Le panchine terapeutiche: qualunque sia il loro uso, un pò di bene lo fanno sempre

… Modica non ha soldi e quindi queste sono le panchine che può permettersi… i cittadini sono tutti contenti… a lamentarsi e criticare sono i soliti … nobili (sic) e in ogni caso mi assumo per intero tutte le responsabilità per la scelta di queste panchine… queste sono costate due milioni… nessun artigiano poteva fare un prezzo del genere...; il riferimento dei due milioni è alla composizione di tre fioriere e due panchine sistemate in Piazza Principessa Maria del Belgio (per i monarchici) o piazza Garibaldi (per i repubblicani).

Queste sono le parole pronunciate dall'Assessore Scifo una mattina dello scorso mese di novembre nei pressi dell'ingresso del Comune, alle osservazioni nostre e dell'ex assessore  Meno Rosa.

Francamente l'assessore Scifo ci ha stupiti anche perché ci aveva abituato ad altri livelli di discussione: sempre sensati e mai banali. Si vede che praticare lo zoppo sta producendo i suoi risultati. Lo dimostra questa sua insofferenza alla critica, questo non volere entrare nel merito delle questioni cercando di liquidare le discussioni definendo chi scrive e critica …quei soliti buoni solo a criticare… come a dire capaci di esprimersi solo per preconcetti, una atteggiamento culturale che certamente appartiene più alla tradizione marxista che a quella cattolica e che a livello di metodo appartiene alla grande categoria del sistema della demonizzazione degli avversari secondo il quale non occorre entrare nel merito delle questioni ma accusare lo stesso di qualcosa.

Sappiamo che una cultura esclusivamente tecnica, utilitaristica e mercantile è spesso incapace di cogliere la differenza tra un prodotto costruito in serie, dalle fattezze banali e comunque di massa ed incapace di per se stesso di armonizzarsi con i luoghi, ma non possiamo sopportare l'idea di essere governati da chi anziché fare scelte politiche fa scelte basate solo sulla convenienza economica, che poi nel nostro caso non è stata neanche realizzata, perché la vecchia panchina in ferro di Piazza Matteotti, (lo abbiamo chiesto ad un artigiano modicano) costa solo settecentomila lire. Sfidiamo chiunque a voler dimostrare che l'arredo urbano, anche quello più banale, non richieda scelte politiche (se fosse solo questione di scegliere cosa costa meno non ci sarebbero bisogno né partiti né assessori).

Non possiamo non preoccuparci del trionfo di questa logica perché se diviene bello tutto ciò che costa poco esiste il reale pericolo di vederci appioppare dopo le bruttissime ed illeggibili planimetrie della città anche delle bellissime pensiline di plastica per le fermate del pullman e perché no, visto che è difficile mantenere il verde pubblico cosa c'è di meglio di alcune bellissime fioriere e fiori di plastica.

La vecchia e ormai collaudata banchina in ferro di Piazza Matteotti, noi la preferiamo a queste fragili (vedi Marina di Modica ed altre città) banchine in cemento nobilitato delle quali raccoglieremo i cocci fra non molti anni, (ulteriore elemento a vantaggio della economicità?); dobbiamo però riconoscere che la nostra panchina consente si di stare comodamente seduto normalmente e tranquillo ma nulla di più. Invece, ed è stato subito notato, le nuove panchine hanno anche effetti terapeutici perché essendo sprovviste di schienale consentono a tutti di rinforzarsi la schiena, mentre coloro che non vogliono raddrizzarsi la schiena ricorrendo al sedersi a coppie spalle contro spalle aumentano la socialità attraverso lo strusciamento delle spalle stesse: come a dire che queste panchine, qualunque sia il loro uso, un pò di bene lo fanno sempre. E poi queste banchine hanno un seppur molto lontana funzione antifascista perché mentre Mussolini minacciava di spezzare le reni le nuove panchine le raddrizzano, le fortificano e… scusate se è poco.

 

 

 

 

Vigili Urbani ingerenze politiche intollerabili

Finalmente un titolo che è musica per le nostre orecchie "Vigili, ingerenze politiche intollerabili" (La Sicilia del 9.11.2000). Questa frase è stata pronunciata dal segretario regionale del SULPM Nicosia.

A noi non interessa il perché e da quale assessore sono stati chiesti i verbali, infatti, non ci meraviglia la platealità della richiesta di resoconti che in ufficio organizzato sono oggetto di accurati e normalissimi mattinali, essa ci interessa perché conferma la schizofrenia con la quale la direzione politica gestisce i problemi della vigilanza e del traffico a Modica.

Essa ci interessa perché mette a nudo il problema dell'importanza della netta differenza tra indirizzo politico e comando del Corpo dei Vigili Urbani.

Essa ci interessa perché ci auguriamo che prima o poi i Vigili urbani prendano coscienza che loro possono ricevere ordini solo ed esclusivamente dai loro comandanti gerarchici diretti e da nessun altro, e che di contro il Sindaco e l'Assessore hanno la potestà di indirizzo (non comando) solo sul Comandante e su nessun altro.

