Querelle

Carmelo Modica

Carmelo Carpentieri

 

Già da tempo, io su Carta Bianca e “Terzo Occhio”, su due distinte rubriche nel mensile Dialogo, trattando della qualità della cultura politica modicana avevano espresso decise e fortissime riserve su alcuni politici tra i quali Carmelo Carpentieri ed il nipote Girolamo Carpentieri.

Con l’articolo “La defuntocrazia di Carmelo Carpentieri” da me scritto su La pagina del 12 febbraio 2006,il Carpentieri zio decideva di “scendere in campo” e faceva pervenire una lettera al direttore de La Pagina” ed al direttore del Dialogo, e con frasi da querela mi attaccava. La lettera da una diveniva trina perchè su richiesta dei due direttori veniva dall’interessato depurata di qualche vocabolo insano. Noi rispondevamo alla lettera trina su Dialogo.

Ho deciso di pubblicare l’intero carteggio perchè secondo me contiene tutti gli elementi per farsi una idea della qualità della cultura politica modicana, esprimendo modi di essere e di sentire che sono comuni, in maniera più o meno marcata, a tutta la direzione della politica modicana.

Il dossier contiene : Il mio articolo che fece sbottare, in maniera scomposta, il già incavolato Carpentieri, le due lettere del Carpentieri e la mia risposta ed infine la contro replica del Carpentieri. Per una migliore consapevolezza delle singole ‘povere argomentazioni’, mi è sembrato necessario aggiungere delle mie note alle lettere del Carpentieri che non ho ritenuto di inserire, proprio perchè povere, nella mia risposta su Dialogo.Ho inserito tali note dentro parentesi quadre.

Chi leggerà in maniera completa l’intero dossier si renderà conto del “passo” diverso di cui disponiamo e, di conseguenza comprenderà perchè abbiamo deciso che non risponderemo sulla stampa mai alle sue eventuali invettive se non attraverso azioni giudiziarie; ovviamente non rinunceremo a stigmatizzare quanto politicamente rilevante, con serenità, severità ma con la massima correttezza.

 

scrive Carmelo Modica

La pagina 12 febbraio 2006

La defuntocrazia di Carmelo Carpentieri

C'era una volta la politica dove la più periferica e piccola sezione di partito, dopo animate discussioni esprimeva i suoi "delegati al Congresso Provinciale" con un preciso mandato (da qui il termine delegato). Questi esprimevano i "delegati al Congresso Nazionale" che eleggevano il Segretario Nazionale.

Poi i democristiani seguiti da tutti gli altri partiti, pensarono di trarre potere dentro il partito, tesserando pure i defunti ed inconsapevoli cittadini tratti dagli elenchi telefonici. Solo i comunisti non ebbero necessità di ricorrere ai morti, riuscendo con altri meccanismi scientifici a tenere sotto strettissimo e "democraticissimo controllo" i loro iscritti ed elettori.

Come sembrano lontani questi tempi che sono stati liquidati dagli stessi attori col termine di "partitocrazia".

Erano questi i pensieri che ci passavano per la mente, certamente favoriti dalla voce soporifera di Carmelo Carpentieri che introduceva, da coordinatore provinciale, i lavori del Primo (e, secondo noi, ultimo)  congresso Provinciale del "Movimento per l'autonomia". [Ragusa venerdì 27 gennaio alle ore 20 (e passa) dalle ore 18 previste dal copione, presso l'Hotel Mediterraneo].

La democrazia cristiana dava la tessera ai morti, la nuova democrazia dà la voce ai morti (politicamente).

La voce di Carpentieri, costante e calma, si diffondeva nella sala: quasi un rumore; tranquillità interrotta un paio di volte da improvvise enfasi oratorie "strappa applausi" che non riuscivano a scuotere i presenti sia perché eravamo in presenza dell'ennesima ripetizione di cose già dette fino alla noia e sia perchè il pubblico ascoltava pensando più a come far valere il suo "peso" che ad altro.

Per ravvivare l'ambiente il Carpentieri ricorreva allora ad una freddura, e, senza alcun cambio di tono della voce (errore),  rimproverando l'attuale deputazione provinciale di non essere riuscita nell'intento di far raddoppiare la larghezza della Ragusa Catania , diceva: "...l'unica cosa che sono riusciti a raddoppiare è stato in nome  in 1028..". La frase provocava un accenno di sorriso in quelli, pochi, che lo seguivano e che erano anche in attesa dell'immancabile "battuta involontaria e genuina" cui ci ha ormai abituati. Gli altri, i pensosi, capirono solo che era successa qualcosa... ma cosa?  e la cosa finì lì, in un silenzio glaciale di pochi attimi, senza neanche quell'applauso soccorritore che di solito toglie dall'imbarazzo l'oratore.

Carmelo Carpentieri non ci ha dato alcun elemento nuovo da poter annotare come novità.

Carmelo Modica

 

scrive Carmelo Carpentieri

Prima lettera

La pagina del 28 febbraio 2006

Lettera al direttore

Secondo l’uso corretto del giornalismo che so non Le è disconosciuto, Le chiedo di pubblicare questa lettera, in parziale risposta alla rubrica del sig. Carmelo Modica, pubblicata sul numero del 12.02 c.a. de La Pagina.

Iniziai a far politica per volontà dell’Associazione Commercianti di Modica, che volle partecipare, con una lista civica, alle Amministrative del 1975. Allora, senza televisioni o altro mezzo, fui eletto con 784 voti; nel 1978 la lista civica si sciolse e passai alla Democrazia Cristiana nella componente di Sinistra (Riformista Progressista…) e nel 1980 ebbi un successo strepitoso con 2145 voti, un suffragio popolare che il signor Modica se lo può sognare. D’altronde basta vedere cosa ha raccolto nelle diverse competizioni elettorali dove ha partecipato!

