Può un fascista sentirsi tradito da un comunista?
Il nostro pezzo scritto mentre ancora non ci sono noti gli esiti delle elezioni sarà letto, invece conoscendone i risultati e, quindi, i vincitori.
Noi, comunque, che siamo in politica testimoni di una visione del mondo e non "tifosi" di una ideologia sappiamo che i vincitori di queste elezioni non sono né Rutelli né Berlusconi, ma un modo di far politica al quale non si sottraggono neanche coloro i quali si sono presentati al grido di "avanti popolo contro l'uno e contro l'altro". Tutta la campagna elettorale sta li a dimostrare che esiste un "modo" che è espressione di una stessa cultura che non ha alternativa. Esiste da un lato una ricchezza spropositata delle quale i comunisti del libero mercato si accorgono solo ora e dall'altro non una contrapposta voglia di una più onesta redistribuzione del reddito nazionale ma un gran desiderio di "leviti tu ca' mi ci mettu iu" e magari al momento si tenta di iniziare la scalata iniziando con le scarpe da un milione.
Qualcuno ci ha rimproverato la presenza nei nostri interventi di un anticomunismo viscerale e, quindi, di conseguenza, in virtù del vecchio schemino comunista siamo stati collocati d'ufficio con Berlusconi. E questa volta costoro hanno detto la verità considerato che questa folle e democraticissima democrazia non ci consente più di votare per un'idea e, quindi, il vecchio schemino da culturale è divenuto una regola ed uno strumento del sistema cui non ci si può opporre, cosicché non essendo possibile votare per un'idea si è costretti a votare almeno contro qualcuno. Infatti, non è vero che si può essere indipendenti dai due poli poiché dovendo uno dei due governare, noi da terza posizione con il nostro atteggiamento elettorale comunque favoriremmo uno dei due e, quindi, ci sia permesso di scegliere almeno il tipo di puzza con la quale convivere.
E' vero che esiste la possibilità di assuefarsi alla puzza, ma noi siamo certi di non cadere in questa pur umana condizione perché ci siamo attrezzati con eccellenti filtri depuratori come Julius Evola, Stefano Zecchi, Pier Paolo Pasolini, Sombart, Codreanu, Ernesto Che Guevara, Alce Nero, Platone, Borges e tanti altri …, eretici come Ricci e Spirito che dalla puzza liberaldemocratica volevano uscirne con una posizione antagonista che i comunisti, dimostrando di essere una costola adamitica del sistema capitalistico ed un suo naturale parassita hanno rinunciato di costituire.
Parassita nel senso pieno e biologico e cioè che vive fino a quando esiste un capitalismo vivo e morirebbe con esso se una seconda (non terza) posizione si affermasse.
Noi siamo figli di una visione spirituale, anticapitalistica, antiborghese, proletaria e comunitaristica che per tanti anni ha cercato di creare un fronte culturalmente antagonista, ma siamo stati sconfitti, da una visione comunista falsamente anticapitalistica, fondamentalmente borghese appartenente allo stesso albero liberaldemocratico del quale ha le stesse radici e le stesse funzioni che ha u masculinu negli alberi del carrubo o del pistacchio.
Il sistema è perfetto perché ha nel suo seno quanto serve; tutto ciò che serve: Idea principale (liberaldemocrazia) e sua contrapposizione (sinistra comunista). Lo scopo, in via di avanzato perfezionamento, è quello del politicamente corretto che sta codificando un pensiero unico da fine della storia e cioè creare un sistema che si presenti apparentemente esaustivo e completo con dei confini culturali oltre i quali deve sembrare non esista null'altro. Capitalismo e comunismo in pratica si son detti: il potere e la cultura che serve per mantenerlo è cosa nostra.
Il tutto avviene nella piena consapevolezza che ormai il popolo dotato di un'anima, un sentire comune un forte senso di appartenenza è stato trasformato in un corpo elettorale manipolabile, rincoglionito campo di esperimenti, ormai convinto che £.199.900 non sono 200.000 ma sono qualcosa di più vicino alle 100.000 lire, al quale con successo si può offrire nei manifesti una spalla ad un Berlusconi o ad un Di Pietro, come esempio di amicizia dei potenti, immagini che costituiscono una forte rivalutazione di quei villani della Contea di Modica, o di quei poveri braccianti che in piazza San Giovanni furono costretti a porsi co' tascu dietro le spalle davanti al signorotto di turno per chiedere un giorno di lavoro per sfamare i propri figli.
