Il consiglio comunale si interessa dei problemi della città oppure intende diminuire gli spettatori di Marameo”?

 

Dopo moltissimo tempo, questa volta abbiamo fatto la rassegna stampa. Sembrano i titoli di alcuni anni fa: Il comune che ancora non sa dove andrà a buttare l’immondizia; cortei di sindaci ed attivismo di onorevoli vari sulla soppressione dei treni, eliporto ed elisuperfice ovvero mantenimento di due termini per infinocchiare la gente e per esibire attivismo. Poco veramente poco. Non sono mutati neanche i termini. Costoro che ora protestano sono gli stessi che prima hanno privatizzato o quasi, prima hanno creato i presupposti per lasciare le decisioni alla libera espressione del mercato e poi vorrebbero chiedere il mantenimento di treni anche in passivo.  “Treni Italia, dice l’Asssessore Francesco Cascio, ci ha assicurato che i tagli dei treni non sono propedeutici alla soppressione della tratta”. Pensate che godimento potremo goderci la ferrovia anche se non vi si muovono i treni: è la nuova ferrovia virtuale?

Per i rifiuti di Modica si ripete il copione ormai da anni. Il Prefetto chiama il Sindaco, questi scrive al presidente del Consiglio comunale, il consiglio comunale (e questa è una nuova strategia) per qualche consigliere è estraneo al problema non potendosi per legge aprire nuove discariche.

E qui sono uguali maggioranza ed opposizione. La tecnica è questa: quando nella risoluzione di un problema si intravedono dei vantaggi guai a chi si azzarda a pensare di espropriare il consiglio comunale o la Giunta delle sue  democraticissime prerogative; quando questo interesse non vi è vogliono un bel podestà. Le elezioni si avvicinano ci dicano i signori candidati a Sindaco entro quando e come intendono risolvere il problema e quanto ci costerà questa loro inettitudine.

In questo baillame quale proposta poteva partorire il consiglio comunale se non quella di una bellissima ed efficacissima conferenza di servizio (panacea di tutti i mali) alla quale dovrebbero partecipare: Prefetto, nucleo di valutazione (non sappiamo cosa sia, non  vogliamo saperlo e comunque ci dicano che c…. ha valutato fin ora), l’amministrazione comunale, i capigruppo consiliari, i tecnici. Ma perché lasciare fuori i capocondomini e perché non invitare, diciamo noi, i medici dell’ospedale Rizza di Siracusa?  Apriamo prima un dibattito su questa esclusione

Abbiamo però il dovere di registrare finalmente un tema nuovo: il piano del traffico. In maniera seria noi diamo al fatto, a prescindere dai risultati dell’esperimento, un significato positivo perché esso è un segno di vitalità: quantomeno immagino che uno, un gruppo si è posto attorno ad un tavolo ed ha studiato e deciso qualcosa, e questo non è veramente poco. In linea di massima siamo d’accordo anche sul tentativo di meglio utilizzare anche ai fini del parcheggio la superfice delle strade razionalizzando meglio quella destinata alla sosta da quello destinata al movimento. Siamo anche d’accordo su un accorto utilizzo dei sensi unici che per la salita della sorda elimina la possibilità di incidenti stradali quasi sempre mortali. Torniamo a dire che è veramente ridicolo ripristinare il divieto di inversione in piazza Monumento se poi non si ha il coraggio di costringere tutti ad invertire la marcia nella rotatoria provvisoria di San fratesco La Cava. Comunque lodiamo questo attivismo di studio e prove.

Poi abbiamo il consiglio comunale che non sappiamo se tratta i problemi della città oppure vuole togliere spettatori a “Marameo”:

·        Non vi è stato un solo consigliere comunale che alla critica dei provvedimenti, abbia accompagnato una soluzione alternativa.

·        Vi è pure chi ha giudicato legittima la scelta del Sindaco: ma perché il Sindaco deve chiedere a qualcuno per adottare un senso unico? … dire questo significa non avere argomenti.

·        Gli stessi che hanno attaccato l’Amministrazione per la situazione insostenibile del traffico (Quasi blocco totale in certe occasioni) ora vogliono legare il problema alla realizzazione di infrastrutture dimostrando l’ignoranza tra provvedimenti urgenti, a breve ed a lunga scadenza, creando incredibili paralleli tra l’assurdo mancato utilizzo del parcheggio di Viale medaglie d’oro con quello appena realizzato in Viale De Gasperi

Comunque nessuna paura basterà il parcheggio sotterraneo in Piazza Matteotti a risolvere il problema, basterà creare questo parcheggio con gli stessi tempi del problema dei rifiuti solidi urbani o dell’eliporto per vivere nel conforto che i tempi bui del traffico si stanno esaurendo.