Quello fu un successo che mi portò allo scontro con due leader della DC dell’epoca, l’onorevole Nino Avola e il professore Saverio Terranova. Il dibattito fu talmente aspro all’interno del partito, che mi spinse ad abbandonare la Democrazia Cristiana nel 1986.

Di conseguenza i morti, come il sig. Modica asserisce, delle tessere ai morti, non appartengono alla mia cultura, né si sono mai ribellati, diversamente dal sottoscritto.

Una cosa è certa, che i Partiti di allora erano il luogo di ampi dibattiti e di crescita della classe politica.

Nel 1987 aderii al PSDI (partito Riformista Progressista…) e nella qualità di Segretario Provinciale, in soli cinque anni, portai il partito dal 2% all’8% provinciale.

Nel 1992, il sottosegretario alle Finanze dell’epoca, onorevole Dino Madaudo, mi impose di inserire nel direttivo provinciale un pluripregiudicato di Vittoria (successivamente condannato all’ergastolo). La pressione e l’insistenza del sottosegretario Madaudo all’inserimento di un personaggio da me non accettato mi portò alla decisione di dimettermi dal PSDI e, amareggiato, abbandonai la vita politica.

Le ricordo che, insieme a tantissimi personaggi politici, il sottoscritto è fra quelli che hanno promosso in quegli anni le uniche strutture esistenti realizzate a Modica: elettrificazione in tutto il territorio modicano, Piscina, Campo Sportivo, PalaRizza, fognatura in tutti i quartieri periferici della Città, copertura degli alvei di San Francesco La Cava, Via Fontana, Viale Medaglie d’Oro e Via Tirella, Viadotto di Modica Alta, Auditorium di Marina di Modica, Lungomare di Marina di Modica ed altre ancora.

Il sottoscritto è stato l’ideatore e il promotore delle prime iniziative, a Modica, per la promozione della Città: il Presepe Vivente nella zona suggestiva di San Paolo, il Carnevale (con la partecipazione di n.12 Carri Allegorici), il Venerdì Santo, etc.

Nel 1987 Marina di Modica divenne la prima località turistica del versante Siracusa – Gela con innumerevoli iniziative di intrattenimento e sociali.

Nel privato, il sottoscritto, insieme a suo fratello, è stato il primo ad aver allocato un’attività commerciale fuori dalla Città creando le basi per l’attuale Polo Commerciale di Modica.

Sette mesi fa sono stato coinvolto dall’entusiasmo del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, e per quattro mesi sono stato Coordinatore Provinciale del Movimento.

L’Autonomia che l’On. Lombardo predicava nell’ultimo periodo si è manifestata crudelmente, quando il sottoscritto ha chiesto con forza l’intervento dell’Assessore Regionale alla Sanità, Giovanni Pistorio, in Provincia di Ragusa su tre gravi problemi: precari, ospedale Busacca e aviaria, ma lo stesso non ha ritenuto di intervenire per far sentire la presenza del Movimento a favore della provincia di Ragusa, la quale viene considerata una colonia di Catania.

L’accordo con la Lega Nord mi ha lasciato molto perplesso, anche perché il sottoscritto, Siciliano e Sicilianista convinto, ha una totale incompatibilità politica con questo movimento antimeridionale.

Sono nato Riformista Progressista e lo sono tuttora; adesso penso che il suo vuoto sia riempito!

Diversamente da Lei, sig. Modica, che si alza la mattina per fare i funerali a qualche personaggio, grazie ai sacrifici finanziari e passionali di qualche editore che le consentono di esprimere i suoi giudizi funerei.(1) [Qui emerge la mentalità del personaggio che vede sacrifici dappertutto. Pensare che i direttori dei due giornali locali ospitino i miei articoli facendo un sacrificio è indefinibile senza recare offesa.]

In merito “alle puttanate su quali risorse ha dato il Sud al Nord dopo l’unità d’Italia”, l’umiltà non alberga nel suo animo, perché la sua tracotanza si manifesta nei suoi scritti pieni di sentimenti astiosi e rancorosi verso il sottoscritto.

Desidero ricordare al sig. Modica che, quando Lui veniva accudito, foraggiato (2) [ Il problema è di scegliere tra ritenere che avere cura del figlio significa foraggiare oppure siamo in presenza di assoluta ignoranza del significato del termine] e mantenuto a scuola da suo padre, il sottoscritto all’età di 10 anni fu sottratto dalla scuola per lavorare duramente come un uomo di 20 anni, schiacciando giornalmente con una mazza di ferro le pietre di gesso (pisari u’issu); e stessa sorte toccò a mio fratello, a distanza di soli due anni, perché allora vi era la necessità di lavorare per poter vivere, perché mio Padre sapeva che stava per morire per le malattie contratte quando era militare nell’ultima guerra e noi non avevamo altro che il nostro lavoro per sopravvivere; all’epoca non esistevano le pensioni che lei conosce molto bene!

Ho iniziato a studiare a 38 anni e del mio periodo di poca istruzione ne sono orgoglioso.

Lo studio giovanile mi manca e mi lascia tanta amarezza per la violenza subita (3) [Da chi ha subito la violenza?] a dieci anni; ma sono e sarò sempre grato a mio Padre per avermi insegnato la vita reale, piena di valori e di tanto rispetto verso gli altri.

