Libro e panino studente …perfetto

Stiamo valutando la possibilità di cambiare la denominazione della nostra rubrica, perché da un pò di tempo a questa parte, troviamo inutile e noioso seguire i dibattiti del consiglio comunale che ci sembrano senza anima, senza passione dove ogni tanto passa, quasi come una striscia pubblicitaria,  un bel …per il bene della nostra città,  con un presidente del consiglio che giganteggia tanto che può anche permettersi atteggiamenti spesso al limite dell’arroganza che se venissero attuati da uno di destra un bel …fascista… non glielo toglierebbe nessuno.

Il livello non è riuscito ad elevarsi neanche il 28 ottobre scorso quando si è parlato della ubicazione dell’Università; eravamo presenti anche noi ma sono bastati pochi minuti per esaurire la nostra capacità di sopportazione dei luoghi comuni e delle recite dei consiglieri comunali ed al terzo… per il bene della nostra città… ci siamo allontanati rapidamente. 

Una lettera aperta del nostro concittadino Giancarlo Palazzolo che, invece, ha assistito a tutta la seduta ci ha confermato, però,  che anche il nulla dei luoghi comuni e le sottigliezze di quanto si intravede tra le righe dei “poveri” interventi che disegnano banali strategie elettoralistiche, possono essere possibili fonti di riflessione. Infatti, è forse da questo nulla che il Palazzolo schematizza in maniera veramente efficace una auspicabile riorganizzazione della città nel pieno rispetto delle vocazioni delle diverse aree ipotizzando un polo culturale a Modica Alta contrapposto al polo commerciale della Sorda ed un’area di rappresentanza in Modica Bassa.

Su questo schema il Palazzolo sembra ottimista, noi invece no. I consiglieri comunali sono particolarmente sensibili al luogo in cui si tengono i consigli comunali “aperti” come sono sensibili alle categorie di nostri concittadini presenti nell’aula consiliare. Se nell’aula consiliare si presentassero cento cittadini che reclamano l’università in contrada minciucci state tranquilli che nessuno direbbe loro di no, rimanderebbero il punto magari dopo aver approvato un bel ed articolato ordine del giorno a favore dei minciuccesi. Pensate se ora, che per tutta una serie di motivi si è fatta strada l’idea dell’Universita a Modica Alta, sia possibile trovare un solo consigliere disposto a sostenere di ubicare l’università alla sorda o a Modica Bassa. Per coloro che non vogliono l’università a Modica Alta sarà sufficiente parlare, come hanno già fatto, di traffico e posteggi per dire indirettamente che l’università dobbiamo ubicarla altrove. Nessuno fa rilevare che non esiste a Modica, in tutti i suoi quartieri, un parcheggio delle auto organizzato né la buona velocità nella bretella del polo commerciale può far dimenticare che non esiste un angolo dell’abitato di Modica dove non sia difficilissimo parcheggiare ed ancor più circolare. A che serve avere aree di parcheggio se poi non vengono sfruttate. Non esiste un piano di pedonalizzazione della città nonostante l’ottimo progetto di Ciuffini dimostri come questo grande serpentone che da Modica bassa sale verso Modica Alta pone grandi problemi di circolazione ma offre formidabili occasioni per  accorciare le distanze in un organico progetto di pedonalizzazione.

Modica Alta, di tutto il centro storico, è quella che più si presta ad accogliere il polo culturale. Noi vediamo tutto il quartiere con le sue strade piene di studenti dove da San Giovanni a Santa Teresa a San Teodoro al dirupo rosso costituire una vera e propria cittadella universitaria bella e pronta, il tutto contenuto in un cerchio che non supera i 600 metri di diametro nel quale occorre un oculato progetto di pedonalizzazione; cittadella che è già per sua natura ambiente formativo che esiste nei luoghi, nelle sue piazze, nelle sue chiese, nella sua storia in viuzze ed edifici a misura d’uomo, insomma un contesto in cui può nascere quell’”impeto di trascendenza” che il Palazzolo evoca nella sua lettera aperta.

