Gennaio

 

Il traffico come metafora di Torchi e della sua Giunta.

Il traffico è il problema complesso, esso vincola ed è influenzato da tutti gli altri settori che intervengono nella organizzazione socioeconomica di una città e della qualità della vita.

Per questa sua natura esso va oltre il tentativo di ben organizzare la circolazione e la sosta dei veicoli, per evidenziare la qualità politica e culturale della classe politica.

Esso diviene un indicatore, una cartina di tornasole, della visione del mondo dei politici che hanno la responsabilità di organizzarlo, quasi una metafora della qualità amministrativa.

A Modica il primo elemento che è facile rilevare è la constatazione che i nostri politicanti  non percepiscono la complessità del problema, vivendo e facendo vivere un paradosso con dichiarazioni lanciano nell’immaginario collettivo l’idea di trovarsi di fronte ad un problema semplice, seguite da una un’assenza di provvedimenti e di sperimentazione incredibile.

Eppure non vi politicante modicano che non abbia un suo piano e non si prodighi a criticare dall’alto della sua crassa presunzione gli unici studi seri fatti dall’ing. Ciuffini.

Ciò succede perchè il traffico è giocherellone: esso si presenta come un problema semplice alimentando, specie negli ignoranti organici, la presunzione; esso è giocherellone e risveglia il bambino che è in ogni nostro politicante, che come nel gioco delle macchinine, decide sensi unici, aree di sosta e ...tutto gli funziona, da qui progetti e piani.

Ma poi il traffico presenta il conto della sua reale complessità e lascia rossori e vergogne da fallimenti.

In moltissime amministrazioni esiste un ufficio permanente del traffico che studia e principalmente sottopone ogni studio al vaglio della prova sul campo, a Modica non si capisce chi si interessa del problema, ma quando l’innominato ci prova è talmente bravo che in poche ore capisce se l’esperimento è buono oppure no.

Il politicante comunque capisce di trovarsi davanti ad un problema importante e sentito da parte dei cittadini ed inserisce il traffico, con propositi miracolistici, nel suo programma elettorale, ma poi sistematicamente non fa niente: questo succede da almeno vent’anni.

Il responsabile cittadino dei Ds disquisendo di piano del traffico indicò il problema della strettoia della strada che porta a Monserrato, è stato come il relazionare un piano regolatore generale con la concessione edilizia per modificare un prospetto di una casa:  infatti, la strettoia è stata eliminata ed il “traffico”... non se ne accorto.

Tutti ne parlano ma nessuno ha letto il piano Ciuffini, hanno provato a realizzarlo almeno nei suoi provvedimenti di più economica ed immediata attuazione; tuttavia tutti hanno un piano del traffico o lasciano intendere che hanno la soluzione.

Anche da cattedre di corsi di formazione abbiamo avuto professori che, andando fuori tema, hanno trovato il modo di criticare agli allievi potenziali elettori, i provvedimenti dell’amministrazione Torchi dopo che l’Amministrazione a guida comunista e post comunista per ben 10 anni ci ha deliziato con la sua inefficienza.

Il sindaco Torchi ora è letteralmente incaprettato perchè il Piano che ha nel cassetto è lo stesso che avversò raccogliendo le firme contro il Sindaco Ruta.

Eppure non dovrebbe essere difficile intuire che la situazione orografica del territorio, la distribuzione del costruito e lo sviluppo delle strade sono così radicalmente condizionanti che nel breve e medio periodo, non è immaginabile la possibilità di molte soluzioni.

Ma il problema del traffico, accennavamo, è per sua natura  anche indicatore e “cartina di tornasole” di qualità politiche e  di governo.

Non ci vuole molto per capire che il disordine organizzativo e politico che esiste dentro il cervello dei nostri amministratori non deve essere molto diverso da quello che si può osservare guardando il traffico all’altezza del “Palazzo della cultura di palazzo”, dopo Santa Maria, davanti al Monumento, mentre quel prezioso angolo su quale si affaccia la libreria “La talpa”, che in un attimo di distrazione questa amministrazione ha creato, con le sue permanenti quattro auto parcheggiate sul piccolo piazzale, definisce il significato di bello che la Giunta Torchi utilizza come canoni di governo del centro storico.

Con il modo di concepire il traffico, la Giunta Torchi ci lancia precisi messaggi, così quando consente di far sostare auto della polizia urbana al monumento impedendo la svolta a destra da via Marchesa Tedeschi verso San Pietro ci dice: “a noi del traffico non ce ne frega nulla” ed in questo il Sindaco non è lasciato solo, dai solerti suoi consiglieri comunali, assessori e tirapiedi vari che parcheggiando davanti al Municipio la loro auto in modo... artistico, forniscono ai modicani anche quelle scenografie che potrebbero osservare, spendendo un sacco di soldi, solo nel terzo mondo.

