Un ponte sullo stretto di Messina ci farebbe arrivare prima a Piazzale Fabrizio
A leggere dell'unanimità che esiste attorno alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina sembra che i 60 minuti circa di tempo in più che il viandante da Villa San Giovanni impiega per raggiungere L'Istituto professionale "Grimaldi" di Modica in Piazzale Fabrizio sembrano gli unici "di troppo" a quel incredibile stuolo di studiosi, onorevoli e senatori che in quell'Istituto si sono dati appuntamento per "adottare" il Ponte (La Sicilia del 12 gennaio 2001).
Costoro facendo riferimento alla provincia iblea in particolare, dopo ampia discussione hanno sottoscritto il presente documento:
I convenuti:
Vista l'avvenuta realizzazione dell'aeroporto di Comiso;
Vista l'avvenuta realizzazione dell'autostrada Siracusa Gela;
Visto l'avvenuto potenziamento delle ferrovie , con il raddoppio delle linee ferrate, la riapertura di tutte le stazioni ferroviarie ed il ripristino della vecchia linea Vittoria-Roma alla quale si è aggiunta anche la Ragusa-Milano, linee ormai tutte elettrificate e raddoppiate ;
Vista l'avvenuto raccordo intermodale tra i porti ed il sistema di trasporto terrestre sia ferroviario che autostradale;
Visto che analogo potenziamento è avvenuto anche per le provincie interne e più periferiche della regione;
Visto che la Sicilia grazie all'efficienza dei trasporti interni è invasa dai turisti 12 mesi l'anno e che tutte le risorse naturali e culturali dell'isola sono disponibili e facilmente fruibili, tanto che c'è il pericolo che i turisti possono annoiarsi e che quindi il ponte potrebbe essere una ulteriore attrattiva.
Dichiarano con estrema fermezza
Non poter ulteriormente sopportare questa perdita di tempo nell'attraversamento dello stretto di Messina.
****
A noi sembra che, nelle attuali condizioni, realizzare il ponte sullo stretto sia fuori da ogni logica economica, spendere tanti soldi per guadagnare 60 minuti (sappiamo che non si guadagna solo questo) quando con molto meno si possono guadagnare ore ed ore nei movimenti interni alla Sicilia, allora cosa spinge a proporre una simile realizzazione? Vogliamo fare una analisi costi benefici in tal senso?
Noi siamo del parere che la spinta verso questa insensatezza sia per buona parte banale: basta che un politico proponga la realizzazione del ponte che l'altro subito, per non farsi superare, l'appoggi e la proponga in termini più veri (una sorta di a chi la spara più grossa). Una seconda motivazione invece è culturale, più profonda e più furba ed è di classe politica: coprire o annebbiare la mediocrità dimostrata con l'incapacità a migliorare i trasporti "dentro" la Sicilia, con il genio e la grandezza insita nella proposta di un'opera maestosa come il ponte sullo stretto.
***
Noi non riteniamo che questa classe politica, per certi versi sarebbe forse meglio dire questa concezione politica, possa ispirare una progettualità di questo tipo, lo ha scritto Portoghesi in maniera chiara lo ha fatto capire Zecchi nel suo artista disarmato.
Giorni fa sul corso abbiamo chiesto ad alcuni amici: cosa realizzereste a Monte Serrato capace di divenire simbolo dei nostri tempi e con una carica evocativa per i nostri eredi simile a quella che i nostri padri hanno lasciato a noi con il Castello dei Conti di Modica dalla parte opposta?
Varie le risposte, compresa quella saggia di lasciare le cose come sono: groviglio di antenne. Passava in quel momento un nostro stimatissimo concittadino che sentita la domanda ci lasciava velocemente suggerendo perentorio e con decisione: un grandissimo s…… di 30 metri.
Quale monnezza?
Noi riteniamo che le cronologie siano lo strumento più valido per individuare, nei procedimenti amministrativi, tempi e responsabilità. Una cronologia è riprodotta in un grandissimo tabellone davanti alla facciata della basilica di Noto. Essa consente a tutti i cittadini in ogni periodo di sapere in quel momento chi è il responsabile dell'eventuale dolce non far niente.
Qui di seguito abbiamo deciso di parlare dei rifiuti solidi urbani di Modica con una cronologia realizzata sulla scorta delle notizie pubblicate dalla La Sicilia dal 11 gennaio al 7 febbraio. I corsivi sono nostri:
11 gennaio. Tutto comincia perché il Comune di Modica ha notificato ai cittadini un aumento del 54% della tassa RSU. Non esisteva nulla che potesse far prevedere ai nostri politicanti una simile conclusione.
