A Sabaudia il “Dialogo con le comete” del poeta Giovanni Occhipinti

 

Quel mistero dell’affresco cosmico

 

 

C’è un’aura attorno alle parole. Non sempre è facile coglierla. La parola è comunicazione, ma anche embrione fluttuante del pensiero poetico. Apparentemente sembrerebbe che avvenga quanto Goethe lamenta in un verso del Faust: “Dar Wort erstirbt schon in der Feder”, cioè la parola muore già sotto la penna, l’incandescenza dei suoi significati parrebbe spegnersi nello stampo freddo dello scritto. In realtà, la parola proprio nel momento in cui è cristallizzata nella pagina, comincia a vivere, a presentare scenari del tutto inaspettati e sconosciuti. E’ questo il punto di partenza da cui trae linfa vitale l’opera letteraria di Giovanni Occhipinti, figlio degli iblei, narratore, saggista e poeta. Al suo attivo numerosissime pubblicazioni. E’ proprio con il suo “Dialogo con le comete” (Sciascia Editore, Caltanissetta 2005, pp. 139) che si inserisce nella terna dei finalisti vincitori dell’edizione 2006 del Premio Nazionale e Internazionale di Poesia “Circe-Sabaudia”, tenutosi lo scorso 20 ottobre in quell’armoniosa cittadina laziale da cui prende il nome. La prestigiosa rassegna culturale, che giunge alla XXVI edizione, rappresenta un punto di riferimento nel frastagliato universo letterario dell’ultimo Novecento. La giuria, quest’anno presieduta da Corrado Calabrò (scrittore e poeta, oltre che noto per i delicati e prestigiosi incarichi istituzionali), ha rilanciato una nuova stagione del Premio che ha puntato i riflettori sui poeti del Mediterraneo intesi “come alfieri di pace in un quadrante martoriato da interminabili conflitti”.

Giovanni Occhipinti è uno dei poeti più arditamente sperimentali della letteratura italiana contemporanea. La sua opera, spezzando il conformismo stilizzante di tanta poesia “del meridione”, si configura come un disegno poematico globale, perennemente in progress, che abbraccia in sé ogni sorta di avventura. La natura raziocinante e appassionata del poeta tende infatti a risolvere il conflitto intellettuale e sensuale che la domina in un discorso sempre in bilico tra epos e durezza epigrammatica, dove le citazioni letterarie e bibliche, le immagini mutuate da scienza, filosofia, natura e vita quotidiana si concentrano, secondo un procedimento fittamente analogico, in brevissimo spazio. Di qui la drammaticità della situazione e del ritmo (il verso, interrotto da a capo, rotture, stacchi e isolamenti di parole), gli incipit colloquiali, l’apparente disar-monia di un linguaggio volutamente aspro e allitterante. Di qui anche il dialogante cammino cosmico che si intravede nella raccolta poetica premiata. “Scendendo nelle sue molecolari scene” – scrive Giuseppe Amoroso – “Occhipinti delinea un canto sibillino, ora rettilineo, ora spiraliforme, da cui emerge una vicenda autobiografica”. Bagliori e improvvisi guizzi di luce costellano un percorso ridondante di “echi di epoche primordiali” e disegnato da “un’oscura geometria” difficile da discernere, ma di salvifico approdo. La penna di Occhipinti appena si posa sulla pagina, non preme, non viola: eppure dà vita ad un mondo di maschere che si anima, svelando e mostrando i suoi peccati in un vorticare di falsi trionfi. Ma vi è pure, remota, “la segreta preghiera che sale dal tempo, vola” dalla mente al cuore trasformandosi in un “cantico di tutte le creature”. Un ineffabile soffio tocca “l’umilitate del poeta, il suo disperato cercare la luce” che si tramuta in quell’esigenza di tuffarsi verso l’inconoscibile “altrove” in una “preghiera-elegia”, rivolta al figlio, prematuramente scomparso, sublimata in quel “…abbracciarti… / Ad abbracciarmi, credendomi te!”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Centro Studi “F. Rossitto” si arricchisce di memorie storiche e letterarie

 

I libri sono frammenti di presente e di memoria, traccia fossile che “ci permette di far ritornare in vita un’immagine”, rievocare un accadimento storico, un pensiero.

