giugno 2008
Elezioni comunali: aumenta l'"incaprettamento dei modicani"
Dietro ogni vicenda, dietro ogni elezione, dietro ogni corrente politica c'è sempre una filosofia, un sistema di pensiero.
Non esiste, fuori da casi patologici, un solo atto umano che non sia dettato da una determinata concezione filosofica che riguardi l'uomo nella sua totalità.
La filosofia del sistema di potere modicano l'abbiamo vista rappresentata, alla chiusura della campagna elettorale in Piazza Matteotti, prima del verdetto popolare.
Un palco affollato. C'erano tutti: chi avrebbe rotto la faccia all'altro e l"altro" che avrebbe dovuto fornire la faccia. E poi, il PlutOnorevole, i "fascisti squagliati", i condannati per peculato, gli amici di condannati per falso ideologico ed i compagni di cordata degli "avvisati" per "associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro".
Tutti ad ostentare la maggiore o minore "distanza" ed intimità con Silvio Berlusconi, e a farci ricordare quel clima di servile piaggeria attorno al Duce del Fascismo.
Costoro, su quel palco di Piazza Matteotti, di quei servi e futuri antifascisti avevano anche (culturalmente) le divise in orbace, con in più quelle facce di bronzo che gli hanno permesso di parlare del disastroso stato del Comune come se fosse opera di alieni e non il frutto della loro azione politica.
L'incaprettamento dei modicani è aumentato del 5,73% passando dal 69,71% dello transfuga politico Torchi di un anno fa, al 74,87% dei candidati sindaci del centrodestra tradizionale.
Nulla di nuovo, quindi, cari lettori.
Anche il ballottaggio tra Scucces ed Antonello Buscema non può meravigliare. Nè occorre essere oracoli per sapere cosa succederà dopo il ballottaggio.
Le soluzioni sono formalmente due ma con effetti identici: Giovanni Scucces Sindaco con la benedizione di San Saro oppure Antonello Buscema Sindaco incaprettato dall'onorevole devoto oppure dal partito dei "condannati ed avvisati" che tenterà di applicare a Modica la "par condicio... bipartisan", nel senso che l'UDC vorrà contare sia con Buscema, perchè a Roma PD ed UDC sono compagni di opposizione sia con Scucces, perchè a Palermo sono insieme al governo con il Pdl.
Con l'uno o l'altro Sindaco la "Facoltà di scienze del governo e dell'amministrazione" continuerà a ciofecare i disoccupati modicani ed il vecchio assessore Scifo potrà ripristinare, per altri 10 anni, le indimenticabili "panchine terapeutiche" in cemento nobilitato.
Sia lodato Gesù Cristo
"Oggi e sempre sia lodato" mi rispondeva il mio "Maestro di Religione" Padre Casiraro, negli ormai lontani anni '60. E ci capivamo carissimo, davvero carissimo, padre Sortino, e ci saremmo compresi anche se avessimo affidato a Gesù il nostro incontro con un "Laudetur Jesus Christus. Hodie et semper laudetur". Con entrambe le formule rituali avremmo avvertito il piacere interiore di affidare a Gesù il piacere del nostro incontro.
Non mi sembra che gli analfabeti frettolosi aspettassero la traduzione per andar via appena sentivano "Ite, missa est".
Lei è davvero convinto che le litanie hanno più valore se recitate in italiano?
E questo valore è più legato al significato letterale delle singole frasi laudative oppure è alla ritmicità uniforme ed insistente della ripetizione delle brevi lodi-suppliche che è affidato l'effetto-desiderio di creare quel flusso spirituale che trasforma un insieme di singoli individui in Comunità Cristiana in preghiera?
Lei spesso ci ricorda che tutti siamo Chiesa, ed allora, perchè ridicolizzare la visione di una Comunità cristiana che eleva il calice, senza che nessuno, celebrante compreso volti le spalle a Dio? Perchè Dio deve stare tra me e Lei e non davanti ad entrambi come sembra più educato e logico?