Diversa è la sua storia, sig. Modica, e per accrescere la sua conoscenza, lo invito a leggersi il testo universitario che la facoltà di Scienze Politiche di Catania ha adottato per l’esame di Economia Politica, da me sostenuto il 14.07.1998, ottenendo come voto 27: Storia dell’Industria in Sicilia, di Orazio Concila – Editore Laterza – 1995.

Per quanto poi riguarda la rotonda del bivio per Marina di Modica (così come scrive il sig. Modica), e per chi non lo sapesse, la Ditta Carpentieri ha dato circa 600 mq. (4) [L’istituto dell’espropriazione non poteva essere applicato?] di terreno per eliminare quei famigerati semafori che bloccavano la viabilità, consentendo così di creare una rotatoria, una corsia direzionale e un marciapiede; l’altra rotatoria, caro signor Modica, non è viabilmente corretta, perché realizzata dentro un parcheggio: si da la precedenza alle macchine che escono dal parcheggio stesso (5) [Eppure per ottenere la patente occorrerebbe conoscere la segnaletica: forse ha guardato un’altra rotonda.] e si creano ingorghi e pericolo. (6) [La differenza è che il parcheggio di Solaria è un parcheggio privato perchè regolato da sbarre di accesso ad uso esclusivo degli esercizi commerciali, quello adiacente a Bruno, Oviesse ecc è utilizzabile anche ad esercizi commerciali chiusi, quindi per il diritto della circolazione è un luogo soggetto a pubblico passaggio.]

La sua osservazione in merito mette in evidenza il perché, di tutti i suoi progetti sulla viabilità, da lei presentati alle varie amministrazioni come esperto del traffico (sic!) siano miseramente falliti e abbiano provocato agli enti pubblici solo inutili costi finanziari.

Per quanto riguarda l’attività commerciale, la Ditta Carpentieri ha sempre operato tenendo presente: servizi, qualità e prezzo, e non ha mai avuto bisogno della viabilità per fare ciò che ha fatto in 35 anni di attività! Basta vedere gli scontrini che, quotidianamente, battono le casse al bar della Galleria Solaria.

Aspetto il suo articolo di risposta nel merito di quanto ho scritto, solo al fine di poterle ancora rispondere, in modo che i lettori possano finalmente conoscerla e conoscere la sua vita politica di fascista che non ha disdegnato qualche incarico conferito dalla sinistra.

Carmelo Carpentieri

 

scrive Carmelo Carpentieri

Seconda lettera

 A Piero Vernuccio, direttore responsabile DIALOGO marzo 2006

 

Secondo un uso corretto del giornalismo che so non Ti è disconosciuto, Ti chiedo di pubblicare questa lettera, in parziale risposta alla rubrica mensile di Carmelo Modica, pubblicata sul numero del 12.02 de La Pagina, e degli articoli precedentemente pubblicati dallo stesso su DIALOGO, insieme al suo compagno di merende Terzo Occhio, dandole lo stesso spazio e la stessa rilevanza e assumendomi tutta la responsabilità di quanto scrivo.

Non so se Terzo Occhio sia lo stesso Modica o se i due siano solo compagni di merenda; comunque sono personaggi che, grazie a Luisa Montù e Piero Vernuccio, ai loro sacrifici finanziari ed alla loro passione, possono trasmettere tutti i loro sentimenti distruttivi, attraverso articoli dove non c’è rispetto verso i personaggi di cui si parla, in rubriche che dovrebbero avere come titolo “Terrorismo personale!”. (7) [Qualsiasi critica che ostacola l’immagine che il politico vuole dare di se è vista dall’interessato come atto di terrorismo: ma sanno costoro il vero significato di terrorismo?]

Premetto che il sottoscritto ha ritenuto doveroso rispondere a questo signore per i sentimenti astiosi e rancorosi di cui trasudano i suoi articoli verso il sottoscritto.

Desidero ricordargli, che quando lui veniva accudito e mantenuto a scuola da suo padre, io, all’età di 10 anni, fui sottratto alla scuola per lavorare duramente, come un uomo di 20 anni, schiacciando giornalmente con una mazza di ferro le pietre di gesso (pisari u’ issu); e stessa sorte toccò a mio fratello a distanza di soli due anni. C’era la necessità di lavorare per poter vivere, perché mio Padre sapeva che stava per morire per le malattie contratte quando era militare nell’ultima guerra, e noi non avevamo altro che il nostro lavoro per sopravvivere; all’epoca non esistevano le pensioni.

Diversa è la storia del signor Modica, che, dopo essere stato mantenuto dai suoi genitori, si iscriveva all’Accademia militare, studiando e laureandosi a spese della collettività, perché per lo Stato lui doveva essere un investimento negli anni. Invece, Modica si collocò giovanissimo in pensione. Io non so se lui è un pensionato baby (8) [Assenza di scrupoli: dopo aver militato in un partito che “ha dato la cecità a chi vedeva bene pur di pensionarlo, considera illegittima l’applicazione di una legge dello Stato e poi pur dimostrando di far bene i conti con i suoi scontrini di cassa, non distingue una pensione di anzianità normale] o furbo, oppure sia stato messo a riposo perché ha subito qualche menomazione per causa di servizio. (9) [Lui non sa niente di niente, e lo scrive: non documentarsi è superficialità e quindi manifestazione di ignoranza.] Una cosa è certa: il signor Modica ha vissuto una vita da pensionato, o baby o furbo! E adesso si sveglia la mattina, con l’unico scopo di distruggere tutto, cercando personaggi da traslare nei suoi scritti, per fargli il funerale. Che peccato la tanta istruzione e i tanti costi che lo Stato (e di conseguenza la collettività) ha sostenuto per generare questo bel soggetto di pensionato baby o furbo!

