Febbraio 2007

 

Pianificazione strategica: Forse è la scimmia a discendere dall’uomo.

Il 7 febbraio al Palazzo della cultura  è stato convocato il primo incontro di concertazione per la redazione della “Pianificazione strategica della Città: Modica 2015”. Costerà 259.000,00 Euro alla Regione Siciliana e 75.000,00 al nostro Comune.

Dalle parole del Sindaco e del rappresentante della ditta che ha vinto l’appalto si è capito che l’Unione Europea finanzierà progetti  solo se “coerenti” con le indicazioni strategiche previste dal progetto di pianificazione strategica.

Man mano che si susseguivano interventi e chiarimenti non riuscivamo ad allontanare da noi un senso di tristezza dovuto al fatto che mentre si parlava giustamente bene e con condivisibile entusiasmo del metodo della pianificazione ci si dimenticava che esso, invece, dovrebbe essere una forma mentis e un criterio di governo ormai consolidato.

Dopo mezzo secolo di democrazia, finalmente ci è stato detto che si punta alla redazione di un progetto condiviso e redatto sulla scorta degli interessi che le varie realtà sociali esprimeranno nei vari tavoli di lavoro che saranno organizzati.

L’organismo umano quando viene attaccato da una malattia dispone di anticorpi che intervengono per respingere l’aggressione degli agenti patogeni e ripristinare l’equilibrio dello stato di salute. Man mano che la malattia degrada il fisico, gli anticorpi non ce la fanno più per cui si ricorre, prima alle medicine, poi agli interventi chirurgici, sin quando il degrado è tale che il fisico diviene insensibile a medicine e chirurghi ed interviene la morte.

Gli organismi sociali sono anch’essi organismi viventi e, quindi, obbediscono alle stesse leggi.

Con questa chiave di lettura, noi consideriamo la decisione dell’Unione Europea di finanziare solo progetti coerenti ad una pianificazione strategica  come un anticorpo contro la corruzione dilagante che permise a Margaret Thatcher di sostenere che i soldi dell’Europa finivano nelle casse della mafia siciliana. Di fronte a tale affermazione non fu possibile alcuna protesta poiché fu chiaro che i maggiori partiti vi avevano lucrato in maniera indegna.

Il dramma è che la pianificazione strategica produrrà dei benefici solo all’inizio, poi soccomberà al ritorno della mentalità corrotta della politica che trasformerà questo anticorpo in strumento di acquisizione di potere corruttore. Il meccanismo di degradazione politica è collaudato.

Il Sindaco una volta si proiettava nell’immaginario collettivo come lo strenuo difensore della sua Comunità in tutte le sue espressioni: era amato dai suoi concittadini che lo sceglievano tra le persone più degne. Poi la figura del Sindaco venne degradata dalla logica clientelare e di partito, sicché il Primo Cittadino divenne il rappresentante di una sola parte dei cittadini e, come portatore di interessi di parte, è diventato poi l’avversario dell’altra.

Al cittadino ed alla Comunità venne a mancare la figura necessaria che lo tutelava, e così scattò l’anticorpo: il difensore civico.

Ma il degrado doveva continuare, cosicché il politicante piegò la funzione del difensore civico alla sua logica, facendolo appartenere alla stessa cordata del Sindaco e trasformandolo da difensore del cittadino a difensore del Sindaco dalle lamentele del cittadino.

Altri anticorpi al degrado è la nomina di “esperti” previsti per sopperire alla abissale incompetenza di scassatissime strutture burocratiche. Ma anch’essi sono divenuti merce del mercato delle vacche e distributori di denaro pubblico per l’elaborazione di progetti e consulenze di cui non si tiene poi alcun conto.

Gli esempi potrebbero continuare e sarebbero coerenti con la constatazione che viviamo un’epoca di decadenza. Già sentiamo le voci che ci accuseranno d’inguaribile pessimismo.

Ma cosa dovremmo scrivere quando un Sindaco arriva a dire che la pianificazione strategica è impedita ai comuni minori perché costa molto? Ma cosa significa allora governare, decidere a ragion veduta, avere un metodo? Come si pensa di realizzare la Variante al Piano Regolatore Generale che è fatto di previsione e programmazione?

Tutti i dati che devono essere raccolti per redigere la “Pianificazione strategica della Città: Modica 2015” sono identici, nessuno escluso, a quelli necessari per redigere un buon piano regolatore generale. Ma questi nostri mediocri politici interpretano un P.R.G. solo ai fini della destinazione dei suoli (perché è lì che realizzano lauti guadagni) e non come strategico modo di “pensare” il futuro della città in tutti i suoi risvolti. Quindi: nulla di nuovo!

Di nuovo esiste lo stupore di giovani ed impreparati amministratori che tutti i giorni intuiscono che un ombrello, oltre che un parasole, può essere un paracqua e, inventando costantemente il parapioggia, si sentono originali come gli scopritori dell’acqua calda.

Osservando l’evoluzione darwiniana della specie umana forse si potrebbe essere d’accordo sul fatto che l’uomo discenda dalla scimmia, ma che a Modica le scimmie discendano dall’uomo.

 

La pericolosità politica di Piero Torchi Lucifora

Avevamo annunciato la redazione di proposte di “sorveglianza speciale di pericolosità politica”, affinché il popolo modicano avesse la possibilità di “applicarle”.

Cominciamo con Piero Torchi Lucifora, di anni 38, lettore, giornalista e Sindaco di Modica, come lui ama definirsi.

