Chi ci difenderà dal Difensore Civico?

L’argomento all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, che merita una particolare attenzione,  è certamente la elezione del Difensore Civico.

Esso è estremamente importante perché l’approccio ad esso va oltre il significato immediato per darci indicazioni sul modo di intendere la politica.

Le dichiarazioni che sono state fatte dalle varie forze politiche non ci hanno meravigliato. Primo di tutto una conferma: il Consiglio Comunale decide solo quando è con l’acqua alla gola, in questo caso si è accorto che esiste uno Statuto del Comune di Modica, un atto fondativo, una sorte di Costituzione, solo ora perchè esso prevede un parere del Forum delle associazioni, e solo perchè tale parere, a quanto pare, disturba certe manovre di potere.

Nonostante siano chiare ed intuitive le competenze del Difensore Civico si disserta sulle sue competenze, come se la legge e lo Statuto stesso non lo definissero a sufficienza..

Tutta la discussione (Il giornale di Sicilia del 22/XI/2003) e gli interventi contengono i segni del costante processo degenerativo del concetto di democrazia. Fatta eccezione per il consigliere Antonello Buscema (e non è la prima volta che ci sorprende in termini positivi) che ha accennato alla necessità di attivare il Forum tutti gli altri interventi contengono i segni  inconfondibili della mentalità totalitaria ed antidemocratica.

La democrazia è vera solo quando si articola su un complesso di Istituzioni che attraverso una contrapposizione istituzionalizzata ed attraverso il reciproco controllo e condizionamento realizzano il migliore antitodo contro le prevaricazioni.

“…La società civile non può prevaricare quella politica… il Consiglio Comunale viene limitato al… parere del Forum…”.Queste sono a nostro avviso i peggiori segni di aspirazioni al totalitarismo che chiudono quel cerchio che alcuni giorni prima si era cominciato a tracciare con scandalose candidature.

Il Difensore Civico, se ci si rifà alla storia della sua nascita, è il rimedio a certi malfunzionamenti della democrazia. Tra tutti i cantori della democrazia non esiste alcuno che non sappia che, nei momenti attuali in particolare, l’eletto dal popolo è da tutti unto tranne che dal Signore; ecco perché i veri democratici sostengono la necessità di adottare una serie di contrappesi capaci di contenere quella che appare una costante tentazione della partitocrazia e cioè di affiancare a formali democrazie, sostanziali situazioni totalitarie, magari in nome dell’efficienza, della rapidità delle decisioni e così via, cioè con gli stessi argomenti dei dittatori.

Non si riflette, forse abbastanza sulla genesi delle istituzioni, perché allora si comprenderebbe che se gli eletti avessero fatto appieno il loro dovere non sarebbe mai nata l’idea di istituire il Difensore Civico. Ecco perché Buscema ha detto bene che il Difensore Civico non deve garantire i partiti, ma neanche il Sindaco o il Consiglio Comunale, aggiungiamo noi. Un sindaco in gamba non può avere timore della presenza del Difensore Civico che può e deve neutralizzare nel solo modo giusto: svuotandogli la funzione: con il buon governo!. Il Sindaco deve essere il vero ed autentico Difensore Civico dei suoi concittadini: ecco la sfida.

Il Sindaco Aiello di Vittoria una mattina di alcuni anni fa si presentò all’ufficio postale per lamentare insieme a suoi concittadini per come venivano trattati gli utenti. A Modica, purtroppo, abbiamo perso anche i vecchi comunisti, scomparsi nella melassa borghese; ciò che di essi è rimasto non riesce ad andare oltre il dire che il Difensore Civico deve essere un competente dell’area giuridica ovvero un altro azzeccagarbugli.

In un Comune esistono una grande quantità di organi, avvocati e poteri nelle mani del Sindaco e della Giunta per poter sostenere che il Difensore Civico sia un altro orpello. Piaccia o no il Difensore Civico, nel suo spirito democratico, deve essere uno strumento per il cittadino per difendersi da qualcuno; ma da chi se non dall’Amministrazione comunale e dal potere in generale?

Quindi il Difensore Civico non può essere né espressione della maggioranza, né dell’opposizione deve essere culturalmente terzo, (ecco l’importanza del parere del Forum) perché sia la maggioranza che l’opposizione hanno gli strumenti per tutelare il cittadino: la prima con il governo la seconda con l’attività ispettiva come brillantemente già fanno alcuni consiglieri.

Il Difensore Civico deve essere una persona saggia e disincantata, avere sensibilità, senso del dovere, del giusto, della solidarietà; deve nutrire amore per il popolo ed in esso riconoscersi a livello culturale con un senso di appartenenza. Il Difensore Civico può essere anche avvocato ma deve commuoversi a vedere la vecchietta fare la fila alla posta ed avere innato il senso dell’indignazione, del disprezzo per l’arroganza ed infine la schiettezza dell’uomo pulito di colui che non conosce potenti nei confronti dei quali abbassare lo sguardo. Non vogliamo altri azzeccagarbugli bastano quelli che abbiamo.