Ovviamente queste sono semplicemente delle mie convinzioni rispettose delle sue che non ho assolutamente il desiderio di confutare, anche perchè non vi è nulla da confutare e se volessi farlo dovrei fare ricorso ad improponibili ed assurdi giudizi di valore. A quanto pare Lei non ha di queste remore quando attribuisce agli affezionati del Rito Latino ignoranza ed anacronismo, spero solo che Lei sia vittima inconsapevole dello spirito dei tempi attuali caratterizzato da un presuntuoso modernismo tutto impegnato a demonizzare ogni forma di Tradizione.
Ma, per finirla, è davvero utile perpetuare questa polemica?
Perchè il nostro Benedetto XVI con il notissimo Motu Proprio, ha manifestato il suo rispetto agli affezionati di un rito millenario e Lei vuole farmi sentire, invece, un imbecille?
Questo Le dovevo per la sua Omelia di domenica 1 giugno 2008.
Dal "Voltagabbana coerente" allo "Zonno intelligente"?
Noi riteniamo che un rosso comunista, che nel suo cammino politico diviene azzurro Berlusconiano, culturalmente è giunto al bivio. O va a raggiungere il grande ritrovo in cui si trovano tutti i voltagabbana più ingenui ma anche quelli più mercenari, furbi e tornacontisti, oppure si reca in quel luogo in cui l'impreparazione e la superficialità la fanno da padrone: non esistono altre posizioni.
In pratica, è costretto a scegliere tra l'incoerenza e la stoltezza come risultato provato di un cammino politico voluto e consapevole, oppure, viene a trovarsi in quell'ampia area culturale occupata dall'uomo dalla razza sfuggente, o meglio da colui che non sa quello che fa, e, che nella sua pochezza culturale vede tutto simile e giusto; da chi, in sintesi, non "è" perchè no sa cosa significa essere. Dichiarare di difendere il proletario e schierarsi con l'affamatore del proletario è di per se sufficiente per appartenere a questa seconda categoria.
Diviene interessante esaminare il perchè un voltagabbana, pur in simili condizioni, reagisce.
Ci sembra di poter dire che costui, delle due vie possibili che abbiamo indicato, forzando, cerca di aprirsi una terza via, ovvero quella di respingere l'infamante ed insopportabile accusa di incoerenza pur di non rinunciare a godere dei vantaggi che il voltagabbanare gli ha, gli sta o gli potrà procurare.
Ed è così che cerca di formulare la nuova figura del "Voltagabbana coerente". Come?
Prima opera un'azione generalizzata volta a denigrare l'accusatore: senza entrare nel merito dell'accusa ricevuta e cerca di trovare elementi di voltagabbanità, fossero anche risibili elementi di incoerenza, in chi formula l'accusa. In tale azione non teme neanche il ridicolo un po' come il "penalmente condannato" che invoca a sua discolpa, la contravvenzione per divieto di sosta dell'accusatore.
Egli sa o pensa che sia efficace l'azione di chi si difende dall'accusa di essere un ladro di miliardi accusando l'accusatore di avere approfittato di qualcosa.
Ovviamente non gli interessa la conseguenza di tale azione che, a prescindere dalle qualità morali dell'accusatore, non muta il suo stato di voltagabbana: si contenta di non essere da solo ad essere voltagabbana.
"La mia coerenza è dimostrata dalla costante rielezione al consiglio comunale", dichiara di solito pomposamente, non intendendo, il povero voltagabbana, che per ottenere la rielezione la coerenza non è un elemento essenziale, essendo sufficiente un'attenta azione di fidelizzazione degli elettori con una buona azione clientelare, sbrigando piccole faccende e creando situazioni di riconoscenza personale; lontanissimi, quindi, da quella azione di governo che, invece, è etica e morale solo quando mira a creare un sistema che consente al cittadino di avere soddisfatti diritti anziché pietire il "piacere" del politicante o del voltagabbana sbrigafaccende di turno.
Dopo l'"Ateo devoto" di Giuliano Ferrara abbiamo, quindi, il "Voltagabbana coerente modicano".
Non vi è, quindi dubbio che per i sostenitori della teoria di Darwin la catena evolutiva può completarsi anche nello "Zonno intelligente"?