Contro ordine compagni: oltre il nulla vi è qualcosa… è la sinistra

 

Su suggerimento di un amico ci siamo procurate le cassette della seduta del consiglio comunale del 22 luglio scorso.

La seduta è stata particolarmente interessante non per il tema trattato ma per i valori culturali espressi dalle forze politiche e dai singoli consiglieri comunali.

L’argomento era l’approvazione del regolamento per la vendita dei beni immobili comunali.

A nostro avviso, la registrazione di questa seduta deve essere conservata perché mette a nudo uno spaccato del modo di intendere la democrazia che ha dell’incredibile e del tragico..

Solo ricorrendo a Gustave Le Bonn con la sua “Psicologia delle folle” ed il suo “Psicologia politica” si apre qualche spiraglio alla speranza che l’uomo singolo e, quindi, anche il consigliere comunale, possieda, tutto sommato, una sua anima individuale di valore.

L’anima collettiva della opposizione folla”, quella sera, aveva deciso un atto di forza contro la maggioranza per rimandare il punto ad altra data ed è qui che l’anima individuale  si è degrada al punto da rimproverare, ad una maggioranza che aveva già accolto sia l’assegnazione della decisione della vendita al consiglio comunale sia l’asta pubblica come strumento democratico e trasparente di vendita del bene comunale:

Ebbene si può attaccare sul merito della vendita di ciascun bene se esso è stato solo inserito in un elenco di “beni vendibili” se poi la bozza del regolamento prevede che la decisione dovrà essere assunta dal consiglio comunale?

Perché non entrare subito nel merito del regolamento ed inserire in esso tutti i meccanismi idonei a frenare la conclamata arroganza della maggioranza e ancor di più per impedire quei “loschi affari” che tra le righe tutti gli interventi dicevano essere l’obiettivo della maggioranza ?.

Così mentre tutto lo schieramento di sinistra è abilitato  e può lasciare intendere che la maggioranza persegue strani obiettivi, non è permesso al giovane Failla di definire tali insinuazioni “atti terroristici” al quale il consigliere Rosa obbedendo al richiamo della foresta, e con lo scopo di volergli “fare male a tutti i costi” sottointendendo  il suo passato di missino diceva “non voglio fare un dibattito sugli anni di piombo… io ho vissuto il 68… Lei non era nato... Non voglio fare un dibattito sul terrorismo e quindi certi riferimenti da chi non conosce la storia …” In pratica cercava con un fraseggio incerto di far consolidare quella ormai scontata (per loro) associazione di idee secondo la quale la violenza è solo di matrice missina e quindi un sinistro o un ex comunista non può essere autore di un atto terroristico.

La grandissima stima che abbiamo nei confronti del consigliere Rosa del quale non si può non constatare la costante attenzione nel sollevare problemi seri non ci impedisce, anzi ce lo sollecita di riferire al giovane Failla che allora non era nato ciò che né Rosa ed ancor meno altri gli avrebbero mai detto in un dibattito sul terrorismo.

Non gli avrebbero mai detto che sulle mura di Milano, con significativa vernice rossa in quel periodo veniva scritto “uno cento …mille Annarumma” (poliziotto assassinato dai comunisti il 19 novembre 1969) ed anche “…se trovi un poliziotto ferito, finiscilo!. Non gli avrebbero mai detto che negli anni di piombo, decine di giovani missini sono stati uccisi dai comunisti nelle piazze : per tutti i fratelli Mattei bruciati vivi dentro una sezione missina romana ed il giovane Venturini che in Genova ebbe solo la colpa di essere a fianco di Almirante durante un comizio. Tanto meno caro Failla Le avrebbero parlato delle Brigate rosse che in un primo momento furono definite sedicenti (quasi nere). Gli avrebbero molto parlato, invece, del terrorismo nero imbellettato da illazioni e racconti di fantapolitica perché stia tranquillo non avrebbero potuto esibire una sola sentenza di  assassinio o strage attribuibile alla forza politica cui lei è appartenuto.

