Modicani l'anno scorso il futuro è cominciato… ma non finisce qui...

 

Un amico dell'Amministrazione comunale di Modica ci ha fatto pervenire la bozza di una deliberazione che l'Amministrazione ha intenzione di adottare prima di Natale.

 

L'Amministrazione Comunale

Visto: il successo che ha avuto il manifesto affisso lo scorso anno quando questa amministrazione ha fatto gli auguri natalizi con il titolo "Il futuro è già cominciato" dove venivano riprodotte sei foto di altrettante realizzazioni tra le quali spiccavano l'incrocio Carpentieri ed una piazza della zona 167

Volendo: proporre quest'anno un simile manifesto dal titolo "Modicani l'anno scorso il futuro è cominciato, ma non finisce qui.."

Considerato: che questa Amministrazione ha sempre improntato la sua azione alla massima democraticità

Indice

Un referendum popolare per scegliere le sei realizzazioni da indicare in tale manifesto. Tra le tantissime opere che questa amministrazione ha realizzato in questo anno che passerà alla storia come quel formidabile anno 2001

L'Amministrazione

ritiene però di indicarne alcune che gli sembrano le più indicative

1-La realizzazione delle panchine terapeutiche in alcune piazze cittadine che misurano quanto questa amministrazione curi il senso della bellezza

2- Completamento della villa comunale già annunciata l'anno scorso ed impedita da forze conservatrici;

3-La soluzione della discarica dei rifiuti solidi urbani che ha consentito di diminuire i costi di raccolta e di conseguenza la diminuzione della relativa tassa che tutti i cittadini hanno potuto fruire;

4-L'aver risolto il problema della puzza di contrada Fiumara richiedendo agli uffici competenti di catalogare tale puzza tra gli odori ammessi e tutelati come patrimonio culturale

5-Avere reso giustizia alla contrada Sorda. Infatti, in base al principio della pari dignità dei vari quartieri tutte le vie della Sorda sono state rese uguali al blasonato Corso Umberto del centro storico. Il progetto è stato iniziato rendendo di pari qualità il traffico.

 

 

 

Lettera aperta ai trenta leoni di Paolo Oddo

Non vi è democratico che non sostenga che una prima caratteristica della democrazia è quella di sottomettere tutto alla politica, considerato che essa attraverso il consenso esercitato con libere elezioni rende il sistema legittimo. Poi chissà perché, come nel caso dell'eliporto, Consiglio Comunale, Sindaco, Giunta e forze politiche pare si lasciano incaprettare dal concorso di norme, Tar, sentenze, pareri di esperti, creando un sistema in cui l'elemento fondamentale, la realizzazione dell'eliporto è divenuto  un elemento secondario.

Noi vogliamo rovesciare il problema e schematicamente diciamo:

1.La Comunità Modicana aspira a dotarsi di un eliporto (non di una elisuperfice) che abbia i requisiti tecnici per essere fruibile in tutte la condizioni di tempo e tale aspirazione, connessa ad esigenze di protezione civile e di soccorso sanitario, non può sopportare condizionamenti di piani di lottizzazioni o di interessi di privati;

2.A prescindere di eventuali diritti, interessi legittimi o altro, prodotti da eventuali errori di tecnici, Sindaci, Consigli comunali, la Comunità Modicana ha il diritto di essere dotata di tale base eliportuale;

3.In termini tecno-operativi la base eliportuale non può non essere realizzata la dove è stata prevista considerato che se è possibile individuare un'altra area, ugualmente valida da un punto di vista strategico (viabilità, grandi vie di comunicazioni,ecc), non altrettanto può dirsi per la vicinanza dell'ospedale e di quell'importante struttura del palazzo ex Azasi che può essere trasformato in sala situazioni per le operazioni di protezione civile.

4.Ai trenta leoni di Paolo Oddo che siedono in consiglio comunale chiediamo:

Volete oppure no un eliporto accessibile di giorno e di notte, con la neve, con la pioggia, con la nebbia e nelle condizioni peggiori, (tipiche in presenza di calamità)? lo volete efficiente ed efficace vicino all'ospedale, fiancheggiato da una struttura che possa divenire base operativa di  (speriamo mai) operazioni di protezione civile ed in una posizione strategica rispetto alle grandi vie di comunicazioni?

Se volete questo sistema ideale, che è possibile realizzare perché i luoghi, oggi 10 novembre 2001, non sono stati compromessi, abbiate il coraggio di trovare tutte le soluzioni perché tale sistema venga realizzato oppure proponete di trasferire tutto in altra area idonea… compreso…l'ospedale.

Ma ci rendiamo conto che è una offesa all'intelligenza del buon padre di famiglia far sottostare una necessità vitale a condizioni e strettoie giuridiche che non perdono, rispetto alla valenza della realizzazione nel suo complesso, la caratteristica di cavilli, una soluzione che per altro resterebbe economica anche se si volesse risarcire qualche privato che (per noi assurdo) a suo dire lamenta danni economici.

In altri termini, cari consiglieri, vi sembra logico e giusto che la Comunità Modicana deve accontentarsi di una soluzione di ripiego in un settore importantissimo solo perché (ammettiamo che sia così) qualche errore avrebbe fatto sorgere diritti ad un privato?

E meno male che nella nostra classe politica ed Amministrativa e nella struttura burocratica è presente qualche avvocato, altrimenti chissà quali altri errori ancora più gravi sarebbero stati commessi.

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Caro Paolo Oddo qui non è problema di coraggio qui è un problema di sapere interpretare le ansie e le necessità di una Comunità. Non esiste un solo problema serio che questa classe dirigente abbia risolto. Tutti i problemi seri sono bloccati da una ragnatela di indecenti interessi che assumono ora la veste del parere tecnico ora quello della interpretazione della corte dei conti, ora quella del Tar.

E così restano da esibire la piazzetta di Santa Maria, la piazzetta ex Esso in Piazza Corrado Rizzone (a proposito vogliamo darle un nome) o l'Università a Modica, realizzazioni davvero validissime ma, permetteteci, pochissima cosa rispetto al contesto generale.

 

Il terzo giorno il potere inventò le elezioni

In quest'ultimo periodo, forse trascinati dai noti eventi internazionali, abbiamo ripreso alcune letture sul mondialismo e su quelle organizzazione ed associazioni private i cui soci sono detentori del potere economico mondiale, che si riuniscono alla chetichella, a porte chiuse o quasi e discutono degli equilibri mondiali e del nuovo suo ordine.

Quello che rimane anche da rapide letture è la certezza che il vero potere risiede altrove rispetto a quello che appare perché si nota subito che il potere ha una sua evoluzione autonoma rispetto a quella parlamentare ed elettorale.

Le elezioni sembrano più una necessità sociologica che la necessaria sorgente della legittimità del potere costituito.

Le elezioni sembrano avere la stessa funzione del gioco del lotto e degli stadi di calcio. Nel primo caso il potere con lotterie, enalotti, scommesse ed altro fa sfogare i suoi sottomessi e per una necessità sociologica fornisce uno strumento alternativo al gioco d'azzardo, nel secondo caso consente alle masse uno sfogatoio ai suoi istinti più degradati ed alla sua voglia di violenza repressa.

Vi era un'altra necessità sociale e cioè quella di dare alle masse la convinzione di libertà e di autodeterminazione in poche parole di essere l'artefice del proprio destino e fu per questo che con la stessa visione del lotto e degli stadi il potere, inventò le elezioni.

 

 

Carmelo Modica

 (chiuso il 10 novembre 2001)