Un uomo non solo istruito ma anche intelligente, non sarebbe mai sceso così in basso, come invece ha fatto il signor pensionato, cercando di sfruttare con meschinità il mio periodo di poca istruzione, (10) [Io ho scritto nel 2006, cioè nel periodo di sua, suppongo, ‘maggiore istruzione’, considerato che è lui stesso a dire, in altra parte delle sue lettere, che il suo “periodo di poca istruzione” in pratica finisce all’età di 38 anni. Come, dove e quando, quindi, io avrei sfruttato questo suo periodo di poca istruzione? ] senza minimamente pensare che io di quel periodo ne sono, invece, orgoglioso! Lo studio giovanile mi manca e mi lascia tanta amarezza, la violenza subita a dieci anni; ma sono e sarò sempre grato a mio Padre per avermi insegnato la vita reale, piena di valori e di tanto rispetto verso gli altri! (11) [Questa lettera ne è la prova.] Ho iniziato a studiare a 38 anni, forse proprio quando il signor Modica diventava pensionato baby, furbo o di servizio.

Scrive ancora del mio “girovagare da un partito all’altro pilotato dalla bussola del potere”. Per sua conoscenza e per riempire la sua tabula rasa, gli ricordo che politicamente, apparteniamo da sempre ad una famiglia di Riformisti Progressisti.

Quando mio Padre morì, aveva la tessera di un partito; mio zio, Salvarore Buffa, per essere socialista, fu scomunicato dalla Chiesa e per avere il posto in ferrovia, che gli toccava di diritto perché orfano di genitori morti in guerra, dovette aspettare nove anni! (12) [Ma perchè la qualità politica dei genitori o dello zio devono trasferirsi a figli e nipoti? Di ciò ci si può vantare? E poi: ma tutto ciò cosa c’entra?]

La mia vita politica inizia per volontà dell’Associazione Commercianti di Modica, che volle partecipare, con una lista civica, alle Amministrative del 1975. Allora, senza televisioni o altro mezzo, fui eletto con 784 voti; nel 1978 la lista civica si sciolse e passai alla Democrazia Cristiana nella componente di Sinistra (Riformista Progressista...) e nel 1980 ebbi un successo strepitoso con 2.145 voti, un suffragio popolare che il signor pensionato se lo può sognare. D’altronde basta vedere cosa ha raccolto nelle diverse competizioni elettorali dove ha partecipato! Quello fu un successo che mi portò allo scontro con i due leader della DC dell’epoca, l’onorevole Nino Avola e il professore Saverio Terranova. Il dibattito fu talmente aspro all’interno del partito, che mi spinse ad abbandonare la Democrazia Cristiana nel 1986. Nel 1987 aderii al PSDI (partito Riformista Progressista...) e nella qualità di Segretario Provinciale, in soli cinque anni, portai il partito dal 2% all’8% provinciale. Nel 1992, il sottosegretario alle Finanze dell’epoca, onorevole Dino Madaudo, mi impose di inserire nel direttivo provinciale, un pluripregiudicato di Vittoria (successivamente condannato all’ergastolo). La pressione e l’insistenza del sottosegretario Madaudo all’inserimento di un personaggio da me non accettato, mi portò alla decisione di dimettermi dal PSDI e, amareggiato, abbandonai la vita politica.

Signor pensionato, sono nato Riformista Progressista e lo sono tuttora; adesso penso che il suo vuoto sia riempito!

In merito “alle puttanate su quali risorse ha dato il Sud al Nord dopo l’unità d’Italia”, la invito a leggersi il testo universitario che la facoltà di Scienze Politiche di Catania indica: Storia dell’Industria in Sicilia, di Orazio Concila – Editore Laterza – 1995, esame di Economia Politica, da me sostenuto il 14.07.1998, ottenendo come voto 27!

Per quanto poi riguarda la rotonda del bivio per Marina di Modica (così come scrive il pensionato furbo), per chi non lo sapesse, la Ditta Carpentieri ha dato circa 600 mq. (13) [Veramente un dono privo di ogni interesse personale!] di terreno gratuitamente, per eliminare quei famigerati semafori che bloccavano la viabilità, consentendo così di creare una rotatoria, una corsia direzionale e un marciapiede; l’altra rotatoria, caro signor pensionato baby o furbo, non è viabilmente corretta, perché realizzata dentro un parcheggio, si dà precedenza alle macchine che escono dal parcheggio stesso e si creano ingorghi e pericolo. La sua osservazione in merito, mette in evidenza il perché tutti i suoi progetti sulla viabilità, da lei presentati alle varie amministrazioni come esperto del traffico (sic!) siano miseramente falliti e hanno provocato agli enti pubblici solo inutili costi finanziari. Per quanto riguarda l’attività commerciale, la Ditta Carpentieri ha sempre operato tenendo presente servizi, qualità e prezzo, e non abbiamo mai avuto bisogno della viabilità per fare ciò che abbiamo fatto in 55 anni di attività! Basta vedere gli scontrini che, quotidianamente, battono le casse del bar della Galleria Solaria. (14) [L’anima di commerciante ha il sopravvento.]

Aspetto il suo articolo di risposta nel merito di quanto ho scritto, solo al fine di potergli ancora rispondere, in modo che i Lettori possano finalmente conoscerlo.

Carmelo Carpentieri

 

scrive Carmelo Modica

Lettera al Direttore DIALOGO marzo 2006

Sì, Noi siamo: presuntuosi!

Carmelo Carpentieri con una lettera al Direttore de "La Pagina" ed una al direttore di "DIALOGO" ha reagito ad una serie di osservazioni che in entrambi i giornali avevamo rivolto sul suo modo di intendere la politica. Terminata la lettura di entrambe  le suddette lettere ci siamo subito chiesti se rispondere o no.