Memoria storica e memoria letteraria sono i due comparti di cui si è ulteriormente arricchita la biblioteca del Centro Studi “F. Rossitto” di Ragusa. La struttura, sorta nel 1981 e successivamente riconosciuta tanto in ambito regionale quanto in quello nazionale, è provvista di una biblioteca - inserita nel circuito del Servizio Bibliotecario Nazionale e Regionale - dotata di oltre 10.000 volumi, raccolti nelle sezioni di storia contemporanea (con una sottosezione dedicata alla Sicilia ed alla provincia di Ragusa), Letteratura, Pedagogia e Didattica, Scienza, Economia, Etnologia. L’annessa sala di lettura, con relativa Emeroteca, è disponibile, oltre ai soci, agli insegnanti, studenti e a tutti i cittadini per ricerche e consultazioni.

Le donazioni riguardano il comparto della storia locale, relativamente ad una serie di libri che fanno parte della collezione del prof. Giuseppe Raniolo, attento ed accanito studioso dell’antica Contea, nonché il settore letterario rappresentato dalla raccolta di corrispondenza (epistolario 1967-2006) intrattenuta dal poeta Giovanni Occhipinti con i grandi della letteratura italiana.

Oltre duecento è il numero dei volumi – trattati di storia, letteratura italiana e latina, enciclopedia del “Novecento” nonché numerosi vocabolari – che rappresentano il peso culturale della donazione di Raniolo.

Altrettanto cospicua la mole del materiale cartaceo relativo all’epistolario del prof. Giovanni Occhipinti, narratore, saggista e poeta. Autore di numerosissime pubblicazioni, la sua attività si è distinta nel frastagliato panorama della letteratura novecentesca ottenendo non pochi riconoscimenti in ambito nazionale ed oltre. Diverse le lettere provenienti dall’estero (University College, Cardiff, datata 18/11/1975; University of London, Bedford College, del 4/01/1978). Numerose le comunicazioni riguardanti “premi” letterari conseguiti nel corso delle sua estenuante e brillante carriera letteraria. “Una indagine altamente qualificata sulla poetica italiana degli anni ’60 condotta con un rigore e un’attenzione al sociale scevri da dogmatismi o particolarismi culturali…” è l’incipit della motivazione per il conferimento del 1° premio, “Edicola 1976”, seconda edizione, per il saggio dal titolo “Uno splendido medioevo. Poesia degli anni Sessanta” (lettera di marzo 1976 firmata “Antonio Lalli Editore”; opere esaminate dalla commissione giudicatrice: 265). Diversi anche gli incarichi ottenuti anche in ambito comunale. Si esprime così la lettera, datata 11/08/1970, indirizzata a Giovanni Occhipinti e sottoscritta dall’allora Sindaco, dott. C. Pisana: “Ho il piacere di comunicarLe che questa Giunta Municipale, con deliberazione n. 456 del 25/03/1970, l’ha chiamata a far parte della Commissione di Vigilanza della Biblioteca Comunale della nostra città, quale rappresentante della cultura locale”.

“Ciò è quanto emerso dalle prime risultanze che meritano di essere approfondite anche attraverso un’adeguata inventariazione di tutto il materiale pervenuto”, ha così puntualizzato Pippo Antoci, responsabile del settore organizzativo del “F. Rossitto”.

“Si tratta di due importanti donazioni che rendono immediatamente fruibile un patrimonio culturale e territoriale di particolare rilevanza”, ha dichiarato l’On. Giorgio Chessari, Presidente del Centro Studi “F. Rossitto”, esprimendo viva soddisfazione in quanto tali donazioni renderanno un servizio utile a tutta la cittadinanza rappresentando un grosso bagaglio intellettuale le cui radici affondano nella tanto travagliata storia di questo lembo di Sicilia sud-orientale, culla del barocco e bene dell’umanità.

