Carta bianca aprile 2011

 

 

 

Ruolo politico e ruolo tecnico nel governo della Polizia Municipale di Modica

Intervista a Giuseppe Puglisi, Comandante del Corpo                                               a cura di Carmelo Modica

 

 

 

Se “le stellette stanno a guardare”, vuol dire che esiste un problema di efficienza complessiva che, come è noto anche ai più sprovveduti, dipende da elementi quantitativi (organico, parco auto-moto-mezzi, strumenti per la logistica) e da elementi qualitativi (professionalità, motivazione, formazione, organizzazione e sistema di comunicazione interna ecc.). Se una forza del governo cittadino ritiene di ricorrere ad un manifesto per stigmatizzare la scarsa efficienza dei Vigili urbani dobbiamo pensare  che essa viene riferita a questi secondi elementi e non ai primi?

·       Premetto che in uno Stato democratico e pluralista, ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione. Tuttavia, ritengo che ciò deve avvenire salvaguardando l’onore ed il decoro di ogni Istituzione. In tale contesto non voglio esprimere alcuna considerazione sul contenuto del manifesto a cui lei fa riferimento. Invece, mi pare opportuno sottolineare come nella sua domanda si chiede di analizzare, in sintesi, quello che gli studiosi della materia chiamano analisi swot, costituita da una descrizione  dei punti di forza e di debolezza di un’organizzazione. Sicuramente, per la Polizia Municipale di Modica la carenza di organico rappresenta un punto di debolezza del sistema che viene controbilanciata dall’esperienza e dalla professionalità degli operatori in servizio.

La promessa di rinforzare l’organico del Corpo fatta dall’Assessore il 16 ottobre scorso, ribadita il 25 febbraio successivo, ritiene sia necessario che venga ribadita ancora molte volte oppure esistono possibilità concrete che vi si ponga mano a breve?

·       La risposta va individuata nel contesto normativo di riferimento. Sul punto, si rileva che, ai sensi e per gli effetti del T.U. n. 267/2000, la materia della programmazione del fabbisogno del personale è di competenza della parte politica. Il Comandante della P.M., ai sensi della L. n. 65/1986, L.R. n. 17/1990 e del Regolamento Comunale di P.M.,  ha il compito dell'addestramento, della disciplina e dell'impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo ossia tutti quei compiti che attengono la fase gestionale del Corpo di P.M..

Perfetto Comandante …analoga chiarezza sulla diversità e complementarietà del ruolo tecnico (Comandante del Corpo) e quello politico (Sindaco) non è posseduta dalle forze politiche di governo, se è vero che l’organico del Corpo viene considerato una variabile indipendente sulla strada del buon conseguimento dei compiti d’Istituto dei Vigili Urbani. Io ricordo di un Assessore che in testa al corteo religioso in occasione della festività di San Pietro con una ricetrasmittente dava ordini ai vigili urbani di servizio al corteo stesso; ne ricordo un altro, neanche Assessore al ramo, che intervenne su due vigili urbani anziché rivolgersi al Comandante del Corpo. La situazione attuale risulta mutata oppure esistono ancora assessori che sconoscono la elementare norma per cui non possono mai dare ordini o direttive ai singoli vigili poiché  il vigile urbano dipende solo ed esclusivamente dal Comandante?

·       Per correttezza, mi pare doveroso rilevare che la prima parte della sua domanda è frutto di una sua valutazione personale che va rispettata, ma che non condivido. In merito alla seconda parte, devo dire che nella mia esperienza di Comandante della P.M. a decorrere dal 2000 presso il Comune di Rosolini e a scavalco presso il Comune di Ispica non ho mai avuto interferenze del genere a cui Lei fa riferimento da parte dei due Sindaci pro-tempore di quelle Comunità. Tengo ad evidenziare che, eppure,  si trattava di due amministrazioni di colore politico diverso: Rosolini di centro – sinistra e Ispica di centro-destra. Devo dire, con grande onestà, che la stessa cosa è accaduta a Modica a decorrere dal 15 maggio 2008 con la mia immissione in servizio, a seguito di pubblico concorso.

Lei ritiene che sia possibile intervenire sulla buona educazione stradale dei cittadini utilizzando i vigili urbani come “vigili transenna”, vigili dissuasori di sosta selvaggia oppure con le sante contravvenzioni?