Non ricordiamo più quando fu realizzato il parcheggio di Viale medaglie d’oro ma parlando di esso prima che parlare di  traffico, si parla principalmente di sperpero di denaro pubblico con buona ragione per chi ha fotografato, in rima baciata, i reggenti passati ed attuali del nostro Municipio con  quel manifesto “E’ il comun senza denaro// perchè un branco di somari// ...//.

 

 

Sottoporremo al popolo modicano proposte di “sorveglianza speciale di pericolosità politica”

 

Nell’”Intervista a Terzo Occhio” stiamo curando un capitolo che abbiamo titolato, “Apparato probatorio”.

E’ la raccolta delle frasi dei nostri politicanti che riteniamo capace di ricostruire i loro profili cultural-politici.

Quando si mettono in fila le dichiarazioni pronunciate nell’arco di un periodo di alcuni anni, è possibile andare oltre la contingenza di ciascuna e fare emergere il modo di essere culturale del politico-amministratore che le ha pronunciate.

Terzo Occhio, ci attribuì questo onere “per competenza”, “Perchè – ci disse -Quello che dobbiamo fare  è simile a quanto fa la Polizia quando redige una proposta di sorveglianza speciale. In tale rapporto tutti i singoli fatti e comportamenti riconducibili all’attenzionato vengono posti in fila e man mano da tale ordine e da tale insieme appare, se vi è, la sua pericolosità sociale”.

Il ragionamento non faceva una piega e, quindi, accettammo. In effetti si intuisce che quando il nostro Sindaco crea un operativamente stupido “Osservatorio delle discariche abusive” e chiede, per lo stesso problema, al Prefetto di valutare l’opportunità di convocare il “Comitato provinciale dell’ordine pubblico”, senza aver dimostrato cosa ha fatto lui con un efficace impiego dei Vigili urbani, nasconde il vero obiettivo che è quello di lavarsi le mani del problema. E leggere le sue dichiarazioni rilasciate al Quotidiano di Sicilia di mercoledì 4 ottobre 2006, che hanno suggerito al giornalista di titolare “Il Comune è informatizzato ma i cittadini non sono pronti”, per lanciare l’idea addirittura che lui col suo sito è più avanti dei suoi telematicamente ignoranti concittadini, è un altro tassello coerente di un tagliatore di nastro di opere banali e di un venditore di fumo. Se poi si va a controllare lo stato pietoso del sito ufficiale del Comune si può anche acquisire, senza leggere il vocabolario della lingua italiana, il significato del sostantivo ‘spudoratezza politicante’.  Non aver accettato la nostra sfida sull’argomento è un ulteriore elemento di valutazione.

Alcune dichiarazioni, nel tempo, dell’avv. Scarso, del consigliere Cavallino, di Saverio Terranova, di Borrometi, di Carmelo Carpentieri e dell’on. Riccardo Minardo, messe assieme disegnano un quadro generale capace di fornirci elementi per proporre al popolo modicano documentate proposte di “Sorveglianza speciale di pericolosità politica”.

Chi nella memoria difensiva del prof. Barone in merito alla sua incompatibilità di consigliere comunale legge, ho dedicato tutta la mia vita alla ricerca scientifica e all’insegnamento, con oltre sessanta pubblicazioni ed ampi riconoscimenti nazionali”, pensiamo abbia il diritto di chiedersi: “ma che  che cacchio c’entra?”.

Ma se poi si verifica che nella relativa votazione lo stesso non ha sentito la necessità di astenersi o di non votare, anche il “che cacchio c’entra” assume nuovi significati e come in un puzzle il fatto si inquadra nella giusta cornice ed entra in sinergia con le posizioni che il capogruppo dei DS ha avuto sulla vicenda Moby dick e con la sua attività derivante dall’essere specializzato sull’antiecologismo minardiano.

Certo egli potrà definire militaresco il nostro linguaggio ma non riuscirà ad impedire che un suo profilo politico chiaro emerga.

In queste segnalazioni di pericolosità politica non utilizzeremo (non sarebbe giusto) elementi diversi da quelli necessari a definire il modo di essere politico, non potendoci interessare né fatti boccacceschi attraverso i quali qualcuno ha deciso di passare alla storia, né fatti privati, che ogni modicano potrà accostare, per proprio conto, ai profili dei politici che andremo a costruire.