IL TEATRINO DELLA POLITICA
Una delle innumerevoli contraddizioni dell’on.Berlusconi è quella di attribuire ai suoi oppositori comportamenti che invece appartengono al suo schieramento politico, basti pensare alle intricate vicende che in estate hanno caratterizzato la vita politica locale. Tra le tante manifestazioni che hanno allietato le serate dei modicani ve n’è stata una che non ha conosciuto momenti di sosta e che ha sempre polarizzato l’attenzione di tutti: il teatrino della politica, appunto! Si è trattato di uno spettacolo che avremmo voglia di definire esilarante, se non fossero in gioco gli interessi della collettività. L’episodio più inquietante è stato certamente quello riguardante la cosiddetta “rotazione” degli assessori comunali: l’aspetto sconcertante della vicenda è legato al penoso tentativo di mascherare con motivazioni di ordine ideale e politico interessi di parte, ordini di scuderia,incontenibili desideri di maggiore visibilità. L’intervista del 27 Agosto rilasciata al Giornale di Sicilia dall’ex assessore Federico Mavilla è la prova di quanto sosteniamo: l’ex assessore all’Ecologia sarebbe stato costretto a lasciare la carica per la sua vicinanza al consigliere provinciale Carpentieri, reo di essersi allontanato dalle posizioni del senatore Minardo. Tre le preoccupanti conclusioni che possiamo trarre da questa vicenda. La prima riguarda il sindaco, del quale più di una volta abbiamo messo in evidenza quella che a noi sembra una scarsa autonomia decisionale, derivante dai pesanti condizionamenti politici che sembra subire; la seconda è che Modica deve rinunciare ad un assessore, che aveva dimostrato di lavorare con serietà e competenza, per motivi( i dissidi tra Minardo e Carpentieri)che svuotano la politica dei suoi significati più seri e pregnanti,facendola scivolare in quella sorta di teatrino la cui fatuità ricade poi, inevitabilmente, sull’intera collettività. La terza è che il sen. Minardo, anzichè dedicarsi a tempo pieno alla sua attività di parlamentare, continua a condizionare pesantemente la politica modicana, tradendo , fra l’altro,il mandato dei suoi elettori, che lo hanno eletto perchè rappresenti a Roma gli interessi della provincia e non per essere protagonista della politica locale, sulla quale, peraltro, dimostra di incidere in maniera destabilizzante. Per quanto riguarda poi la sostituzione di alcuni assessori e la permanenza di altri al loro posto, la città aspetta ancora di conoscere dal sindaco i criteri e le motivazioni che lo hanno indotto a sostituire i primi e a rendere inamovibili i secondi. La situazione non è certamente migliore a livello provinciale; anche in questo caso Forza Italia mostra tutti i suoi limiti di partito-azienda, privo di ogni riferimento culturale e politico degno di rilievo, che trascina nella farsa gli altri partiti della coalizione, che da tempo hanno rinunciato al loro patrimonio di valori e di idee che invece essi posseggono. Aspettiamo da tempo, da troppo tempo, che alcuni gravi problemi della nostra provincia vengano risolti, e siamo costretti, invece, ad assistere a spettacoli di pessimo gusto e di assoluta inutilità, fatti di contraddizioni più o meno latenti, di rimpasti, di inaccettabili atteggiamenti nepotistici. E’ la politica che mira ad un unico e desolante obiettivo: la spartizione delle poltrone! Ce n’è abbastanza per zittire tutti coloro che negano ostinatamente lo squallore e il degrado che caratterizzano la vita politica del nostro comune e della nostra provincia .Il nostro pessimismo è attenuato da una sola, segreta speranza: che il partito-azienda si sgretoli e crolli per la sua intrinseca vacuità e che la sete di potere dei suoi esponenti ne faccia esplodere le interne lacerazioni.La politica, allora, sia quella nazionale sia quella locale,si affrancherebbe da un inutile e pericoloso pachiderma, e forse ritroverebbe il suo senso e sue finalità più autentiche.
GIU’ LE MANI DALLA SCUOLA !
