Ottobre 2005

 

 

 

Il centro sinistra tenta di “arruolare” l’avvocato Scarso

Abbiamo trascorso l’estate a preparare una relazione sulla propaganda nella politica.  Per descrivere il quadro di riferimento complessivo di riferimento, abbiamo dovuto condurre una piccola ricerca che ci ha costretti a rispolverare alcuni autori che avevamo letto almeno trent’anni fa: Weber, Mosca,  Pareto e Machiavelli; ai quali abbiamo aggiunto un più recente Popitz.

Autori importantissimi al fine di descrivere con le loro opere la natura del potere e la sua vera identità, opere che costituiscono gli antecedenti sociologici necessari per quell’autentico capolavoro che è “Psicologia delle folle” di Gustave Le Bon.

E’ con questo interesse culturale in evidenza [che poi diviene anche un filtro di valutazione] che siamo andati, l’8 settembre, ad assistere al palazzo Azasi ad una manifestazione del“Le opposizioni ed il buon governo della città” organizzata dalla vecchia opposizione del centro sinistra allargata all’avv. Scarso freschissimo laeder del “Movimento per l’autonomia”, fondato dall’on Lombardo.

Prima di esprimere il nostro giudizio sul contenuto dell’avvenimento intendiamo annunciare ai nostri quattro lettori che intendiamo, ora e per sempre, radicalizzare la nostra franchezza eliminando ogni forma di autocensura che, lo confessiamo, qualche volta abbiamo praticato quando i nostri giudizi potevano dispiacere, a livello personale, qualche nostro avversario politico.

Si arrabbi chi vuole ma è un dato di fatto che le idee si muovono con le gambe degli uomini e poiché intendiamo dare battaglia sulle idee non vogliamo rinunciare di colpire l’idea avversaria solo per timore di “colpire” con essa anche la persona che con i suoi comportamenti ed atteggiamenti ne invera la contraddittorietà, la incoerenza e la faziosità.

Non potevamo, perciò, farci bloccare dalla stima complessiva che abbiamo di Antonello Buscema, del prof. Barone, dell’avv. Scarso, dell’Avv. Ruta per valutare con disincanto quanto andavano dicendo.

Intendiamo utilizzare questa radicale franchezza con il prof. Barone perché egli proviene da un partito che per certi aspetti ci è caro perché fu il partito di nostro padre.

Durante la nostra presenza nei banchi del consiglio comunale,tutti sanno [alcuni della nostra parte politica ce lo hanno sempre rimproverato], di un nostro filing con la sinistra e con i comunisti in particolare. Una volta abbiamo scritto “ può un fascista essere tradito da un comunista?”

Ebbene noi ci sentiamo traditi dal prof. Barone, tutta la città di Modica deve sentirsi tradita per averci lasciato, nonostante la sua eccezionale statura culturale, nelle mani di autentiche mezze calzette politiche.

Sentendo parlare il prof. Cacciari o il prof. Zecchi, sia che ciò avvenga in una lezione all’università sia che ciò avvenga in una tribuna politica è sempre possibile cogliere la presenza di quel volare alto, quell’evidente disincanto e quell’armoniosa sintesi tra cultura e politica caratteristiche inconfondibili del professore universitario.

Il prof. Barone a Modica ci ha lasciato nelle mani di mezze calzette perché riesce a volare tanto alto quando si rivolge ai suoi allievi universitari, quanto basso quando parla in scenari politici o peggio partitici. Ecco noi siamo convinti, [forse condizionati dal contenuto delle attuali letture di Le Bon], che anche all’Azasi il prof. Barone si è fatto trascinare da un clima generale non certamente edificante.

Non è possibile accodarsi a quel livello bassissimo di discussione dominata non da un progetto politico, ma dall’applicazione di quelle tecniche di propaganda che vengono rimproverate alle “nuove orde”.

Tutti gli interventi sono stati caratterizzati dall’idea divenuta un tormentone inconcludente ed ossessionante che tutto quello che sta facendo Torchi era stato già programmato dal centro sinistra nei sue nove anni di potere, fino all’esilarante affermazione dell’ex sindaco Ruta che perfino l’assessore Carpentieri [uomo del centro- centro cioè quel centro che c’è sempre], grazie alla sua “guida” ha organizzato meglio la “Giostra dei Chiaramonte” di come l’ha organizzata con la “non guida” di Torchi.

Qui non si tratta di aprire una polemica sulla teoria delle elites, ma non vi è dubbio che per esserci un seguito politico vero occorrono anche quelle.

Quella sera all’Azasi non vi era nulla di tutto questo: l’anima collettiva aveva assorbito le anime individuali tanto da far utilizzare, all’avvocato Scarso, gli “estintori scaduti” del palazzo comunale quale formidabile, geniale e giudiziaria arma contro Torchi. L’avvocato Scarso se non fosse stato aggredito dall’anima di “folla” avrebbe evitato quelle filippiche moraliste contro alcuni poteri forti modicani perché qualsiasi uomo sobrio si sarebbe chiesto perché lo sta facendo solo quando si è reso conto che quei “poteri” avevano chiuso in via definitiva il suo ingresso nel parlamento siciliano in sostituzione del dimissionario Leontini. E’ in questi pochi mesi che si è costituito questo potere economico onnipotente?

Nessuno, ormai anche a sinistra, coglie niente di strano nei personaggi che sono capaci a stare sia a sinistra che a destra con la massima naturalezza, personaggi che ovviamente sono buoni quando operano con loro e pessimi quando operano con gli altri.