Le missive sono un autoritratto: mai saremmo riusciti a trovare parole più adeguate di quelle che è riuscito a scrivere lui per autodefinirsi. Egli si difende dall'accusa di voltagabbanismo facendo l’elenco puntuale di tutte le liste di tutti i movimenti e partiti di tutti i colori frequentati e diretti, senza rendersi conto che, in tal modo, si definisce da se stesso medesimo per quello che vuole negare di essere.

Spinto da un giusto orgoglio scrive un curriculum di tutta la sua vita privata andando fuori tema: mai abbiamo espresso giudizi di valore su di essa che, se mai ve ne fosse stato motivo, di certo sarebbero stati davvero positivi. Ci siamo chiesti, come superare questo limite tipico del democristiano di con-fondere il privato con il politico?

Mentre Nero (Wolfe), uno dei nostri cani modicani, ci guardava seduto e scodinzolante, pensavamo come controbattere, tanto per cominciare, all’accusa di incompetenza in materia di traffico. Ci siamo chiesti: in fondo noi, che non siamo né ragionieri né commercianti, quali titoli avevamo ed abbiamo per dissertare con competenza di traffico? Cosa volete che possa valere l'aver frequentato l'Accademia militare, l'aver conseguito la laurea in Scienze Politiche e l'aver avuto la direzione di un Comando provinciale di Polizia stradale di una certa importanza?

Mentre eravamo assorti in queste riflessioni, Nero non la smetteva di scodinzolare, e di sicuro non gliene fregava più di tanto dei nostri pensieri, avendone lui uno solo: il destinatario di quel biscotto che tenevamo in mano.

Pur avendo letto moltissimi libri e consultato dizionari ed enciclopedie, non abbiamo ancora capito a quali testi abbia attinto Carpentieri per acquisire le sue terminologie. Quando attribuisce al nostro padre (con la pi minuscola a differenza di Suo Padre!) la colpa di averci “accudito, foraggiato e mantenuto”, ci chiediamo se abbia contezza del significato di “foraggiare”.

Non ci sfiora neanche il pensiero che Carpentieri cerchi una querela dandoci delle bestie, visto che il foraggio è l’alimento del bestiame. Più semplicemente, riteniamo che Egli non conosca il significato di parole come "compagni di merenda", "meschinità", "foraggiare"; buon per lui se lo apprenderà da un vocabolario anziché aspettare che sia qualche giudice a farlo nel dispositivo di qualche sentenza.

Ma basterebbe un dizionario? O servirebbe anche la definizione dei criteri di analisi necessari per sviluppare ragionamenti complessivi?

Problema complesso, ma non per il nostro cane, il quale era riuscito a risolvere il suo con rapidità unica, togliendoci dalle dita e divorando ingordamente quel biscotto che aveva fissato per tanto tempo.

Ci veniva il dubbio: può un riformista progressista immaginare che su un argomento squisitamente tecnico, un “fascista” può ricevere l'incarico di esperto da un “comunista?"  E potrebbe mai superare, senza sbandamenti psicologico-culturali, l'idea che è possibile ricevere incarichi che non siano stati oggetto di "mercato delle vacche"? E meno male che, forse, ha dimenticato che fummo candidati come "Assessore", noi fascisti, in una giunta di sinistra capeggiata dal prof. Colombo.

Ed ancora, qual'è il concetto di cultura di chi ostenta un 27, ignorando l’esistenza del 30 e lode, che spesso qualcuno consegue come votazione normale, pur non provenendo dalla ragioneria? O come si può parlare di politica con chi elenca le tantissime cose fatte delle quali ciascun politico del tempo, con manifesti murali, si attribuì la paternità e che tutti ascrivono alla propria attività politico-amministrativa? O ancora, come far comprendere a chi ha navigato tra tante formazioni politiche che il nostro onore si chiama fedeltà?

Come potremmo fargli capire che oltre alle pensioni baby (ammesso che siano illegali) esistono quelle di anzianità che si raggiungono con 35 anni di servizio e senza menomazioni fisiche? Oppure dobbiamo pensare che al legale utilizzo delle leggi approvate nel Parlamento Italiano magari dai suoi amici democratici cristiani il Carpentieri preferisce quelle che, sempre i suoi amici democratici cristiani, nelle "bettole" delle loro sedi riuscivano a fare attribuire pensioni di invalidità civile ai ciechi vedenti, ai ciechi autisti e così via?

E' possibile discutere con chi anche è oggetto di un'accusa solo politica, non controlla le pulsioni di “commerciante” per "vendere" servizi “qualità prezzo" della sua ditta, "dimostrata dalla quantità di scontrini" del suo bar, e poi dimostra di perdere l'indiscusso acume di commerciante quando esibisce i suoi eccezionali 784 ed i suoi 2145 voti elettorali senza alcun riferimento alla percentuale sui voti di lista? E’ forse un seguace di Totò che ritiene essere “la somma che fa il totale", oppure non sa che c'è chi ha preso più del 40% dei voti di lista?

Conosce l'esistenza di persone che sono state capaci, spendendo soldi propri senza "foraggio altrui" di proporsi, senza alcuna speranza di successo, neanche indiretto, in due candidature nazionali ed una regionale?

Il nostro cane se ne fregava di questi pensieri ed aveva ripreso a fissare le nostre mani per controllare se ne veniva fuori qualche altro biscotto. Beato lui!, pensavamo, mentre si riproponeva l'interrogativo iniziale “se” rispondere o meno al saccente “attacco" di Carpentieri.