“Le Istituzioni più vicine agli studenti, creando momenti di formazione da cui trarre spunti di riflessione che favoriscano una crescita reciproca”.E’ il messaggio inviato dal presidente del consiglio comunale Enzo Scarso ai dirigenti scolastici e ai docenti che operano nelle scuole della nostra città. Possiamo assicurare che noi docenti, di tale messaggio, avremmo fatto volentieri a meno, poichè, come si suol dire, la predica giunge da un pulpito che non è nelle
condizioni ideali di poterla fare, soprattutto se tale pulpito sostiene che”è indispensabile educare i giovani alla convivenza democratica”. Chiariamo subito, a scanso d’equivoci, che le nostre perplessità non sono legate alla persona che presiede il consiglio comunale e pertanto non è Scarso l’obiettivo delle nostre critiche, nè tanto meno la carica che egli ricopre e per la quale, come tutti coloro che si professano democratici, nutriamo grande rispetto. Noi riteniamo che le istituzioni cittadine, per il cattivo esempio che quotidianamente forniscono ai nostri ragazzi, è bene che stiano da loro il più lontano possibile, che è poi l’esatto contrario di ciò che auspica il presidente del nostro consiglio comunale. Non si tratta, ovviamente, di inculcare nelle menti dei nostri alunni il disprezzo per le istituzioni o di eliminare l’educazione civica dai programmi scolastici, giacchè questo creerebbe un danno incalcolabile nel processo formativo dei ragazzi. Al contrario, offrire agli alunni tutti gli strumenti possibili per cominciare ad essere cittadini maturi e responsabili, nel rispetto delle regole democratiche del vivere civile, è uno degli obiettivi primari che la scuola deve offrire ai propri alunni. L’aspetto polemico di queste nostre riflessioni nasce da un profondo senso di fastidio legato a un deplorevole vizio della nostra classe politica, che è quello legato ad una intollerabile autoesaltazione e al non vedere, o fingere di non vedere,il baratro etico e morale nel quale ha condotto la città che amministra. Il consigliere Scarso presiede un consiglio comunale nel quale la coerenza politico-ideologica è ormai costantemente soffocata da motivi non certo edificanti, e dove le regole democratiche non sempre costituiscono il dato imprescindibile cui attenersi in tutte le iniziative politiche; ricordiamo, a tal proposito, le varie concessioni rilasciate per impianti industriali e sportivi, con le ovvie conseguenze sul piano paesaggistico e su quello relativo all’inquinamento:ci riferiamo all’impianto di trattamento biomassa e all’insediamento della discarica comprensoriale; ciò che è assai grave, come sostiene il presidente dell’Eco-sezione del Movimento azzurro di Marina di Modica, è che” tali concessioni sono state rilasciate a ditte private con autorizzazioni e finanziamenti già approvati tramite ufficio, ma che i cittadini dei siti interessati hanno appreso soltanto a lavori già iniziati.”Si pensi, poi, ai criteri seguiti nelle revoche e nelle nomine degli assessori comunali .Davvero un bell’esempio per i nostri giovani! E tralasciamo, per carità di patria, di tornare sull’argomento della nuova giunta provinciale, a proposito della quale le nostre istituzioni non hanno certo brillato per trasparenza e spirito democratico, dando spazio a lotte di potere e a deleterie scelte nepotistiche che sollevano qualche dubbio sulle possibilità del presidente della Provincia di fare le sue scelte in totale e piena autonomia. Noi docenti siamo quotidianamente impegnati a formare le nuove generazioni, offrendo loro ideali nobili e valori irrinunciabili, ma il nostro lavoro è costantemente vanificato dalla fragilità etica e dai comportamenti poco edificanti della nostra classe politica, che pertanto rappresenta un cattivo esempio per i nostri giovani. Continui pure a crogiolarsi nelle sue beghe quotidiane, nel suo stucchevole autoelogiarsi, nelle sue lotte di potere, ma non abbia l’ardire di ritenersi in grado di promuovere momenti di formazione e di riflessione in quelle istituzioni, come la scuola, che rimangono l’ultimo baluardo a difesa dei valori che contano.Consigliamo al presidente Scarso di promuovere tali processi all’interno del consiglio che presiede- dio sa quanto ne abbia bisogno- ed esortiamo la classe politica che ci amministra a farci fare il nostro lavoro senza dover subire presenze, sermoni e sollecitazioni politiche: ci bastano quelle ministeriali, di una signora arrogante e incompetente che sta arrecando alla scuola italiana(quella pubblica, s’intende!) un danno incalcolabile e probabilmente irreversibile.