Ottobre 2007
Vogliamo chiedere la interdizione del Sindaco e del drago del bilancio?
Nell’esempio scolastico di economia
domestica, una famiglia può venirsi a trovare in sofferenza finanziaria per una
imprevedibile diminuzione delle entrate, oppure per una lievitazione,
altrettanto non prevedibile, delle spese.
Il “buon padre di famiglia” accorto, poiché questi due
eventi possono verificarsi, accantona una riserva per poter
porre rimedio ad eventuali necessità. Comunque, anche
fuori da quest’ultima prudenza, spendere
sistematicamente più di quanto si incassa, o si preveda di riscuotere, è da
folli.
Amministrare un Comune non richiede criteri molto diversi,
avendo anche il vantaggio, enorme in questa era del precariato, di potere disporre di entrate certe.
I nostri Torchi possono tirare in ballo
tutte le argomentazioni che vogliono; possono dire che il sistema di
tassazione tra Stato Comune e Regione è iniquo perchè scarica sui Comuni oneri
pesanti, possono dire che il carico per i cittadini delle tasse comunali non
consente ulteriori entrate per tasse e che le rimesse dello Stato arrivano in
ritardo.
Tutto ciò non può diminuire di nulla le responsabilità di
un Comune in ordine alla gestione della spesa.
L’ Amministratore che spende soldi che non ha è
politicamente un delinquente.
L’Amministratore che non sfrutta al massimo le risorse
disponibili, politicamente è un mediocre, invece, se la mediocrità è “politicamente
utile” ad un progetto di potere o di raggiungimento di interessi
di “famiglia”, è un delinquente.
Pur cercando di evitare la “sofferenza
finanziaria”, quando, per qualsiasi motivo, accade, i rimedi sono elementari,
ovvi e banali:
·
Severa
razionalizzazione delle spese;
·
Massimo
sfruttamento delle risorse disponibili;
·
Ricerca
di nuove entrate.
Torchi e compagni non seguono questo percorso pur
elementare e necessario. Le sue dichiarazioni e quelle del suo segretario
Veneziano (la Sicilia del 27 settembre 2007) possono inquadrarsi in quel “delirio cronico
costruito con logica consequenzialità a partire da
dati falsi o erroneamente interpretati...”, che corrisponde al significato che il De Mauro assegna alla paranoia, comportamento che, in una famiglia normale, di sicuro
sarebbe sufficiente per ottenere la interdizione del capofamiglia che spendesse
soldi che non ha.
Se tali
dichiarazioni e comportamenti venissero adottati da un
capofamiglia potrebbero costituire validi e sufficienti motivi per ottenere la
loro interdizione?
Noi riteniamo che
esistano i presupposti ed
i sintomi che in una situazione normale provocherebbero la
interdizione di questa Amministrazione, con il suo Sindaco in testa, per
manifesta incapacità politica ed amministrativa.
Spendere soldi che non si hanno. Torchi ha
predecessori, ottimi maestri nell’arte di prevedere delle entrate supposte ed utili a giustificare spese che accontentino ditte ed amici che hanno
sostenuto, o promettono di farlo, la loro
campagna elettorale. Dobbiamo dare demerito al Sindaco Agosta
ed ai suoi compagni socialisti e post-socialisti, ed ai suoi compagni comunisti
e post-comunisti, democristiani e post-democristiani che riuscirono in maniera sublime a mettere in
atto impossibili maestrie e carnevalate
in questo campo. Ma Torchi ha superato tutti fino a
mettere, con grande caparbietà, in entrata l’affitto del tribunale anno dopo
anno, solo sulla scorta della sua convinzione, senza mai chiedersi e preoccuparsi
del perchè ogni anno questa entrata non arrivava. Gli suggeriamo una procedura
analoga anche per le scuole: Perchè non chiedere al Ministero dell’Istruzione il
fitto di tutti gli edifici scolastici?
