Questa Amministrazione comunale di Modica non distingue il profumo dalla puzza

La nostra rassegna stampa questa volta non è stata ordinata: abbiamo saltato completamente il mese di agosto, abbiamo dato una scorsa ai quotidiani del mese di luglio e di questi primi giorni di settembre. Non abbiamo trovato molto se non due temi che ormai sono inseparabili compagni di questa Amministrazione: immondizia ed eliporto.

Per questa Amministrazione questi due problemi sembrano assumere un valore di identificazione culturale, una sorta di cartina di tornasole perché ci si chiede come può un'amministrazione incapace di volare alto risolvere il problema dell'eliporto e come può un'amministrazione che affonda le sue radici culturali nella marea di plastica (che abbiamo descritto in precedenza) e nel cemento nobilitato delle panchine terapeutiche, risolvere il problema dei rifiuti. Per questa Amministrazione a livello culturale eliminare il problema dei rifiuti sarebbe un suicidio come quel pesce che organizzasse il prosciugamento della palla di vetro dove vive. Questa Amministrazione a noi ci è cara perché sta dimostrando con i fatti che la sensibilità ecologica ed il rispetto della madre terra non è di sinistra, di sinistra vi è solo la esibizione parolaia del rispetto della natura.

E' tanto attenta questa Amministrazione ai problemi ecologici che non si accorge che in tutta la periferia della città (bel biglietto da visita) molti luoghi ove sono ubicati i cassonetti sono divenuti permanenti piccole discariche che appestano l'aria circostante con sacchetti di plastica che sventolano impigliati nei rovi e carcasse di elettrodomestici, vecchi materassi parti di autovetture e quant'altro chiari testimoni anche di come non funziona un servizio di recupero dei rifiuti ingombranti la cui istituzione fu tanto strombazzata da questa Amministrazione. (vocina dell'amministrazione: non abbiamo soldi!)

Questa Amministrazione considera l'assetto del territorio un patrimonio culturale della sinistra ecco perché non riesce a trovare non solo un sito per puzzolenti discariche ma neanche un sito per la discarica di materiale inerte, tanto che in termini logici si deve credere che nel territorio di Modica o l'attività edilizia è ferma e quindi non esiste il problema della discarica di materiale inerte oppure il cittadino o meglio il camionista si arrangia con discariche abusive che però il Comune non vede come quella di vetri nell'atrio dell'ex mattatoio comunale per la quale è stata necessaria una petizione degli abitanti della Vignazza perché il Comune ne prendesse consapevolezza , impiegando (giusto perché è un'amministrazione ecologica) più di un mese per rimuoverla.(vocina dell'amministrazione: non abbiamo soldi!)

Questa Amministrazione in verità democraticamente non fa differenza tra discariche puzzolenti e discariche inodore. Lo confermano gli abitanti della Fiumara che ormai sono convinti che questa Amministrazione sarà di sinistra e di conseguenza ecologica, sarà anche democratica e di conseguenza progressista, sarà antibelusconiana e di conseguenza antifascista, sarà tutto questo e molto di più ma diciamolo chiaro: ha seri problemi nello distinguere il profumo dalla puzza.

 

 

 

Teatro Garibaldi. Timore della sfiga

L'Amministrazione comunale in una seduta, a quanto si è appreso, molto fruttuosa ha stabilito che non ritenendo esaurito il periodo di sfiga (conferma è venuta anche dagli esiti delle due ultime tornate elettorali) nel ripristinare il rosone sulla volta del Teatro, farà fissare, più o meno come nei circhi, una rete a mezza altezza.

Sempre in materia di teatro l'amministrazione non è riuscita a quantizzare il costo del biglietto dei palchi e della Platea per la prossima (non si sale di quale anno) stagione teatrale ma è stato comunque deciso che per le poltroncine sottostanti il rosone è da prevedere uno sconto del 70%.

La riunione pare sia stata caratterizzata da una quasi ossessione: il timore delle responsabilità nel caso in cui il rosone dovesse ricadere ancora una volta.

In questi climi fioriscono le proposte più strane e bizzarre che danno anche una idea dell'atteggiamento mentale dei convenuti ecco perché si deve ritenere che il timore di sfiga deve essere alto se è vero, come qualcuno ci ha, a denti stretti, confidato che tra l'altro in tale riunione con un solo voto di scarto è stata respinta la proposta di uno dei più timorosi tra i presenti che pretendeva di rendere obbligatorio l'uso del casco per gli occupanti le poltroncine sottostanti il rosone killer.