E pensare che esiste qualche cretino come noi che vorrebbe pedonalizzare tutto il corso con una grande piazza che vada da piazza Monumento allo stretto.

Abbiamo deciso che non ne parleremo più, ci siamo convinti che in materia di traffico deve essere possibile posteggiare tutti davanti alla latteria, si deve consentire di passeggiare con la macchina dallo stretto al Monumento continuamente, si deve essere più elastici nel controllo delle zone blu, il pedone ha diritto di non fare più di dieci metri a piedi e di posteggiare in terza fila, e tutto questo non è un far prevalere l’automobilista sul pedone perché, ricordiamoci questo è il migliore sistema per tutelare il pedone perché l’automobilista non è altro che un pedone automontato quindi il pedone se vuole essere tutelato si ponga alla guida di un auto.

L’uomo, quindi è sempre pedone anche quando guida ma è anche un consumatore ecco perché il traffico deve tutelarlo anche in questa sua veste. Ma chi meglio del commerciante può comprendere i problemi di traffico del consumatore? Nessun problema i maestri del centro storico, gli ingegneri del traffico ad onorem sono i commercianti ecco perché non solo sono sentiti ma alla fin fine decidono.

Ma le ambulanze, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine in emergenza garantendo tutto questo da dove passano? …questo non è un mio problema… io non sono un tecnico…

 

 

Più è alto più cadrà dall’alto

Esiste un dominio culturale che annuncia veri e propri sconvolgimenti culturali ed è quello del cosiddetto revisionismo storico sia quello relativo all’origine dei totalitarismi del primo novecento con la correlata origine della seconda guerra mondiale sia al Risorgimento italiano, al Medioevo e alla rivoluzione francese. Già sono in atto questi processi che ebbero un suo inizio con lo storico De Felice

Noi non siamo storici, ma è sufficiente il senso comune per giudicare patetici i tentativi di tanti storici, principalmente di orientamento comunista, che tentano di ostacolare il passo inarrestabile della storia bollando ogni studio che tenga conto delle ragioni dei vinti di “revisionismo storico” un termine coniato per l’occasione con l’obiettivo di imporlo nella cultura che conta con il significato non di normale evolversi della storia ma come strumento dei già demonizzati fascisti per tentare una riabilitazione storica.

Ma il gioco di far confluire nel grande buco nero del Fascismo, appositamente creato ogni studio politicamente scorretto o ogni documento che non conferma la vulgata esistenzialista, progressista e democratica, comincia a non funzionare.

Ogni incursione come le foibe, i crimini comunisti, la violenta conquista del sud da parte dei Savoia o la guerra di Spagna, i giovani della repubblica di Salò, i giudizi su Mussolini dei suoi contemporanei, la vigliacca esposizione del corpo di Mussolini a Piazzale Loreto, le non certamente esaltati azioni dei partigiani (con poche nobili eccezioni) lascia il segno. Prima De Felice ora Furet, Nolte , Mieli e tanti altri stanno sostituendo i mestieranti ed i servi delle ideologie.

Dal 1945 sul fascismo e sul nazismo è stato detto tutto, la bibliografia sull’argomento è infinita. I comunisti che dopo aver alzato il muro di Berlino hanno alzato una muraglia di saggi, convegni, giornali tesi a creare il postulato dei comunisti unico contrasto al demone fascista, una muraglia capace di nascondere la fame ed il sangue che la loro ideologia generava nel mondo.

La storia è un succedersi di documenti ed i documenti sono documenti e basta. Ognuno può interpretarli come vuole ma una volta dimostrata la loro autenticità essi esistono; e non sono ne fascisti nè comunisti; e se ne deve tenere conto.

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Ricordiamo che durante la nostra adolescenza la De vecchi editore pubblicava dei piccoli ed agili manualetti del tipo “Come brillare in società”, “Come scrivere una lettera d’amore e così via. Tra essi ricordiamo “Il Judò in quattro settimane” che nel sottotitolo o nella sua presentazione, utilizzata per attrarre la nostra fantasia di aspiranti lottatori invincibili, prometteva “Più è alto (l’avversario) più cadrà dall’alto” Questa frase chissà perché ci ritorna alla mente quando riflettiamo sulle dichiarazioni e riflessioni di alcuni nostri intellettuali politicamente corretti che bivaccano in particolare ne “La repubblica”, L’Unità”, “Espresso”, “Micromega” quando dissertano di storia contemporanea.