Forse temevamo l'arma finale del Carpintieri: il sig. Modica è un fascista!

A nulla varrebbe l'assicurare che noi nascemmo due mesi prima che Mussolini fosse ucciso e perciò non potemmo appartenere al regime Fascista, del quale recepimmo il Progetto politico ma non il Regime il quale trasmise i suoi nefasti geni al regime democristiano assiduamente frequentato dal Carpentieri.

La passione con la quale i nostri pensieri si inseguivano, traspariva dal nostro volto tanto che Nero ci sembrò preoccupato. Con un segno lo tranquillizzammo e così tornò a scuotere la coda, ma noi non riuscivamo risolvere il nostro dilemma..

All'improvviso ci venne in mente il rimprovero spesso rivoltoci da un carissimo amico comunista: "Tu hai paura di ‘apparire’ presuntuoso, senza esserlo, e non vuoi vedere la ‘reale’ presunzione degli altri".

E’ allora che abbiamo visto la presunzione di Carpentieri: scrivere senza conoscerci, senza aver letto i nostri studi; scrivere con orgoglio del periodo della poca istruzione, come se pisari u ‘issu  con una mazza di ferro escludesse la possibilità di formarsi comunque una cultura, oggetto differente dalla politica nella quale pretende di colpire l’avversario con una mazza di gesso.

Ecco perché rispondere! Anche perchè ch’egli sappia che non potrà mai essere oggetto del nostro rancore. Il rancore, siccome l’amore, è sentimento forte, impegnativo per chi lo esprime, che richiede destinatari che abbiano i requisiti per meritarlo.

Una cosa è vera: noi conosciamo e stimiamo Terzo occhio, lo abbiamo scritto mille volte. Ci incontriamo, periodicamente nell'ora del the e, quindi, possiamo essere "compagni di merenda". I risultati degli incontri saranno riportati nell'"Intervista a terzo occhio" che sarà pubblicata prima delle prossime elezioni comunali, dove, in appendice, riporteremo integralmente tutti i documenti che riguardano questa nostra querelle".

Rasserenati dalla conclusione raggiunta, guardammo Nero. Se ne stava sempre seduto davanti a noi, le orecchie diritte per l’attenzione, l’umido muso fermo e la coda in moto, ad aspettare il prossimo presunto biscotto. Se avesse anche guaito la sua richiesta, ci avrebbe colto il sospetto di avere, fra gli altri, accudito, foraggiato e mantenuto un cane Riformista Progressista.

 

Esame in "Antropologia democristiana"

(Carta bianca Dialogo marzo 2006)

Particolarmente idonee al nostro tentativo di porre chiarezza nella interpretazione della cultura politica modicana sono le dichiarazioni di Carmelo Carpentieri nella conferenza stampa tenuta per motivare le dimissioni da Coordinatore Provinciale del Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo.

Useremo il sistema utilizzato nella corrispondenza digitale, riportando in corsivo quanto La Sicilia del 6 febbraio 2006 ed il "Giornale di Sicilia del 9 febbraio attribuiscono, fra virgolette, a Carpentieri, facendone seguire le nostre osservazioni. Le sottolineature del testo virgolettato sono nostre.

 

"Lascio perché l'autonomia del movimento è solo di facciata. Il leader Raffaele Lombardo predica autonomia da Roma mentre struttura il suo movimento con intendenti e campieri che cercano di fare della provincia di Ragusa una colonia per i suoi amici catanesi."

 

L'ex coordinatore provinciale del Mpa conoscerà quale sia la figura del "campiere" e di quanto grave risulti questa accusa non solo nei riguardi di Lombardo ma nei suoi stessi confronti, se non spiega da quale democratica assemblea lui stesso fu democraticamente designato Coordinatore Provinciale del Movimento per l'autonomia.

 

"... quando abbandonai la politica contro le imposizioni mafiose e dall'alto.."

 

Qui evoca scenari sintomatici di un mondo di provenienza equivoco. Non si può pensare di dire che venne espulso dalla politica per "imposizioni mafiose" senza riflettere sul fatto che simili dichiarazioni meriterebbero più un colloquio con la Magistratura che una esternazione a giornalisti.

 

"...L'intromissione di Nino Minardo ha portato un modo di fare politica con appropriazione di un potere politico conquistato da altri. Qualcuno ha tolto dalla provincia un eletto dal popolo per inserire suo figlio, con la cassaforte dell'Aapit l'unico ente con i soldi con cui si possono foraggiare gli amici ed iniziare la campagna elettorale....".

 

Queste parole di Carpentieri disegnano una realtà politica modicana in cui il denaro si intreccia con la politica in maniera misteriosa e quasi esoterica. Un alchemico processo di trasformazione fa si che la cassaforte dell'Aapit non “foraggia” gli amici quando dipende dal parente "l'eletto dal popolo", ma “foraggia” la campagna elettorale quando è governata dal figlio dell'avversario politico.

In pratica l'ex Coordinatore Provinciale del Mpa ci ha detto, con una chiarezza unica, di come vanno le cose nelle cosiddette stanze dei bottoni. Questa descrizione è un capolavoro di microfisica del potere che nell'esame di "antropologia democristiana" meriterebbe ben più di 27 30esimi, se non la lode, il bacio accademico e il diritto di pubblicazione.

Carmelo Modica

 

 

Terza lettera

 

In conclusione riportiamo la ulteriore lettera di Carmelo Carpentieri così come è stata pubblicata, titolo compreso su Dialogo. Una lettera da “gustare” perchè nel tentativo di strappare un sorriso fa emergere, fra le righe  chiari gli elementi base della cultura politica modicana.