 

 

Questi compagni che sbagliano… sempre…

Dio sa, e chi ci conosce anche, come noi consideriamo ingiusto il provvedimento di Mussolini che elevò Ragusa a capoluogo di provincia, quando nessuno avrebbe avuto, invece,da ridire se il provvedimento avesse in armonia con la storia riconosciuto tale ruolo a Modica.. Questo nostro sentimento trae origine dall'amore che nutriamo nei confronti della nostra città e dal fatto che Modica oggettivamente meritava tale riconoscimento.

Non ci meravigliamo, quindi, che il sindaco Arezzo per gli stessi nostri sentimenti abbia deciso, interpretando i sentimenti dei suoi concittadini, di materializzare in un monumento a Pennavaria una riconoscenza che i marxisti se avessero coraggio dovrebbero anziché criticare, chiedere di sottoporla a referendum popolare anche per verificare quanto la loro protesta è condivisa dai cittadini di Ragusa e di conseguenza quanto sono capaci di interpretare la volontà popolare.

La verità e che i comunisti hanno usato la cronaca per schiacciare la storia, in Ragusa eressero un muro (è la loro specialità) nel 1945 per chiudere alla vista un sacrario alla base della torre del palazzo dell'Intendenza di Finanza, perché simbolo fascista. Questo muro adesso è caduto e non lo ha buttato giù il Sindaco Arezzo né la sua Giunta né la sua maggioranza, lo ha buttato giù la storia, lo ha buttato giù la civiltà che in questo momento ha iniziato un processo possiamo dire, in termini telematici, di "deframmentazione", dove ogni tassello va al suo posto. Tra questi il "sacrario fascista" riprende la sua antica funzione di memoria, memoria dei nostri compatrioti morti in tutte le guerre.

Gli oppositori sono gli stessi che ora riscoprono la Patria e l'amore per l'Italia dopo averla vilipesa per anni, costoro sono gli stessi che sputarono ai nostri padri che tornavano a volte "mutilati" dalla prima guerra mondiale, sono gli stessi che crearono quel clima di violenza che costò tante vite umane negli anni venti.

I Ds nell'ultima campagna elettorale hanno incominciato e concluso i loro comizi elettorali con l'inno di Mameli che fu il grido che rimase strozzato in gola a quei giovani di destra uccisi sulle piazze dai loro genitori (uccidere un fascista non è reato! …ricordate?), questa non è una riscoperta, questa è strumentalizzazione, tornino a bandiera rossa e lascino in pace inni che evocano sentimenti per loro abietti oppure non si limitino a chiedere che il Papa chieda scusa per le crociate e comincino a chiedere scusa per i crimini della loro ideologia, che non perdono nulla della loro natura quando vengono attribuiti a "compagni che sbagliano" perché questi compagni sbaglia oggi sbaglia domani hanno inflitto all'umanità intera un tributo di sangue che fa impallidire lo stesso Hitler.

 

Prima la cultura

Il Sindaco di Chiaramonte Gulfi On. Sebastiano Gurrieri ci ha fatto dono di un libricino che raccoglie gli atti di un convegno svoltosi in Chiaramonte il 20 Giugno 1998 su Telesio Interlandi direttore della rivista fascista "La difesa della razza". Siamo dispiaciuti di non aver partecipato a tale convegno perché abbiamo perduto il profumo di un evento culturale che sta divenendo sempre più raro in un momento in cui da una parte, la sinistra marxista, da sempre ha piegato storia e cultura alle logiche del potere e di una ideologia intrinsecamente criminale e dall'altra, nel momento in cui diviene incontenibile la revisione storica, frange della destra nostalgica e conservatrice, tentano pure azioni di rivincita culturale che finiscono con il manifestare la stessa natura degli avversari.

Il primo pregio del convegno è dato dalla qualità culturale dei relatori che forniscono un approccio esaustivo al problema, consentendo, con la ricche note a piè pagina, anche la possibilità di ulteriori approfondimenti. Noi in questa sede non vogliamo avventurarci nel merito della questione razziale che per essere esaustiva ed organica non può non richiamare anche le considerazioni espresse da Julius Evola che piaccia o meno fanno parte della visione del mondo fascista e che se il regime non fosse stato travolto dalla guerra avrebbero avuto molto più peso nel contesto generale della politica sia in ordine a più corrette elaborazioni culturali sull'argomento, sia in ordine al totale rifiuto di assurde soluzioni operative.

Ma il pregio principale, che in questa sede vogliamo evidenziare, si legge direttamente nell'intervento iniziale del Sindaco che oltre ad evidenziare conoscenza approfondita dell'argomento, cosa estremamente importante, disegna uno scenario di completo distacco e disincanto culturale che è l'unico capace di produrre fatti culturali significativi. La stessa scelta dei relatori che il sindaco ha operato alimenta questa caratteristica che infine trova il suo suggello in quel richiamo ad un "seme" di Sciascia e sappiamo che i "semi" di Sciascia non si manifestano solo con serietà di indagine o garanzia di disincanto ma con una autentica visione del mondo.