Razionalizzazione delle spese. Da Carmela Giannì
(
Questi sono i nuovi criteri per risparmiare, e pensare che
esistono degli imbecilli che in simili circostanze avrebbero bloccato i lavori
del Palazzo dei Mercedari, accelerato quelli di Palazzo Moncada e fatto un solo
trasferimento dei libri. Altri ancora più imbecilli avrebbero pianificato
l’inizio lavori in maniera più conseguenziale.
Nel “Palazzo della Cultura” (di Palazzo), una infiltrazione di acqua provocata dal semplice
spostamento di una grondaia ha provocato vistose infiltrazioni nella muratura
trasformando un intervento di poche decine di euro in migliaia di euro.
Così avviene che la manutenzione viene
curata solo su sollecitazione con raccolta
di firme e solo se soddisfa anche l’interesse elettoralistico
di qualcuno, oppure, spendendo molto di più, quando la situazione è decisamente
compromessa.
Abbiamo provato ad analizzare le spese telefoniche:
impossibile! L’unica cosa che abbiamo potuto accertare, e sfidiamo il Sindaco a
smentire, è che al Comune di Modica non esiste alcun metodico controllo di
gestione, nessuna analisi costi benefici.
Si può andare in sofferenza finanziaria
perchè si rimane disoccupati, perchè un senso unico toglie clienti al
nostro negozio, perchè aumentano le tasse. Si può andare in sofferenza per
dimenticanza o distrazione che provocano danni ad altri o per malattie non
coperte dal sistema sanitario nazionale.
I modicani hanno una disgrazia
in più: dispongono di un Sindaco e di una amministrazione
locale politicamente mediocre e senza dignità.
Sono tempi difficili ai quali seguiranno quelli delle
scelte, delle grandi scelte. Adesso abbiamo solo la
possibilità di intrupparci in quella moltitudine che per necessità, servilismo
ed indegnità connaturata sono intruppati in quel 65% che è motivo di vanto del
nostro Sindaco.
Questa situazione ci lascia anche una ulteriore
riflessione: la democrazia ha aumentato anche i livelli di sopportazione perchè
in altre epoche, per meno molto meno, i forconi divenivano strumenti di dialettica politica.
***
L’assessorato
“Cultura e salsiccia”
Abbiamo avuto il privilegio di visionare, nella sua prima
bozza,. “Cultura e salsiccia”, un
libello in preparazione per le Edizioni Terzo Occhio.
Quando Terzo Occhio associò la cultura modicana
alla “Sagra della salsiccia” ci apparve esagerato. Dobbiamo convenire che detta
relazione, alla lunga, si sta dimostrando veritiera.
Benvenuto, quindi, questo libello che in maniera chiara,
netta e severa, senza ipocrisia e falso buonismo dice
quello che deve essere detto, nell’importante dominio della cultura,
analizzando, in particolare, le pesanti responsabilità
del trio Torchi, Barone e Cavallo, la cui varia appartenenza politica ci rende ancora
più tristi non facendoci intravedere decenti alternative.
Aggettivare le
qualità delle persone è cosa molto delicata; problematica è, invece,
l’aggettivazione delle qualità dei politici non potendosi mai in maniera netta
separare la qualità politica da quella culturale, con in
più il problema di convincere i nostri lettori, che ogni analisi non vuole
offendere nessuno, non è pilotata da rancore personale o da altri sentimenti
indegni.
Ci poniamo questo
problema dopo aver letto il libro firmato da Giorgio Cavallo, già Assessore
alle politiche culturali ed ora “esperto gratuito alla Cultura” del Sindaco
Torchi.
Leggendolo, abbiamo
ritenuto un dovere questo nostro intervento perchè attiene al dominio della
cultura esibita, ostentata, platinata e plastificata;
negativa sempre ma pericolosa in chi ambisce di ricoprire ruoli di gestione
pubblica.
Ebbene questa pubblicazione
contiene tutti i canoni previsti dall’itinerario “Cultura e salsiccia”.