17 gennaio Meno Rosa ex assessore attribuisce ad alcuni consiglieri comunali la responsabilità dell'aumento della RSU per non aver scelto tra gli otto siti da lui proposti quando era assessore. Non sarebbe stato corretto dimettersi per tale motivo anziché aspettare di essere cacciato per tirare fuori tutte le magagne?
26 gennaio. Il consiglio comunale di Scicli disapprova lo scarico dei rifiuti modicani e si riserva di coinvolgere la cittadinanza. Peccato che quella non è un'amministrazione del polo sarebbe bastato dire: eccoli i soliti fascisti..
28 gennaio. Il Sindaco di Scicli, con l'appoggio del suo consiglio comunale, chiude i cancelli della discarica ai camion di Modica perché non hanno pagato le fatture. Il Comune di Modica para la botta dicendo che ha smarrito le fatture. Qualcuno vuole dire che non siamo geniali?
31 gennaio. Il Comune di Modica paga 187 milioni dei novecento che deve ed il Sindaco di Scicli riapre i cancelli. Con l'occasione il Comune di Modica lamenta che il prezzo è alto. Che stile. Ci si accorda e poi al momento del pagamento ci si lamenta del prezzo alto. Come a dire che al momento della convenzione o ci stavano fregando o avevamo in mente di non pagare.
2 febbraio. I sindacati, con molto senso di responsabilità, chiedono al Sindaco di individuare un possibile sito provvisorio per evitare un ulteriore incremento dei costi. Il Sindaco accetta. Come poteva il sistema Comune pensare una cosa del genere considerato che era una proposta completamente nuova ed innovativa?
7 febbraio, Il Sindaco di Modica trasmette al Consiglio comunale l'elenco di otto possibili siti per scegliere tra essi un sito provvisorio. E qui chiudiamo il cerchio perché è la stessa proposta fatta tempo fa dall'assessore Rosa, possiamo cominciare daccapo! Ma il cerchio, occorre dire non si è chiuso con dentro uno spreco di anni, perché vi è una novità. Pare che alcuni partiti pensano di utilizzare una petizione popolare per scegliere il sito che seppure provvisorio tutti sanno che si tratterebbe di una provvisorietà permanente. Ovviamente chi dovesse ritenere che si fa ricorso ad una petizione (o referendum) popolare perché l'Amministrazione di Modica è incapace di adottare una decisione sa di dire chiaramente il falso perché questa Amministrazione ha dato sufficienti prove di decisionismo (un vero e proprio "lampa e stampa" in tutte le cose) ed ora vuole anche dare una ulteriore prova di autentica democrazia.
I verdi criticano il Sindaco di Scicli per la chiusura dei cancelli della sua discarica. Ovviamente si tratta dei verdi di Modica che in qualche modo sono in giunta, perché quelli di Scicli, invece, sono contentissimi di ricevere nel loro territorio i rifiuti dei modicani specie quando constatano che l'Amministrazione di Modica ha per ben otto anni tenuto il problema in evidenza (e c'è riuscita) e tutto, ma veramente tutto, è stato fatto per risolverlo… ma chi si poteva immaginare tanta sfortuna?.
Un breve colloquio con il Segretario generale della CSL Tonino Frasca
Per fare il punto della situazione sull’economia e l’occupazione della provincia di Ragusa abbiamo avuto un colloquio con il Segretario Generale della Cisl Tonino Frasca che si è detto convinto che il sindacato ha necessità di riadeguare il suo ruolo ad una situazione completamente diversa che parte dalla dell’esigenza di puntare su nuovi contesti di lavoro, incominciando dalle risorse di cui dispone il territorio ibleo come i beni culturali , il turismo e le attività connesse , da gestire in tandem mediante società composte da soggetti pubblici e privati .Il problema del lavoro - ha aggiunto - deve essere la vera sfida dei prossimi mesi - , tenuto conto che – il tasso di disoccupazione ha ormai raggiunto livelli drammatici -, per cui – migliaia di lavoratori vivono momenti difficili.
Il Dirigente cislino fa presente , in particolare, che – nel nostro territorio esistono i disoccupati, ma manca il lavoro -, e rileva che occorre combattere anche contro chi pensa che sia possibile , ancora una volta, spostare migliaia di lavoratori dal sud al nord del Paese , là dove esiste il lavoro.