Abbiamo le carte in regola per temere accuse di piaggeria nei confronti del Sindaco Gurrieri per quanto stiamo scrivendo. Abbiamo esagerato? Ci viene un solo dubbio: dipende tutto questo dal fatto che il più delle volte leggiamo introduzioni a libri, libretti e raccolta di atti firmati da Sindaci che sono banali, senza senso, formali e quando sembrano decenti, conoscendo i personaggi, ci chiediamo chi poteva scriverglieli?

Certo che quando un intervento come quello del Sindaco Guerrieri passerà inosservato allora la classe politica e la democrazia sarà fuori dalla mediocrità che ora la caratterizza.

 

Girolamo Carpentieri ci vuole infinocchiare

(Questo pezzo lo avevamo scritto il 5 settembre scorso, prima della chiamata del Carpentieri da parte del senatore Minardo e non abbiamo ritenuto di modificarlo perché esso vuole non riferire un fatto di cronaca elettorale ma stigmatizzare una cultura, che la stessa "chiamata" conferma)

Molto spesso leggendo le dichiarazioni di alcuni politici ci si chiede se sono scemi loro o sono fessi i destinatari cui tali dichiarazioni sono rivolte, cioè noi.

Il più delle volte si tratta di frasi fatte, luoghi comuni, banalissime parole, assolutamente false e/o bugiarde. Eppure ad esse si ricorre con frequenza e se ciò è attuato anche da personaggi che vincono le elezioni occorre concludere che anche il falso, la banalità che rasenta la stupidità dà risultati. Se tutto ciò si realizza vuol dire che il politicante sa di avere dei destinatari che per il momento vogliamo definire solamente distratti.

Perché questa premessa. La Sicilia del 3 settembre annuncia che l'Assessore Girolamo Carpentieri si dimetterà entro una settimana per "…gravose incombenze dettate da un carico di lavoro eccessivo in relazione alla mia attività professionale che non mi consentiva di assolvere con il dovuto impregno alle varie funzioni".

E' da ritenere che nell'attività professionale del Carpentieri sono intervenuti impegni gravosi ma anche urgenti se dopo tre anni di impegno ha dato al Sindaco solo una settimana di preavviso e se non può più adempiere il suo mandato negli ormai pochi mesi che mancano al suo termine. Ne pare sia stato possibile cedere ad altri parte dei tanti incarichi ricevuti dal Sindaco Ruta e completare la legislatura.

Si dovrebbe ritenere anche che questo surplus di impegni professionali non gli consentirà alcuna candidatura nei prossimi sei mesi: insomma cari lettori rassegniamoci ma gli impegni del Carpentieri sono divenuti tanti che "il bene della città" di Modica dovrà fare a meno del, suo determinante contributo.

Ebbene questa dichiarazione offende la intelligenza comune, perché non si può ragionevolmente credere ad essa.

Noi in consiglio comunale plaudimmo al primo intervento dell'allora appena neo-eletto consigliere Girolamo Carpentieri per la semplicità e genuinità del suo contenuto e gli augurammo (chissà se lo ricorda) di non perdere mai quella spontaneità giovanile. Con questa dichiarazione il Carpentieri dimostra di essere cresciuto come politicante più di quanto sia cresciuto anagraficamente, in questo senso non ha più niente di giovane: è un vecchio.

Con questa dichiarazione ci vuole infinocchiare. Questa è una manovra in vicinanza delle elezioni, orientata a studiare le reazioni degli avversari, ad ottenere riposizionamenti, cambiamenti di schieramento, ad ottenere non consensi della gente ma posizioni al tavolo degli intrallazzi di partito e di schieramento, mostrare i muscoli fra loro, minacciare migrazioni ed alleanze più o meno eretiche. Dello stesso stampo la lista civica di Di Martino sull'esempio delle migrazioni del Sindaco Ruta che troverebbe difficoltà a dimostrare le ragioni di quel sue entrare ed uscire dai Ds, asinelli e fiori vari senza ripercorrere itinerari culturali per anni rimproverati alle correnti della vecchia democrazia cristiana.

No non crediamo a quanto dichiarato da Girolamo Carpentieri noi siamo certi che alla fine delle manovre dirà:

"…voglio dire ai cittadini che con molto spirito di servizio e nell'interesse primario della nostra cara città di Modica, carne della mia carne, ho ceduto alle pressioni degli amici che mi vogliono candidato…"

Il bello sarà che anche questa fregnaccia passerà inosservata ….e come nel casinò udiremo quel monotono "…forza signori… fate il vostro gioco" e subito dopo "…i giochi sono fatti…".

 

(chiuso il 6 ottobre 2001)