Chissà perché quanto stiamo evocando, forse con molta presunzione, ci fa venire alla mente la parabola di Gesù in cui parla di perle date al posto delle ghiande

Voi vedrete nessuno dirà che non vuole l’università a Modica Alta, sarà sufficiente non realizzare alcun progetto di pedonalizzazione, sarà sufficiente non realizzare le opere proposte da Ciuffini, parlare di traffico oggettivamente problematico e che dire dei posteggi: il resto verrà da solo. Ma perché non sfruttare quei grandi spazi della sorda dove già esistono gli Istituti di scuola di secondo grado. Ma scusate che cosa ce ne fottiamo delle piazze e delle chiese rispetto a quella grandissima chiesa che porta il nome di McDonald’s.

 

Ufficio postale di Modica: le varie forme della violenza

Art. 727 del codice penale(Maltrattamento di animali) recita che Chiunque incrudelisce verso animali senza necessità o li sottopone … a comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche anche etologiche, o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura o …e' punito con l'ammenda ….Avevamo già segnalato il problema, ci ritorniamo  perchè siamo convinti che se gli animali dovessero fare la fila alla posta per prendere la pensione certamente sarebbero tutelati da tale articolo.
La nostra vuole essere una provocazione, una provocazione indignata perché non è ulteriormente sopportabile vedere vecchiette intruppate in una lunghissima fila per ore ed ore (sarebbe insopportabile anche se fossero cinque minuti). Tutta la scena è allucinante ancor di più se si rileva che 50 metri oltre la banca agricola popolare di Ragusa risolve lo stesso problema in maniera dignitosa ed egregia, così come il più antiquato supermercato. Questo è l’ultimo avviso dopo esporremo regolare denuncia perché quell’animale intelligente che si chiama uomo venga tutelato nelle sue file alla posta ai sensi dell’art.727 del codice penale. Ovviamente ai vertici dell’Amministrazione comunale il problema non interessa perché c’è sempre qualcuno che fa la fila per loro… o magari per loro basta una telefonata…
 

 Non una sola lira dei modicani per il monumento a Pennavaria

Siamo perfettamente d’accordo con Giorgio Colombo quando dice che non una sola lira della provincia deve essere spesa per il monumento a Filipppo Pennavaria. Noi Modicani rivendichiamo il diritto di non contribuire a fare il monumento ad un personaggio che ha privato Modica di un suo plurisecolare diritto anche se siamo convinti che questa ingiustizia appartiene però al mondo degli uomini e non a quello dei regimi o della politica. Non ci vengano a raccontare che furono estranei ambienti antifascisti di Ragusa Anche dopo il 1945 sono stati perpetrati simili assurdità; e se fosse stato un “furto” di regime perché tutto quel militante antifascismo non provò neanche a riproporre il problema nel 1945? Tutto sommato erano passati appena 18 anni dalla ruberia. (Gli israeliani si sono presentati dopo 2000 anni) Bastava applicare la regola che quanto era stato fatto dal fascismo doveva essere rivisto così come nel 1945 è stata operata la revisione del processo ai fascisti dell’eccidio del dirupo rosso perchè erano stati  assolti nel 1921 (quando il fascismo non era neanche al potere), revisione della Cassazione che come è noto confermò l’assoluzione. Torneremo su questo argomento. Ad ogni buon fine siano i ragusani a farsi il monumento al loro eroe. Noi modicani possiamo contribuire a fare monumenti a personaggi fascisti o antifascisti ma che siano tali per caratura da travalicare gli angusti spazi di un comune e dei sistemi di pensiero per divenire anche nostro patrimonio. Cari camerati di Ragusa Dio sa quanti fascisti esistono o sono esistiti, che noi stimiamo ma credeteci l’essere, o l’essere stati fascisti non è di per se sinonimo di grandezza. Pennavaria se non avesse realizzato questo fatto per la sua città, nessuno di noi lo conoscerebbe, forse neanche voi: E’ vostro tenetevelo fate pure questo monumento ma non chiedete altro.

Carmelo Modica

 

 (chiuso il 12 dicembre 2001)