Frasca è convinto invece che – occorre una stagione di impegno eccezionale , un “patto” per attirare gli investimenti produttivi che consentono di aprire quel circolo virtuoso dell’economia che crea “ nuovi lavori”, sottolineando che “è necessario rendere interessante questo territorio dal punto di vista turistico , valorizzando i beni culturali di questa provincia , incentivando la nascita di “micro- imprese” pubblico – private per renderli fruibili,-. Ponendo in tale direzione – a livello di priorità la vertenza trasporti, in maniera unitaria, perché è nei collegamenti e nella loro rapidità ed affidabilità che si gioca il futuro di questo territorio-.
Sotto l’aspetto strategico, Frasca considera – anche necessario un cambiamento di cultura con un sindacato che deve avere il coraggio di contrattare forme di flessibilità di orario e salario , quando un imprenditore si dimostra disposto ad investire per creare nuova occupazione -. Considerato oltretutto che quest’ultima – esige che le strutture scolastiche siano adeguate alle esigenze del mondo del lavoro-. In buona sostanza – il sindacato deve farsi carico di quelle nuove povertà che “colpiscono soprattutto le nuove generazioni ma anche quanti hanno perso un posto di lavoro e non trovano più occasioni di occupazione.
Ma quali sono le linee guida nell’azione del sindacato?.
R: - da tempo stiamo tentando di far crescere la consapevolezza che è possibile ridisegnare un nuovo sviluppo del territorio, se tutti i soggetti di questa società fanno la propria parte; dare ai tanti giovani e ai disoccupati la fiducia, la speranza e la consapevolezza che possiamo farcela e superare queste difficoltà..
Un lavoro sinergico del mondo imprenditoriale, dei soggetti sociali e delle istituzioni locali , è la condizione indispensabile per cambiare e guidare le trasformazioni.
Dal Congresso della Cisl ragusana del 97 è venuta fuori una proposta di percorsi possibili per realizzare quanto affermato. Su questi obiettivi ci stiamo muovendo con l’intento di difendere i posti di lavoro e per crearne altri.
D: - Il Patto Territoriale. Questo strumento è valido oppure ha esaurito la sua funzione propagandistica?
R: - In tanti nel passato hanno lamentato un sistema di programmazione centralista che penalizzava e travolgeva le vocazioni di un territorio o il più delle volte dimenticava aree geografiche del Paese.
I percorsi sin qui compiuti hanno lasciato tanta amarezza per il non avere capito fino in fondo l’importanza di una programmazione dal basso dello sviluppo del territorio, qual è appunto lo strumento del Patto Territoriale.
In molti hanno lavorato sin dal primo giorno per distruggere quanto veniva fatto il giorno prima.
Va detto che le risposte dei tanti imprenditori hanno evidenziato la voglia di fare impresa a Ragusa.
Comunque, alla fine , pur se in maniera ridotta e con tantissimo ritardo il Patto Territoriale vedrà il via.
D: - Per il Patto Territoriale quale potrebbe essere una strada percorribile?
R: - Senza dubbio quella di accelerare i tempi per portare a compimento i progetti rimasti. Costituire subito la società di gestione del Patto con una assunzione seria di responsabilità delle istituzioni.
D: - Le infrastrutture. Quale il contributo che il sindacato può dare?
R: - Abbiamo elaborato una proposta unitaria che è stata presentata nel dicembre 96 in un apposito convegno interprovinciale e consegnata al Presidente della Regione Siciliana.
Ci stiamo sforzando di sollecitare a tutti i livelli istituzionali un’azione forte che dia finalmente l’impulso necessario.
D: - Quali sono le iniziative che la Cisl di Ragusa intende attuare nei prossimi mesi?
R: - La Cisl ragusana presenterà una nuova proposta di azioni possibili per affrontare i problemi dei lavoratori e dei disoccupati e per dare un segnale forte, la nostra iniziativa vedrà la partecipazione della Segreteria nazionale della Cisl.
In questa ottica ci impegneremo affinchè l’ENI non consideri la provincia di Ragusa estremo lembo di questa Italia, perché essere al centro del Mediterraneo deve essere elemento di sviluppo.
Crisi dell’occupazione e ricerca di “nuovo” lavoro restano i termini della sfida con la quale deve fare i conti il movimento sindacale ibleo che , al di là delle vertenze lasciate ancora aperte prima della pausa estiva ( Ibla SpA ), deve anche individuare una strategia di risposta alla crescente ed insoddisfatta domanda di lavoro che c’è in provincia, soprattutto tra le fasce dei soggetti in cerca di prima occupazione.
Un’ipotesi di soluzione che non può limitarsi alle soluzioni tradizionali, anche perché si ha a che fare con i grandi numeri, specie per coloro che finora non sono riusciti nemmeno ad entrare nel mercato del lavoro.
(chiuso il 10 marzo 2001)
Carmelo Modica