Settembre 2010

 

                           RIAPRE IL SIPARIO SUL TEATRINO DELLA POLITICA

 

In questi giorni, a Modica, il teatrino della politica è tornato prepotentemente alla ribalta. Ciò non significa, naturalmente, che in questi ultimi due anni fosse uscito di scena, ma, più semplicemente, che, dopo i “trionfi” ottenuti durante l’amministrazione Torchi, aveva assunto una dimensione meno plateale. Il “teatrino”, dunque, torna prepotentemente in primo piano con l’azzeramento della giunta e le manovre, quelle ufficiali e quelle occulte, per varare la nuova squadra assessoriale.
Non va peraltro dimenticato che, in questo caso, il rimpasto è attuato anche per obbedire, come sempre, agli ordini di Riccardo Minardo, che ha deciso di  dare ad uno dei suoi la delega al bilancio.
Siamo consapevoli che occupandoci di questo argomento siamo costretti a ripetere cose già dette, ma, come dicevano i latini, “repetita iuvant”: questo non significa, ovviamente, che nutriamo la speranza che le nostre riflessioni possano in qualche modo giovare ai nostri politicanti. Figuriamoci!
Più semplicemente, vuol dire che auspichiamo che chi avrà la bontà di leggere queste righe possa essere aiutato ad  aprire gli occhi sullo squallore che caratterizza la politica italiana, e, nella fattispecie, quella modicana.
All’amministrazione Torchi abbiamo sempre rimproverato il valzer delle poltrone assessoriali e non possiamo non stigmatizzare ora Buscema che rifà esattamente le stesse cose del suo predecessore. E’ il problema della discontinuità di cui ci siamo tante volte occupati. Questa amministrazione ha vinto proponendo ai suoi concittadini una netta cesura fra quello che sarebbe stato il suo modo di intendere la politica e quello che aveva caratterizzato l’esperienza disastrosa dell’amministrazione Torchi. In questi due anni, non abbiamo mancato di fare più volte osservare che, sebbene con uno stile diverso, la giunta Buscema si è incanalata lungo i binari di una deludente continuità con l’amministrazione precedente, tradendo, in tal modo, coloro che l’hanno portata a palazzo San Domenico.
Con l’attuale rimpasto il sindaco ci delude ancora una volta, dimostrando di volare basso e soprattutto che non è per nulla portatore di una visione “alta” della politica, al contrario, rivela di essere perfettamente organico a quel sistema che ha l’ha ridotta a ciò che ormai tutti sanno: il luogo ove si coltivano ambizioni personali, si pianificano carriere e si spartiscono poltrone.
In questi giorni, con sdegno -  ma anche con rammarico, per quel che questa amministrazione avrebbe potuto essere e non è finora stata – stiamo rivivendo gli anni politicamente orrendi dell’amministrazione Torchi.
Assessori che senza rimpianti ed esitazioni (sic!) rimettono le deleghe – ovviamente la realtà è ben diversa, basti pensare ai malumori della Serra, di Scifo e della Sinistra per la sostituzione di Calabrese -  nelle mani del sindaco, il quale, esattamente come il suo predecessore, li ringrazia per la loro competenza e per la loro abnegazione e nel contempo li licenzia, non accorgendosi, o fingendo di non accorgersi, della micidiale contraddizione tra quel che dice e quel che fa.
E intanto, altri si preparano, “per il bene della città”, naturalmente, a salire finalmente sull’agognata poltrona. Che spettacolo edificante!
Uno  spettacolo reso ancora più squallido dalle immancabili dichiarazioni di rito dei protagonisti della vita politica cittadina; da Buscema, per il quale il rimpasto è attuato “ nella prospettiva di imprimere una forte accelerazione alla realizzazione del programma, con il contributo delle migliori risorse che tutti insieme individueremo per portare a termine il mandato”; crediamo sia legittimo chiedere  al sindaco come mai tali risorse non siano state individuate all’inizio del mandato e per quale arcano motivo ci si pone il problema di scovarle - guardo caso! – a metà sindacatura;  a Poidomani, coordinatore cittadino del PD, per il quale il rimpasto è necessario
 “ nell’ottica di un rilancio vero dell’azione amministrativa”, e pertanto, se le parole hanno un senso, non possiamo che dedurre che, finora, l’impegno della giunta è stato virtuale e non reale!
Certo ci sentiremmo un po’ tutti meno presi in giro se gli inquilini di palazzo S.Domenico, anziché arrampicarsi sugli specchi per dare una patente di rispettabilità a ciò che rispettabile non è, avessero il buon senso di dire ai loro concittadini: “ Signori, cambiamo gli assessori, perché riteniamo giusto che un sempre maggior numero di amici partecipi alla spartizione della torta, perché consideriamo utile che possa gustare i benefici economici e di immagine che una poltrona assessoriale è in grado di assicurare”.
Il danno resterebbe, ma almeno ci saremmo liberati della beffa!