Ma sappia caro Failla che tutto questo lo avrebbero fatto, però, in buona fede perché i comunisti sono davvero convinti che i fascisti che uccidono sono criminali ed i comunisti che uccidono solo “compagni che sbagliano”. Solo nella loro antropologia culturale un Amos Spiazzi, che ha al suo attivo dodici sentenze di assoluzioni, rimane un terrorista, mentre un Adriano Sofri che ha ben otto sentenze di condanna per l’uccisione del Commissario di polizia Calabresi è … innocente e poi è…un uomo di cultura e… comunque merita la grazia anche senza l’assenso dei familiari dell’assassinato. E’ sempre nella logica comunista che tutte le lapidi che ricordano le stragi attribuiscono le stesse ai fascisti sulla base delle indicazioni dei tribunali del popolo, mentre per esempio la lapide che ricorda l’uccisione dell’on.Moro non indica le brigate rosse come accertati esecutori dell’assassinio. Ma non dobbiamo andare lontano perché pur non esistendo una sentenza di condanna l’eccidio di Passo Gatta  è attribuito dalla lapide ai fascisti. Né dobbiamo dimenticare che mentre quel criminale nazista Goering diceva "Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola" quei democratici e tolleranti comunisti, invece mai dissero questa frase ma mandarono dei propri sicari ad assassinare a freddo il filosofo Giovanni Gentile che trovarono in possesso di una micidiale arma…la penna..

Assistendo a queste scene non si può non evidenziare le grandissime responsabilità che hanno avuto certi mediocri cantori della democrazia nel passato hanno avuto nell’affermarsi di alcuni dittatori Mussolini compreso.

 

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Noi siamo intervenuti interloquendo da una postazione che attualmente non è presidiata in consiglio comunale, marcando una insopportabile associazione di idee che la sinistra non perde occasione di voler realizzare per perpetuare il sistema della mistificazione e della menzogna sfruttando, nell’occasione, non un lapsus (presidente Scarso) ma una giusta reazione del consigliere Failla.

Al resto ha provveduto il Sindaco la stessa sera quando prendendo la parola a conclusione della serata ha con un magistrale intervento ha ridicolizzato l’opposizione che dopo tanta caciara, dopo tanta protervia e dopo tanta arroganza ed accuse ha risposto con un  “contro ordine compagni…” mentre Guareschi sornione sorrideva.

 

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Noi non vogliamo rivincite se questo fosse il nostro atteggiamento mentale non saremmo migliori di quella genia che ha scritto quella storia intrisa di odio e di menzogne. E’ noto che sono i vincitori a scrivere la storia: lo ha fatto Mussolini dopo la presa del potere lo hanno fatto gli antifascisti dal 1943. Le menzogne di Mussolini caddero con la sua morte quelle degli antifascisti stanno cadendo una dopo l’altra, ora.

Nel futuro noi vediamo una stretta di mano che però potrà esprimere tutto intero il suo valore simbolico e fondante solo tra persone che si guardano negli occhi e con atteggiamento fiero.

 

 

Le dichiarazioni dei politici nuovo sistema di misurazione del caldo

Non vogliamo diminuire i meriti degli scienziati che in questi ultimi tempi sono impegnati a dimostrare che siamo in presenza di variazioni significativi del clima quando diciamo che non occorrono particolari esperimenti, comparazioni statistiche e ricerche per constatare che le temperature nella nostra area sono in aumento con tutte le conseguenze: è sufficiente analizzare le dichiarazioni dei nostri politici per constatare gli effetti dell’eccessiva calura.

Le prime tracce di caldo eccessivo le troviamo nelle prese di posizioni di tutti i protagonisti in occasione con la dichiarazione da parte del segretario cittadino di Alleanza Nazionale di non riconoscere nel dott. Giorgio Cavallo l’Assessore designato da A.N. E’ questione di caldo eccessivo.

Chi avesse ancora dei dubbi sulla capacità di trarre dalle dichiarazioni dei politici i segni di quanto il caldo sia in aumento è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni dell’on. Mauro riportate dal giornale di Sicilia del 15 agosto (proprio nel giorno di maggiore calura).  “C’è troppa Modica nel centrodestra… non si tratta di toccare un uomo di Miccichè.. Cugnata lo vedo bene.. l’asse Drago Minardo…”

Traducendo dal politichese significa che l’On. Mauro  pretende che il famoso bilancino oltre che tenere conto della forza dei singoli partiti deve anche tenere conto delle stesse anche nella loro distribuzione nei vari comuni cosicché, in un concetto di democrazia che solo nel deserto infuocato si può miraggi(are), se per esempio Alleanza Nazionale volesse, per obiettivi propri, privilegiare nell’assegnazione di incarichi i suoi uomini di Chiaramonte Gulfi non lo può fare perché verrebbe a rompersi un equilibrio. Questi equilibri se vuole li persegua dentro il suo partito ma non pretenda di perseguirli dentro la casa delle libertà.