 

 

’U sceccu ri Cappintieri

Su Dialogo aprile 2006

 

Sullo scorso numero di DIALOGO abbiamo pubblicato l’intervento di Carmelo Carpentieri e la conseguente risposta di Carmelo Modica. Da parte nostra premettevamo: “auspichiamo che questo “incontro-scontro” dialettico finisca qui, essendoci sembrato esaustivo”.

Ci giunge però una ulteriore nota di Carmelo Carpentieri – di seguito pubblicata – che, in verità, poco aggiunge nella sostanza all’espressione delle due precedenti contrapposte posizioni.

In coerenza alla nostra premessa avremmo potuto cordialmente invitare Carmelo Carpentieri a ritirare la richiesta di pubblicazione.

Ma alcune “righe gioiello” ci costringono – a servizio dei nostri Lettori – alla pubblicazione. Ci riferiamo alla seconda parte della nota, laddove l’Autore cita del suo somaro in un racconto allegorico che di sicuro entrerà nella storia della cultura popolare locale. Capita talvolta che un personaggio si perpetui nella memoria della comunità non tanto e solo per i suoi maggiori meriti (nel caso specifico di Carpentieri: la sua indiscussa capacità imprenditoriale), ma per accadimenti minori che pur segnano la percezione collettiva.

Il titolo che abbiamo dato alla presente colonna non deve nel modo più assoluto dare spazio ad interpretazioni di nostri intenti irrispettosi nei confronti di Carmelo Carpentieri. È solo il titolo che meglio si confà alla dizione con cui questo racconto resterà nella storia locale.

Ritornando alla querelle Modica-Carpentieri, abbiamo invitato e pregato il nostro collaboratore Carmelo Modica a non procedere ad ulteriore suo intervento di risposta.

P.V.

scrive Carmelo Carpentieri

A Piero Vernuccio, Direttore di DIALOGO aprile 2006

“54 e doppia lode!”

 

Essere presuntuosi può significare essere consapevoli delle proprie idee, anche se esse non sono condivise dagli altri. Invece il Sig. Modica, pensionato baby, ha la presunzione che quello che dice o scrive è la verità e pensa che tutti pendano dalle sue labbra... tutto questo è farneticante!

La mia lettera, pubblicata su DIALOGO di marzo, ha contribuito a fare incontrare i compagni di merenda, a cui, nell’occasione, si è aggiunto pure un povero cane, che sperava nella generosità dei compagni. Un bel terzetto: un cane, Terzo Occhio e un pensionato baby! Povero animale, dove è finito! Così, dopo tante considerazioni intellettuali, elencando studi e competenze, l’allegra compagnia, grazie alla loro presunzione di grandi studiosi e di uomini di immensa cultura e illusa che la città aspetti con ansia i risultati dei loro studi e della loro grande sapienza, arriva alla conclusione di rispondere alla mia lettera.

Quale grande onore il sottoscritto ha ricevuto nell’averli impegnati a pensarmi per un po’, distogliendoli dalla noia delle loro giornate! Loro, spinti da tanti dubbi per cercare di capire da quale dizionario ho preso la terminologia utilizzata nella mia risposta su DIALOGO. Vi prego di non sforzarVi troppo, perché, e ormai l’avete capito perfettamente, i vostri cervelli potrebbero andare in tilt! Credetemi, è un consiglio per il Vostro bene, per avere una vecchiaia serena; col cuore, Vi consiglio una visita specialistica particolare...

Avete scritto bene, non siete “né ragionieri, né commercianti”, (15) [E’ noto infatti, che commercianti e ragionieri sono indicati come unità di misura del buon senso.] perché vi manca quel buon senso che appartiene a quelle persone rispettose delle idee degli altri. Non occorrono, poi, titoli di competenza sul traffico, per rendersi conto di quello che avviene nel sistema viario della città; basta il buon senso e valutare come si circolava prima e quali conseguenze hanno apportato le successive modifiche... vero pensionato baby?

In merito poi al fatto che “un fascista può ricevere l’incarico di esperto da un comunista”, è naturale che può succedere! Poi, però, deve dimostrare di dare risultati: quale risultato ha ottenuto dal nostro pensionato baby l’allora sindaco Meno Ruta, nominandolo esperto del traffico? (16) [Questa è la madre di tutte le cantonate. La pietra angolare di tutte le sue argomentazioni crolla davanti ad una realtà incontestabile che il Carpentieri avrebbe potuto evitare informandosi prima di scrivere: Il sindaco Ruta non mi diede alcun incarico inerente al traffico bensì sulla organizzazione del Corpo dei Vigili Urbani.] La risposta la si ha, osservando il traffico a Modica, che scorre nel caos più assoluto mentre, caro pensionato baby, la remunerazione che l’Amministrazione di Modica Le avrà versato, sarà stata parecchio scorrevole!

E in merito al mio 27 ottenuto nell’esame di Economia Politica, il sig. pensionato baby mi ricorda che esiste anche un 30 e lode. Grazie, per questa sua precisazione Sig. Modica, e nell’occasione Le ricordo che il suo 30 e lode ottenuto nell’Accademia Militare, altro non è che un suo preciso dovere, perché la frequenza d’accademia è anche retribuita economicamente. Le spiego: per lo Stato Italiano Lei doveva essere un investimento, in un luogo che serviva per preparare dirigenti o futuri comandanti militari. (17) [Consideriamola una scantonata stalinista di un “riformista progressista”, oppure, come è chiaro, scrivere senza sapere e senza pensare.]

