Dialogo aprile2006
Precisazioni necessarie.
Quando per alcuni anni con ferrea costanza si cura una rubrica come la nostra, è naturale che si creano delle sintonie nuove e delle attenzioni che si manifestano attraverso e-mail, telefonate, incontri sulla pubblica via o in altri luoghi. Quando si verifica qualche "acuto", come l'intervento di Carmelo Carpentieri contro di noi, tale mondo si manifesta in maniera più consistente rivolgendoci suggerimenti, critiche ed assensi.
Non potendo rispondere altrimenti ad alcune telefonate, vogliamo solo segnalare che le due lettere di Carpentieri e la nostra risposta saranno quanto prima inserite nel nostro sito www.cartabianca.biz, nel contempo, con "terzo occhio" abbiamo convenuto che saranno anche pubblicate, in appendice al nostro libro "Intervista a Terzo occhio" che sarà distribuito nelle edicole e, se possibile, nei supermercati di Modica prima delle prossime elezioni comunali. Questa pubblicazione sarà anche utilizzata o come sostegno ad una lista civica ed un candidato sindaco che già fanno parte di una giunta ombra che è in itinere, e comunque quale strumento per smascherare la vera natura della dirigenza politica modicana.
Nel sito e nella pubblicazione saranno anche chiariti i motivi per i quali "La Pagina" non ha inteso consentirci, scorrettamente, una replica allo scritto di Carpentieri assicurando che non saranno argomenti deontologicamnete confutabili da nessun direttore responsabile.
Dobbiamo essere grati a F.P che sul quindicinale "La goccia" del 5 aprile scorso, con l'articolo "Riconvertire la facoltà di scienze del governo e dell'amministrazione? L'università deve chiedere risorse al territorio, però deve anche restituire Ricerca e Sviluppo. In caso contrario rischia di trasformarsi in un carrozzone" non ci lascia soli a riflettere su un tema che avevamo, tra le righe, annunciato in passato che è quello dell'università modicana.
E' questo un problema molto delicato perché si potrebbe prestare a facili strumentalizzazioni potendo essere interpretato come una critica preconcetta ed ...ideologica.
Noi all'inizio dell'avventura universitaria a Modica ci ponemmo in atteggiamento di contrasto con chi pretendeva di cavalcare il progetto politicamente, partecipando al Consorzio con poche quote per poi richiamare l'ottocentesco blasone per chiedere al Consorzio più di quanto meritavano tali poche quote.
Ponemmo anche il problema di una oculata scelta del tipo di facoltà, chiedendo che essa avesse la capacità di provocare virtuosi processi sullo sviluppo socioeconomico della nostra città, perchè eravamo, e siamo convinti, che tale scelta dovesse essere l'esito di uno studio scientifico da parte di esperti, che per quanto ci risulta non è stato fatto. L'unico studio che sembra sia stato redatto e del qiuale dovremmo acquisirne copia nelle prossime settimane, sembra non indichi affatto in "Scienze del governo..." la facoltà più adeguata alle nostre esigenze.
Il problema sull'adeguatezza della scelta, secondo noi si sta affacciando ed assumerà sempre più le caratteristiche di una vera battaglia politica e... politicante.
Sul "Quotidiano di Sicilia" del 8/02/2006, Giuseppe Barone, presidente del corso di laurea Scienze del Governo di Modica (Rg) in una intervista giudica buoni i primi risultati, ma non ci fornisce alcun elemento scientifico per giustificare questo ottimismo, perchè nelle sue parole non è presente alcuna analisi costo-benefici capace di giustificare la spesa a carico del Comune. Infatti, non ci sembra che ci si possa accontentare del dato quantitativo (1200 iscritti) nè le frasi fatte tipo "...La completezza dell'offerta formativa..." oppure le belle parole sulle caratteristiche didattiche del corso di laurea che non sono una specificità della Facoltà di scienze del governo e dell'amministrazione di Modica ma anche, per fortuna, dell'università di... Roccacannuccia e di tutta l'università italiana.
In questi casi occorre una severa analisi costi benefici che dia uno spaccato puntuale degli iscritti individuandone: motivi della scelta, città di provenienza, possibilità di lavoro.
Da un punto di vista generale, tali dati dovrebbero essere integrati da proiezioni capaci di farci comprendere, [concretamente] in quale maniera, i risultati generali sono coerenti con le vocazioni del nostro territorio e trarne, quindi, giudizi sull'utilità economica dell'operazione.
