Febbraio 2008
La "casta" intellettuale modicana serva del potere
Nella storia, il degrado della politica si è sempre accompagnato ad un parallelo scadimento della cultura. Questa constatazione ci convince che nel rapporto tra la politica e la cultura deve essere usata la e accentata.
Senza questa essenza culturale, infatti, non ci sembra che la politica possa perseguire un'azione di governo organica ovvero capace di tutelare integralmente l'Uomo e la Comunità, sia nei suoi aspetti spirituali che in quelli di benessere economico.
Il degrado della politica è sempre legato a quello culturale ecco perchè gli intellettuali, e fra loro i giornalisti, in presenza di degrado della politica non possono chiamarsi fuori essendo gli attori primari del fare opinione e quindi corresponsabili dell'affermarsi di un clima culturale che definisce poi lo spirito dei tempi. Forse in questa attività gli operatori della comunicazione sono addirittura più responsabili dei filosofi, dei sociologi e dei professori di tutte le branche del sapere, considerato che sono loro a scegliere i libri da recensire, gli opinionisti, gli argomenti e così via.
Questo nostro assunto ci sembra provato anche dalla storia; è sufficiente mettere a confronto il meraviglioso incontro tra Federico II e gli intellettuali della sua epoca con i tanti giornalisti ed intellettuali che sono riusciti a traghettare dal Fascismo alla Democrazia facendo proprie le teorie e le filosofie che i tempi suggerivano alle loro tasche ed al loro narcisismo.
Nella Tradizione la Casta si costituiva per naturale aggregazione di uomini di riconosciuto valore, talmente riconosciuto che l'opinione pubblica accettava tranquillamente i privilegi di cui godevano come atti dovuti in virtù proprio del riconosciuto valore. Poi via via, al valore riconosciuto dagli altri si sostituiva il narcisismo e l'ostentazione della mediocrità dei privilegiati ed iniziava quella attività di corrosione e di sfaldamento che rendeva odiosi i privilegi perchè non sostenuti da un corrispondente riconoscimento di valore.
Questo quadro generale ci sembra bastevole per introdurre l'argomento che ci preme di più: esiste una casta di intellettuali modicani? E se esiste, è colpevole del degrado della politica?
Noi riteniamo che esistono delle persone che invertendo gli antichi percorsi naturali, spinte da proprie ansie narcisistiche e da vantaggi politici tentano di costituire una casta.
E' questo il quadro in cui inserire le considerazioni che abbiamo espresso sulla pubblicazione di Androcronomachia (DIALOGO ottobre 2007) e sulla "Casta degli intellettuali modicani (DIALOGO Gennaio 2008).
Non aggiungiamo nulla a quanto il Gruppo Terzo Occhio ha già scritto in un libello dal Titolo "Cultura e salsiccia" ed a quanto sta elaborando in un altro libello "Università e culatello" del quale abbiamo avuto la possibilità di leggere la bozza.
Pur non condividendo il taglio che il Gruppo Terzo Occhio sta dando all'argomento, a cominciare dai titoli dei due libelli che sollecitando il sorriso potrebbero compromettere una riflessione attenta sull'argomento, dobbiamo dire che viene sollevato un problema vero e sintomatico di un modo di essere che poi trova delle precise corrispondenze nel modo di intendere e fare la politica.
Pertanto saremo noi a scrivere o a propiziare la pubblicazione di un saggio-pamphlet che riepiloghi l'esito di una indagine esaustiva sull'argomento perchè riteniamo che esistono consistenti settori e ben individuati personaggi che fanno il paio ad una mediocre classe politica.
Alcuni segni che cominciano ad affiorare ce lo suggeriscono, tra essi due meritano di essere subito denunciati.
Primo episodio. Su una pagina Web di "www.corrierediragusa.it", rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva la genesi del "Best Sicily", il Sindaco Torchi affermava "... è la vittoria del sistema, alla quale deve seguire l'epurazione di chi intende compromettere questo equilibrio".
Dopo più di una settimana, qualcuno gli fa notare di averla detta grossa e Torchi si pente: contrordine Kameraden, il "Best Sicily" è "la vittoria del sistema, che non deve essere intaccata da quanti volessero compromettere questo equilibrio". Magia: nella stessa pagina Web è scomparsa la parola epurazione.
(Modica, dicembre 2007)
Secondo episodio. Un nostro carissimo amico giornalista, in Piazza Municipio, intorno al 10 gennaio scorso, ha avuto un diverbio con un ritagliatore di giornali. Al termine dell'animato contrasto, lo stesso lasciava il nostro amico con un "...tanto siete tutti schedati "
Se vivessimo in un mondo normale dovremmo preoccuparci e pensare in quale campo di concentramento potrebbe "epurarci" il nostro Sindaco, considerato che abbiamo la certezza, che nel plurale del "siete tutti schedati", del suo impiegato, dobbiamo per forza di cose essere compresi noi, suoi fermi oppositori; noi che, come i cattolici sedevacantisti aspettano il "Vero Papa", aspettiamo che prima o poi Modica avrà un Sindaco considerato che l'azione e le dichiarazioni di Torchi ci ricordano più le tecniche del venditore di pentole che gli atti di un buon governo.