Noi sentiamo puzza di bruciato. Dopo l’indimenticabile scippo della provincia nel periodo fascista (e pretendevano pure di inserire nel monumento a Pennavaria anche l’emblema del comune di Modica …come è vero che certi peggiori fascisti sono uguali di certi ex democristiani) dopo il recente scippo della facoltà di giurisprudenza cos’altro ci vogliono fregare?.

Questa frase dell’on. Mauro non è contro l’asse Minardo-Drago ma secondo noi è un mettere le mani avanti per pretendere qualcosa forse di indicibile contro la città di Modica.

On. Mauro, come è bella questa politica fatta di assi, fronti, prevalenze ..quanto disinteresse, quanta giustizia, quanta equità.

 

La condanna all’On. Mauro ci lascia assolutamente indifferenti

L’On. Mauro è divenuto l’argomento principale di questa nostra rubrica sia per questa sciuta ri funnucu contro la città di Modica ma anche per una domanda che ci ha posto il quinto dei quattro gatti che seguono questa rubrica.

Infatti, con una maliziosa email ci ha chiesto quali sensazioni avvertiamo nel sederci con persone come l’on. Mauro che è stato condannato per associazione finalizzata alla corruzione negli anni in cui era presidente della provincia regionale. A questo nostro gatto, quinto perché pensa di metterci a disagio, diciamo che noi apparteniamo  ancora al fronte contrario ai tribunali del popolo e, quindi consideriamo colpevole solo chi ha una sentenza passata in giudicato e, quindi, Mauro non lo è.

Questo lo diciamo non come luogo comune che consente di giustificarci: non possiamo considerare questo principio di giustizia un luogo comune perchè offenderemmo i tanti giovani che negli anni di piombo venivano arrestati solo perché sorpresi ad amare l’Italia con il corpo del reato in mano, il nostro tricolore, o per aver partecipato ad un rito celtico.

Purtroppo per i tempi che viviamo, comunque vada a finire la vicenda dell’On.Mauro provocherà una ulteriore ferita: se innocente al sentimento di giustizia, per la perpetuazione di un magistero che continua a perseguire innocenti; se colpevole si salva la giustizia e viene mortificata la democrazia come sistema che non riesce a realizzare il governo dei migliori dal momento che nei fatti si consente ai corrotti di governare.

In altra sede chiariremo meglio ed in termini politici quale rapporto abbiamo con la casa delle libertà per il momento è sufficiente chiarire che l’accordo con la casa delle libertà non significa aver espresso alcun giudizio di valore sulle singole forze che la compongono e tantomeno sui suoi esponenti. Noi siamo nella casa delle libertà per un nostro progetto e per una nostra agibilità politica che allo stato attuale è l’unica possibile.

La nostra storia, il nostro patrimonio etico e morale è solo carnalmente nostro (ne potrebbe essere diversamente) e non potrà mai essere inquinata ed intaccata da comportamenti di altri appartenenti alla casa delle libertà che possono interessare la magistratura.

Un’alleanza di questo tipo impone solo il rispetto di alcuni impegni pratici sul fare e non impegni metafisici sul sentire ecco perché la condanna dell’On. Mauro non ci suscita alcun sentimento.

Non ricorriamo all’altro luogo comune che in questi casi prevede il dire : speriamo che l’on. Mauro riesca a dimostrare la sua innocenza… e meno che mai …siamo certi dell’innocenza dell’on. Mauro…

Nella casa delle libertà noi siamo dei convitati di pietra ai quali con la massima freddezza non gliene frega nulla, ma davvero nulla, dell’innocenza dell’On. Mauro. Noi viviamo un momento politico di totale disincanto nell’animo e siamo privi di ogni forma di sentimento e di reazione.

E’ lo stesso stato d’animo che, acquisite le valutazioni sul sistema politico in atto, non ci fa meravigliare della presenza di pregiudicati in Parlamento, anzi considera tutto ciò un naturale effetto delle devastazioni spirituali in atto cui non è possibile opporsi, nella fase attuale, con altra arma che non sia il disincanto.

Non abbiamo nell’immediato neanche il problema che di solito si ha in presenza di una disavventura di un compagno di partito e, quindi, non possiamo provare gioia o dolore entrambi sentimenti che possono esistere solo nei confronti di coloro cui si è legati da una stessa visione del mondo e con l’on. Mauro non esiste tale ipotesi.

Per dirla con il vangelo noi sia