Meno preoccupato di tutti ci è sembrato l’on. Borrometi che con l’intervento finale, quello di primo della classe, quello da libro stampato, quello dal quale tolti i luoghi comuni e le cose scontate non rimane veramente nulla, ci ha lasciato solo la sensazione che abbia voluto dire: “fate quello che volete ma io sono il candidato alle politiche, specie ora che forse vinceremo”. Ecco, se vi è una cosa di concreto che abbiamo colto è proprio questa: Borrometi è l’arma segreta vincente del centro destra modicano.

 

Un “Lombardo” “Scarso” darà l’autonomia alla Sicilia

 

Il bagaglino ha cessato di fare cassa perché la politica con i suoi politicanti riesce a fare meglio. Domenica 18 settembre 2005 presso  l’Hotel Principe d’Aragona si è tenuta una manifestazione provinciale del Movimento per l’Autonomia dell’eurodeputato Lombardo che ha creato nel consiglio comunale di Modica una testa di ponte con l’avvocato Scarso, ex Forza Italia.

Ha reso gli onori di casa il nostro piccolo belusconi reduce di tante battaglie, prodotto di tanti miasmi democristiani, sempre fedele al motto militare “presidiare tutto”: io mi metto con Lombardo, mio nipote lo metto a destra e mia … la metterò a sinistra (vedrete).

Il nostro piccolo berlusconi, non ha perso l’occasione di arricchire la sua raccolta di frasi celebri che un nostro amico ha in animo di pubblicare, trattando gli  extraurbani [saranno gli abitanti delle campagne?] come se fossero degli extracomunitari. Il Mastella modicano ha introdotto il “Lombardo” che salverà la Sicilia, mentre lui e l’avvocato Scarso provvederanno a salvare Modica e dintorni [anche gli extraurbani?]. Il “nostro” ha creato il clima delle grandi battaglie elogiando il “coraggio del Lombardo” con tanta enfasi e tali esagerati, inopportuni e servili aggettivi da costringere il “Lombardo” ad invitare, nel suo intervento, i suoi scudieri ad abbassare i toni.

Da un punto di vista politico nulla di nuovo: presenti tutti i trombati dell’UDC e di Forza Italia. Della provincia di Ragusa. Pensate costoro con Lombardo in testa che non sono riusciti a far valere lo Statuto siciliano ora si riciclano diventando sicilianisti. Dopo aver deriso per tanto tempo chi si è sempre battuto da posizioni sicilianiste ora scoprono l’“orgoglio sicilianista”: Quando la vecchia democrazia cristiana aveva coliche intestinali espelleva gruppi e gruppetti, il Movimento per l’autonomia è una “espulsione” di quella cultura.

L’unica nota stonata è venuta da Ernesto Lorefice, che seppure corteggiato un pò da tutti ha manifestato le sue riserve con un intervento veramente sentito e fuori dal coro e dalla mediocrità che si avvertiva nell’aria.

 

Torchi e Ruta richiesti dagli organizzatori del palio di Siena

 

La fontana dello stretto, che tanti giudizi negativi sollevò, è il simbolo di quanto la destra sia identica alla sinistra: la sinistra la progettò e la destra la realizzò.

La “Giostra dei Chiaramonte”: la sinistra la inventò e la destra la osteggiò per poi rilanciarla.

La “Giostra dei Chiaramonte” nella sua genesi evidenzia tutta la modestia della sinistra e la sua pochezza di idee. In un’ottica in cui in qualsiasi cosa vi è sempre qualche traccia di positivo, però, la istituzione della giostra ha consentito di evidenziare la mediocrità dei demoforzisti con un Sindaco che osteggia la nascita di tale boiata per poi rilanciarla in maniera provinciale, e con un concentrato di disorganizzazione e di superficialità culturalmente e politicamente immisurabile, come ha messo in evidenza l’andamento dell’ultima giostra, in cui un cavallo è divenuto l’eroe, in una diretta televisiva esilarante e parossistica.

Un cavallo che diviene un eroe per coprire inaccettabili superficialità e carenze di pianificazione dove abbiamo avuto Sindaco, assessori, fantini e quanti altri esponenti di una politica tuttologa e presuntuosa, improvvisarsi competenti di cavalli e corse di cavalli oppure, scegliete, per non allontanarsi dalla mediocrità, incapaci di scegliere le persone giuste per organizzare bene eventi del genere.

E non ostenti aria di sufficienza l’ex sindaco Ruta, perché se gli organizzatori del Palio di Siena chiederanno l’intervento di esperti modicani oltre a Torchi chiederanno anche la sua presenza perché tutti ricordano che in una delle sue “Giostre” un cavallo cadde e lui prese il microfono in mano per raccomandare di andare piano dicendo che il tempo non influiva (sic) sulla gara.

Noi abbiamo più volte invitato l’Amministrazione ad organizzare qualche evento che sia in ordine con la tradizioni e la natura del popolo modicano. Una giostra come è stata fin’ora realizzata è una puttanata colossale. Questi eventi richiedono un retroterra sportivo e culturale alle spalle che Modica non ha. Se così fosse stato gli organizzatori della giostra non avrebbero trovato nessun fantino disposto a far soffrire e morire il proprio cavallo su quel terreno.

Via… non è successo nulla; è stato l’incontro di ignoranza e presunzione: questa è la vera giostra, la giostra degli a….., che purtroppo sta divenendo, nella nostra classe politica, una …tradizione.