Diabolik, Tex, Topolino e i Florio si sono incontrati al Castello di Donnafugata.
Ottavo Convegno promosso dal Museo del Fumetto Xanadu di S. Croce Camerina
Nella splendida cornice del Castello di Donnafugata (Rg), luogo di un passato ancora vivido nel cuore degli iblei, si è tenuta un’articolata iniziativa culturale che ha visto come protagonisti tre dei personaggi che hanno affiancato generazioni di ragazzi e che, oggigiorno, trovano riscontro anche in ambiente didattico: Diabolik, Tex e Topolino, le tre icone del fumetto italiano. E’ questa la tematica promossa ed organizzata dal Museo delle Fumetto Xanadu di Santa Croce Camerina (Rg) nell’ambito del decennale della sua fondazione. Nato nei primi mesi del 2000, il Museo rappresenta l’unica struttura siciliana nell’ambito della raccolta e conservazione dei “giornalini” dai primi del ‘900 fino agli ultimi decenni.
Una settimana (dal 21 al 25 settembre) caratterizzata da incontri, scambi culturali, riflessioni sulle tematiche del fumetto, assiduamente seguiti da un folto pubblico rappresentato anche da molti giovani. Numerosi i momenti programmati in cui è stata suddivisa l’intera manifestazione, che ha avuto il patrocinio della Regione Sicilia, del Comune e dell’Amministrazione Provinciale di Ragusa, dei Comuni di Santa Croce Camerina e di Comiso nonché il contributo di numerosi sponsor, all’insegna anche della pittura (il 21 settembre è stata inaugurata una Personale del maestro Giovanni Puglisi, conosciuto in campo regionale e nazionale) e della poesia (la giornata del 23 settembre è stata dedicata alla “Dissertazione sulla poesia” con Antonella Galuppi e Maria Luisa Occhipinti Le Moli). La sezione riguardante il fumetto ha visto la presenza di illustri disegnatori in campo nazionale (Giorgio Cavazzano, per Topolino; Mario Gomboli e Giuseppe Di Bernardo per Diabolik; Roberto Diso per Tex e Mister No; Luigi Corteggi, Art Director della Casa Editrice Bonelli; Luciano Tamagnini come giornalista e critico).
L’iniziativa posta ancora una volta in essere dal Museo del Fumetto si pone al centro dell’attenzione in quanto rappresenta un’occasione per parlare di quella “letteratura disegnata” nell’ambito della quale sono cresciute generazioni di ragazzi. E non solo. “Oggi, dopo parecchio tempo, è stato riconosciuto che il fumetto – spiega Giuseppe Miccichè, direttore del Museo del Fumetto - è in grado di assolvere importanti funzioni nell’ambito della formazione perché capace di veicolare, in maniera semplice ed efficace, messaggi di elevato contenuto educativo. La lettura dei fumetti, si intende quelli di qualità, costituisce uno stimolo fondamentale non soltanto per la crescita intellettuale ma anche per lo sviluppo della personalità dei nostri ragazzi”. Il fumetto, dunque, è visto nel suo aspetto didattico. Le problematiche riguardanti il pianeta scuola si intrecciano con quelle del fumetto. Si tratta di due dimensioni che vanno a confluire in obiettivi culturali comuni, quali il recupero di conoscenze storico-sociali, grafiche e, non ultimi, lo studio di tendenze, pensiero ed evoluzioni di una memoria stratificata nel tempo che può essere letta attraverso le avvincenti storie dei “giornalini”. E’ questo l’obiettivo che la struttura museale, unica nel suo genere in Sicilia ed una delle pochissime in Italia, con i suoi 150 mq di esposizione permanente, si prefigge attraverso l’instancabile attività divulgativa svolta dai coniugi Miccichè – Canto.
Variegati i momenti dedicati alla presentazione di tre concorsi di disegni e la proclamazione dei vincitori delle singole sezioni (l’ottavo Concorso Museo del Fumetto Xanadu, la seconda edizione del Concorso intitolato a “Giannunzio Mandarà, prematuramente scomparso, ed infine il primo Concorso Pedibus estivo città di Comiso), caratterizzati dalla presenza di giovani disegnatori iblei (Biondo, Ferrara, Fornaro) letteralmente assaliti da appassionati e curiosi.
