Ed il mercante disse: Non ho mai offerto un caffè senza l’obbiettivo, quasi sempre conseguito, di ricevere i cambio un pranzo

Ricordate.. prima in educazione civica, in termini elementari e poi in diritto costituzionale in termini più ampi ed articolati ci indicarono la differenza tra sudditi e cittadini facendola corrispondere rispettivamente alle dittature ed alla democrazie.

Ora non viviamo in dittatura, ma allora cosa è questo trattare il cittadino come un imbecille?

La menzogna ormai viene utilizzata come strumento di potere o come spudorata copertura di propri interessi.

Il pericolo, però, non è negli effetti della menzogna ma nella sua interiorizzazione cioè nel suo divenire un modo di essere. Se nella vita quotidiana dobbiamo fare i conti con i bugiardi, è necessario, però, che la menzogna rimanga riconoscibile.

Nell’area attrezzata ad aiuole degli svincoli del polo commerciale sin dal periodo natalizio è presente un grande cartello in cui è scritto “ Diventerà verde? Grazie al polo commerciale” e poi altri cartelli che annunciano qua e la nascita di fiori ed altro con in ottima evidenza la ragione sociale della ditta.

Non vi è dubbio che il cartello per come è scritto invoca un sentimento di riconoscenza ai cittadini. In altre parole il polo dice: cari cittadini è solo per noi che questo pezzo di terrà diventerà verde… ringraziateci. Questa è una verità che però in maniera sottile vuole fare passare, anzi interirizzare una bugia e cioè che siamo in presenza di un regalo del polo commerciale ai cittadini modicani. Passi per l’iniziativa ma non per il regalo.

Il costo del verde che sarà realizzato non sarà a carico delle ditte del polo commerciale non sarà a carico delle ditte del polo commerciale.

La cultura mercantilistica non ha mai fatto regali a nessuno. Deve essere chiaro, basta andare a leggersi i testi delle sinossi dei corsi di marketing e le cosiddette tecniche di fidelizzazione del cliente (orientate più all’imbonimento che al convincimento) per comprendere che il verde rientra in una logica di profitto così come attrezzare una vetrina ed i costi dell’operazione sono a carico dei cittadini a meno che tutta la direzione del polo commerciale non dimostra di aver diminuito i propri conti in banca per realizzare il verde a nostro favore.

Un giorno un mercante ci disse “Non ho mai offerto un caffè senza l’obbiettivo, quasi sempre conseguito, di ricevere i cambio un pranzo”. E’ in questa frase che viene a sintetizzarsi l’iniziativa del pollo commerciale che del più deleterio mercantilismo ha impregnato tutto il suo modo di essere.

Si può replicare, però che se dovessimo aspettare l’intervento del Comune potremmo stare freschi. Il problema non è così semplice perché l’interesse principale è certamente dal polo commerciale ma è anche vero che rendendo godibile la zona è la città nel suo complesso a guadagnarci. Tutto ciò non cambia i termini della questione perché le spese per tale realizzazione ricadono non sulle generose ditte del polo commerciale ma sui cittadini che andando a comprare in tali ditte con il loro denaro coprono anche le spese di promozione dove tali spese vengono caricate in altri termini il cittadino in questo caso paga la sua “imposta indiretta” al polo commerciale anziché al Comune per realizzare il suo verde. Una “imposta indiretta” cui non si può sfuggire, come distrattamente si ritiene, perché il sistema di distribuzione sta realizzando un vero e proprio monopolio cui non ci si può sottrarre. Un sistema di distribuzione che sta uccidendo il tessuto armonico, equilibrato e umano delle antiche e care botteghe rispetto alle quali incomincia a cedere anche l’idea del risparmio.

Ma a carico di chi possono essere poste luminarie, cornamuse, e quant’altro se non dei consumatori inserendole nelle spese di gestione e quindi nel prezzo finale al consumatore.

Per farla breve esistono delle tendenze cui è impossibile, allo stato attuale, opporsi, ma a livello culturale non possiamo sopportare che una normalissima operazione mercantilista si ostenti come valore etico di generosità, di ansia di salvare il centro storico o di risanamento del paesaggio delle periferie.

I mercanti non cambiano i vizi, sarebbe un suicidio o un impossibile mutazione di DNA, il Comune consenta pure queste operazioni ma mantenga la direzione dei lavori perché vengano realizzati secondo progetti che abbiano il consenso dei rappresentanti del popolo. Noi abbiamo eletto i nostri consiglieri comunali, il nostro Sindaco e non la direzione del polo commerciale.

