinale dovesse venire tra noi – è pur sempre un uomo di Dio, e
pertanto caritatevole – ciò non cancellerà il ridicolo di cui ci siamo coperti
e l’ennesimo sperpero del pubblico denaro.
Noi amiamo infinitamente la nostra città, ma ciò non ci impedisce di conservare
un sano ed opportuno realismo. Nonostante il suo importante passato, Modica
rimane una cittadina di provincia e sarebbe ora di smetterla di volerla fare
diventare ciò che mai potrà essere. Ma è soprattutto la motivazione dell’invito
che non può non far sorridere. Si tenta di sprovincializzare la città
attraverso scelte che la rendono ancora più provinciale. Pensavamo che il
Cardinale fosse stato invitato per partecipare ad un importante seminario di
studi o ad un convegno di livello internazionale: no; colui che per anni fu
Segretario del Papa ed oggi Vescovo di una Diocesi importantissima come quella
di Cracovia, viene invitato in una piccola città della Sicilia, per inaugurare
una statua del Pontefice del quale fu Segretario. Ogni ulteriore commento
sarebbe a questo punto superfluo! Se poi, attraverso questo, il nostro Sindaco
intende ingraziarsi i cattolici della
sua città, se lo scordi: chi ha puntato esclusivamente sul commercio e sugli affari
per rilanciare la città; chi glorifica quotidianamente la cultura
dell’apparire; chi ama i primi posti; chi ha fatto della politica un mestiere
anziché un servizio ai cittadini, è portatore di una visione del mondo
antitetica a quella evangelica, e pertanto non potrà mai avere il consenso dei
cattolici modicani: quelli veri, naturalmente!
Giuseppe Ascenzo