·       Ritengo che ciascuno di noi non deve dimenticare quando si parla di “vigili”, “poliziotto”, “dipendente comunale”, etc. che, in primis, con tutte le criticità del sistema, si tratta di lavoratori che meritano il dovuto rispetto come persone umane. Detto ciò, la risposta va individuata nel giusto equilibrio tra l’attività di prevenzione e sanzionatoria della polizia municipale. Non è nostro compito “educare” i cittadini. La nostra attività è quella di dare attuazione al principio di legalità da intendere, secondo l’impostazione dominante degli studiosi in materia, non in senso formale, ma sostanziale ossia tenendo conto, oggi, dei nuovi canoni o standards dell’agire amministrativo.

Lei ritiene che il cittadino muterà comportamento fino a quando sa che non sarà mai contravvenzionato se non “vede” una divisa?

·       L’auspicio è che in ogni comunità civile ogni cittadino acquisisca la coscienza che il rispetto delle regole è un principio che aiuta a crescere la stessa comunità. Purtroppo, ma questo accade in tutte le comunità, ciò non sempre avviene. Si può, comunque, operare sui ragazzi. Infatti, ad esempio, il Comando della P.M. di Modica, attualmente, è impegnato a tenere corsi di educazione stradale presso le terze classi delle scuole medie inferiori.

E’ pur vero che l’educazione del cittadino è l’obiettivo primario; ma non vi è dubbio che nelle more che essa maturi bisogna pur governare il problema ed anche la contravvenzione ha uno scopo educativo ma direi anche di giustizia tra chi si comporta bene e chi no; tra quest’ultimi esistono infatti i distratti ma anche gli strafottenti.

·       Lei coglie un aspetto importante che viene condiviso da chi parla. Infatti, non dobbiamo dimenticare che ogni operatore della P.M. (così come tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine) è tenuto ad applicare le sanzioni previste in riferimento alle diverse fattispecie. Milita, altresì, a favore di tale modus operandi ragione di giustizia sostanziale che, tra l’altro, trova fondamento nel precetto previsto dall’art. 3, comma 2,  della Costituzione.

E’ giustizia tollerare per anni la sosta in zone vietate e poi, a seguito di ingorghi di cui quelle vetture non sono responsabili, o per incidente stradale, far valere un divieto che non si fa mai rispettare?

·       Non so se Lei si riferisca a qualche episodio particolare. In linea di principio ritengo che intervenire solo poche volte non mi pare sia una soluzione corretta. Tuttavia, preciso che la circostanza che nella strada X vi sia allocata una segnaletica, come principio generale, vada rispettata.

Il vigile urbano che dal cittadino che sulla soglia della caffetteria, con l’auto lasciata in doppia fila, sta sorbendo un caffè, con il fischietto ottiene il suo “calmo” allontanamento, per poi ripetere la stessa scena pochi minuti dopo con altro cittadino e così via, sta operando attività di prevenzione, disciplina la sosta in doppia fila oppure esercita una omissione di atti d’ufficio?

·       Sarebbe troppo facile dare la risposta da un punto di vista strettamente giuridico. Vorrei, comunque, ricordare che l’art. 43 CdS prescrive, tra l’altro, cheGli agenti, per esigenze connesse con la fluidità o con la sicurezza della circolazione, possono altresì far accelerare o rallentare la marcia dei veicoli, fermare o dirottare correnti veicolari o singoli veicoli, nonché dare altri ordini necessari a risolvere situazioni contingenti, anche se in contrasto con la segnaletica esistente, ovvero con le norme di circolazione”. Quello che bisogna evitare sono gli abusi.

Ottimo riferimento che però, per fortuna, ha come scopo solo la fluidità e la sicurezza della circolazione e non certamente quello di garantire al cittadino modicano di sorbire il “caffeuccio”, mentre gli altri utenti a causa della macchina in doppia fila sono costretti a realizzare un doppio senso unico alternato. Ad ogni buon fine le mie domande vanno oltre la contingenza stessa della domanda perché ritengo che esiste un problema di “sudditanza politica” nei confronti di una classe dirigente arrogante ed impreparata che mal interpreta la distinzione tra ruolo politico e ruolo tecnico nel governo del Corpo dei vigili Urbani. Una ulteriore prova lo è un recente comunicato del PD, forza di governo, in cui si sostiene (fonte radiortm.it)   che il mercato rionale di Modica Alta “deve essere regolamentato in modo tale che tutti gli operatori paghino le occupazioni di suolo pubblico, che siano garantite le vie di accesso per i mezzi di soccorso e i servizi igienici, che i vigili urbani controllino e multino gli abusivi e coloro che lasciano rifiuti di ogni genere, imbrattano le strade, bloccano i residenti e i passi carrabili. Solo in questo modo Modica Alta potrà ritornare ad avere, come è giusto che sia, il suo mercato nell’interesse degli esercenti e degli operatori, nel rispetto delle regole, dei diritti dei cittadini e, in particolare, dei residenti”. Mi sembra che non ci vuole molto a capire che indirettamente il PD , per il passato, accusa i Vigili urbani di omissione di atti d’ufficio.