 

 

 

 

 

 

 

Firmato protocollo d’intesa per sistema informativo museale degli iblei

 

La città di Ragusa è al centro di rilevanti iniziative. Importante protocollo d’intesa è stato recentemente firmato tra il primo cittadino di Ragusa, Nello Dipasquale, intervenuto nella qualità di Sindaco del Comune “capofila” del “PIT2” e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa (rappresentata dalla dott.ssa Enza Cilia Platamone), la Provincia Regionale di Ragusa (firmatario il Vice Presidente, dott. Salvatore Mallia), il Comune di Chiaramonte Gulfi (per questi l’Assessore Salvatore Nicosia), il Comune di Monterosso Almo (rappresentato dal Sindaco, dott. Vito Amato) nonché la Città di Giarratana (firmatario il Sindaco, dott. Rosario Burgio). Il documento - che si inserisce nell’ambito di un progetto approvato dall’Assessorato Regionale Beni Culturali e Ambientali, decretato in data 16/01/2006 e trasmesso all’Ufficio Unico del “PIT 2” con prot. nr. 32887 del 24/03/2006  – dà l’avvio ad una serie di attività inerenti il “Sistema Informativo e la Messa in Rete dei Musei delle Quattro Città”. Il progetto ha, infatti, lo scopo di creare una rete informativa – attraverso l’utilizzo di avanzate procedure telematiche – tra i musei delle quattro città che aderiscono all’iniziativa, rafforzando i circuiti fruitivi e coinvolgendo in maniera interattiva i visitatori che accederanno al data base (costituito da un cospicuo numero di dati e foto dei beni più importanti presenti nei musei iblei) mediante rete internet. La rete museale, che nascerà intorno ad un primo nucleo di “nodi museali” collegati alla struttura di riferimento (centro elaborazione dati), individuata presso l’Ufficio Unico del PIT, è così rappresentata: Ragusa (Museo Archeologico Ibleo, Museo Archeologico di Kamarina e Masseria Tumino dove sarà collocata una specifica apparecchiatura denominata “Totem”); Chiaramonte Gulfi (Museo Ornitologico, Museo dei cimeli storico militari, Museo dell’olio, Museo dello sfilato, Museo degli strumenti musicali e Pinacoteca De Vita); Giarratana (Museo Antropologico a cielo aperto); Monterosso Almo (Palazzo Cocuzza).

La finalità dell’intesa è che il capoluogo ibleo, la Soprintendenza, la Provincia Regionale di Ragusa e i menzionati Comuni, ferme restando le rispettive competenze istituzionali, si impegnano ad operare congiuntamente per utilizzare in modo sinergico i dati e le competenze degli Enti nel campo della divulgazione dei beni culturali relativamente ai musei presenti nel territorio delle quattro Città aderenti. Il citato protocollo è, dunque, indirizzato al conseguimento di obiettivi specifici che vanno dal censimento delle risorse culturali territoriali alla loro “infrastrutturazione” nonché dalla gestione in rete del patrimonio museale alla valorizzazione e fruizione dello stesso in tempo reale. La caratteristica intrinseca di tale strumento multimediale è rappresentata dalla suddivisione tematica per aree di interesse culturale raggiungibili a mezzo di un “Itinerario Museale Virtuale” accessibile dalla rete internet o in locale tramite punti multimediali di informazione posizionati non solo presso i singoli musei ma anche in punti ritenuti strategici per la diffusione al pubblico.

La direzione scientifica del web site è stata affidata alla Soprintendenza di Ragusa a cui è demandato il compito di provvedere, fra l’altro, alla produzione delle foto in formato digitale delle collezioni unitamente ai reperti presenti nei citati plessi museali.

Si tratta, insomma, di uno dei più importanti progetti (“Quattro Città e un Parco per vivere gli Iblei”) che puntano i riflettori su un piano integrato per lo sviluppo sostenibile del territorio montano del “sistema Ragusa” nell’area sud-orientale degli iblei, perla del barocco ed insostituibile bene dell’umanità.

 

                                                                                              Giuseppe Nativo