Diffidiamo inoltre il Comune perché non paghi al polo commerciale… il pranzo per il caffè che ci sta offrendo adesso

 

 

Vogliamo un contratto dai candidati Sindaci a Modica

Berlusconi in televisione in presenza del giornalista firmò il cosiddetto contratto con gli italiani. Insorsero gli ulivisti contro la politica spettacolo tacciando l’avversario di esibizionismo.

E’ vero ma l’esibizionismo spettacolare ed imbonitore presente nell’atto di Berlusconi non ha nulla in meno dell’autobus di Prodi e dei manifesti giganti di Rutelli identici a quelli di Berlusconi che però erano da condannare perché quantitativamente superiori.

Che Berlusconi utilizzi tutte le tecniche di convincimento già sperimentate per vendere saponette è scontato, ma gli ulivisti non contestano queste tecniche perché per loro natura escludono ogni tipo di riflessione nella espressione del voto, ma solo perché la ricchezza di Berlusconi non consente loro di batterlo nella corsa al più invasivo possibile uso di tali mezzi.

In effetti sia i mezzi di Berlusconi sia quelli utilizzati dai comunisti ed in forme diverse dai suoi eredi sono della stessa natura se è vero che il primo con i messaggi mediatici e le tecniche di persuasione occulta ha creato un impero economico, mentre i secondi con la menzogna spudorata, con la demonizzazione sistematica dell’avversario, con la criminalizzazione del pensiero filosofico contrario sono riusciti a farsi passare per democratici (sic); loro i macabri attori del libro nero del comunismo che hanno disseminato il mondo di dittature, fame e sangue.

Noi siamo lontani anni luce, a livello culturale, dai due schieramenti, ma liberato dai significati negativi dobbiamo dire che la firma di Berlusconi del contratto con gli italiani ha un carattere operativo e concreto che occorre imitare, ecco perché invitiamo i candidati Sindaci delle imminenti elezioni amministrative a Modica, prima delle elezioni, oltre il progetto globale firmino, anche in forma plateale, un contratto che in maniera chiara e netta ci indichi sui seguenti problemi quali sono i precisi intendimenti indicando per ciascuno quanto sarà certamente fatto specie per le cose, e sono tante, che non richiedono alcun investimento e per i quali, quindi, non esistono scuse:

·        Sburocratizzazione degli uffici e loro snellimento perché il Comune cessi di essere una palla al piede di qualsiasi iniziativa;

·        Università a Modica Alta: Si! o No!

·        Progetto culturale nei minimi particolari: fondazione, rapporti direzione artistica e direzione politica, ecc

·        Traffico, Vigili urbani, controllo del territorio, protezione civile, realizzazione proposte Ciuffini, utilizzo del parcheggio di Viale Medaglie d’oro, ecc

·        Raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani. Dobbiamo pagare di più per l’inattivismo dell’amministrazione nello scegliere un’area?

·        Piano regolatore generale.

·        Mantenere o meno quelle brutte panchine terapeutiche che inquinano le nostre piazze.

 

 Si noi leggiamo anche libri di revisionismo storico e non ci vergogniamo

Queste frasi non sono state scritte ne “La difesa della razza” del Chiaramontano Telesio Interlandi ma sono contenute in una lettera che il padre dei comunisti Carlo Marx ha scritto a Friedrich Engels il 2 dicembre 1863. Tratto da Wurmbrand, L’altra faccia di Carlo Marx, Edizioni Uomini Nuovi, Marchirolo (Varese), 1984 alle pag. 39 e 40

(…)Sappiamo che dietro ogni tiranno c’è un ebreo (…)L’utilità delle guerre promosse dal capitalismo cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell’umanità; (…)gi usurai contemporanei che stanno dietro i tiranni e le tirannie … per la maggioranza sono ebrei. Il fatto che gli ebrei siano diventati tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo, ci induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinché il loro lezzo possa risvegliare i lavoratori e ad eliminare un simile cancro (…)

***

Anche Eisenhower fu uno sporco fascista?

Dal Diario di guerra del generale Dwight Eisenhower (Comandante supremo delle forze armate USA nello scacchiere europeo)

(…) la resa dell’Italia fu uno sporco affare. Tutte le nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l’Italia è la sola ad aver perduto questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della Repubblica Sociale Italiana. (…).

(chiuso il 12 gennaio 2002)