Il traffico come
metafora di Torchi e della sua Giunta.
Il traffico è il problema complesso, esso vincola ed è
influenzato da tutti gli altri settori che intervengono nella
organizzazione socioeconomica di una città e della qualità della vita.
Per questa sua natura esso va oltre il tentativo di ben organizzare
la circolazione e la sosta dei veicoli, per evidenziare la qualità politica e
culturale della classe politica.
Esso diviene un indicatore, una cartina di tornasole,
della visione del mondo dei politici che hanno la
responsabilità di organizzarlo, quasi una metafora della qualità
amministrativa.
A Modica il primo elemento che è facile rilevare è la
constatazione che i nostri politicanti non percepiscono la complessità del
problema, vivendo e facendo vivere un paradosso con dichiarazioni lanciano
nell’immaginario collettivo l’idea di trovarsi di fronte ad un problema
semplice, seguite da una un’assenza di provvedimenti e di sperimentazione
incredibile.
Eppure non vi politicante modicano che non abbia un suo piano e non si prodighi a
criticare dall’alto della sua crassa presunzione gli unici studi seri fatti
dall’ing. Ciuffini.
Ciò succede perchè il traffico è giocherellone: esso si
presenta come un problema semplice alimentando, specie negli ignoranti
organici, la presunzione; esso è giocherellone e risveglia il bambino che è in
ogni nostro politicante, che come nel gioco delle macchinine, decide sensi
unici, aree di sosta e ...tutto gli funziona, da qui progetti e piani.
Ma poi il traffico presenta il conto
della sua reale complessità e lascia rossori e vergogne da fallimenti.
In moltissime amministrazioni esiste un ufficio permanente
del traffico che studia e principalmente sottopone ogni studio al vaglio della
prova sul campo, a Modica non si capisce chi si interessa
del problema, ma quando l’innominato ci prova è talmente bravo che in poche ore
capisce se l’esperimento è buono oppure no.
Il politicante comunque capisce
di trovarsi davanti ad un problema importante e sentito da parte dei cittadini
ed inserisce il traffico, con propositi miracolistici, nel suo programma
elettorale, ma poi sistematicamente non fa niente: questo succede da almeno vent’anni.
Il responsabile cittadino dei Ds
disquisendo di piano del traffico indicò il problema della strettoia della
strada che porta a Monserrato, è stato come il relazionare un piano regolatore
generale con la concessione edilizia per modificare un prospetto di una casa: infatti, la
strettoia è stata eliminata ed il “traffico”...
non se ne accorto.
Tutti ne parlano ma nessuno ha
letto il piano Ciuffini, nè
hanno provato a realizzarlo almeno nei suoi provvedimenti di più economica ed
immediata attuazione; tuttavia tutti hanno un piano del traffico o lasciano
intendere che hanno la soluzione.
Anche da cattedre di corsi di formazione abbiamo avuto
professori che, andando fuori tema, hanno trovato il modo di criticare agli
allievi potenziali elettori, i provvedimenti dell’amministrazione Torchi dopo
che l’Amministrazione a guida comunista e post comunista per ben 10 anni ci ha deliziato con la sua inefficienza.
Il sindaco Torchi ora è letteralmente incaprettato perchè il Piano che ha nel cassetto è lo stesso che avversò
raccogliendo le firme contro il Sindaco Ruta.
Eppure non dovrebbe essere difficile
intuire che la situazione orografica del territorio, la distribuzione del
costruito e lo sviluppo delle strade sono così radicalmente condizionanti che
nel breve e medio periodo, non è immaginabile la possibilità di molte
soluzioni.
Ma il problema del traffico, accennavamo, è per sua natura anche indicatore e
“cartina di tornasole” di qualità politiche e di governo.
Non ci vuole molto per capire che il disordine organizzativo
e politico che esiste dentro il cervello dei nostri amministratori non deve
essere molto diverso da quello che si può osservare guardando il traffico
all’altezza del “Palazzo della cultura di palazzo”, dopo Santa Maria, davanti al Monumento, mentre quel prezioso angolo su
quale si affaccia la libreria “La talpa”, che in un attimo di distrazione questa amministrazione ha creato, con le sue permanenti
quattro auto parcheggiate sul piccolo piazzale, definisce il significato di
bello che
Con il modo di concepire il traffico,
Non ricordiamo più quando fu
realizzato il parcheggio di Viale medaglie d’oro ma parlando di esso prima che
parlare di traffico, si parla
principalmente di sperpero di denaro pubblico con buona ragione per chi ha
fotografato, in rima baciata, i reggenti passati ed attuali del nostro
Municipio con quel manifesto “E’ il comun senza
denaro// perchè un branco di somari// ...//.