Questi due episodi sono stati sostenuti dal contributo di due giornalisti, giornalisti che "tengono famiglia".
Viviamo un periodo di decadenza e, quindi, non ci possono preoccupare fatti che pur presentandosi come espressione di ignoranza e di arroganza politica, rimangono segni di mediocrità complessiva; ovvero non espressione di cattiveria o ipocrisia ma qualcosa di peggio perchè tale mediocrità non viene più percepita come disvaslore.
Non sappiamo se a Modica esistono mafie cattive ma ci appare certo invece che esista la tendenza a mettere in piedi mafie buone: Mafie a fin di bene che sviluppano un senso comune in cui per essere 'incisivi', per migliorare le cose, nel campo intellettuale e letterario bisogna fare politica, ci vogliono i gruppi, i partiti, i mass media, le cariche pubbliche, le alleanze, gli appoggi, gli schieramenti, i favori. Gli intellettuali che credono di diventare più forti e di migliorare il mondo con la politica, smettono di essere intellettuali. Sono loro la "casta". E non lo sanno.
Via S. Elisabetta Ztl. Palazzo S. Domenico Zot
(Ztl:Zona a traffico limitato; Zot: e Zona Occupata dai Torchiani)
Ormai a Modica esistono i Torchiani ovvero coloro che si rifanno alla dottrina Torchi che prevede, nell'assumere qualsiasi provvedimento, l'applicazione di un metodo in cui in cui l'arroganza politica, l'ignoranza politica e la presunzione si miscelino in maniera perfetta. In pratica esiste una scuola cosicché anche i provvedimenti più banali contengono i segni di tale qualità.
E' il caso della destinazione di Via Santa Elisabetta ad area con traffico limitato, in merito alla quale, ci sono pervenute segnalazioni di moltissimi cittadini che hanno ricevuto una raffica di verbali.
A costoro diciamo: incazzatevi ma pagate, tutta la segnaletica è perfetta.
Non poteva essere diversamente perchè, bene o male, il Comune è dotato di quelle professionalità in possesso delle cognizioni tecniche sufficienti ad organizzare un'area a traffico limitato:e poi basta leggere le norme del codice della strada e del relativo Regolamento.
Quello che non esiste è il codice del buon governo cui potremmo riferirci per difenderci dalla insipienza, dall'assenza di buon senso, dalla assenza di sensibilità e dalla arroganza dell'ignorante al potere.
Non esiste cari lettori torchiati una norma che possa opporsi a chi governa senza amore per i suoi concittadini.
L'organizzazione della Via S. Elisabetta in ZTL è percepibile solo per chi vi accede da Corso Umberto. Ebbene, è stranoto, vogliamo dire che lo sanno cani e porci, che da sempre, a memoria d'uomo, quell'area è stata utilizzata accedendovi da Piazza Buozzi violando sistematicamente un divieto di Transito, sia perchè era più comodo, sia perchè spesso l'accesso da Corso Umberto era impedito da veicoli parcheggiati male. Tutto ciò avveniva anche alla presenza dei vigili che, addirittura, in momenti di caos, a volte aiutavano la manovra.
Nei giorni successivi, quindi, coloro che per abitudine acquisita in tanti anni hanno parcheggiato l'auto accedendo nell'area, come al solito, da Piazza Buozzi sono stati contravvenzionati per una segnaletica che non avevano neanche visto.
Costoro potrebbero portare a loro discolpa che un nostro concittadino, Comandante del Corpo dei vigili urbani in un comune limitrofo, quando veniva posto un nuovo divieto di sosta, consapevole che nella vita di una città alcune manovre vengono fatte per abitudine, soleva, per un certo periodo far trovare nel tergicristallo, anziché l'avviso di violazione, un biglietto per ricordare la mutata situazione e l'invito ad adeguarvisi. Ma vedete cari torchiati modicani questi ultimi sono esempi di becero "municipalismo"; noi siamo la Contea, il calcio saponato, la Giostra dei Chiaramonte, la fave cottoie, il presepe di sabbia, noi siamo un popolo dove vengono minacciati gli intellettuali, non chi non paga il Pizzo: noi non siamo il caricatoio di nessuno.
Quindi? Nulla! Noi paghiamo lo scotto di avere un Blasone ma di non avere un Sindaco, un Primo Cittadino, Uno dei nostri. Noi abbiamo uno di loro, forse uno di se ma anche amico di uno di loro che ci dedica solo il tempo che gli rimane tra la vendita di una pentola politica e l'altra...