·       Egregio dottore non è mio compito entrare in valutazioni politiche che, comunque, non mi competono e sono estranee al ruolo che ricopro al Comune di Modica. Tengo, comunque, a precisare che, per mia formazione, umana e professionale, ho sempre tenuto come unico parametro di riferimento nell’ambito del ruolo ricoperto quanto asserito dall’art. 98 Cost. che  afferma che “i pubblici impiegati sono al servizio della Nazione” ossia della comunità in cui sono chiamati ad operare. Ciò vuol dire, in sintesi, che il mio compito è quello di dirigere il Corpo della Polizia Municipale di Modica e, con il contributo di tutte le unità, cercare, con le diverse difficoltà, di adempiere a tutti i compiti che la legge affida alla Polizia Municipale.

La piazzetta “F. A. Belgiorno” (sulla sinistra della scalinata della chiesa di S. Pietro) è sistematicamente occupata da qualche macchina; suppongo che siano state verbalizzate in quel luogo moltissime violazioni.

·       Ha proprio ragione. Di ciò mi sono reso conto personalmente nei giorni scorsi. Ho potuto constatare che sono andato a trovare i colleghi assegnati in quella zona, i quali mi rappresentavano di aver elevato diverse violazioni. Preso atto di ciò, ho invitato i colleghi a prendere il caffè. Ebbene, dopo pochi minuti, abbiamo trovato altre vetture in divieto di sosta. Ciò per dirLe che occorre veramente puntare sul senso di responsabilità di tutti.

E’ possibile sopportare che a chi provenendo da S. Maria debba essere impedita la rapida svolta verso S. Pietro perché lo ”smussamento” del marciapiede è occupato da un’auto che i maldicenti dicono appartenere a qualche amministratore?

·       Non so e non mi interessa sapere se la vettura a dire dei “maldicenti” appartenga o meno a qualche amministratore. Il mio ed il compito del Corpo della P.M. non è questo, ma quello, con tutte le difficoltà possibile, di essere, come prescritto dalla Costituzione, al “servizio” della Nazione da intendersi nelle sue diverse articolazioni territoriali che nel nostro caso coincide con la città di Modica. E’ vero che lo “smussamento” del marciapiede è spesso occupato da vetture che vengono sistematicamente contravvenzionate dal Comando di P.M. e che spero, tramite questa intervista, si faccia maturare l’idea di un maggior senso di responsabilità, nella diversità dei ruoli,  da parte di tutti i membri della nostra comunità

L’organico del Corpo dispone di una quantità di Ispettori, che indossano il grado di “tenente” decisamente inadeguato all’organico degli appartenenti ai gradi inferiori, tanto che è usuale parlare di un “esercito di generali senza truppa”. Questa situazione non è un ulteriore motivo di “forte disagio operativo”, dovendosi muovere tra una “mortificazione del grado” e le aspettative di carriera che nella norma prevede anche una “crescita” di responsabilità e qualità dell’azione di comando con le conseguenti gratificazioni personali di chi aumentando di grado spera di mutare anche le funzioni in quella catena formativa che si consolida tra neo assunti e veterani?

·       Nel sotto indicato quadro, Le rappresento distinto per profili professionali e categoria, qual è il numero di unità previste per la Polizia Municipale nella dotazione organica ed il numero delle unità attualmente in servizio.

Profili professionali

Categoria

Numero unità previste nella dotazione organica

Numero unità in servizio

Comandante P.M.

Dirigente

1

1

Funzionario direttivo di vigilanza

D3

3

2

Istruttore direttivo di vigilanza

D1

39

33

Istruttore di vigilanza (agente)

C

28

3

Amministrativo

C

1

1

Ausiliare del traffico

B3

7

6

Addetti segnaletica (operai)

B

4

2

 

 Conclusasi questa intervista intendo esprimerLe i miei ringraziamenti per l’interessamento dimostrato verso l’Istituzione che rappresento.  

Sono io a ringraziarLa per la pazienza e la disponibilità dimostrata. Devo, inoltre, evidenziare la pacatezza delle risposte. Sono lieto del risultato perché le Sue risposte tecnicamente ineccepibili sono anche un esempio di corretta interpretazione del proprio ruolo istituzionale. Ciò, comunque non impedisce ai lettori di DIALOGO di andare oltre le Sue risposte e le mie domande per potere emettere i giudizi più adeguati relativi alla qualità della classe politica modicana.

Buon lavoro Comandante.