Negli anni cinquanta è vero solo i comunisti intervennero per difendere questi nostri padri di piazza San Giovanni, ma è altrettanto vero che ora sappiamo, per come si comportano adesso; ora a Modica dopo quasi nove anni di gestione comunista e di alleati peggiori di loro, ora, dicevamo, sappiamo che anche negli anni cinquanta costoro erano dalla parte del signorotto, e u tascu di quella povera gente è servito ai compagni per arrivare al potere.
E' vero, da queste immagini di piazza San Giovanni dove il signorotto ha assunto varie sembianze, come il caporale di Totò, nasce, lo confessiamo, qualcosa di viscerale specie se fissiamo i nostri ricordi nel 1985 quando nostri amici di infanzia, dirigenti allora ed ora della sinistra comunista, ci rimproverarono che con la nostra presentazione nelle liste del Movimento Sociale Italiano, per la elezione del consiglio comunale, avevamo tradito il partito dei nostri padri operai. I nostri padri dall'aldilà ci stanno osservando e certamente ora posseggono strumenti cognitivi e sapienziali adeguati per verificare chi dei loro figli ha tradito.
Non esistono alibi. Sfogliando il carciofo comunista e liberandolo man mano dalle "foglie" delle prese di posizioni contingenti, di quelle delle frasi fatte, da quelle definite strumentali o dettate da necessità di vincere per poi affermare i principi, da ammiccamenti creati dalle situazioni e così via, alla fine nel suo centro non appare il contadino scamiciato che torna sereno e tranquillo dal campo dopo una giornata di lavoro ma appare un signorotto con baffetti cravatta e scarpe da un milione con il biglietto Roma Londra e ritorno.
Berlusconi è ricco perché non può non essere così. Chi detiene i mezzi di produzione è naturale che si arricchisca come è naturale, se il sistema non riceve correttivi, che dalla ditta individuale si passi all'oligopolio e poi al monopolio. Di cosa ci si meraviglia se poi esistono persone che in un'ora guadagnano quanto una famiglia normale guadagna in un mese?.
Solo lo stato sociale consente che la ricchezza che viene prodotta dal possesso dei mezzi di produzione e (ora più che mai) dalla ricerca tecnologica, si riversi su tutta la comunità nazionale, fuori da questa ipotesi è naturale che sia il privato ad arricchirsi. I comunisti sono anche responsabili della fine delle nazioni quando anziché porsi a favore di un sano nazionalismo lo combatterono: loro teorizzarono ed organizzarono l'internazionalismo politico ed il potere economico le multinazionali.
Berlusconi moralmente è ineccepibile perché è il simbolo e l'archetipo che i comunisti hanno definito e lottato per ottantaquattro anni, è il figlio naturale di un sistema: nessun elemento è assente, nessuna contraddizione. I comunisti sono moralmente esecrabili: goffe scimmie di un mondo che volevano distruggere
***
Le stesse radici culturali dei due poli non contrastano con la violenza che ha caratterizzato la campagna elettorale, infatti, tale violenza ci dice che la politica è degradata non ad interessi trascendenti ma a puri interessi di potentati economici e di potere, e la nostra posizione chiaramente anticomunista vuole onorare i milioni di morti che l'idea comunista ha disseminato nel mondo dal 1917 in poi, pari solo alla solo più nota violenza nazista, in secondo luogo deriva dalla constatazione che riteniamo le tecniche commerciali applicate da una delle due parti per imbonire gli italiani meno pericolose dalle tecniche adottate dai comunisti basate sulla mistificazione della realtà, sulla violenza, sulla lotta (eufemismo di odio) di classe, sulla menzogna eretta a sistema che oltre che provocare un ambiente non agibile politicamente ad altre posizioni, nei fatti degradano in termini che potrebbero essere irreversibili i valori dell'uomo quelli più autentici che la Tradizione ha stratificato … nel suo DNA e Dio ha trasmesso nel suo soffio di vita.. Ma questo sarà oggetto di ulteriori future riflessioni
(chiuso il 10 maggio 2001)
Modica Carmelo