Il cittadino modicano ha il diritto di sapere quale è il ritorno economico di una spesa che può essere giustificata solo se tale "ritorno" è superiore a quello che avremmo altrimenti, non potendo sopportare un simile onere solo per difendere un blasone che richiederebbe un'attenzione sempre e non solo quando coincide con interessi personali e di politica partitica spicciola.
Nulla di tutto questo nell'intervista del prof. Barone che ci sembra una pura operazione di marketing.
Mentre stiamo (mattina del 11 aprile) scrivendo, una trasmissione televisiva ospita alcuni politici che stanno commentando i risultati delle elezioni le cui argomentazioni, continuando i temi ed il clima della campagna elettorale, non si discostano per niente dalle "alte" analisi che caratterizzano le relazioni intellettuali degli ospiti della casa del grande fratello.
Gli esponenti dei due schieramenti fanno a gara ad offendere l'intelligenza comune dell'uomo ed il buon senso esibendo il trionfo della disonestà intellettuale e della più incredibile mediocrità come arte e fini del governare.
Il prodotto interno lordo e gli altri indici che nessuno ha compreso cosa siano ma che tutti nominano ci fanno venire alla mente un bellissimo intervento che il senatore Robert Kennedy tenne in una assemblea di economisti a Detroit il 5 maggio 1967 e del quale riportiamo gli stralci più importanti sia perchè questa lettura potrebbe farci capire perchè un anno dopo (4 giugno 1968), candidato alla presidenza degli Stati uniti verrà ucciso ma anche per meglio valutare la mediocrità dei nostri politici.
Disse Robert Kennedy:
“Siamo chiari fin dall’inizio: non troveremo né un fine per la nazione né la nostra personale soddisfazione nella mera continuazione del progresso economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones, né i successi nazionali sulla base del prodotto interno lordo.
Perché il prodotto interno lordo comprende l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine. Mette nel conto le serrature speciali con cui chiudiamo le nostre porte, e le prigioni per coloro che le scardinano. Il prodotto interno lordo comprende la distruzione delle sequoie e la morte del Lago Superiore. Cresce con la produzione di napalm e missili e testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica. Il prodotto nazionale lordo si gonfia con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città; e benché non diminuisca a causa dei danni che le rivolte provocano, aumenta però quando si ricostruiscono i bassifondi sulle loro ceneri […] E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, molte cose non sono state calcolate. Non tiene conto dello stato di salute dei nostri figli, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro giochi. E’ indifferente alla decenza delle nostre fabbriche e insieme alla sicurezza delle nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni, l’intelligenza delle nostre discussioni o l’onestà dei nostri dipendenti pubblici. Non tiene conto né della giustizia dei nostri tribunali, né della giustezza dei rapporti tra noi. Il prodotto interno lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né le nostre conoscenze, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita valevole di essere vissuta; e può dirci tutto sull’America, eccetto se siamo orgogliosi di essere americani”.
Il nostro giudizio fondamentalmente positivo sulla seconda edizione di eurochocolate, anziché promuovere riflessioni operative, così come è successo a noi leggendo gli articoli di Maurilio Assenza e Giuseppe Ascenzo, ha provocato come unica reazione l'averci sistemato a fianco di Torchi.
Dobbiamo constatare che non si riesce ad uscire fuori dallo schemino: "o con noi o contro di noi"; con la conseguenza che su quanto esprime il nostro avversario politico non sono ammesse concessioni positive fosse anche necessario, superare il limite della stupidità e dell'onestà intellettuale.
Noi non sopportiamo questo momento politico che ha commissariato la politica per farci accapigliare sugli aspetti tecnici, burocratici e procedurali delle cose da fare, con dei politici che scippano l'intera dirigenza amministrativa comunale delle funzioni che le sono proprie.
A noi interessa favorire il ritorno della politica ecco perchè più della perfetta realizzazione del piano del traffico per eurochocolate, che qualsiasi mente comune avrebbe potuto concepire, abbiamo elogiato tutto il contesto generale in cui è stata inserita la realizzazione dell'evento.
Noi non possiamo, per partito preso, rinunciare a cogliere quelle poche espressioni politiche che la nostra classe dirigente ogni tanto, con consapevolezza o per distrazione ci offre, per tentare di farle divenire lievito per auspicabili cambi di direzione.
In questa ottica salutiamo con altrettanto calore la sistemazione con basolato in pietra dello spazio antistante la libreria "La talpa", ai piedi di San Pietro, che di per se, certamente, non è dettata da interessi clientelari (come lo sono l'80% dei provvedimenti di questa cultura politica al potere) ma da un'ansia delle cose belle. Questi fatti sono poca cosa ma comunque segni positivi.