Una delle chicche presentate nel corso delle serate è stato il fumetto “Diabolik al Castello di Donnafugata”, un “albetto” (giornalino in forma tascabile), appositamente creato per l’occasione, contenente l’ultima avventura di Diabolik dal sapore prettamente ibleo.
La serata conclusiva è stata impreziosita dalla presenza della marchesa sig.ra Costanza Afan de Rivera, ultima discendente dei Florio, che ha presieduto alla presentazione del libro “I Florio” (Edizioni Santocono, Rosolini 2010, pp. 112) di Giuseppe Miccichè, sulla “saga” della Famiglia Florio attraverso una forma narrativa accompagnata da illustrazioni e fumetti in un perfetto mixage tra il documentario e disegno. La relazione, interessante e ben articolata, è stata affidata a Mimì Arezzo (già Assessore alla Cultura del Comune di Ragusa). “Il libro – aggiunge Miccichè - è stato studiato in una forma narrativa un po’ diversa dal consueto. Illustrazioni, disegni e fumetti rappresentano la struttura essenziale su cui si basa tutto il contesto storico preso in disamina che si rivolge soprattutto ai ragazzi e ai giovani, in una duplice chiave di lettura. Da una parte la conoscenza dei Florio con tutto quello che rappresentarono per la Sicilia, dall’altra un amore scientemente nutrito per la nostra isola”
La serata si è splendidamente conclusa con il concerto del violinista M° Gianni Renzi - ben coadiuvato dal tastierista Romano e supportato dalla presenza del tenore Corona e soprano Vitti - il quale ha eseguito brani di musica classica e popolare che hanno infiammato l’animo del pubblico.
L’arte e i colori di Cilia al castello di Donnafugata
«Se in un attimo di quiete tendi l’orecchio e la pittura li senti parlare, vieni a sapere dove è nascosto il Dio che è dentro di noi e perché, malgrado i grandi dolori, vale la pena vivere». É Franco Cilia che con la sua inesauribile verve pittorica ha accolto i visitatori che hanno apprezzato le sue tele (oltre cento) esposte nelle scuderie del castello di Donnafugata. La mostra antologica ha fatto registrare un vasto afflusso di pubblico riscontrando notevole consenso anche dalla critica.
Cilia, figlio degli iblei, personalità ricca, varia e poliedrica nei diversi campi delle arti, è ritornato nella suggestiva cornice del castello di Donnafugata per esporre gli intimi percorsi della sua anima pittorica recentemente offuscata dalla prematura scomparsa del figlio Gianluca. É proprio al figlio è dedicato l’intero percorso espositivo. «Colori per il mio Gianluca» è il titolo dato alla mostra antologica che ha l’arduo compito di condurre quasi per mano il visitatore nel solco di un linguaggio artistico gravido di un intenso scavo psicologico verso una bellezza senza tempo in cui sguardo cosmico ed eternità si intersecano in una grazia inesprimibile.
Le vibranti cromie delle tele, che accarezzano l’occhio e il cuore del visitatore, scaturiscono da un «viaggio» dell’anima che Cilia compie insieme a Dante e Virgilio all’uscita della «sotterranea caverna», alla ricerca di quel vento intriso della «speranza di incontrare Dio e il suo perdono» ma soprattutto alla ricerca del figlio «giungendo a lui mentre attraversa la soglia della luce verso la Luce», nella consapevolezza che «la loro separazione è stata soltanto un arrivederci», come avvisa Salvatore Stella nella postfazione al catalogo.
I dieci anni del museo del fumetto
Santa Croce Camerina – Celebrati con un interessante convegno
Questi ultimi anni si sono rivelati, da un punto di vista fumettistico, intensi e vivaci. Numerose sono state le iniziative per ricordare importanti eventi che hanno segnato la storia del Fumetto. Ottanta anni li ha compiuti Topolino, eroe semplice e coraggioso, mentre ha festeggiato il suo sessantesimo compleanno Tex Willer, ancora oggi uno dei più popolari eroi del fumetto italiano. Per non parlare di Diabolik, nato nel 1962, le cui rocambolesche avventure prendono vita attraverso il giornalino in formato tascabile.