Noi intravediamo all’orizzonte una vera e propria valanga, perché sta franando tutta la letteratura sulla quale è stata scritta la storia.

Esiste l’esito di una intensa attività di ricerca storica, quella dei vinti, che non è entrata assolutamente nell’attività di ricostruzione storica. Non è stata né riportata né dimostrata falsa: è stata semplicemente ignorata. Per esempio, i testi di storia in sessanta anni non hanno riportato un solo rigo sulle foibe del comunista Tito. (La pulizia etnica slava, legittimata dalle 'nobili' vesti del comunismo di Tito, si abbattè sulle popolazioni italiane) Forse nessun modicano sa che i fascisti processati per l’ecccidio di passo Gatta sono stati assolti sia nel 1921 sia a democrazia ripristinata in un processo di revisione del primo. Questo può consentire di mantenere giudizi politici contrari alla sentenza ma consente a noi, comuni cittadini, di definire menzogna la scritta sulla lapide di Via Roma, che attribuisce ai fascisti la responsabilità delle morti. Le lapidi non possono che fare riferimento solo ed esclusivamente alle sentenze e non a versioni di parte.

Noi siamo convinti che la storia comincia a demolire la ricostruzione di episodi singoli che alla lunga, (solo pochi decenni) trascinerà anche i giudizi di valore che su tali menzogne in questo dopo guerra si sono affermati ed imposti.

Come la regola del Judò prima richiamata chi vuole impedire alla storia di produrre i suoi effetti cadrà dall’alto, da molto in alto perché altissime sono le omissioni e le menzogne sulle quali hanno costruito la loro storia.

Costoro non riusciranno a fermare la verità. Per sessant’anni hanno demonizzato il fascismo e quanto anche minimamente ad esso poteva essere minimante collegato; è stato fatto violentando tutto, è stato fatto come principio di educazione nazionale e adesso si trovano con un risultato disastroso: “il 25 per cento dei giovani stima Mussolini” (Sciuscià di alcune settimane fa). Ma diciamolo: tutto questo non è merito di Mussolini ma la naturale conseguenza della enormità delle fandonie degli ani fascisti, forse la profezia del trinariciutismo del grandissimo Guareschi si sta manifestando in tutta la sua interezza.

Il 25 per cento, pensate più dei voti di Alleanza nazionale, Fiamma Tricolore e gli altri gruppi più a destra messi insieme e nella più totale emarginazione dai più importante sistemi di comunicazione del vecchio Movimento Sociale Italiano (escluse le tribune politiche, disciplinate con legge gli esponenti del vecchio Movimento Sociale furono escludi da ogni trasmissione televisiva e radiofonica e quando venivano fatti presentare si trovavano un fronte compatto ed unito come ai tempi della guerra civile).

Nel settore del politicamente scorretto esiste una estesa bibliografia ne segnaliamo solo pochissimi per chi volesse costituirsi un nuovo posto di osservazione:

Autori vari, Il libro nero del comunismo, LE SCIE 936 pp. 37.000 lire

Isaia N., Sogno E., Due Fronti (la grande polemica sulla guerra di Spagna), Liberal libri, pp.206, £.10.000.

Landolfi E., Ciao rossa Salò, Il crepuscolo libertario e socializzatore di Mussolini ultimo, Edizioni dell’oleandro, pagg. 291, Lit. 32.000

Landolfi E., Un certo Mussolini Borgomastro di Gargnano, il braccio di ferro tra RSI e Terzo Reich , Edizioni dell’oleandro, pagg. 287, Lit. 32.000

Maurizio P., Via Rasella cinquant'anni di menzogne,, pp.125, £.20.000

Maurizio P. e Spataro M., Affidarono ai tedeschi il lavoro sporco, Come i comunisti si liberarono dei loro concorrenti nella corsa al potere. 1944: Rasella Ardeatine e Bruno Buozzi, Controrivoluzione £.5.000

Minzoni G.,., Il Triangolo degli Ignoti, L’Ultima crociata, pp95, £.25.000

Petacco A., Il comunista in camicia Nera, pp.231, £.19.000 (29.000)

Pisanò G., Storia del Fascismo (1914-1943), Opera in 3 volumi, Eco Edizioni , £.400.000 )

Pisanò G., Storia della Guerra Civile in Italia (1943-1945), Opera in 3 volumi, Eco Edizioni £.600.000 (Indivisibili)

Non è facile procurarsi questi libri ma possiamo aiutarvi anche in questo.

(chiuso il 12 febbraio 2002)