Ora aspettiamo fiduciosi e con ansia il giorno in cui qualche politico (assessore o altro poco importa) che si atteggia a generale e che ubbidendo alla forte sindrome militaresca (sindrome particolarmente sviluppata in chi non ha fatto neanche il servizio militare) manifesta manie generalesche, all'ennesimo ordine si senta rispondere, dal più umile dei Vigili Urbani, con molto ma deciso e severo garbo: " …Senta Signor Assessore io prendo ordini solo ed esclusivamente dai miei superiori gerarchici, mi usi la cortesia non disturbi il mio lavoro, io sto eseguendo degli ordini sulla scorta di qualifiche che lei non ha e che lei sconosce e sui quali non ha alcun diritto di sindacato se non rivolgendosi ai miei superiori …lo faccia se ha qualcosa da ridire sul mio operato… grazie… mi scusi ma devo lavorare…"

Il giorno in cui accadrà qualcosa del genere si sentiranno rumori di catene spezzate e lamenti di arroganze morenti.

 

La normalità inizia la dove finisce la mediocrità

(Come la Giunta di Modica deve obbedire al Sindaco di Scicli)

Il parroco di Santa Maria, padre Sortino, spesso ama dire, nelle sue omelie, che l'amore inizia là dove finisce il dovere.

A noi oltre che la sintesi di un fondamento del Cristianesimo, questo principio ci richiama il centro, l'origine, ma anche un sistema di misura. Ci richiama parallelamente la necessità di un criterio che separa la normalità dalla straordinarietà, l'amministrazione dal governo.

Operando la rassegna stampa dal 10 ottobre ad oggi, della cronaca di Ragusa ci sembra che per trarne le giuste valutazioni ci è necessario recuperare il criterio di valutazione della normalità.

Leggendo, infatti, attraverso la stampa l'attività dell'Amministrazione comunale di Modica ed applicando ad essa il criterio prima individuato rileviamo che l'Amministrazione ostenta banalissimi fatti come il pagamento degli stipendi o operazioni di normalissima manutenzione come grandi operazioni di governo.

Smaltimento dei RSU, traffico, macello, piano regolatore, eliporto. Depuratore della Fiumara che sarebbero problemi adeguati per misurare la capacità di governo di una Giunta a superare il limite della normale amministrazione e che parafrasando la frase di padre Sortino consentirebbero di individuare il punto in cui finisce la mediocrità ed inizia la normalità, si trascinano, invece, da anni nella più totale assenza di decisioni che non siano quelle obbligate ed imposte dall'emergenza. Per tutte basti la incredibile situazione createsi per lo scarico del rifiuti solidi urbani nella discarica di Scicli tra ostacoli, ordinanze del Prefetto ed oneri non pagati.

Noi al posto del sindaco di Scicli, Falla ci saremmo opposti in maniera più decisa; avremmo creato le condizioni, anche coinvolgendo i concittadini, perché lo scarico avvenisse comunque, ma senza violenza avremmo preteso che avvenisse alla presenza simbolica delle forze dell'ordine per simboleggiare una violenza subita, perché il popolo di Scicli ha il diritto di non smaltire nel suo territorio i rifiuti di un comune inadempiente e latitante che si trascina il problema da anni.

Noi non avremmo dato credito all'Amministrazione di Modica né sulla puntualità dei pagamenti né sull'avviamento della raccolta differenziata. Che pena leggere tante volte in quest'ultimi anni il pomposo annuncio dell'avvio della raccolta differenziata ed ora avviarla (se sarà veramente avviata) solo perché imposta dal Sindaco di Scicli, come a dire che per scaricare chiediamo la benevola protezione della legge e del Prefetto e per la raccolta differenziata prendiamo ordini dal Sindaco di Scicli.

Per l'Eliporto ce ancora di peggio. Dimenticavamo ma l'opposizione dov'è?

 

 

Un comunista in camicia nera

Ai nostri lettori, che riteniamo orientati alla cerca di giusti orientamenti per interpretare senza faziosità la realtà, suggeriamo la lettura del libro di Arrigo Petacco, Il Comunista in camicia nera. Bombacci tra Lenin e Mussolini, Oscar storia Mondadori Milano 1996 pp.230.

Nel raccontare la vita di Nicola Bombacci fondatore e segretario del partito comunista italiano, ma sempre amico di Mussolini fino alla morte comune, l'autore evidenzia una serie di problematiche che risultano assenti dal dibattito culturale politico.

Al termine della lettura del libro si avverte la gratificazione dell'aver scoperto una prospettiva nuova ed interessante accompagnata da un intenso desiderio di ulteriore approfondimento sulle origini socialiste del fascismo, sulla storia del socialismo ma ancora più forte si avverte il dubbio che la differenza tra comunisti e socialisti è molto più profonda ed ampia di quanto in questo dopoguerra i rapporti tra i due partiti hanno lasciato intendere ed essa appare, inoltre più, culturale che di metodo o prassi.

Il libro sollecita anche un eretico desiderio, e cioè vedere nella stessa stanza socialisti, fascisti e comunisti discutere sul perché Mussolini lasciò il partito socialista, sul perché nacque dallo stesso il partito comunista.

Alcuni cenni ai rapporti tra comunisti italiani e sovietici ma anche quelli all'interno del partito comunista indicano come interessante una ricerca sulla natura vera, vorremmo dire antropologica, dell'essere comunista. Forse si scoprirebbe che certe tecniche adottate dai comunisti contro il partito socialista negli anni venti sono simili a quelle adottate recentemente contro Craxi.

(chiuso il 09 dicembre 2000)

 

Carmelo Modica