Della vasta documentazione consultata faremo ovviamente solo riferimento a quei fatti che in maniera esaustiva, essenziale ed inconfutabile disegnano il suo modo di intendere la politica.

Tenteremo attraverso il metodo deduttivo di ricostruire il suo profilo politico.

Nel dominio della pubblicità, nonostante l’evidenza, i commercianti utilizzano il sistema di imporre il prezzo di Euro 99,99 per lanciare al consumatore il messaggio che si tratta di una cifra inferiore ai 100,00 Euro, cosicché, attraverso una verità si induce nell’errore. Infatti, se è vero che il prezzo indicato è inferiore a 100,00, è palese che sostanzialmente esso è pari a 100,00. Il risultato, ormai collaudato, è che il commerciante con questa tecnica aumenta le sue possibilità di vendita.

Noi siamo certi che se, durante il tempo in cui il consumatore ha la mente impegnata ad elaborare quel 99,99, potessimo avvertire il suo intelletto con una vocina che gli dicesse “guarda che ti stanno psicologicamente imbrogliando!” creeremmo qualche problema al commerciante.

Questa nostra proposta di pericolosità politica a carico di Torchi vuole essere una vocina di questo tipo.

Non ci si deve chiedere se il sito del Comune di Modica fa più o meno schifo; ci si deve chiedere, invece, perché il Sindaco Torchi non ha accettato la nostra sfida di venirci ad illustrare la bontà del sito in un pubblico dibattito;

Non ci si deve chiedere perché adesso le “discariche fai da te” sono state eliminate senza l’intervento né delle forze dell’ordine, né delle forze Nato, ma ci si deve chiedere quale atteggiamento mentale produsse la richiesta di riunire il comitato provinciale per l’ordine pubblico.

Non ci si deve chiedere perché solo adesso, 7 febbraio 2007, alla vigilia delle elezioni, si sta pulendo il costone di Monserrato e non prima.

Non ci si deve chiedere perché solo adesso, alla vigilia delle elezioni, si riparla del Macello che, secondo le promesse elettorali, doveva essere aperto nel 2004;

E ci si potrebbe chiedere quali qualità politiche si devono possedere per inaugurare una rotonda, e quali per riempire i muri della città di manifesti inneggianti la realizzazione di 8 campetti di calcio (sempre alla vigilia delle elezioni!) quando nessuno, e ribadiamo nessuno, dei problemi seri e veri è stato, non diciamo risolto, ma neanche avviato a soluzione.

Come il commerciante con quel suo 99,99  in pratica sfrutta una inerzia mentale del consumatore, così Torchi sfrutta la distrazione, forse l’abitudine, o anche la pigrizia mentale dell’elettore.

Ecco, noi vorremmo invitare i modicani a riflettere sulle qualità politiche e la conseguente pericolosità politica del Torchi Lucifora, dedotti dai fatti riportati.

Pensiamo: un Signore che inaugura una rotonda o strombazza la realizzazione di otto campetti di calcio o l’aumento dei comunicati stampa del Comune, cosa farebbe a livello mediatico se riuscisse a dare una soluzione alla Variante al P.R.G., al traffico, alle scassatissime casse comunali ed alla fatiscente struttura burocratica? Quale è la sua dimensione delle cose?

Abbiamo riflettuto a sufficienza su quale sia il suo senso della misura ed il suo senso della vita politica? Abbiamo riflettuto abbastanza sulla disistima che mostra nei riguardi dei suoi concittadini se pensa che le idiozie di cui si vanta possano essere motivo di loro gratificazione?

E tuttavia, è anche vero che se egli utilizza simili idiozie è perché esiste un “popolo da grande fratello” che gli va appresso.

A questo popolo noi vogliamo rivolgerci per scuoterlo: ma vi sembra democrazia un sistema che dà i suoi frutti elettorali, ripulendo il costone di Monserrato e le discariche fai da te, solo ora che si avvicinano le elezioni?

Qualcuno, e giustamente, potrebbe obiettare che il tutto è nella logica delle cose perché simili ragionamenti potrebbero valere anche per l’opposizione.

La nostra lettera falsa sul pagamento dei debiti comunali attraverso il sorteggio, ha allietato la lettura del numero di gennaio 2007 di DIALOGO. L’episodio è quantomeno indicativo.

La lettera del Sindaco Torchi non ammette equivoci, e da essa emerge tutta intera la pericolosità politica del nostro Sindaco.

Si sono confrontate due ipotesi.

Nella prima ipotesi, il Sindaco non ha capito la satira politica, tanto è vero che non si è difeso definendo la satira più o meno opportuna, poco originale, banale, o... altro. Questa supposizione  potrebbe stare in piedi perché il Torchi ha indirizzato la sua lettera anche  all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ed all’Associazione Siciliana della Stampa quasi ad invocare (a sua difesa, lui che notoriamente è esperto in direzione di giornali) un possibile provvedimento disciplinare a carico del Direttore responsabile di DIALOGO.

La seconda ipotesi è che il Sindaco si sia preoccupato di perdere consensi perché qualche cittadino avrebbe potuto credere possibile una fandonia così macroscopica.

Si comprende come le due ipotesi appartengano ad un mondo innominabile e siano di uguale gravità culturale: entrambe presuppongono nei cittadini un tasso di idiozia fuori dal comune.

Se non si crede che a Modica regni ovunque incontrastata l’idiozia, finalmente si prendano le distanze da tutti coloro che vogliono farne una repubblica delle banane, o un’oligarchia dei cetrioli, o una dittatura dei salami.