Giorgio Cavallo
si è definito autore dell’opera “Androcronomachia, IdeaMente Editore,- Modica 2005 (errore?),
in edizione lussuosa da 99,00 €, formato 24x33, Cartonata con custodia a
cofanetto e scritte in color argento.
Noi consideriamo quest’opera un vero e proprio “scippo culturale”, perchè l’essenza
del volume è la pubblicazione di 500 cartoline, raccolte con grande
passione da Giancarlo Campailla e non il breve saggio di Giorgio Cavallo,
un testo non superiore alle sei cartelle che l’autore ha spalmato, utilizzando
tutte le tecniche (interlinee ampie, caratteri cubitali, ecc) che gli studenti
ben conoscono per allungare le tesi di laurea, in appena 24 pagine delle
217 complessive del volume; e con la persona che ha reso possibile la
pubblicazione indicata con un semplice “Riproduzioni fotografiche: Giancarlo
Campailla”, posto in corpo 10 alla fine del
volume.
Nel suo saggio
l’autore non nomina mai il raccoglitore delle cartoline nè
fa ad esse alcun riferimento: come se non le avesse mai viste.
Nessuna
didascalia alle cartoline, nè indicazione dei criteri
utilizzati per catalogarle.
L’autore chiude
l’opera con la descrizione dell’”Ercole di Cafeo” ripresa
da una sua pubblicazione e nella Bibliografia inserisce riferimenti
bibliografici di alcune sue pubblicazioni decisamente fuori
tema. Questa è la salsiccia, direbbe Terzo Occhio.
Per il fumo
dobbiamo aspettare il mese di settembre quando il
libro viene distribuito nelle edicole accompagnato dalla seguente locandina:
““E’ in vendita qui. –
Il libro che racconta due secoli di
storia della città di Modica, contenente oltre 500 rare foto appartenenti alla
collezione di Giancarlo Campailla –
Solo 2000 copie dichiarate al tribunale -
Tiratura limitata e numerata”.
Con questa
locandina in pratica si provvede a:
·
dare il giusto riconoscimento a
Giancarlo Campailla dimenticato dagli “scippatori”
delle sue cartoline;
·
rendere preziosa l’opera
perchè a tiratura limitata e numerata;
·
aprire un dibattito su
che cosa significhi quel “dichiarate al
Tribunale”.
Queste nostre
stroncature non ci impediscono di segnalare che il testo,
è scritto davvero bene e potrebbe essere buon strumento didattico per i ragazzi
della prima media. Non ha alcun valore turistico e le cartoline sono mute convitati di pietra, offese di essere state trascurate dall’autore.
Il cuore del libro non è Modica e la sua storia ma Giorgio
Cavallo, Giorgio Cavallo e Giorgio Cavallo.
Abbiamo
utilizzato un linguaggio severo che può sembrare duro sappiamo che potremmo
essere fraintesi, ecco perchè chiediamo ai nostri lettori di andare oltre la
crudezza del linguaggio e fare riferimento alla fondatezza delle osservazioni,
ponendosi anche il problema di come reagire alle mistificazioni e se esse sono
una violenza cui dobbiamo ribellarci, specie quando sono
strumentali a logiche di potere.
Notizie vere che
potrebbero essere false e viceversa
Pagamento dei debiti
comunali.
Il Sindaco Piero Torchi Lucifora,
comunica a tutti i creditori che il
sorteggio mensile attraverso il quale Il Comune di Modica sceglieva, fra i
tanti, il debito da onorare, sistema altamente
democratico in vigore dal mese di dicembre scorso, viene momentaneamente
sospeso; come sempre senza alcuna colpa dell’Amministrazione e meno che mai del
suo Vertice. Purtroppo il sorteggio sarà sospeso fino a
quando non verrà nominato il nuovo Difensore
Civico che, come è a tutti noto, è l’insostituibile Figura Istituzionale che può estrarre dal cesto la fattura da
pagare.