Vuole un esempio? L’Ammiraglio Lillo, orgoglio di Noi Modicani! Invece lei è diventato solo un pensionato baby; l’istruzione da Lei ricevuta, sarebbe dovuta appartenere alla collettività. Lei, invece, ha fatto un po’ come i seminaristi, che dopo aver ottenuto la laurea, salutano la Chiesa Cattolica ed entrano nella società civile; questi almeno non sono retribuiti! Il mio 27, poi, è risultato che il sottoscritto ha ottenuto, studiando di sera, di notte e di mattina, perché di giorno lavoravo! Di conseguenza, caro pensionato baby, il mio 27 in confronto al suo 30 e lode, vale il doppio: 54 e doppia lode!!

Nell’avermi addossato amicizie democristiane come elementi loschi, mi corre ancora una volta, l’obbligo di ricordargli (e sempre per il suo bene...), che è urgente la visita particolare di uno specialista per le sue farneticazioni: nel merito dovrebbe approfondire i suoi studi per conoscere meglio i veri democristiani, perché, se li conoscesse veramente e il suo pensiero non fosse così tortuoso, non farebbe simili apprezzamenti su uomini che hanno contribuito a far crescere la nostra città. Dire democristiani per addossare colpe non significa niente; dire nome e cognome di chi ha operato con scelleratezza, significa parlare di cose concrete. Lei riesce solo a gettare fumo negli occhi, omettendo di fare nomi e cognomi... (18) [La democrazia cristiana è stata condannata dalla storia e "sciolta dall’acido" della corruzione dilagante.]

L’unica cosa è certa, è che Lei ha approfittato di leggi scellerate, fatte da politici amici suoi, (19) [Frase fatta e detta con superficialità come un democristiano che si rivolge ad un altro democristiano: sconosce che il mio Movimento politico non è stato al potere neanche un secondo].

ottenendo, con scivoli e controscivoli, (20) [Come altrove non sa quello che scrive perchè ignora(nte) la materia. Ci risulta che non ha neanche fatto il militare:non distingue un appuntato da un Assistente di polizia.] una posizione di pensionato furbo.

Inoltre le ricordo che in merito alla sua elucubrazione sulla percentuale dei voti da me e da Lei ottenuti nei vari appuntamenti elettorali, che, da che mondo è mondo, i voti si sono sempre contati uno per uno e non attraverso percentuali di comodo. Le spiego: se i voti di lista sono appena due, un voto rappresenta il 50%, ma sempre un solo voto è... ed è questo quello che le appartiene! (21) [Un’analisi che manca è quella di ipotizzare quanti voti lui avrebbe preso nel mio Movimento e quanti io nel suo Partito (ma quale dei tanti?): ipotesi impossibile da immaginare perchè io nei suoi partiti non ci sono mai andato, nonostante le offerte, perchè non potevo stare tutto il tempo a turarmi il naso come suggeriva Montanelli. Lui nel mio Movimento non sarebbe mai stato accettato “per assoluta incompatibilità politico-culturale”.]

Sig. pensionato baby, il vostro troppo pensare, presi dalla testardaggine di colpirmi con tutti i vostri sentimenti angelici, ha fatto in modo che il vostro compagno Nero Wolf, riformista progressista così come da Lei definito, abbia subito capito che, per mangiare, era meglio servirsi da sé prendendosi il biscotto... e dovete pure ringraziarlo perché non s’è preso la mano! E nel pensare con testardaggine che tutto giri attorno alla Vostra istruzione (non intelligenza...), Vi convincete che la gente vi apprezza. Poveri illusi!

Il vostro comportamento mi fa ricordare che, prima dell’evento dei motocarri per trasportare materiali, il sottoscritto aveva un somaro (u’ sceccu) che trainava il carro che serviva giornalmente per trasportare il gesso ai clienti. Quando dovevamo andare per il Corso Umberto, u’ sceccu era nervoso; infatti, arrivati al Monumento ai Caduti, l’animale aumentava la velocità tentando di dirigersi verso sinistra (San Pietro), perché andare in quella direzione, significava che le consegne del materiale sarebbero avvenute nella parte bassa e pianeggiante della città; quando, invece, si dovevano fare delle consegne a Modica Alta il percorso dirigeva verso Santa Maria/Via Fontana, dove la strada è in salita. E al Monumento di cui sopra, iniziava la grande sfida, fra la testardaggine del somaro che non ne voleva proprio sapere di prendere la direzione Santa Maria, e il sottoscritto, che doveva scendere dal carro e prendere u’ sceccu per la museruola,  girargli la testa con forza verso Santa Maria, in modo da vincere la sua interessata cocciutaggine. Adoperavo metodi parecchio convincenti, che lo portavano ad accettare l’idea che bisognava andare a Modica Alta; e così, l’animale si rassegnava alla fatica e riprendeva il tragitto verso la salita.

L’istinto testardo del somaro (u’ sceccu), era quello di risparmiarsi; il nostro pensionato baby continua testardamente, a non rendersi conto che il mondo gira anche senza di Lui... E di testardaggine in testardaggine, sono adesso convinto di avere avuto uno sceccu fascista! Credetemi ero preoccupato; ma ora mi sento tranquillo, perché mi avete rassicurato che possiamo amoreggiare fino alle prossime elezioni comunali, anche se da parte mia, Vi garantisco sin d’ora che le mie affettuosità Vi seguiranno anche oltre il maggio del 2007, sempre e solo per far conoscere alla nostra città di che elementi disponiamo, persone che prendono tutte le scorciatoie per una vita agiata, (22) [Sembra una nota comica finale perchè tutti possono immaginare da che lato sta l’agiatezza, comparando i miei incassi con i suoi.] salvo poi ergersi a giudici di tutto e di tutti.

Carmelo Carpentieri