É sulla scia di tali eventi che si è inserito l’ottavo convegno avente per tema «Diabolik, Tex, Topolino: le tre icone del fumetto italiano», promosso ed organizzato dal Museo del Fumetto Xanadu di Santa Croce Camerina. É proprio in questa città che opera, da ben dieci anni, una struttura museale, presente anche su rete internet (www.museodelfumetto.net ), unica nel suo genere in Sicilia ed una delle pochissime in Italia, con i suoi 150 metri quadrati di esposizione permanente. Sono i coniugi Miccichè – Canto che mantengono in vita tale impianto che registra, annualmente, la presenza di numerosi visitatori e scolaresche e conta, al suo interno, diverse migliaia di esemplari di “giornalini” che tracciano, in maniera ampia ed esaustiva, il percorso storico del fumetto dagli albori ai giorni nostri.
L’iniziativa è stata ospitata dal 20 al 25 settembre al castello di Donnafugata e ha visto la presenza dei migliori disegnatori in campo nazionale (Giorgio Cavazzano, per Topolino; Mario Gomboli e Giuseppe Di Bernardo per Diabolik; Roberto Diso per Tex e Mister No; Luigi Corteggi, per le Edizioni Bonelli; Luciano Tamagnini come giornalista e critico).
La serata conclusiva è stata impreziosita dalla presenza della signora Costanza A. de Rivera, ultima discendente dei Florio, che è intervenuta alla presentazione del libro «I Florio» (Edizioni Santocono, Rosolini 2010, pp. 112) di Giuseppe Miccichè (direttore del Museo del Fumetto), sulla “saga” della famiglia Florio attraverso una forma narrativa accompagnata da illustrazioni e fumetti in un perfetto mixage tra il documentario e disegno.
Colori e paesaggi svelano l'animo di Salvatore Chessari
«Sono ormai trascorsi quarant’anni da quando Salvatore
Chessari ha iniziato a frequentare il mondo dall’arte; anni di lavoro intenso
prima come gallerista de “Il Gabbiano”, uno spazio in cui sono passati i
maggiori artisti della provincia e dell’Italia intera, in uno scambio proficuo
di stimoli, tendenze e suggestioni; poi, in prima persona, mostrando al pubblico
i dipinti che sino al Settanta egli aveva gelosamente custodito nel segreto del
suo studio. Da allora, Chessari ha intrapreso un’attività artistica ed
espositiva regolare elaborando la sua personale sintesi del nostro paesaggio». È
questo l’incipit con cui Giambattista Veninata, vice presidente del centro studi
Feliciano Rossitto, ha introdotto la serata inaugurale della mostra antologica
di pittura del maestro Salvatore Chessari. L’esposizione, che rimarrà aperta al
pubblico per l’intero mese di ottobre nella splendida location del castello di
Donnafugata, promossa ed organizzata del centro studi in sinergia con la
Provincia ed il Comune di Ragusa, rappresenta l’ulteriore affermazione
dell’anima pittorica di Chessari. È proprio a questa che si è rivolta
l’attenzione del professore Andrea Guastella il quale ha curato la presentazione
del catalogo e la relazione critica esposta in maniera articolata ed esaustiva
alla presenza di un folto ed attento pubblico intervenuto all’inaugurazione del
2 ottobre scorso.
«Spazio, visione: di un paesaggio enorme, privo di confini, dall’estensione
inversamente proporzionale alla profondità», spiega Andrea Guastella,
aggiungendo che «sono questi gli elementi primari della pittura di Salvatore
Chessari; una pittura che, a dispetto di un realismo di facciata, muove da un
netto rifiuto dell’oggettività del nostro sguardo». Il colore utilizzato da
Chessari è «molto più profondo di quanto agli occhi appaia; né potrebbe essere
altrimenti, essendo egli un maestro nella stesura a velature». Oltre i dipinti
del paesaggio ibleo, «non realisticamente interpretato, ma filtrato attraverso
una patina di sogno e di malinconia», emerge la forza visiva ed esaltante dei
fondali marini con mirabili «scenografie liquide» in cui luci e ombre coesistono
in perfetta armonia mentre gli «azzurri» esaltano quella «mediterraneità» del
paesaggio descritta in maniera sublime attraverso la maestria nell’uso del mezzo
pittorico.
Giuseppe Nativo