Noi forse pessimisti per natura già intuiamo come andrà a finire, è bene, però, che si sappia che le forze politiche che vogliono intruppare il Difensore Civico nella logica del potere sono faziose ed antidemocratiche.

Quindi il Consiglio Comunale ed il Sindaco non si adombrino perché è richiesto il parere del Forum, facciano il loro dovere. Il Forum lo ha previsto un altro Consiglio Comunale certamente non meno degno di quello attuale. Si capiscano le motivazioni e comunque si elegga subito il Difensore Civico, fosse anche il peggiore di questo mondo e poi si metta mano alla sua riforma, magari organizzando il tutto in maniera tale che il popolo modicano non abbia la necessità di ricorrere ad un avvocato personale contro la faziosità politica del Difensore Civico.

 

Occorre mettere mano al riordino delle struttura burocratica: questo l’insegnamento del “caso Baahia”

Chi ci legge sa che non ci interessa quell’attività scontata che a volte viene presentata come una grandissima intuizione, un innovativo modo di procedere ed, invece si tratta di fatti banali, di normalissima amministrazione e spesso dovuti. Alcuni provvedimenti sollecitati a favore di alcuni vigili urbani ci fanno riflettere sul concetto di normale, perché se si chiede la promozione per meriti speciali esibendo fatti normalissimi ci si deve chiedere cosa è il normale e cosa lo straordinario episodio che merita un particolare riconoscimento. Noi purtroppo stiamo vivendo dei momenti in cui anche la normalità e l’ovvietà è divenuta rivoluzionaria. Vogliamo dire che il livello normale è tanto basso che anche una banalità diviene eccezionale.

Tra i fatti che noi preferiamo perché consentono riflessioni più profonde è da annoverare il “caso Bahia”. Promettendoci di ritornare sull’argomento con una intervista al consigliere Giovanni Rosa che ha sollevato il caso, adesso vorremmo anticipare solo qualche sensazione che ci viene procurata dalla lettura dell’articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia del 4 dicembre scorso che per noi appare (pronti a rettificare il giudizio) una conferma dello stato fatiscente della struttura burocratica del Comune.

Tale relazione che appare, dal resoconto della giornalista, puntuale nella cronologia dei fatti fa nascere spontanea una domanda che il relatore o la giornalista lascia insoluto: e allora?

Il direttore generale non può limitarsi a porre in cronologia i singoli fatti e documenti, dovrebbe cercare di individuare anche chi ha commesso gli errori e perché, ma ancor  di più anche la estraneità o coinvolgimento della catena di controllo che dal più basso grado arriva al direttore generale.

Non esistono neanche i soliti spazi che il burocrate invoca e cioè il condizionamento dei politici: la struttura burocratica ha la forza che gli deriva dalla legge, ovviamente tale forza si può esercitare solo quando esiste anche nel burocrate la forza delle…

Qui le responsabilità non sono politiche se non nell’ordine generale di comprendere che se la struttura burocratica sarà mantenuta a livelli di scarsa professionalità e di scarsa responsabilità fissando i rispettivi livelli di competenza, a livelli bassi di motivazione e costretta a procedimenti farraginosi, antiquati e mortificanti, non si può pensare di andare lontano.

 

 

Libri segnalati

Alessandro Mezzano, I danni del fascismo, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 2003, pp. 80, €8,00

Amedeo Bordiga, che nel 1921 fu uno dei fondatori del Partito Comunista d’Italia, soleva dire che il danno peggiore prodotto dal Fascismo era stato? L’antifascismo. 

I danni del Fascismo documentati in questo libro di Alessandro Mezzano sono però di ben altra specie. Ne elenchiamo alcuni:

tutela del lavoro di donne e fanciulli

assistenza ospedaliera per i poveri

assicurazione di invalidità e vecchiaia

riforma dell’ordinamento scolastico

riduzione dell’orario di lavoro a otto ore giornaliere e a quaranta ore settimanali

istituzione dell’Opera Nazionale Dopolavoro

istituzione dell’Accademia d?Italia

bonifiche dell’Agro Pontino e di altri territori

colonizzazione del latifondo siciliano

istituzione dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia

emanazione della Carta del Lavoro

creazione delle aree industriali

istituzione dell’INAIL

istituzione del Libretto di Lavoro

istituzione dell’INPS

istituzione degli assegni familiari

riforma dei codici di legge

istituzione dell’assistenza sanitaria gratuita

socializzazione delle imprese