ottobre 2008
Antonello Buscema, l'anomalia della politica modicana.
In tutti i modi, attivando tutti i nostri amici e cercando di influenzare anche cattive amicizie, che non abbiamo mai negato né neghiamo di avere, come Terzo Occhio e gli appartenenti del Gruppo Terzo Occhio, in occasione delle ultime elezioni comunali abbiamo propiziato che in Modica si realizzasse un esperimento politico nuovo.
Si suggeriva ad Antonello Buscema di riprendere il contatto diretto con il popolo modicano considerato che il consiglio comunale, al 90% è il risultato di logiche di clan quando non è strumento di un arrogante e sfrontato potere economico.
Le contingenze erano favorevoli: un litigio tra zio e nipote aveva sfaldato un fronte altrimenti invincibile, condanne penali per peculato e 13 avvisi di garanzia per "associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro" avevano messo a nudo una cultura politicamente mediocre che aveva espresso in Piero Torchi Lucifora il peggior sindaco che la storia di Modica abbia mai avuto, sorretta e sostenuta da quella genia malefica dei voltagabbana che ha occupato il nostro Consiglio comunale.
Secondo noi esistevano i presupposti perchè Antonello Buscema al ballottaggio chiedesse direttamente al popolo modicano la vittoria per governare anziché stringere accordi con lo «zio Riccardo», che piaccia o non piaccia è l'emblema di quel fronte politico che ha distrutto la nostra città, e che ha utilizzato l'alleanza con la sinistra nella lotta familiare contro «fratello e nipote».
Si presagiva, ed i risultati del ballottaggio lo hanno poi confermato, la vittoria di Antonello Buscema. Si avvertiva, finalmente il piacere di poter scegliere tra la solare qualità umana di Antonello Buscema e la altrettanto solare mediocrità politica dei suoi avversari, considerati, comunque espressione di quel potere che aveva ridotto Modica nel lastrico.
Si avvertiva il piacere di potere scegliere tra un mondo morale assolutamente irreprensibile ed un mondo politico bacato, privo di ansie sociali, servo del denaro, dell'interesse privato e di clan e preda di spregiudicati ed inaggetivabili (altrimenti ci querelano) voltagabbana. Si avvertiva anche uno scarso interesse dei partiti del fronte delle cosiddette libertà a vincere, forse perchè più degli altri avevano la consapevolezza delle difficoltà di governare perchè essendo stati gli autori dello sfascio economico ne avevano una più esaustiva coscienza.
In arte militare, ma non solo, alla vittoria, comunque ottenuta, segue sempre il consolidamento del successo. Perchè questa seconda fase possa essere avviata occorre che la sinistra acquisti la consapevolezza (o umiltà? Ma è capace di essere umile?) che non ha avuto alcun merito sulla vittoria di Antonello Buscema avendo condotto una un'attività di opposizione in consiglio comunale tanto fiacca e scadente quanto irresponsabile è stata l'attività di governo.
E' anche grazie a questa qualità di opposizione che il vecchio centro destra, quello per capirci che ha espresso i sei anni di gestione Torchi, è passato dal 69,71% del 2007 al 74,44% del 2008 con un incremento, quindi, del 5,73%.
In occasione della elezione del Sindaco Frasca, ventitre anni fa, nel nostro primo intervento in consiglio comunale, nel salutare positivamente, noi missini, la costituzione di una amministrazione di sinistra "dopo quarant'anni di malgoverno democristiano" dicemmo tra l'altro: "...Lei Signor Sindaco, nella sua azione di governo, ha un grande vantaggio: non è difficile governare meglio della Democrazia Cristiana; ma ciò può esserLe di ostacolo considerato che anche il nulla è più di quanto ha fatto la Democrazia cristiana".
Il Frasca che era divenuto di sinistra da appena sei mesi prese timidamente le difese del suo ex partito giudicando esagerato il nostro intervento; la storia successiva dirà che la nostra affermazione doveva essere invece un presagio.
Abbiamo riportato questo nostro ricordo personale solo per dire che psicologicamente Antonello Buscema si trova nelle medesime condizioni, ovvero corre il pericolo del cullarsi sul fatto che è impossibile governare peggio di Torchi, compagni e camerati pentiti.
Esistono tutti i presupposti perchè Antonello Buscema oltre al doveroso ed istituzionale colloquio con il Consiglio Comunale, si rivolga direttamente al popolo modicano che lo ha eletto, rivitalizzi le forze sane della città (che non corrispondono, cari compagni, alle sole forze di sinistra), riprenda lo spirito dell'"esperienza del granaio" del 1993 che solo adesso, sulle rovine accumulatesi da allora, si riesce ad immaginare come sarebbe stato capace di imprimere una svolta fondamentale al modo di governare.