Sottoporremo al popolo modicano proposte di “sorveglianza speciale di pericolosità
politica”
Nell’”Intervista
a Terzo Occhio” stiamo curando un capitolo che abbiamo titolato, “Apparato
probatorio”.
E’ la raccolta
delle frasi dei nostri politicanti che riteniamo capace di ricostruire i loro
profili cultural-politici.
Quando si
mettono in fila le dichiarazioni pronunciate nell’arco di un periodo di alcuni anni, è possibile andare oltre la contingenza di
ciascuna e fare emergere il modo di essere culturale del
politico-amministratore che le ha pronunciate.
Terzo Occhio, ci attribuì questo onere
“per competenza”, “Perchè – ci disse
-Quello che dobbiamo fare è
simile a quanto fa
Il ragionamento non faceva una piega e, quindi,
accettammo. In effetti si intuisce che quando il nostro Sindaco crea un
operativamente stupido “Osservatorio
delle discariche abusive” e chiede, per lo stesso problema, al Prefetto di
valutare l’opportunità di convocare il “Comitato provinciale dell’ordine
pubblico”, senza aver dimostrato cosa ha fatto lui con un efficace impiego dei
Vigili urbani, nasconde il vero obiettivo che è quello di lavarsi le mani del
problema. E leggere le sue dichiarazioni rilasciate al Quotidiano di Sicilia di
mercoledì 4 ottobre 2006, che hanno suggerito al
giornalista di titolare “Il Comune è informatizzato ma i cittadini non
sono pronti”, per lanciare
l’idea addirittura che lui col suo sito è più avanti dei suoi telematicamente ignoranti concittadini, è un altro tassello
coerente di un tagliatore di nastro di opere banali e di un venditore di fumo.
Se poi si va a controllare lo stato pietoso del sito ufficiale del Comune si può anche acquisire, senza leggere il vocabolario
della lingua italiana, il significato del sostantivo ‘spudoratezza politicante’. Non
aver accettato la nostra sfida sull’argomento è un ulteriore
elemento di valutazione.
Alcune dichiarazioni, nel tempo, dell’avv. Scarso,
del consigliere Cavallino, di Saverio Terranova, di Borrometi,
di Carmelo Carpentieri e dell’on. Riccardo Minardo, messe assieme disegnano
un quadro generale capace di fornirci elementi per proporre al popolo modicano documentate proposte di “Sorveglianza speciale di
pericolosità politica”.
Chi nella memoria difensiva del prof. Barone in
merito alla sua incompatibilità di consigliere comunale legge, “ho dedicato tutta la mia vita alla ricerca scientifica e
all’insegnamento, con oltre sessanta pubblicazioni ed ampi riconoscimenti
nazionali”, pensiamo abbia il diritto di chiedersi: “ma che che
cacchio c’entra?”.
Ma se
poi si verifica che nella relativa votazione lo stesso
non ha sentito la necessità di astenersi o di non votare, anche il “che cacchio c’entra” assume nuovi
significati e come in un puzzle il fatto si inquadra nella giusta cornice ed
entra in sinergia con le posizioni che il capogruppo dei DS ha avuto sulla
vicenda Moby dick e con la
sua attività derivante dall’essere specializzato sull’antiecologismo
minardiano.
Certo
egli potrà definire militaresco il
nostro linguaggio ma non riuscirà ad impedire che un
suo profilo politico chiaro emerga.
In
queste segnalazioni di pericolosità politica non utilizzeremo (non sarebbe giusto) elementi diversi da quelli necessari
a definire il modo di essere politico, non potendoci
interessare né fatti boccacceschi attraverso i quali qualcuno ha deciso di
passare alla storia, né fatti privati, che ogni modicano
potrà accostare, per proprio conto, ai profili dei politici che andremo a
costruire.