***
Antonello Buscema è una anomalia della politica modicana. Egli non ha vinto perchè il popolo modicano ha creduto che Riccardo Minardo si fosse convertito o che avesse dimostrato discontinuità con la politica fallimentare che aveva contribuito allo sfascio di Modica.
Buscema ha vinto perchè egli impersona la discontinuità morale e politica rispetto al fronte partitico avverso, ma ancor di più perchè lui stesso rappresenta la discontinuità politica anche nei confronti dei suoi più stretti "compagni" di cordata.
Egli è stato votato anche da quel 77% che 15 giorni prima aveva preferito gli affossatori della nostra città.
Egli non è il risultato di una sana politica dell'opposizione contrapposta a quella sconsiderata della maggioranza. Egli è la vittoria di un fronte invisibile che, pur votando il male, a livello ancestrale, ha sentito e sente, il bisogno di pulizia.
Così quasi per incanto Antonello Buscema è sindaco di Modica per meriti personali e non per meriti di partito.
La situazione non è delle migliori ma è certamente esaltante.
Antonello Buscema si trova dentro la Cittadella, assediato da petroliere armate di arroganza alle quali può opporre solo armi immateriali: sobrietà, calma, serietà e bontà tutta cristiana.
Tra gli assedianti vi è chi ramazza e pulisce cannoni e microfoni mediatici. Vi è poi una melma fatta di "sciasciani" «Uomini – Mezz’Uomini – Ominicchi – Pigliainculo – Quaquaraqua». Alle masse sciasciane a Modica si affianca una pletora confusa di servili e mai sufficientemente disprezzati voltagabbana ed una massa di cittadini che potremmo definire quella degli "ob torto collo" inoffensivi padri di famiglia, che pur disprezzando i loro "datori di lavoro" sono costretti a pulire stivali di condannati per peculato e di "caporal cooperative" (caporali da cooperative), micidiali armi politiche del terzo millennio modicano.
E' a questi padri di famiglia che Antonello Buscema si deve rivolgere perchè queste brave persone, costrette a muoversi nella melma, tra le pieghe del bisogno trovino il modo di mandare a fare in c.... i loro oppressori e trovino il modo di riconquistare una dignità violata.
Stia attento Antonello Buscema a quella massa di voltagabbana che tra gli assedianti cercheranno di introdurre nella Cittadella cavalli di legno ma si guardi da almeno quattro (diciamo quattro) cavalli di legno che già dentro la cittadella attendono il buio della notte o anche una sua leggera distrazione per aprire il portone ad una delle tante petroliere assedianti.
In questo primo scorcio di sindacatura Antonello Buscema ha dato ottimi segni: contatti semplici e privi di codazzi e baciamenti di tipo mafioso; buon senso ed attenzione ai concittadini più sfortunati. Ma queste sono doti personali che non ci meravigliano perchè riteniamo di conoscere la persona.
Occorre dare ora i segni politici ed il primo è quello di dimostrare che se ci si vuole opporre alla costruzione di alberghi sulle dune occorre anche che si chiuda la facoltà di Scienze dell'Amministrazione non solo perchè è dispendiosa ma perchè vistosamente incapace di entrare in sinergia con un progetto di sviluppo modicano potenziandone i risultati; e che non si pensi di affidare il difensore civico a simpatizzante della maggioranza come l'incredibile accoppiata Torchi Di Raimondo.
Questi due problemi saranno la vera cartina di tornasole per sapere se siamo oppure no davanti ad una discontinuità culturale, morale e politica con il passato.
Guerra totale ed assoluta ai voltagabbana
Con un libello dal titolo
"I voltagabbana modicani. Dossier su una progenie politicamente malefica"
che stiamo elaborando ed i cui indice provvisorio può essere letto in
http://www.cartabianca.biz
abbiamo deciso di iniziare una continua, inflessibile, tenace, pignola e
sfiancante denuncia di questa "qualità politica".
Una sorta di osservatorio che faccia la storia di questa progenie che ha inquinato la politica modicana e con l'obiettivo dichiarato di scaricare su di essa il giusto disprezzo politico. Vogliamo far perdere la tranquillità a chi vuole affidare alla scarsa memoria dei modicani il loro colpevole voltagabbanare. Parte dell'Introduzione è già disponibile sul nostro sito.